Orizzontintorno Carlo Paschetto
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05 Realpolitik
MAR Mondo piccolo
C'è un compagno di asilo di Leonardo, 4 anni, che va ripetendo a tutti con una certa insistenza che lui dominerà il mondo.

Non mi è ben chiaro se iniziare a preoccuparmi o se tutto sommato non ci sia nulla di cui temere: peggio del nostro imminente prossimo venturo non credo potrà essere.
17.34 del 05 Marzo 2008 | Commenti (1) 
 
05 Alka seltzer
MAR Coffee break
Un qualunque baretto nei pressi di Corso Como, Milano, quartiere da-bere.

La signora seduta nel tavolino al mio fianco sarà sui cinquanta, è ossigenata tipo Milva, indossa un orrendo tailleur color Ovomaltina, foulard griffato d'ordinanza, oro distribuito con (poca) misura qua e là, copia del Corriere nella borsa, insalatina dietetica e caffè, accento milanese sparato versione femminile della buonanima di Guido Nicheli, manager, molto manager, molto manager donna milanese anni duemila, parla a raffica con il suo compagno di insalatina-dietetica-una-cosa-veloce-che-ho-fretta, parla di business e di altra gente, dice che quelli al mondo non ci sanno proprio stare, dice che va bene che lei è molto benestante, dice che tra lei e quelli lì ci sono almeno due, anzi quattro, ma quattro proprio contati a spanne, livelli di differenza, dice che lei è di tutt'altro spessore.

Soprattutto, dice molti cazzo, pių o meno uno ogni quattro parole, sia come intercalare, sia nella variante non me ne frega un cazzo, o a te che cazzo te ne frega.

A ben rifletterci, trovo la mia vicina di tavolo l'epicentro ideale per la nuclearizzazione del territorio nello spazio immediatamente circostante la mia posizione attuale.
14.40 del 05 Marzo 2008 | Commenti (2) 
 
03 See the light
MAR Viaggi fra le note, Segnalazioni
Se n'è andato Jeff Healey. Se non avete mai avuto occasione di vederlo in azione, sappiate che avete perso qualcosa.
18.44 del 03 Marzo 2008 | Commenti (0) 
 
02 We can do it (va di moda)
MAR The summit quest, Running
Così, dopo dieci giorni di sosta forzata, sono tornato a correre un paio di volte con le mie vecchie scarpette. Ho ripreso naturalmente dal mio livello 4 modificato.
Be', è un fatto: a parte il ginocchio destro che fa ancora un po' male perché evidentemente non l'ho lasciato riposare abbastanza, per il resto è tutta un'altra storia.

Sono ormai sei settimane dacché ho iniziato questa avventura e la cosa pių curiosa è che sembra quasi raccogliere pių spettatori in tribuna di quanto non siano riuscite a fare altre scorribande pių tradizionali fra queste pagine, almeno per contenuto.
Io lo so che state aspettando di vedermi appendere le scarpette al chiodo e strafogarmi di salame Brianza qualità grana grossa: in effetti, solo a scriverlo mi è venuta voglia di tagliarmene un paio di fette spessore 2".

Invece sappiate che ieri ho concatenato 100 vasche non-stop, ottanta in un'ora secca, e ne vado molto fiero, anche perché quando sono uscito dalla piscina riuscivo persino a stare in piedi e a coniugare i congiuntivi senza allucinazioni particolari, ed oggi non mi sono tirato indietro davanti alla mia ormai consueta oretta di corsa distribuita sulle solite 7 serie da 6', come previsto dal mio livello 4.
Naturalmente il mio peso non è diminuito di una virgola, sempre a quota ottantaduepuntoqualcosa sto, ma Emanuela, che partecipa rassegnata a questa mia personale tragedia - in un rarissimo momento di empatia mi ha convinto che è solo perché sto trasformando la ciccia in muscoli.
E' così che adesso mi guardo pure allo specchio con una certa aria di sfida.

Nel frattempo inizio anche a ragionare sui primi effetti visibili di questo tour de force, soprattutto in relazione alle mie rinnovate ambizioni alpinistiche.

E' innazitutto evidente che il fiato sta inziando a venir fuori bene. A parte i mille metri saliti la scorsa settimana a ritmi (per me) d'altri tempi, i risultati sono palesi anche sulle cento vasche in piscina e nella corsa, dove ormai il fattore polmoni - al livello 4, naturalmente - non è pių un problema: fiato ne avanza e fra una serie e l'altra recupero molto rapidamente. Oggi ho addirittura concluso la mia oretta come Rocky Balboa, salendo una gradinata di corsa. Poi, siccome era buio a sufficienza (perché è ovvio che vado a correre solo quando è buio, il che fra un po' mi costringerà ad andare di notte...) ho anche fatto il balletto in cima alle scale, sollevando i pugni e gasandomi moltissimo, solo che in cuffia invece di "Gonna fly now" avevo Tom Waits che si lamentava e la scenetta mi è venuta malissimo.

Insomma, diciamo comunque che per sicurezza, e per dar modo al ginocchio di tornare a posto, un paio di livelli 4 me li faccio ancora, dopodiché passerò al 5.

Il fatto però è che la corsa e la piscina mi aiutano sì a rifarmi i polmoni, e dunque mi preparano alla salita: resta però il problema della discesa e, come ho avuto modo di rendermi ben conto proprio la scorsa settimana sul Piz Lunghin, quella è tutta un'altra faccenda.
In questo momento il mio punto debole sono proprio le gambe: muscolatura e legamenti, che fra l'altro sono stati anche stressati dalla storia delle scarpette antipronatura. Non a caso, il mio problema nel correre ora sono le gambe e le ginocchia, non il fiato.
Eccerto, lo so che pensate: ci vorrebbe della palestra per rinforzare le gambe. Però è fuori questione. A parte che non avrei il tempo per fare anche quella, ma poi: posso ancora sopportare di dover andare in piscina, ma una palestra no e poi no, non mi vedrà mai. Almeno credo.
Sta di fatto che il problema c'è e devo risolverlo.

Il mio primo obiettivo serio - nulla di che una decina di anni fa, ma adesso, dopo anni di inattività e con una preparazione in soli quattro o cinque mesi strappata alle serate del dopoufficio, un minimo ambizioso sì - per toccare la cima prevede circa 1700 metri di dislivello in salita in alta quota, comunque ancora una chimera per quanto mi riguarda, seguiti da una sberla di oltre 2500 metri di discesa, metà dei quali su ripidi ghiaioni e pietraie dove, fra l'altro, a tratti è anche bene correre per non prendersi qualche sassata in testa. In altre parole, significa che per stare del tutto tranquillo le mie gambe devono essere in grado di reggere tratti di corsa in discesa su pietraia con almeno una dozzina di chili di zaino in spalla, a pių di dieci ore dalla partenza.
Detta così, non mi sembra uno scherzo. Eppure lo fanno migliaia di persone in continuazione, tutti gli anni, molti dei quali ben pių avanti di me con l'età. Quindi non è un obiettivo così impossibile da raggiungere.

Tuttavia, ho l'impressione che non andando in palestra l'unica via, per me, sia quella di allenare le gambe il pių possibile direttamente in montagna. Soprattutto, devo stare attento a non caricare e forzare troppo, perché per ora è pių facile che mi faccia male stupidamente, considerato che le mie ginocchia non sono davvero pių abituate da anni, né a sostenere un qualunque sforzo fisico impegnativo, né a sostenere i dieci chili in pių che quello sforzo pretendono di affrontare.

Del resto, parlando dei miei obiettivi con il mio medico - una classico dottore di campagna che fa continuamente di sì con la testa e mi guarda sempre con un'aria di compassione tipo guardi che io ho da lavorare, ho qua fuori in sala d'attesa cinque pensionati con il raffreddore e la sinusite, non mi faccia perdere tempo e si levi dai piedi - il mio medico, dicevo, quando gli ho spiegato che ho intenzione di fare, ha all'improvviso smesso di farsi i cacchiacci suoi, ha alzato la testa, mi ha guardato da sotto gli occhiali e ha detto: Ebbè, questa è una prestazione agonistica in effetti... per sicurezza facciamo un bell'elettrocardiogramma sotto sforzo, eh?

Capite bene che, se spendo anche i soldi dell'elettrocardioquelchel'è, ormai vado in fondo alla faccenda...
...Forse. Ché c'ho sempre quel salame nel frigo che mi guarda.

P.S. A qualcuno interessano un paio di scarpette antipronamento numero 44? :-)

P.P.S. Sì, sì, lo so: le elezioni in Russia, il Kosovo, il Ciad, le olimpiadi a Pechino... Non ce ne ho voglia, ho da correre io.
23.43 del 02 Marzo 2008 | Commenti (5) 
 
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