Orizzontintorno Carlo Paschetto
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28 By the way
MAG Coffee break
Comunque, alla faccia delle stranevicate di quest'inverno, quando ero salito in vetta al Grignone lo scorso anno a inizio giugno c'era ancora un bel po' di neve. Quest'anno a fine maggio non ce n'è pi un filo, almeno a giudicare da quanto si vede dalle finestre di casa nostra, che sono sempre un ottimo punto di osservazione (è del gennaio 2008).
E guardate che le "ondate di calore anomalo" sopra i trenta gradi c'erano ben state anche lo scorso maggio (infatti è anomalo 'na cippa).
09.30 del 28 Maggio 2009 | Commenti (4) 
 
13 My eyes
MAG Mondo piccolo
Carola che quando chiede qualcosa dice "me lo dammi".
Leonardo al tavolo di cucina, concentrato sul suo libro, isolato dal mondo esterno, mentre sottovoce si sforza di leggere le parole e di capire il testo.

Deve essere difficilissimo affrontare un intero mondo che ti appare enorme, richiedere energie immense. E mi commuove all'infinito.
17.25 del 13 Maggio 2009 | Commenti (1) 
 
13 The river
MAG Running
Una decina di giorni fa ho partecipato al campionato villasantese di corsa su strada, una tranquilla dieci chilometri lungo il mio ordinario circuito di allenamento casalingo, al parco di Monza. Dopo la Stramilano, la mia seconda uscita agonistica. Considerato che partenza ed arrivo erano a cinquecento metri da casa, non potevo perdermela.
Mi ero posto un paio di facili obiettivi e ho staccato anche il record personale, peraltro ribattuto poi altre tre volte nell'ultima settimana: adesso sono ormai prossimo ad abbattere finalmente la soglia dei 50' sui 10km e ad iniziare a fare dunque sul serio.

Partecipare a questa seconda gara mi ha chiarito un po' di cose che già avevo intuito alla Stramilano.

Primo: io, di ritmo gara, non capisco un tubo. Né evidentemente riesco a misurare le mie possibilità reali, né i miei limiti attuali.

Trattandosi di una competizione locale open, i partecipanti - poco pi di un centinaio - appartenevano pi o meno tutti a società sportive amatoriali, età media piuttosto elevata, direi sopra la mia. Insomma, la solita gente che va a correre quasi tutti i giorni, che si allena regolarmente per la maratona, che carbura solo dopo venti chilometri, che si allena rigorosamente con le tabelle, che fa le ripetute settimanali e che un'ora prima della partenza è già lì che corre dannandosi l'anima per "riscaldarsi".
Io nulla di tutto questo, ovviamente: un caffé ed una brioche alle sei del mattino, tre o quattro sgambatine di cinquanta - cento metri al massimo, giusto per scaldarmi almeno un attimo, poi partenza e gambe in spalla.
Sono partito accodandomi ad un gruppetto di pacifici - parevano a me - concittadini sponsorizzati, che correndo se la chiacchieravano e ridevano allegramente mentre io già contavo i passi per ciascuna respirazione. Dopo i primi due chilometri mi sembrava che andassimo con un ritmo forse un filo troppo sostenuto, ma sicuramente alla mia portata e tranquillamente sopra al mio miglior passo. Ho guardato a quel punto il gps: stavamo viaggiando a 4'40"/km. Il mio ritmo record è a 5'01"/km, venti secondi pi lento! Risultato: li ho lasciati andar via immediatamente e un quarto d'ora dopo ero ormai già in debito di ossigeno e in crisi.

Decisamente non capisco un tubo di ritmo gara: star dietro a chiunque altro e capire se stia andando o meno ad una andatura per te sostenibile è davvero un casino e rischi di bruciartici le energie fin dall'inizio.
Comunque, resistendo, ho chiuso appena sopra i 51', attorno all'80esima posizione e con il mio miglior tempo sui dieci chilometri fino a quel momento. Poi mi ci sono volute due ore per riprendermi.

Sono convinto che alla Stramilano, fra le altre cose, abbia pagato esattamente il medesimo effetto. Ieri sera infatti ho corso di nuovo la bellezza di 22km senza mai fermarmi e sono transitato ai 21,097 - distanza mezza maratona / Stramilano - in un'ora e cinquanta, dopo avere sbriciolato tutti i miei record ai chilometraggi precedenti. Addirittura quindici minuti sotto al tempo registrato solo un mese fa proprio alla Stramilano. Un abisso, scavato in sole cinque settimane, alla seconda volta che mi misuro su una distanza del genere. Possibile? E' vero che ultimamente corro spesso 15-18km, ma un miglioramento così secco significa solo che questo tempo lo avevo già nelle gambe un mese fa, almeno potenzialmente, e che devo imparare a fare le gare, una cosa completamente diversa dal correre da soli, senza riferimenti e distrazioni esterne.
Di pi: sono arrivato in fondo abbastanza "fresco", avevo ancora qualche chilometro di riserva, volendo, almeno due o tre, e ho recuperato molto rapidamente.
Di pi: nei sette giorni precedenti avevo corso ben sessanta chilometri (18+12+18+12km), alla faccia del principio che prima della lunga distanza non si corre per tutta la settimana. Se quella di ieri fosse stata una gara di mezza maratona, l'avrei corsa abbondantemente sotto alle due ore, con sessanta chilometri nelle gambe e su un percorso tutto a saliscendi nei dintorni di Alba, altro che il tracciato completamente piatto di Milano.

In altre parole: non conosco affatto i miei limiti attuali e sono ben lontano dall'imparare a gestirmi. Probabilmente, con un programma serio e mirato, potrei preparare la maratona in un tempo molto minore di quanto non riesca ad immaginare ed abbia pianificato.

Secondo: sono un diesel, non c'è dubbio, e del resto è così da sempre anche quando vado in montagna. Le visite mediche lo hanno confermato: soffro parecchio la prima mezz'ora. Poi, superate le crisi iniziali, pi o meno dall'ottavo in poi vado via per chilometri senza pi abbassare il ritmo, anzi, vado addirittura in progressione. La crisi successiva l'ho attorno al diciottesimo, per il momento, superata l'ora e mezza di corsa. Ma è solo questione di abitudine ed è pi dovuta al calo di zuccheri che a fatica reale. Del resto, fino a due-tre mesi fa dieci chilometri erano ancora spesso un limite, adesso la mia "unità minima" sono perlomeno dodici, spesso quindici.
Questo mi porta ad un paio di considerazioni a làtere. Uno: dieci chilometri, per me, sono una distanza che di fatto mi è ostica. Tant'è, mi stanco, li soffro, vado piano rispetto alla media dei dilettanti come me e faccio fatica ad abbassare i tempi (ormai dovrei essere sotto ai cinquanta minuti da un pezzo). Forse non ho nemmeno troppo il coraggio di provare una volta a prenderli davvero veloci, tirando al massimo, per vedere fin dove posso scendere. Non sono capace né di gestirmi correttamente le energie, né di capire qual è il mio passo di riferimento.
Due: forse dovrei mettermi a correre anche io, prima di iniziare a correre davvero. Esattamente come fanno quei dannati che prendo in giro, quelli che corrono prima dell'inizio della gare. Dovrei scaldarmi davvero una mezz'ora prima di partire, come loro, non camminare per una decina di minuti e poi alé, via di corsa e iniziare a cronometrare.

Correre per ore lungo il Tanaro è un'esperienza stupenda. Ho allungato il mio classico anello di Alba, per poter aumentare la distanza da correre senza ripassare dallo stesso percorso. Dopo qualche chilometro lungo la circonvallazione del centro, attorno al quinto chilometro abbandono la città ed esco in campagna, approfittando delle giornate che si sono allungate. Seguo per circa un'ora la pista ciclabile sterrata che corre lungo la riva destra del Tanaro: si perde fra il bosco e i campi, non c'è un'anima, corro da solo, controcorrente, io e il fiume. Solo un occhio di tanto in tanto al gps che mi batte i chilometri, per il resto solo io, i miei pensieri e il respiro che mi tiene il ritmo costante, da ascoltare e controllare. Battiti ormai senza picchi, frequenza nella norma. Non indosso pi nemmeno il cardio.
Il fiume è grande qui, molto grande, e velocissimo. Fanno un po' impressione, il fiume e la solitudine attorno. Ti aspetti di vederlo esondare da un momento all'altro il fiume, e in effetti ogni tanto accade, è successo anche il mese scorso. Non c'è nessuno, non si vede nessuno, solo qualche coniglio che ogni tanto attraversa la strada.
Colline, cascine in lontananza, una cava. I fiumi mi ipnotizzano tutto sommato. Poi, attorno al quattordicesimo, rientro sui viali di Alba. Se sto tentando un lungo-molto-lungo faccio ancora una puntata fino alla fine di Corso Europa, fuori città, per dirigermi infine nuovamente verso il centro e casa.
Stretching finale appoggiato alle transenne di Piazza San Paolo, ormai al buio, sera tardi, gente che esce dai ristoranti.
E' bello correre lungo il fiume. Era bello anche correre nella neve di notte, in mezzo alle vie della città completamente deserta. Adesso è primavera e le vie sono piene di gente e di tavolini, e io vado a correre lungo il fiume, da solo, in pace.

Per essere davvero competitivo dovrei scendere almeno ai 4'40"/km, perlomeno sui quindici chilometri. Sono ancora lontanissimo. La verità è che dovrei fare le ripetute, e dovrei fare pi brevi tirati al massimo, puntare tutto sull'alzare la soglia aerobica (o anaerobica? Mah, ho sempre il dubbio).
Il punto è che a me, per ora, non frega in realtà nulla dei tempi. Mi interessa migliorare la resistenza, allungare, allungare ed allungare il pi possibile. Corro perché mi piace correre, e pi corro a lungo pi mi piace. Fare dieci chilometri in 45' è sicuramente alla mia portata, ma mi impegnerebbe solo 45', appunto, mi spomperebbe inutilmente senza darmi nulla, a parte la soddisfazione di essermi ribattuto per la centesima volta.
Correre per due, tre, quattro ore, è tutta un'altra cosa. E' resistenza, è perseveranza, è concentrazione, è tenere duro. Vorrei arrivare a correre una maratona per intero, senza sosta, non importa se siano quattro o cinque ore, conta non fermarmi. Alla Stramilano mi sono fermato al diciottesimo e poi sono ripartito. Ieri sera non mi sono mai fermato, a parte fra l'altro il tenere un ritmo per me indiavolato che mi ha fatto migliorare su tutti i miei tempi.
Se ci penso, il mio obiettivo ideale non sono i diecimila metri, non è la velocità, la lotta contro il cronometro. E' la maratona del deserto, cento chilometri fra le sabbie roventi, l'Africa. Il viaggio unito alla corsa, così come sognare il mio ottomila. Per questo, alla fine dei conti, detesto le ripetute e non le faccio. Mi sembra di perdere tempo e di buttare un'occasione per fare quello che pi mi piace: correre e basta, e al diavolo il cronometro.

Fino a che non ci sarò arrivato. Ai 4'40", naturalmente.

Ultimi metri, forza Carlo!
00.45 del 13 Maggio 2009 | Commenti (0) 
 
09 L'ultimo tab
MAG Running
Sveglia alle 6.15, yoghurt e caffè, al parco a correre alle 7.15.

(Solo, mi chiedo: com'è che, quando vado al pomeriggio o alla sera, al termine di ogni allenamento mi scolo perlomeno un paio di litri fra lemonsode e/o intregratori e/o roba simile, e questa mattina alle 8.20, dopo una dozzina di chilometri piuttosto tirati, provavo invece un irrefrenabile desiderio di una media rossa doppio malto?)
17.51 del 09 Maggio 2009 | Commenti (4) 
 
07 Spremuta, brioche e caff
MAG Coffee break
Bar del centro commerciale Il Gigante, Villasanta: 3,20 Ǩ.
Area di servizio Sesia ovest, autostrada A26: 3,90 Ǩ.
Pasticceria, centro di Villasanta, piazza del Comune: 4,20 Ǩ.
Distributore Alfa Petroli, Villasanta: 4,65 Ǩ. Però ha i prezzi del carburante fra i pi bassi in Italia. Se fai pieno e colazione, complessivamente ti conviene.
10.10 del 07 Maggio 2009 | Commenti (2) 
 


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