Orizzontintorno Carlo Paschetto
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25 Posso?
GIU Prima pagina, Mal di fegato
Mi fa orrore la gente intervistata a Lampedusa che si felicita perché non ci sono pił sbarchi e perché la legge Maroni ha "finalmente" rispedito in Libia "tutti quegli immigrati che non se ne poteva pił e adesso sembra di nuovo di essere in paradiso".
22.57 del 25 Giugno 2009 | Commenti (1) 
 
24 Il profilo definito
GIU Prima pagina, Segnalazioni
«Per la sua ideazione - ha detto la Brambilla - ci siamo orientati su due concetti forti: l'eccellenza del Made in Italy, arte, moda e design, e l'essenza del Made in Italy, natura, sapori, bellezza». Quindi, ha spiegato il ministro del Turismo, «abbiamo scelto ordine e rigore, unito però alla leggerezza e alla musicalità del nostro paese, a quella morbidezza e sinuosità che rendono duplice e di difficile sintesi ma anche unico il nostro stile di vita»

Così unico in effetti che il nuovo logo è una specie di manifesto a lutto. Dal mio personalissimo punto di vista, azzeccato in pieno, dunque.
Una sola domanda, On. Brambilla: quanto CI è costata 'sta minchiata?
23.01 del 24 Giugno 2009 | Commenti (3) 
 
24 Accipicchia
GIU Prima pagina, Politica
Adesso che Frattini ha condannato il regime iraniano mi sento pił tranquillo e so di vivere in un mondo migliore.
22.45 del 24 Giugno 2009 | Commenti (0) 
 
22 Per di lą
GIU Spostamenti
Dopo un anno e mezzo che lavoro ad Alba, oggi ho attraversato le Langhe e sono stato Cuneo. E ho capito perché uno dice che ha fatto il militare a Cuneo.

Cioè, hai presente Cuneo?

Per andare a Cuneo (da Alba), a un certo punto si fanno quattro tornanti in salita. Nel senso: sei in mezzo alle Langhe, in fondo alla Pianura Padana un po' in basso verso ovest, e a un certo punto fai quattro tornanti. O forse erano anche cinque.

Andare a Cuneo è un casino. Da qualunque parte tu pensi di arrivarci. Non per nulla uno dice che ha fatto il militare a Cuneo. Faccio fatica a pensare a un posto pił impestato di Cuneo, nel senso dei modi pił per arrivarci. No, non ci arrivi rapido a Cuneo, dimenticatelo.

Quando sei a Cuneo, ci sono i cartelli per Limone Piemonte, il Colle di Tenda e quello della Maddalena. Oh, parliamo di luoghi che mi insegnavano alle elementari: esistono davvero, e sono qua vicino. Adesso mi è venuta voglia di andare al Colle di Tenda e a quello della Maddalena. Magari uno dei prossimi giorni ci vado.

Cuneo è anche vicina a Mondovì. Fra l'altro, per andare a Cuneo sono passato da Macellai e Pocapaglia. Sic. C'è addirittura un cartello a un incrocio che li indica entrambi: Macellai 6, Pocapaglia 11.
Per tornare da Cuneo, invece, ho fatto una strada diversa da quella fatta all'andata. Persino il navigatore aveva le idee poco chiare. Di fatto, mi sembra di aver capito che ci sono modi diversi per andare a Cuneo. E comunque sono tutti un casino e nessuno di questi è pił veloce dell'andarci con la diligenza, o con l'Apecar.

Cuneo è sul cucuzzolo di una collina. Lì in mezzo al resto. C'è anche la stazione ferroviaria, ma non ho mica capito come sia possibile, visto che Cuneo sta proprio appollaiata su 'sto cucuzzolo (peraltro a Cuneo c'è anche un aeroporto, a sedici chilometri, Cuneo Levaldigi. Ma voi l'avete mai visto un volo con destinazione Cuneo Levaldigi?).

Che poi a Cuneo non è che ci fai il militare: ci fai l'alpino, mica la stessa cosa. Infatti le montagne sono a un tiro di sputo da Cuneo. E il bello è che siamo sì al 22 giugno, e mica in Himalaya, nemmeno sul Monte Bianco, eppure ti dico che attorno a Cuneo le montagne sono ancora tutte innevate anzichenò. Incutono un bel timore e, non ci crederai, ma anche questi giorni ha nevicato a bassa quota, poco sopra le colline attorno a Cuneo.

Il Monviso no, non l'ho visto: a parte che non so se da Cuneo si veda, capirai, c'era un tempo da lupi oggi a Cuneo, pioveva che dio la mandava, temporali, tuoni e fulmini, nuvoloni neri, tempestosi, bassissimi, che avvolgevano le montagne e le colline, e all'orizzonte coprivano tutta la pianura, almeno fino ad Alba. Un panorama dantesco, ma bello eh?, con i fianchi delle montagne innevati e scuri che scomparivano nella nebbia, ma però eri contento di startene lì a Cuneo in macchina e mica lassł in montagna, ché proprio non era giornata, credimi.

E poi, mentre tornavo da Cuneo, pił o meno alle nove di sera, all'improvviso dalle nuvole sono filtrati alcuni raggi di sole che hanno inciso con una fiammata incandescente verticale l'orizzonte e colorato l'atmosfera in modo psichedelico: arancione fuoco, viola e giallo, con tutti quei cumulonembi neri e grigioscuri che affollavano il cielo. Uno spettacolo dell'altro mondo.

Immaginatelo: sei lì da solo che stai guidando via da Cuneo, quasi sera, quasi buio, le montagne alle spalle con la neve che scompare nella nebbia, la pianura fradicia di pioggia davanti a te e l'orizzonte libero, con un filo di ultimo azzurro che filtra al di sotto dello strato perturbato, la strada completamente deserta (le strade che vanno, o tornano da Cuneo, questa sera, erano tutte deserte, e intendo proprio deserte, senza un'anima), e all'improvviso questo squarcio nel cielo e questo incendio improvviso di colori infernali mescolati alle tenebre che stanno chiudendo tutto, in fondo dove il rettilineo scompare.

E tu pensi che magari, poi, non è nemmeno male fare il militare a Cuneo.
Per quanto, tu lo hai fatto a Diano Marina. Che d'estate era piena di gnocca. E secondo me Cuneo mica tanto.
22.36 del 22 Giugno 2009 | Commenti (0) 
 
18 Exhausted batteries
GIU Running
Per qualche motivo non vanno pił. Da quasi un mese, ormai. Oggi, poi, ho davvero toccato il fondo e al quinto ho gettato la spugna. Ad occhio non mi succedeva dallo scorso anno. Le gambe hanno ceduto, inesorabilmente. La testa anche. La motivazione a ruota. Non so chi per prima fra le tre.

Sarà il caldo - implacabile, anche stasera alle otto; sarà che la testa queste settimane è totalmente altrove per mille ed una ragioni; sarà che hanno cancellato la maratona di Milano a novembre e all'improvviso mi è così venuto meno l'obiettivo, la vera grande sfida alla quale avevo iniziato a prepararmi (e a proposito, chi me li ridà, adesso, i soldi dell'iscrizione?).
Io non so, ma certo giugno è in caduta libera, quasi come fossi tornato indietro di un anno, sei mesi tutti.

E pensare che da gennaio ne ho messi insieme quasi novecento, con una progressione costante e inarrestabile. Dopo la Stramilano ad inizio aprile ho corso altre sei volte la distanza della mezza maratona, arrivando ad una media di quattro uscite a settimana, con punte fino a sessanta chilometri totali; sessioni di minimo dodici chilometri per volta, ma spesso quindici, diciotto, fino a ventitre chilometri filati in un paio d'ore.
Per battere il caldo ho anche cominciato ad andare a correre all'alba invece che alla sera tardi, svegliandomi qualche volta addirittura alle cinque (una fatica!) per riuscire ad essere in ufficio in orario.

Così, sui dieci chilometri sono sceso fino a cinquanta minuti tondi (ma il maledetto muro, fino ad oggi, non sono riuscito a batterlo: per un solo secondo!) e ai cinque sono transitato ormai pił di una volta ben sotto ai venticinque minuti. Una sera sono anche riuscito a correre la mezza maratona tenendo una media di cinque minuti a chilometro, un tempo che ancora quattro mesi fa pensavo essere un miraggio.

Insomma, solo a maggio ho messo insieme ben pił di duecento chilometri.
Poi, il crollo. Di colpo.
Ho l'impressione di essere andato in sovraccarico. Può essere?

Ho iniziato giugno ritornando su tempi piuttosto alti, attorno ai 5'30" - 5'40"/km. A inizio anno ci avrei messo la firma a correre dodici chilometri mantenendo queste medie, ma ormai da settimane correvo tranquillamente trenta secondi sotto. Non me ne sono fatto troppo un problema, pensando invece di approfittarne per provare ad allungare le distanze fino a venticinque - trenta chilometri a botta, avvicinandomi così alla maratona. Ma non solo a quelle distanze non sono pił riuscito ad arrivare, anzi! Piano piano ho cominciato a ridurre i carichi, cercando tuttavia di rimanere almeno sempre sopra ai dodici chilometri per uscita.

Macché. Anche la testa ha iniziato a venir meno, quella forza di volontà che in un anno e mezzo mi ha portato da zero fino a qua, e pure le uscite settimanali hanno iniziato a diradarsi.
Ne salti una la prima volta, dicendoti che fa troppo caldo e che la recuperi il mattino dopo; poi invece il mattino dopo non ce la fai ad alzarti e ti dici che vabbè, pazienza, una la puoi anche saltare. Solo che poi salti anche quella successiva e ti dici ok, in effetti qualche giorno di riposo non può che farti bene. Così arrivi in fondo alla settimana e sei andato solo un paio di volte scarse, correndo la metà dei chilometri soliti e pure con tempi da lumaca.
La settimana dopo, peggio: i tempi si alzano ancora e fai proprio fatica a motivarti. La verità è che non ne hai assolutamente voglia, zero. E intanto ti prendi subito un chilo, un chilo e mezzo. Anche i soliti dodici chilometri tornano ad essere un obiettivo non facile, ogni volta pił faticoso da completare.
La scorsa settimana sono transitato al dodicesimo addirittura undici minuti sopra al mio tempo migliore! Assurdo.

Sabato mattina ho corso una ventina di chilometri, ma fermandomi al diciassettesimo, completamente cotto, per giunta con una media oltre i 6'/km, roba da dodici mesi fa.
Quindi, di nuovo cinque giorni di stop.
E infine, stasera bandiera bianca al quinto chilometro. Ho corso i primi due piuttosto velocemente, 4'50"/km, ma poi sono miseramente crollato e ai cinque sono transitato oltre i ventisei minuti. Inutile proseguire.

Mi sono fermato. Fradicio. Annaspante. Vuoto. Demotivato.
Che mi succede?

Il caldo, sì. La stanchezza, di testa soprattutto. Se manca la testa, le gambe non vanno, lo so bene, la montagna me lo insegna da una vita.
La noia, forse, anche. Sempre gli stessi percorsi: il giro ad Alba lungo il Tanaro e la circonvallazione, e l'anello del Parco di Monza. Ogni volta qualche piccola variante, ma ormai anche quelle sono esaurite e conosco ogni metro dei miei percorsi, potrei correre senza GPS e senza cronometro e indovinerei lo stesso esattamente distanze e tempi quasi al metro ed al secondo.

Il tempo necessario agli allenamenti, poi. Per mantenere le prestazioni, preparare una maratona, dovrei continuare a tenere la media delle quattro uscite a settimana, per mesi, e correre almeno sessanta chilometri a settimana. Ma questo significa tempo, tempo, tempo da trovare e tempo che se ne va, nella migliore delle ipotesi rubato a quel minimo di tempo libero che mi rimane alla sera tardi, oppure al sonno del mattino, e già dormo pochissimo di mio.

Che sia alzarsi alle sei del mattino, o andare alle otto, alle nove di sera, una sessione da dodici chilometri mi porta via almeno un'ora, pił il riscaldamento iniziale, lo stretching finale, i tempi per uscire e rientrare a casa, la doccia, ecc. Risultato, minimo due ore in ballo.
Se poi ne voglio fare diciotto, ventuno, siamo a ben oltre le due ore e mezza necessarie, fra una cosa e l'altra.
Per arrivare a correre una sessione di trenta chilometri mi servirebbero di fatto quattro ore almeno, tutto compreso. Se iniziassi alle sette di sera, finirei il tutto alle undici. Se iniziassi alle sei del mattino (che vorrebbe dire svegliarsi alle cinque), dovrei stare in ballo fino alle dieci. Con il risultato, fra l'altro, che a quel punto sarei completamente distrutto e fuori combattimento per il resto della giornata.

Non voglio mollare. Solo, devo riprendere fiato. Devo forse riorganizzarmi un po', ridurre qualcosa, ripartire da un po' indietro. Non si può fare sempre il record, andare ogni volta al massimo, dare tutto. E invece temo sia quello che ho cercato di fare pił o meno inconsciamente negli ultimi due mesi, con il risultato di essermi al contrario definitivamente svuotato.

Pazienza, devo ritornare alla pazienza. Devo ritrovare la testa, la motivazione. Ripartire con calma. La maratona, prima o poi, arriverà.

Solo non so bene. Che faccio, riduco nuovamente le distanze e provo a concentrare gli sforzi per abbattere il muro dei cinquanta minuti sui dieci chilometri, o al contrario riduco le sessioni e me ne prendo due, massimo tre a settimana, con l'obiettivo di farne due brevi ed una lunghissima per avvicinarmi davvero almeno ai trenta chilometri, fregandomene completamente dei tempi?

Ma invece, la Playstation ad esempio?
21.18 del 18 Giugno 2009 | Commenti (2) 
 
08 Provate con Ouagadougou
GIU Prima pagina
Per carità, magari hanno anche ragione loro. Detto peraltro che la prima può anche essere - e probabilmente è, contro il luogo comune - com'è che da un paio di settimane in qua i tiggì si sono allineati su Istànbul invece di Ístanbul e soprattutto, quel che pił mi lascia quantomeno perplesso, Beirút invece di Bèirut (cfr. Maria Luisa Busi, TG1 di questa sera)?
20.24 del 08 Giugno 2009 | Commenti (2) 
 
08 Androide, appunto
GIU Mondo piccolo
"Papà, quello è tutto d'oro!
Anche la testa è d'oro.
Papà, anche la pancia è d'oro.
Anche le mani sono d'oro.
Anche le braccia sono d'oro.
Anche i piedi
puzzoni sono d'oro!"

[Carola (2) vs. 3BO, il robot di Guerre Stellari]
17.19 del 08 Giugno 2009 | Commenti (0) 
 
07 Diamante
GIU Coffee break
Le inevitabili cose che non puoi fare a meno di notare traslocando (indietro) da Symbian a Windows Mobile, dopo tre anni: a) per quanto l'interfaccia TouchFLO 3D sia bella, l'accesso ai menù è concepito per menti Klingon; b) per configurare le connessioni bluetooth ci vuole un master in ingegneria aerospaziale (tre giorni per riuscire a farlo dialogare con il mio pc); c) ActiveSync, comparato a Nokia PC Suite, è paleozoico; d) l'impostazione della sveglia è user-friendly come il manuale di istruzioni di un ciclotrone e, fra l'altro, fra dodicimila tipi di allarmi disponibili non ce n'è uno - tanto ovvio quanto utile - che abbia la suoneria in crescendo, come invece è lo standard di Symbian.

Altro, da scoprire. Capirai, con un manuale di *duecentoquarantaquattro* pagine.

Comunque, tutto questo per dire che nel frattempo da queste parti si è passati da qui a qui. Bello è bello, non c'è che dire. Non mi è ancora peraltro chiarissimo come si faccia a rispondere alle chiamate, ma di certo per accedere ad Internet è un gran viaggiare.
17.05 del 07 Giugno 2009 | Commenti (0) 
 


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