Orizzontintorno Carlo Paschetto
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22 Echoes
GEN Diario, Spostamenti
Quando ne hai uno in Belgio, uno a Lussemburgo, uno in Austria, un paio in Francia, altri due in Italia (un altro ancora non è proprio chiaro dove sia ed è dato per disperso), e chiami a raccolta anche quelli in Spagna, in Portogallo, in Scandinavia, e devi pure rispondere a quelli in Canada e negli States, le e-mail viaggiano rapide, le telefonate si intrecciano, tutti sono coordinati e c'è pure il tempo per farsi due risate e scambiarsi le notizie meteo dai vari fronti, be', a voi parrà una cazzata, ma io amo questo lavoro.

[Poi, per carità: da domani riprenderà anche la solita pioggia di schiaffoni, ma intanto adesso siamo qui, ai quattro angoli del continente, a cercar di far quadrare il quadrabile, e se non è un viaggio questo...]
18.12 del 22 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
21 Globāl (a.k.a. Arlon two years later)
GEN Spostamenti
Tipo, partire dalla stazione di Rouen Rive Droite alle 16.09, dopo aver lasciato l'auto a noleggio in evidente divieto di sosta per le prossime ventiquattr'ore perché anche il parcheggio a pagamento della stazione è al completo e non hai tempo da perdere, prendere l'intercity per Paris St. Lazare, arrivare a Paris St. Lazare puntuali come un orologio - pardon, treno - svizzero alle 17.44, scendere a Paris St. Lazare - che sono quindici anni almeno, no, sedici, dall'ultima volta che sei stato a Parigi, e fra l'altro anche allora eri venuto per lavoro, ma ti eri fermato qualche giornata e invece oggi - hai solo trentanove minuti di tempo per: capire in che punto di Parigi ti trovi, capire al volo come fare per raggiungere la Gare de l'Est, escludendo i taxi che sei in piena ora di punta e hai presente, no?, Parigi in ora di punta, così ti infili diretto senza nemmeno pensare nella metro, ché tanto a Parigi la metro porta comunque dappertutto, è un assioma, dodici secondi per studiare al volo la prima mappa che ti trovi davanti, due secondi per verificare che vous ete ici e che la Gare de l'Est est di là (italiano, di là intendo), devi prendere la linea E della RER, oui, segui i cartelli, ti infili nel tunnel della RER, ti fermi davanti alla biglietteria, c'è solo una tipa e una coda infinita - non vorrai bloccare tutta la coda dei pendolari parigini incazzati, vero - così quand'è il tuo turno ti avvicini allo sportello e, molto molto timidamente, chiedi excusez moi, parlez vous anglais, e così hai praticamente esaurito tutto il tuo peppiniano vocabolario di francese, ma quella naturalmente ti risponde sorridendo non non, così, come nulla fosse, ti ricordi che hai lavorato per sette mesi ad Arlon e, con estrema nonchalance (si scrive così?), dici che je doit aller a la Gare de l'Est (il francese non lo so, per cui è ovvio che a scriverlo invento, no?, non state a fare i pignoli che è tardi) e lei ti risponde che sei sulla via giusta e ti spara due biglietti da una corsa, perché tanto che ci sei ne prendi uno anche per domani quando farai il tragitto a ritroso verso Rouen e avrai ancora meno minuti a disposizione, e così, trascinando il tuo trolley compagno di mille battaglie, lo zainetto del pc, e contemporaneamente - contemporaneamente - rispondendo a una telefonata di lavoro che ti arriva proprio in quel momento - e naturalmente a Parigi il cellulare prende benissimo anche nei tunnel della metro - scendi ancora pių sottoterra e, sebbene tu abbia capito che da qui tutti i treni vadano verso la Gare de l'Est perché sei al capolinea della linea E e quindi puoi prendere quello che vuoi, ti chiedi se devi scendere verso la banchina di destra, vois 32 e 34, o quella di sinistra, vois 31 e 33, quando con la coda dell'occhio intercetti un tabellone luminoso e, continuando a telefonare e trascinandoti sempre dietro il trolley, il pc, ecc, ti sembra di capire che il prossimo treno stia partendo dal vois 31, così te la giochi, ché sei in pieno videogame e i minuti passano, prendi al volo il treno al vois 31 schiacciandoti in mezzo alla folla di pendolari e mentre sei al telefono riesci anche a chiedere al pendolare appiccicato al tuo naso, che stai prendendo a colpi di trolley sui menischi, se s'il vous plait, pour la Gare de l'Est on va bien, e lui ti sorride e ti dice che oui, devi sortir alla prochaine, e così attraversi mezza Parigi in un colpo con un'unica fermata e scendi a Magenta, e sopra la tua zucca c'è la Gare du Nord, ma i cartelli ti dicono che stai andando bene anche per la Gare de l'Est e quindi hai già vinto un bonus e vai forte dài che ce la fai, e fra parentesi per fortuna nel tunnel della metro fra una stazione e l'altra il segnale del cellulare è caduto bontà sua, e insomma schizzi fuori dalla metro e ti ritrovi in mezzo a Parigi, che non è esattamente come essere in centro a Villasanta, e vedi dall'altro della strada un cartello che indica Gare de l'Est, e per fortuna almeno ha smesso di piovere, guardi l'orologio, attraversi la strada, percorri a tempo maratona i trecento metri che ti separano dall'ingresso della gare, punti il tabellone, tutto in orario, ancora quindici minuti, abbastanza per a) comprare un panino al salame e una bottiglia d'acqua, b) renderti conto che hai sì il biglietto per il TGV per Lussemburgo ma non hai la prenotazione obbligatoria, c) fiondarti alla biglietteria, tre minuti di coda, parlez vous anglais, oui, ohcheculo, ma vai avanti in francese lo stesso perché ormai sei completamente in palla e non vuoi compromettere la prestazione da record, d) uscire sessanta secondi dopo con la tua prenotazione, così ti imbarchi sul TGV per Lussemburgo pronto al binario senza nemmeno aver bisogno di correre, osservi che sul TGV per Lussemburgo per fortuna c'è la presa di corrente ad ogni posto e quindi puoi attaccarti con il pc, perlomeno in prima classe, ti accorgi che hai scordato a Rouen il caricabatteria del cellulare porcaccio giuda e quindi fra un po' sei a secco, almeno fino a domani sera al tuo rientro, e vabbè, parti in perfetto orario per Lussemburgo, ti accorgi anche che il tuo abbonamento per dieci ore alla connessione Internet con Orange France qui non serve a una cippa perché prevede che ci sia un hotspot disponibile, e ovviamente sul treno non c'è, e quindi ti fotti tu e quelle dodici e-mail che dovevi inviare nel frattempo, anche perché se provi a inviarle con la tua scheda dati Vodafone ti costa un mutuo, arrivi a Lussemburgo spaccando il minuto alle 20.44, ti ricordi che l'ultima volta che sei venuto a Lussemburgo in treno è stato nel 1993 ed anche allora, guarda un po', c'eri venuto per lavoro, ma la volta prima in treno a Lussemburgo è stato nel 1983, quando te ne andavi a zonzo per l'Europa con lo zaino e il sacco a pelo e il tuo primo Interrail e, oh, son passati ventisei anni, non so se mi spiego (minchia!) e insomma sta di fatto che il treno per Arlon parte alle 21.24 e tu non hai il biglietto, quindi nuova biglietteria, ormai tu e il francese siete come tu e l'occitano, e quindi in pochi minuti esci dalla biglietteria felice possessore di un biglietto andata e ritorno Lussemburgo - Arlon - Lussemburgo, ché domani pomeriggio alé, videogame a rovescio, e parti pacifico e puntuale per Arlon alle 21.24, spaccando il secondo questa volta, ed alle 21.44 il treno, in questa fredda serata di gennaio, a quasi due anni di distanza, ti risbarca nella tua Arlon, dove a prenderti alla stazione c'è l'immancabile Gianluca, appena arrivato da Francoforte con una macchina a noleggio targata quindi D, che siccome sei in Belgio e sei reduce da una giornata così capisci che è proprio la ciliegina sulla torta, e Gianluca e la macchina targata D ti accompagnano infine all'Arlux.

Buon compleanno C. E welcome back in Arlon, ché tanto lo so che le vuoi bene.

P.S. All'Arlux hanno cambiato la moquette, da verde acido a marrone cacca. Adesso è un Best Western...

Paris, Gare de l'Est
02.00 del 21 Gennaio 2009 | Commenti (5) 
 
21 A parte tutto
GEN Prima pagina
Per quanto sia stata una giornata piuttosto difficile, oggi mi sono svegliato in un mondo nel quale non c'è pių G.W.B.
Al di là di ogni altra considerazione, basta a fare di questo un gran giorno per l'umanità tutta.
00.29 del 21 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
20 This week schedule
GEN Spostamenti
Si torna a zonzo per lavoro. Questa sera sono a Rouen - e ne ho approfittato per riconciliarmi con il Calvados. Domani pomeriggio me ne vado ad Arlon (indovinate un po'? Si torna al mitico Arlux!) e giusto per far la cosa un po' più cool ci vado in treno, via Parigi-Lussemburgo, ché in aereo impiegherei lo stesso tempo e mi dovrei smazzare in macchina il viaggio fino a Parigi. Dopodomani sera rewind Arlon-Lussemburgo-Parigi-Rouen, e vabbè, ancora in treno naturalmente. Infine, venerdì me ne torno in Italia.

Il volo per Parigi di questa mattina pareva un AZ, ma in realtà era un code sharing AF. Infatti sono partito, in anticipo, e sono atterrato, ancor più in anticipo. A bordo non c'era un cane. Malpensa è deserta e i banchi del check-in Alitalia non ne parliamo. Mancavo da queste parti da un anno ed è come si legge sui giornali: surreale.

Non ce n'è: in Normandia mi sento a casa, io. Anche con la solita pioggia orizzontale, il consueto vento che Odino lo strafulmini, insomma, tutto come di norma. Compresa la meravigliosa luce del nord al tramonto. Rimandata piattata di cozze a giovedì sera con cena sulla Manica, tipo ad Honfleur, magari. Per stasera, una classica potage du jour. Mi sa che bloggo domani dal TGV Paris - Luxembourg, che secondo me fa molto blogger-in.

Rouen
00.39 del 20 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
15 Meteolive
GEN Mumble mumble
Questa mattina ad Alba sta accadendo un fenomeno atmosferico piuttosto curioso: piove a tre gradi sotto zero.
Il risultato è che la pioggia, appena tocca l'asfalto o ad esempio il metallo freddo e i cristalli delle auto, gela immediatamente creando una patina di ghiaccio vetro spesso qualche millimetro. La mia macchina era praticamente completamente ricoperta da un foglio di ghiaccio compatto e camminare per strada senza fare attenzione può essere poco salutare.

Per quanto frequenti climi freddi e montagne da quando son nato, non mi era mai capitato prima di assistere ad un fenomeno simile. Qualcuno ha idea di come si spieghi?
Secondo me è dovuto ad un processo di inversione termica, per cui la temperatura a bassa quota è inferiore di cinque o sei gradi rispetto a quella in altitudine. Così, piove in alta quota e le gocce di pioggia, pur attraversando uno strato pių freddo, non fanno a tempo a trasformarsi in neve. Appena toccano il suolo, zac, ghiaccio immediato.

Per la cronaca mi dicono che hanno chiuso per ghiaccio il tratto autostradale da Asti ad Alba.

*** UPDATE (ecco la spiegazione, fonte meteo.it):
"LA PIOGGIA CHE GELA: quando aria pių mite in quota si sovrappone a strati gelidi presenti nei bassi strati, l'eventuale precipitazione, sotto forma di pioggia, giunge al suolo ivi congelando e formando un film gelato pericolossisimo per la circolazione stradale. E' quello che è accaduto stamane e sta accadendo in queste ore sul Piemonte, specie Astigiano, e Alessandrino. In tali casi NON va usata l'auto e vanno chiuse strade ed autostrade. E' equiparabile ad un evento naturale eccezionale per la gravità e per le conseguenze."
11.19 del 15 Gennaio 2009 | Commenti (2) 
 
07 Domani ci riprovo (ad arrivare ad Alba)
GEN Fotoblog, Prima pagina
Alcuni irrisolti ed originalissimi dubbi esistenziali, alla luce del fatto che: ha nevicato per quasi quarantotto ore consecutive; la nevicata eccezionale era stata abbondantemente prevista con precisione millimetrica, tant'è che in molti sono rientrati dalle ferie con un giorno d'anticipo e nessun essere dotato di pollice opponibile è rimasto colto di sorpresa; oggi era il primo giorno lavorativo dopo il ponte e in teoria avrebbe dovuto coincidere con la riapertura delle scuole; già da ieri mattina in tutta l'area milanese - e suppongo nel resto dell'Italia nord-occidentale - si faceva a gara a chi faceva il pupazzo di neve più alto e le previsioni dicevano che i nostri pupazzi sarebbero peraltro stati seppelliti durante notte.

E dunque:

1) Perché questa mattina alle otto la tangenziale ovest di Milano era conciata peggio di una pista olimpica da sci ed era del tutto evidente che nelle ultime ore non fosse passato uno straccio di mezzo spazzaneve? Stiamo parlando - per i non milanesi - di una delle principali arterie di scorrimento dell'intero nord Italia, principale via di accesso a Milano e punto di raccordo di ben quattro autostrade: l'Autosole, quella da Genova, quella da Torino e la Milano-Laghi. Non so se mi spiego.

2) Perché in Piemonte ed in Liguria è stato proibito il transito sulle autostrade ai mezzi pesanti, ed in Lombardia no?

3) Perché la chiusura delle scuole nell'area milanese è stata annunciata completamente a casaccio, a scacchiera, in buona parte senza pianificazione e magari in corso di giornata? Tipo, la scuola di mio figlio che mi ha inviato una e-mail (!) alle undici del mattino per annunciarmi che oggi e domani sarebbe rimasta chiusa, come da ordinanza del sindaco di Monza.

4) Perché, nonostante tutto, qualche sciagurato che ci prova senza catene e senza gomme da neve c'è sempre?

5) Perché in autostrada ho visto (per l'appunto) TIR viaggiare - condizioni del fondo stradale come da foto seguenti - a più di sessanta-settanta all'ora e sorpassarmi in seconda corsia? E ne ho visti parecchi, non due o tre. In compenso non ho visto uno straccio di pattuglia della stradale. E sì che in auto ci sono rimasto più di tre ore su una distanza di ottanta chilometri.

6) E infine: se l'ATM di Milano dichiara che gli autobus viaggiano a passo d'uomo, ma così anche le auto e il sindaco Moratti afferma che erano attesi venticinque centimetri di neve e invece ne sono caduti quaranta, è moralmente accettabile, democratico, equo e solidale prenderli tutti a calci nel culo sedere?

Dalla finestra di casa, ore 7
Partenza da Villasanta per Alba, ore 7.45
Raccordo A4 Milano nord, ore 8.30
Tangenziale ovest, ore 9.30
Rientro sconfitto a Villasanta, ore 11
18.12 del 07 Gennaio 2009 | Commenti (2) 
 
07 Certified 3.1 (thanks for the hat)
GEN Fotoblog
Ieri sera lo abbiamo lasciato così.

Stamattina era così:

18.09 del 07 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
07 Wrapped up
GEN Fotoblog
Avere un blog, fra le altre cose, assomiglia talvolta ad un filo rosso teso fra le caselle dei calendari (che il colore della metafora, poi, sia proprio il rosso, c'azzecca davvero poco considerato il tema all'origine).
Così, per dire, lo scorso anno era il 7 gennaio, ma fu appena sufficiente per questo. Invece, due anni fa venne quella indimenticabile del 28 gennaio, anche se ad occhio 'stavolta la facciamo almeno pari. E poi, anche quella di marzo 2005 non scherzò affatto.

Passano gli anni e il caso vuole che mediamente la ricorrenza cada più o meno quando passano anche per me, perlomeno sulla carta d'identità. Io son sempre qua. Ed ogni volta non mi sottraggo ad uno dei miei appuntamenti preferiti.
..
[Continua a leggere]

00.48 del 07 Gennaio 2009 | Commenti (1) 
 
07 Certified 3.0 with hat
GEN Fotoblog, Mondo piccolo
Se ne parla nel prossimo (dell'ineluttabilità del continuum; puntate precedenti qui e qui).

00.46 del 07 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
06 Un anno dopo, un anno in pių (per entrambi)
GEN Viaggi verticali
Giornata sugli sci con Leonardo. Valsassina imbiancata da un paio di metri di neve, roba che devo risalire indietro con la memoria di almeno trentacinque anni per ricordarmela così. Rientro nel tardo pomeriggio che già quasi fa buio.
E mentre ci avviamo verso l'auto, il cielo ci saluta con un tramonto così sulla Grignetta.

Che altro?


P.S. Va da sé che il Grignone mi aspetta a breve per un'altra salita invernale, che con una neve del genere e il vento che ha tirato le scorse settimane non voglio nemmeno immaginare lo spettacolo delle cornici di vetta.
P.P.S. Leonardo mi fa notare che i curvoni supervelocissimi gli riescono però solo in discesa. L'ho rassicurato confessandogli che in effetti è così anche per me.
00.57 del 06 Gennaio 2009 | Commenti (0) 
 
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