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Ricevo e volentieri pubblico:
"Caro amico,
so che questo email verrа a voi come sorpresa ma lo voglio capire che mio mettendoti in contatto con siate divino. Ho ottenuto il vostro contatto dall'opuscolo internazionale e che ho deciso di metterselo in contatto con, questo sono un messaggio personale trasmesso voi, dovrei essere trattato nell'alta riservatezza, io sono molto spiacente circa i miei modi del metodo mentre avete letto questo, io so che sarete sorpreso leggere da me, ma prego lo considerate questo come richiesta da me personalmente ma inoltre don' la t lo vuole ritenere spiacente per me, perchй, credo che tutto muoia qualche giorno.
Il mio nome и sig.ra Deborah Hamson un il commerciante in Doubai, nei U.a.e. Ho lavorato con la compagnia petrolifera del Kuwait ed anche otto anni come appaltatore. Sono stato diagnosticato con cancro esofageo. Defiled tutte le forme di trattamento medico ed ora ho soltanto circa alcuni mesi da vivere, secondo i medici specialisti. Non ho vissuto specialmente cosм bene la mia vita, come mai realmente mi sono preoccupato per chiunque (non neppure io stesso) ma il mio commercio. Benchи sia molto ricco, non ero mai generoso, ero sempre ostile alla gente e soltanto sono stato messo a fuoco sul mio commercio come quella era l'unica cosa che mi sono preoccupato per.
Ma ora mi rammarico tutto di questo mentre ora so che ci sono piщ a vita che appena volendo avere o fare tutti i soldi nel mondo. Credo quando il dio mi dа una seconda opportunitа di venire a questo mondo che vivrei la mia vita un modo diverso da come ho vissuto esso. Ora che il dio lo ha denominato, ho voluto e dato la maggior parte della miei proprietа e beni ai miei membri della famiglia allargata ed immediati cosм come alcuni amici vicini.
Cosм, ho deciso di dare le elemosine alle organizzazioni di caritа, poichи voglio questo essere uno di ultimi buoni documenti legali che faccio su terra. Finora, ho distribuito i soldi ad alcune organizzazioni di caritа nei U.A.E, in Algeria ed in Malesia. Ora che la mia salute si и deteriorata cosм male, non posso fare questo io stesso piщ. A membri una volta chiesti I della mia famiglia per chiudere uno dei miei conti e per distribuire i soldi quale ho lа all'organizzazione di caritа in Bulgaria e nel Pakistan, hanno rifiutato e mantenuto i soldi a se stesso. Quindi, non se lo fiderт di piщ, poichи sembrano non essere soddisfatte con che cosa ho lasciato per loro.
L'unica persona che mi sarei fidato di per fare questo con и il mio avvocato ma и un uomo molto occupato poichи и occupato con altre mansioni ufficiali, cosм non avrebbe il momento di aiutarlo con questa missione mentre voglio vedere questo fatto prima della mia morte. Gli ultimi soldi che ho che nessuno sa di sono il deposito di contanti enorme di otto milione dollari $8.000.000.00 che ho con lle finanze/compagnia di sicurezza all'estero. Lo vorrт aiutarlo a raccogliere questo deposito ed a spedirlo alle organizzazioni di caritа. Non voglio una situazione dove questi soldi siano utilizzati in un modo Godly dell'ONU.
Quindi, il motivo per prendere questa decisione GRASSETTO non и perchй sono impaurito della morte, ma voglio assicurarmi che cosegni i miei soldi a qualcuno che li distribuisca alla gente bisognosa e povera. so dove sto andando, io so che sto andando essere nel bossom del creatore. Non ho bisogno di alcuna comunicazione del telefono in questo senso dovuto la mia salute di deterioramento ed a causa della presenza di parenti intorno me. Non lo voglio sapere circa il suo sviluppo lo ho non se li fiderт di piщ, poichи sembrano non essere soddisfatti con che cosa ho lasciato per loro. Ho messo 20% da parte per voi e per il vostro tempo.
Per concludere, sia conscio che nessuno sa che se lo sono messo in contatto con per questo, a questo effetto che dovreste prego mantenere questo email confidenziale se siete interessato o non perchй se c'и ne dei miei membri di famiglia scopre che gli ho fornito questi informazioni, potrei perdere tutto a loro.
Sulla vostra risposta inoltre pubblicherт a voi un email con l'autoritа su esso che gli permetterebbe di mettersi in contatto con il mio avvocato all'estero. Sia prego sempre prayerful interamente con la vostra vita. Tutto il ritardo nella vostra risposta mi darа la stanza nel sourcing per un non governativo, o non un religioso ed o non un'organizzazione di profitto o migliorerа ancora un individuo per questo stesso scopo. Assicurilo prego che vi comporterete appena come ho dichiarato qui. Gli fornirт piщ particolari una volta che rispondete questo email. Spero di leggere da voi presto.
Migliori riguardi…
Sig.ra Deborah Hamson" |
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A proposito: le foto di domenica sono le prime partorite dalla new entry acquistata apposta per seguirmi nelle scorribande in montagna. Ormai rassegnato da tempo a non caricarmi più la reflex nello zaino - ché già faccio fatica a portar me stesso, figuriamoci mezzo quintale di apparecchiatura fotografica sulle spalle - le scorribande degli ultimi anni, con pochissime eccezioni, erano state praticamente tutte documentate grazie ai servizi della piccola ed efficiente, ma ormai datatissima, compattina o addirittura dal cellulare che, di fatto più contemporaneo, ha addirittura obiettivo e software migliori - e mi vien la pelle d'oca ad ammetterlo.
Così, come mio solito, mi son sparato un mesetto di benchmarking approfondito e infine ho scelto questa. Perché? Per via dell'obiettivo, dello zoom ottico, del diplay grande e luminoso (fattore determinante dovendo usarla principalmente per fotografie all'aperto, in luce piena e spesso in mezzo alla neve), del tipo di stabilizzatore e del metodo di elaborazione del rumore a ISO elevati (in pratica, non fa un tubo e non applica filtri: fotografie qualitativamente peggiori, ma rielaborabili a piacere).
La mancanza di controllo totalmente manuale (che comunque, per macchine di queste caratteristiche e potenzialità, è davvero un limite stupido) non è un problema: considerata la destinazione d'uso (foto al volo in condizioni impossibili - leggi, mentre stai salendo, scendendo, sei appeso a una corda, indossi guanti spessi, fa sempre un freddo porco, sei stanco morto, ecc.) l'idea alla base non è certo quella di farsi sofisticate menate su scelta esposizione ed apertura. Anzi, il fatto che abbia un bel po' di impostazioni preprogrammate, avanzatissime ed iperintelligenti, ne fa esattamente il prodotto che mi serve. Si spera.
Concorrenza eliminata: questa, questa e questa.
Dai primi risultati, comunque, direi che con le digitali almeno su un punto non c'è proprio nulla da fare - non con le mie scarse capacità di fotografo, perlomeno: in condizioni di elevata luminosità e contrasto, le nuvole bianche sparano sempre e perdono ogni dettaglio. In altre parole, nei panorami con luce intensa mi vengono sempre uno schifo.
Aspetto però di trovare il tempo almeno per leggermi il manuale istruzioni.
In ogni caso, ci sarebbe da aggiornare questo. |
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L'apertura di stagione, nel senso delle pelli di foca, quest'anno arriva tardi e dopo qualche pistata domenicale dedicata a Leonardo. Si va alla Madonna del Cotolivier, gita facile facile dalle parti di Sauze d'Oulx, interamente per boschi: più che altro, abbiamo puntato a qualcosa in totale sicurezza, considerata la quantità assurda di neve in circolazione e le condizioni del manto, con crosta ventata un po' ovunque e strati superficiali a bassa quota già rovinati dal ciclo di disgelo diurno e rigelo notturno.
Il risultato non è stato un granché. Un po', appunto, la bassa quota, un po' il bosco, un po' il tempo stupido con sole a tratti e qualche raffica di vento teso: fatto sta che la discesa è stata orrenda, con neve gessosa tipo vinavil che s'attaccava alle solette formando uno zoccolo ingovernabile. Che ti verrebbe anche da stramaledire un pochetto il dio delle nevi, se pensi che a terra ce ne sono almeno un paio di metri, apparentemente ancora polverosi, perlomeno a tratti.
Invece 'na cippa, non si va proprio, a parte Bruno che come al solito riuscirebbe a concatenare due serpentine dovesse pure sciar giù da un pendio di bostik appiccicato a un ghiaione.
Tutto sommato, comunque, importa un fico: ciò che conta è aver fatto la prima traccia anche per il 2009. Soprattutto, a poche ore dai 16km della sera precedente, corsi in 1h32'. La mezza nelle due ore è ormai a portata di mano, anzi: di gambe.
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Non sono tanto i risultati delle elezioni in Sardegna in sé a confermare una volta di più, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che questo Paese ha davvero dei problemi molto, ma molto, seri - per usare un eufemismo.
Non è nemmeno tanto il fatto che pure questi risultati arrivino a valle di settimane che hanno visto il Belpaese completamente schiacciato dalla ferocia onnipotenza superpartes di Nostro Signore Mister B. - impossibile, con tutta la buona volontà, non vederci un parallelo fra certi attuali atteggiamenti sfacciatamente arroganti e lo storico "me ne frego" - e della quantomeno curiosa santa ed inossidabile alleanza del governo con le stanze del Vaticano, che ha una volta di più trasformato l'Italia in una succursale medievale dello Stato Pontificio facendo carta straccia della laicità del nostro ordinamento: in questo Paese, oggi, 2009, XXI secolo, è possibile che un signore anziano con un cappellino rosso, cittadino di un vicino minuscolo ed insignificante Stato teocratico, possa permettersi di dire che le leggi di Dio si erigono al di sopra delle leggi dello Stato anche per i nostri cittadini italiani, senza che nessun esponente del governo italiota si opponga o abbia qualcosa da dire. Anzi, tutti lì pronti ad allinearsi alla volontà di Dio - per meglio dire, di quella del colonnato di San Pietro, ché la volontà del Padreterno non c'entra un accidente e probabilmente sta da un'altra parte.
Per non parlare delle stravaganti leggi razziali - chiamiamole una buona volta con il loro nome, per quel che sono - e delle proposte normative censorie sull'utilizzo di Internet che palesano la totale ignoranza istituzionale sul tema trattato, dell'intolleranza manifesta verso qualunque forma di dissenso, degli attacchi alla Costituzione ed a tutte le istituzioni dello Stato che per qualche motivo non appaiono allineate ai voleri dell'impero, dell'ondata di disinformazione totale nella quale vengono da tempo annegati i cittadini tutti assieme alla somministrazione di oppiacei mediatici a dosi da elefante, della volgarità, della tracotanza, della supponenza, della maleducazione (nel senso più generico del termine) verso le quali sta sprofondando la Penisola tutta.
Non è, infine, nemmeno il fatto che se questo Paese è così è evidente che è così che ce lo meritiamo. Perché siamo noi stessi - intesi numeri alla mano e supponendo garantite le basi minime della democrazia, più o meno - a non riuscire, dunque probabilmente a non volere, modificarne lo status. Siamo vittime di noi stessi, consapevoli solo del risultato del derby quale orizzonte ultimo della nostra catena di valori esistenziali.
No, il punto è tutt'altro.
Il punto è che nel bel mezzo di questo ormai inarrestabile tsunami, in questo delirio totale, nel nostro nauseante sfacelo quotidiano, Veltroni - in un momento, forse l'ultimo!, di lucidità senile - dia le dimissioni, immagino illuminato dalla Madonna di Santa Binetti.
E che il coordinamento del PD si opponga.
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| Praticamente un
colpo di stato, da qualunque punto di osservazione e comunque
la si voglia leggere. Se proprio non volete usare altri termini
più espliciti, possiamo provare con teocrazia. |
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Cioè, questo sarebbe un pezzo del mio anello abituale da
dieci chilometri al Parco di Monza, l'unico peraltro aperto (solo
nei giorni feriali) al traffico, quindi, almeno in teoria, il più
scorrevole, pulito e regolare dell'intero percorso, due chilometri
e mezzo di rettilineo (in salita) così monotoni e noiosi
che l'unico modo di sopravvivere, mentre corri, è concentrarti
sulla linea bianca continua a bordo sede stradale e cercare di seguirla
dall'inizio alla fine, perché in condizioni normali ci sarebbe
appunto una linea bianca continua a bordo sede stradale, ed una
anche in mezzo alla carreggiata a dirla tutta, a separare le corsie,
e asfalto lucido e piallato da milioni di passaggi, ché siamo
al Parco di Monza, latitudine quarantacinque e spiccioli, mica a
Rovaniemi, hai presente Rovaniemi, no?, dove è normale che
sei mesi all'anno le strade siano ricoperte da uno strato di ghiaccio
e neve battuta spesso dieci e più centimetri, cioè,
Rovaniemi dico, mica il Parco di Monza, non so se mi spiego, perché
ormai è da fine novembre che il Parco è più
facile trovarlo così che in condizioni normali da latitudine
quarantacinque con riscaldamento globale e buco nell'ozono come
da norma, ed io mi sarei anche un pochetto rotto di correre ogni
volta con le scarpette fradicie, inzuppate di neve, passando la
mia oretta da temprato corridore più che altro a cercare
di non scivolare e farmi l'osso sacro, invece di concentrarmi tranquillamente
solo sul cronometro, ché diciamolo, farebbe anche un pochino
freddo eh?, poco poco per carità, ma correre perennemente
a zero o poco più giù, dopo un po', romperebbe le
scatole anche al santo patrono dei runner, non che preferisca correre
d'estate a più trentacinque, questo no, ma ecco, non si potrebbe
avere solo per qualche settimana, diciamo, un pacifico più
dieci-dodici, umidità al cinquanta per cento, no brezza,
fondo stradale (e sterrato, dove occorre) perfettamente asciutto,
secco e adatto alla trazione, raggio di sole appena appena riscaldante
e non troppo basso sull'orizzonte ché il rettilineo qua sotto è
perennemente controsole al primo pomeriggio e si sa che io di mattina
proprio non ce n'ho di andare a correre, e tuttavia è pur
vero che anche ieri sera ad Alba ho corso sotto una fittissima nevicata
pesante e fradicia che aveva reso tutto il fondo stradale più
insidioso di una pista da slittino, e tant'è sono rientrato
con le solite scarpette fradicie zuppe, per non parlare di tutto
il resto, che quando mi sono messo infine sotto alla doccia non
ho avvertito alcuna differenza non fosse per la temperatura dell'acqua,
che da neve fradicia zero gradi è passata di colpo a tremila
piombo fuso (il solito rubinetto o tutto o niente).
E insomma, ci deve essere un modo meno stressante di vivere il proprio
inesorabile decadimento fisico. Intanto mi ci faccio mezzo barattolo
di Nutella a cucchiaiate e ci penso su.
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Parco di Monza, 2
febbraio 2009
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Due cose al volo, che non c'entrano nulla, ma giusto per togliermi un paio di sassolini dalle scarpe.
Uno. Detto che non me ne può fregare di meno (e già, il solo premetterlo, palesa evidentemente il contrario), la hostess Alitalia non solo può fare il cavolo che le pare, ma ha tutto il sacrosantissimo diritto di mettersi un cappio al collo e allo stesso tempo di chiedere aspettativa per andare a giocare al GF. Non esiste ragione al mondo per cui le due cose siano in antitesi. Con buona pace di quei supponenti palloni gonfiati che l'attaccano in tv e del tutto indipendentemente dalla questione Alitalia e dallo scandaloso modo in cui è stata affrontata da tutte le parti in causa: governo, sindacati, piloti ed hostess.
Il fatto che la tipa di cui sopra venga spinta in modo intimidatorio ad abbandonare il gioco perché passibile altrimenti di licenziamento la dice lunga sullo stato delle cose in questo Paese. Anche il fatto che Mentana le dedichi una intera trasmissione la dice lunga.
Due. Quelli che fanno la notte davanti all'ospedale ad aspettare il padre della Englaro, con il solo scopo di rompergli i maroni - giusto per dirla in modo sintetico senza stare a perderci tempo - andrebbero semplicemente spediti in miniera con un bel piccone.
Se infine questi due "eventi" non venissero trattati dai Media nel modo nel quale lo sono o, per meglio dire, non venissero trattati punto, questo sarebbe un Paese sicuramente diverso. |
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I camionisti che in autostrada, con bufera di neve e fondo stradale tipo pista olimpica da sci, viaggiano a quasi cento orari e ti sorpassano in seconda corsia sollevando pure un fungo atomico di acqua, sale e neve fradicia, sono degli stramaledettissimi teste di cazzo.
P.S. Nonostante oggi sembrasse di essere a Novisibirsk durante la grande bufera del 1851 e le automobili venissero attaccate alle gomme da branchi di lupi affamati, onore al merito ai signori e padroni della A26: in ottanta chilometri ho contato otto mezzi spargi sale e spazzaneve in piena azione, uno dei quali mi ha anche ricoperto completamente tipo salina del Mar Morto.
P.P.S. Detto da uno che, come sapete, considera la neve il proprio ambiente naturale di sopravvivenza: ebbè, quast'anno però ci ha bell'e che stracciato i maroni, eh? Vediamo di finirla, lassù, per favore?
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Ho compiuto un anno tre o quattro giorni fa, e chi lo avrebbe mai
detto. E' diventata una tale abitudine che, chiusa la stagione estiva
2008 che mi ha visto infine tornare in quota dopo anni, ho praticamente
smesso di raccontarvela.
Già, chi lo avebbe mai detto quella sera del 29 gennaio 2008
quando, illuminato dal sacro fuoco del mens
sana in corpore sano, o, per meglio dire, ripetutamente
scottato dal degrado fisico dell'ultraquarantenne pancettato over
ottantatre chilogrammi quasi ottantaquattro con schiena a novanta,
mi sono infine deciso e presentato in strada, alle otto di sera,
alla luce dei lampioni, con temperatura prossima a zero, tutina
supersconto Decathlon, scarpette da tennis modello quindici euro
per attività "esco la domenica per andare a comprare
il giornale", e l'ho fatto: mi sono messo a correre dopo -
suppergiù - ventisei anni.
Stramazzando peraltro al suolo dopo più o meno ottocento
metri, una manciata scarsa di minuti. Suppongo qualche affezionato
lettore ricordi.
Mi fa un po' impressione pensare che nelle scarpette, un anno dopo,
ci sono più di ottocento chilometri (la piscina no: ve lo
dico subito, l'ho abbandonata a inizio estate e avrei ancora cinque
entrate che mi avanzano nella tessera, ma ormai qui si vive di running,
e poi lo sapete che la piscina mi fa schifo; comunque magari ci
tornerò qualche volta, perlomeno a finire la tessera, va')
- ottocento, dicevo, e scarpette vecchie naturalmente, che quelle
nuove quotate in borsa, alla fine, dopo le disavventure
con le tendiniti di cui si è ampiamente dibattuto a queste
latitudini, le ho definitivamente retrocesse alla funzione di "esco
la domenica per andare a comprare il giornale", appunto.
Da inizio 2009, poi, sono già ben più di cento chilometri,
ormai con qualunque meteo e fondo: neve compatta o ghiacciata al
suolo, neve fitta o pioggia battente, ma anche caldo torrido la
scorsa estate (una volta ho persino provato a correre con una bottiglietta
di integratore in mano, ma non sono andato molto lontano con quel
metodo); spesso di sera tardi, anche ben oltre le ventuno, all'ora
di pranzo nei weekend, praticamente mai di mattina, però,
ché il mio metabolismo proprio non mi sostiene: correre al
mattino mi richiederebbe un'energia pari a quella per un ottomila,
suppongo. E' anche il motivo per cui, fino ad oggi, non mi sono
ancora azzardato a provare a misurarmi in qualche garetta amatoriale:
sono sempre al mattino presto, un incubo per me.
Così non ho smesso, insomma: continuo a correre. Per dirvi
la verità, da qualche mese mi sono un po' asseestato, non
riesco più a migliorarmi un granché: ormai corro di
fisso i dieci chilometri attorno ai 56'-57', ho un personale a 55'
netti, che in effetti non è che sia questa gran prestazione.
Ho un paio di colleghi, per dire, che stanno attorno ai 45', roba
che mi danno un minuto a chilometro, mica pizzi e fichi. Però
ho anche corso i dodici tenendomi sotto ai sei minuti al chilometro,
e una sera i quindici.
Insomma, se mi decidessi a provare (e trovassi il tempo per farlo...),
ormai la mezza maratona nelle gambe dovrei averla, magari non con
chissà che tempo, anzi, ma diciamo che potrei stare più
o meno tranquillamente nelle due ore e dieci. E se penso a un anno
fa...
E chi l'avrebbe detto allora, mentre cercavo di mimetizzarmi alla
luce dei lampioni, con addosso la mia tutina da supermercato: oggi
ho un guardaroba completo adatto per qualunque meteo, un paio di
quelle tutine termiche aderenti che non molto tempo fa trovavo davvero
ridicole ed imbecilli, un cronometro con gps da polso che mi traccia
il percorso interfacciandosi con Google Earth, un cardiofrequenzimetro
che combatte con gli alieni, e il mio pc infarcito di dati, statistiche,
software speciali che analizzano le mie "prestazioni"
e mi tengono aggiornato l'archivio delle performance, scodellandomi
tabelle, confronti, report tridimensionali e chissà quanti
altri bla bla bla che ancora non ho avuto il tempo di approfondire.
Ed io, come sto, tutine a parte? In media otto chili in meno di
un anno fa, con una punta a meno dieci, e comunque tre taglie in
meno. E meglio, molto meglio, facile ironia a parte. Diciamo anche
che non mi infarcisco più (solo) di panini al salame o wursterl,
o quanto meno cerco di farci un po' attenzione. La mia bilancia
dice che ho perso cinque punti percentuali di massa grassa e ho
anche recuperato un bel po' d'acqua. Be', in effetti l'acqua era
un concetto a me quasi totalmente sconosciuto. La cosa meno alcolica
e più vicina all'acqua che fossi solito bere era la Coca
Cola, ma un paio di birre al giorno non me le levava nessuno.
Insomma, dopo aver smesso di fumare definitivamente, la nuova fase
di ricostruzione fisica mi sembra che dia risultati apprezzabili.
Così si va avanti, anche se magari ogni tanto, alla sera,
proprio non ne ho voglia, e c'è sempre quella volta al mese
che la mia testa si ribella e salto il giro. Però poi mi
rode. Cerco comunque di tenere una media fra i venti e i trenta
chilometri alla settimana, che poi vuol dire costringersi ad andare
almeno due o tre volte.
Ah, da qualche settimana ho abbandonato l'iPod: ho deciso che mi
distraeva troppo e non mi permetteva più di migliorare, ancorandomi
troppo ai ritmi della playlist e facendomi peraltro cambiare passo
in continuazione, ad ogni nuovo brano. Adesso mi concentro solo
sul mio respiro e riesco, se non altro, a tenere un ritmo molto
più regolare per tutti i dieci chilometri: oggi, per esempio,
ho corso a media quasi costante 5'40" al chilometro e 160 battiti,
con una punta massima a 166, contro i 177-178 a cui arrivavo ancora
qualche mese fa. Il fisico si sta abituando a reggere i dieci chilometri
come una prestazione normale, che poi era il mio obiettivo di un
anno fa.
Magari un pensierino ad una gara amatoriale, per la primavera, lo
faccio davvero. Davanti, per l'estate, ci metto di nuovo i medesimi
obiettivi dello scorso anno, quelli non dichiarati, ma nemmeno realizzati.
Questa volta, anche se a differenza del 2008 non ho ancora aperto
la stagione scialpinistica e sono dunque indietro sui tempi previsti,
eccoli qui, tanto per sfidarmi un po' di più e scolpirmi
la motivazione a non cedere: quell'accidenti di cima
del Bernina, già mancata due volte; la traversata
dei Lyskamm; il Bianco, checcavolo: il Bianco, il dannatissimo Monte
Bianco; e infine, l'obiettivo vero, quello meno credibile, almeno
(ancora) per quest'anno: l'Elbrus.
Diciamo che centrare i primi due già varrebbe abbondantemente
l'intera stagione realizzata.
E' che a pensarci, a pensarci davvero bene bene, a scavare un po'
in fondo... |
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