Orizzontintorno Carlo Paschetto
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06 Non svegliateci
NOV Prima pagina
E comunque, per quanto voglia fare il sostenuto e cerchi di non farmi coinvolgere e travolgere dal facile entusiasmo collettivo che impazza ovunque, dai giornali ai blog di un po' ognidove, per giove!, quasi quasi cedo anche io e mi commuovo. Né posso fare a meno di pensare che appare essere davvero una gran bella favola. Quella che potrebbe riservarci il futuro.

Perlomeno la migliore che ci abbiano raccontato dal 1989.
14.48 del 06 Novembre 2008 | Commenti (2) 
 
05 Outing
NOV Diario, Spostamenti
Così è la seconda sera nella mia nuova casetta di Alba. Certo: non è il mio splendido appartamento di Sienna 72 in centro a Warszawa, né del resto Alba è Warszawa. Però ho tutto quel che mi serve ed anche qui sono in pieno centro, a pochi minuti a piedi dall'ufficio nonché dal mio usuale circuito per la corsetta serale.
Insomma: l'orizzonte temporale, qui, rischia di diventare ancor più lungo di quelli degli scorsi anni ad Arlon e a Warszawa, e dunque ci metto un po' di radici, ché della vita d'hotel, al solito, non ne potevo più.

Così, stasera, prima di rientrare mi sono fatto un giretto a piedi nel mio nuovo quartiere. Ché Alba è sì un francobollo ed ormai son mesi che ci passo le serate, ma irrimediabilmente e volontariamente autoingabbiato e cortocircuitato nella mia sequenza esco dall'ufficio - hotel, mi cambio al volo - esco per i miei 10km di corsa - hotel, doccia al volo - ristorante prima che chiuda - hotel, nanna.
Non che non la conosca Alba, intendiamoci, ma poi va a finire che tanto stai in hotel, tanto non c'hai voglia né tempo, tanto un ristorante vale l'altro e in quello dell'hotel si mangia pure bene, tanto domani sera risalgo a Milano.

Così ha smesso di piovere, son quasi le otto di sera e me ne vado a zonzo per le stradine del centro, e studio. Una focacceria e pizza al trancio proprio davanti a casa, un negozio di roba per ufficio, uno di telefonini, tanti ristoranti, ristorantini, caffè, pub, locali. Di fame, è chiaro, non morirò di sicuro. E comunque mi son portato la spesa da Milano, per il momento. Una salumeria, ecco. Un'edicola. Una libreria.
Poi lo trovo, finalmente, cinque minuti più in là, dietro Piazza Savona. Il supermercato.
Adesso so tutto quel che devo sapere.

Così il supermercato sta ormai per chiudere e tutto sommato io la spesa me la son portata da casa, per ora. Ma faccio a tempo ad entrare a dare un'occhiata, ché magari mi viene in mente qualcosa al volo. Gli yoghurt, ad esempio, ecco. I corn flakes. Formaggio.
Poi attraverso l'ultima corsia. Sono ad Alba, in un supermercato di Alba. No: va bene tutto, ma non ha alcun senso che compri - qui - i prodotti del mio cliente. Domani passo allo spaccio aziendale e faccio una scorta tipo attacco nucleare.
Però, però. Intanto.

Però tradirlo posso. Tanto non se ne accorge, vero?

Il supermercato è ormai vuoto, sono l'ultimo cliente e stanno per chiudere. Ho pochissimo tempo per scegliere. Devo decidere in fretta, non c'è tempo. Tradire, sì. Nessuno mi può vedere qui. Pago alla cassa abbassando lo sguardo per non farmi identificare.

Esco sotto la pioggia stringendo al cuore la mia tavoletta di cioccolato bianco, Milka. E sono contento.
22.07 del 05 Novembre 2008 | Commenti (1) 
 
05 Banana republic
NOV Prima pagina, Mal di fegato, Politica
Il punto non è la Gelimini. Né lo sono Bossi, per dire, o Calderoli, o Bondi, o La Russa - sto citando in ordine del tutto casuale. E alla fin fine nemmeno Mr. B (per quanto).
Il punto è che Frattini lo esportiamo.

E, capisci, in questo preciso momento quello sta in tv a dire che Obama e Berlusconi si assomigliano molto (nella piega del gomito, voglio supporre). E a difendere la politica di Bush.
La politica di Bush, capisci? Il mondo intero se n'è finalmente disfatto tirando un respiro di sollievo, persino Wolfowitz e Cheney ormai se lo scaricavano a vicenda manco avesse i pidocchi.
Avremmo addirittura preferito McCain pur di levarci Bush dalle palle e peraltro lo stesso McCain ha cercato in tutti i modi di prenderne le distanze (impresa paragonabile a quella di mandare un tucano equatoriale alla Casa Bianca).

Ma loro no. Nostra maestà aveva appena finito di congratularsi con lui qualche settimana fa, una roba che il Bagaglino al confronto è un programma di elevato profilo culturale, e mo' mi tocca sentire Frattini che ne pontifica la grandezza politica.

Io non ce la faccio. Ma come fate, voi?
21.29 del 05 Novembre 2008 | Commenti (0) 
 
05 Waiting for the big bang
NOV Prima pagina
Poiché è evidentemente impossibile, nell'ordine, a) scansare come la peste qualunque forma di retorica, b) aggiungere qualcosa di davvero intelligente, o perlomeno originale, ma soprattutto non superficiale e men che meno stupido, c) farsi largo nell'assordante rumore di fondo e mettere a fattor comune opinioni basate su fatti ed informazioni, non su quello che ne dice la parrucchiera ché lo ha letto sull'ultimo numero di Chi, va di moda nei salotti della capitale, sostiene Veltroni davanti al cappuccino (cioè, ci pensate? Obama ha vinto nonostante il tifo di Veltroni), e supponendo inoltre che sia ovvio da che parte tiri l'aria di questo blog, una piccola impronta qua dentro, a mo' di post-it personale, questo cinque novembre duemilaotto ce la lascerei comunque.

E dunque segnalo che:

- Ho sonno. Alle tre di ieri notte sono crollato. A quel punto, però, ero sufficientemente fiducioso.

- McCain ha fatto un gran bel discorso. Quello di Obama a Chicago ce lo si poteva aspettare (diciamo che era il minimo sindacale richiesto, se vuoi davvero far passare l'evento per storico), quello di McCain no. Applausi.

- Se per commentare le elezioni americane (ripeto: le elezioni americane) probabilmente pi determinanti degli ultimi trent'anni ti porti in trasmissione Eugenio Finardi come ospite opinionista, fra un miliardo e mezzo di possibili alternative (persino Flavia Vento sarebbe stata pi interessante), be', al confronto Porta a porta poi ti sembra un programma intellettuale all'altezza della BBC. Visto su La7.

- Mentre sono in auto che guido verso Alba sotto una pioggia infernale (e con un sonno terribile), telefona in radio una casalinga di Voghera e azzecca l'unico commento veramente degno di nota: date un qualunque tipo di speranza alla gente, oggi, e la gente vi si attaccherà a polipo in massa.
Miglior istantanea della situazione attuale di questo pianeta non avrei saputo darla.

- Aggiungo solo una cosa piccola piccola piccola: ok, l'aria che tira in merito in questo blog è pi o meno scontata. Ma, preciso l'opinione: l'opinione è che sono contento che non abbia vinto McCain. Che Obama sia davvero Babbo Natale ci vorrà tempo per scoprirlo e, senza nulla togliere alle eccezionali doti da comunicatore del personaggio, non c'è un vero elemento, per ora, sul quale scommettere che la sua presidenza possa essere così rivoluzionaria per l'umanità come buona parte dell'umanità medesima si attende sia. Tipo, ma voi, il programma di Obama, lo avete letto? Io solo cinque righe scarse, confesso.
Aspettiamo perlomeno a vedere quanto tempo ci metterà ad uscire dall'Iraq, ammesso che ne esca davvero, e in che modo. Aspettiamo di vedere se e come darà una svolta alla politica di confronto con l'Iran e con il Medio Oriente tutto. Aspettiamo di vedere se e come normalizzerà le relazioni con l'amico Vlad e con Pechino. Ecc, ecc.

Per adesso qui si gode solo a immaginare la faccia di nostra maestà. Sì, ha vinto il negher. Eh Eh. E mo', come la metti?
12.19 del 05 Novembre 2008 | Commenti (0) 
 
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