Orizzontintorno Carlo Paschetto
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25 Mezza di Monza (e qualche nota a margine)
SET Running
La mia seconda uscita in competizione ufficiale sulla distanza della mezza maratona, la scorsa domenica, è andata decisamente meglio della prima. Pur tradito dalle previsioni meteo sballate - che davano pioggia battente e temperatura attorno ai sedici gradi, mentre alle nove e trenta del mattino, alla partenza, si segnalavano già oltre venticinque gradi, sole a palla e cielo blu - e dalle due salitelle maledette piazzate al 19º ed al 20º chilometro (un incubo la seconda), ho centrato i due obiettivi principali: chiuderla senza mai fermarmi ed andar sotto le due ore, con cronometro finale fermato a 1h57'10". Tempo discreto, anche se lontano dalla mia miglior prestazione in allenamento, che sta attorno all'ora e cinquanta.
Posizione: 1736º sui 2348 che hanno tagliato il traguardo, pių o meno nei due terzi della classifica. C'è di che essere abbastanza soddisfatto alla fine (anche perché sono settimane che sono tormentato da problemi alla schiena, che non mi mollano per quanto mi faccia annodare e stirare dal mio implacabile fisioterapista).

Numeri, per i curiosi che arrivano da queste parti sempre pių spesso cercando informazioni sul tema. Per preparare la mia seconda mezza maratona nell'ultimo mese ho corso circa duecentotrenta chilometri, un bel po'. Avvicinandomi ad un evento il mio carico settimanale sale attorno ai cinquanta chilometri, con punte a sessanta. Normalmente, altrimenti, sto ormai da mesi fra i trenta e i quaranta. Tipicamente in una settimana piazzo dentro un lungo lento (attorno ai 18km, in media sotto all'ora e quaranta), un'uscita di ripetute lunghe (12km alternando 1km tirato sotto ai 4'30" con uno lento sui 6'), ed una veloce di lunghezza variabile, a seconda di come mi sento, del tempo che ho a disposizione e della voglia, comunque di norma fra i 12 e i 15km, nella quale cerco possibilmente di stare sotto ai 5'15"/km di media.
Ormai da mesi considero dodici chilometri (circa un'ora) la mia unità minima. Puntando alla maratona, ho praticamente abbandonato le sessioni da 10km veloci, una distanza che mi serve poco, e poco alla volta ho invertito la mia strategia: ora parto lento e vado in progressione, con il risultato che corro i primi cinque chilometri sempre un po' legato, poi inizio a sciogliermi e aumento l'andatura nei secondi cinque. Passo il decimo quasi sempre sotto ai 55', di norma attorno ai 52-53' (comunque alto e al risparmio, considerando che il mio personale sui dieci secchi è a 49'36", a 4'58"/km di media), e poi cerco di accelerare ulteriormente, perlomeno fino al quindicesimo. Ad oggi, il diciottesimo è un po' la mia barriera. E' il limite oltre al quale vado in calo improvviso di zuccheri. Per andare pių in là devo entrare in riserva, e rallentare un po' prima ovviamente. Domenica scorsa, per dire, sono partito a 5'40" sul primo chilometro e ho chiuso con una media sui 5'35"/km, correndo i chilometri centrali attorno ai 5'15"/km.

L'appuntamento con la mia prima maratona è per aprile 2010, qui. Quello che pian piano cercherò di fare nei prossimi mesi sarà alzare il "minimo" a 15-18km, e iniziare ad allungare qualche volta almeno fino al 25º, tanto per rompere la soglia psicologica della mezza maratona, spostando in avanti il punto di crisi attuale. Solo un paio di volte, fino ad oggi, mi sono spinto fino al 23º. Diciamo che l'ideale sarebbe aver provato i trenta almeno una volta entro fine anno.
Penso fra qua ed aprile di piazzare come preparazione almeno due o tre mezze maratone ufficiali. Quasi certamente la Stramilano 2010; prima, magari una a novembre scelta fra quella di Riva del Garda e la mezza di Pavia (o provare addirittura la classica da 33km? Uhm...); bella sarebbe anche la Mezza maratona del mare a Sanremo che si tiene a inizio dicembre, così come la gran classica Maratonina delle due perle, a febbraio, decisamente impegnativa a causa del colle fra Santa Margherita e Portofino da risalire per ben quattro volte!
Queste sono comunque le candidate. Si vedrà. Fra un paio di domeniche, poi, salvo imprevisti farò un intermezzo alla Deejay Ten. Percorso velocissimo, dieci chilometri secchi: se le condizioni dovessero essere ideali e mi presentassi un po' in palla potrebbe essere una buona occasione per arrotondare il mio personale con una bella limata e cominciare a dargli una dimensione un po' pių degna di nota.

C'è anche che fra un po' saranno due anni da che è iniziata 'sta storia e, contro ogni mia previsione, di strada (appunto) ne ho fatta molta pių di quanto osassi immaginare, pur passando da un paio di brevi - ed attese, quelle sì - crisi motivazionali.
La verità è che ho l'impressione, arrivato a metà dei miei quarant'anni, che correre stia pian piano e incredibilmente prendendo il posto dell'andare in montagna. E' un po' che mi capita di pensarci.

Ecco. L'ho detto.
A voi pare embè, certo, ma per me è una rivoluzione mica da ridere. Del resto da ragazzo correre mi piaceva almeno tanto quanto andare a caccia di neve. Poi, a fine liceo, smisi di correre a tempo perso per darmi davvero (be', davvero si fa per dire) al verticale.

Detto comunque che negli ultimi anni in montagna ci sono andato con frequenza pių prossima allo zero che all'uno, e detto anche che la montagna, a meno di qualche eccezione, è un'attività che tipicamente mi ha sempre preso i soli giorni festivi, soprattutto in inverno, il punto è un altro: mi rendo conto che ormai ho pių voglia di investire il tempo libero nel correre che non nell'andare in montagna. Bum!
Per dire: fra un po' si aprirà la stagione scialpinistica. Ma, se mi fermo a pensarci ora, dovendo giocarmi una sola domenica a disposizione oggi preferirei spenderla partecipando ad una mezza maratona che non andando a cercare la mia aria sottile. A parte che l'impegno, nel primo caso, si limita mediamente alla sola mattinata rispetto al doversi come minimo svegliare ad ore assurde per poi tornare a sera stanchi morti, dopo essersi pure sparati qualche ora di macchina, il vero punto è che è soprattutto l'impegno psicologico richiesto dalle due attività ad essere decisamente diverso.
Sarà che non c'ho pių l'età, non so, sarà che come diceva Enzo Ferrari i figli valgono un secondo al giro, ma fra il trascorrere la giornata a preoccuparmi di volta in volta delle valanghe, del meteo, dei crepacci, della neve orrenda, mangiare panini e barrette, vestirmi con quattro strati come un marziano e mangiar freddo per ore, e l'indossare invece solo una maglietta ed un paio di pantalonicini (e ok, la tutina termica d'inverno), correre liberamente da solo per un paio d'ore inseguendo i miei pensieri e avere poi davanti ancora tutto il pomeriggio a disposizione, be', è inutile che ci giri intorno e che cerchi di convincermi del contrario: voto il secondo scenario immediatamente. Mi rilassa di pių, mi diverte, mi dà pių soddisfazione. Insomma, mi piace di pių accidenti.

Per non parlare della logistica in generale della faccenda. Molto pių accessibile, molto pių facile, molto pių esportabile a qualunque luogo, condizione meteo, ora della giornata. Molto pių easy, pacifica, punto. Cioè: esci di casa, pronti via. Due ore dopo ti sei scaricato, sei docciato e rilassato, in pace. Senza dimenticare, naturalmente, che puoi andare a correre quando accidenti vuoi e puoi: all'alba, di notte, a pranzo, feriale, festivo, e non hai nemmeno bisogno di cercarti un socio per evitare di andare a ficcarti nei guai da solo. Basta solo averne voglia. M'hai detto nulla.
Per andare in montagna quella volta che riesci (se va bene, ogni due mesi), attacchi la sera prima preparando zaino e ferraglia, dopo aver passato una settimana intera a consultare il bollettino nivometeo e valanghe sperando che il tempo tenga nel weekend, ché magari se salti quella domenica quella dopo non puoi, e poi ti alzi alle cinque se ti va bene, ché d'inverno è una mazzata, e sali in macchina che è ancora buio, e ti spari cento, duecento chilometri per arrivare all'attacco della salita, e quando ci sei sei già stanco e assonnato, e fa un freddo porco, e magari hai davanti tre o quattro ore di salita con neve orrenda, e quando scendi hai le gambe tagliate dalla salita, e quando sei tornato alla macchina ti toccano ancora quei cento-duecento chilometri per tornare a casa. Senza contare che comunque hai dovuto rinunciare ai bimbi per un giorno.
Invece, correre no: maglietta, esci, pronti via. Se ti rompi smetti e sei a casa, se sei in palla prosegui finché ne hai voglia. Puoi farti sempre lo stesso itinerario, o cambiare ogni volta. Puoi andare tutti i giorni, anche di notte, anche con il temporale, la neve e la nebbia. Ti servono solo le gambe e la testa - perché correre a lungo, tenere botta verso il traguardo, è esattamente come salire in montagna e puntare alla cima: è una questione, prima di tutto, di testa. Anche per questo mi piace correre: la strategia per l'obiettivo è assolutamente la medesima. Al traguardo ci arrivi prima di tutto con la testa.

Sì, se ci penso non ho dubbi: se devo scegliere fra la mezza maratona a Sanremo o una scialpinistica nel cuneense, ho già le scarpette ai piedi.
E accidenti se è una rivoluzione totale.

Fino al prossimo calo motivazionale, naturalmente.
Ed alla prima nevicata :-)

Mezza maratona di Monza, 20º chilometro
All'arrivo
00.14 del 25 Settembre 2009 | Commenti (3) 
 
23 Portici di carta
SET Iniziative ed eventi
Sabato 26 settembre, pių o meno fra le 16 e le 18, "Notizie dall'Asia Centrale" viene presentato a Torino nell'ambito della manifestazione Portici di carta, presso lo stand della libreria Massena28 (è in via Roma, settore "Via dei viaggi", stand numero 6).

Accorrete numerosi (e compratene due o tre copie a testa, naturalmente)!
12.45 del 23 Settembre 2009 | Commenti (0) 
 
18 Unione europea
SET Spostamenti, Blog e luoghi
Scopro ora, dopo un anno che ci vivo, che Alba è divisa in nove contrade (pardon: borghi) e che la mia casa (be', a chiamarla casa ce ne vuole: diciamo una cabina telefonica con doccia incorporata) si trova nel "Bûrg dij Patin e du Trésor", che a sua volta confina con il borgo di Santa Barbara.

A questo punto è inevitabile: odio i contradaioli (borgatari?) di Santa Barbara. Per quanto il mio parrucchiere e il mio ufficio si trovino proprio al di là del confine.

(Ma quante volte abbiamo vinto il Palio degli asini?)
23.11 del 18 Settembre 2009 | Commenti (0) 
 
15 Peccato
SET Alta quota
Nives ha mollato il colpo.

(Il che, peraltro, la accomuna a Kammerlander, che ha simbolicamente piantato lì apposta a quota tredici).
11.11 del 15 Settembre 2009 | Commenti (0) 
 
15 Scelte rappresentative
SET Segnalazioni
"Quando ero piccola tutti mi scherzavano."
[Maria Perrusi, Miss Italia 2009]

(Sì, lo so che il De Mauro e il Garzanti la passano come forma regionale di basso uso. Anche Elio e le Storie Tese).
10.11 del 15 Settembre 2009 | Commenti (1) 
 
11 Istituto luce (a.k.a. Italystan)
SET Prima pagina
Da un po' di settimane sono tutti d'accordo, governo, Media e Confindustria. Siamo ormai fuori dalla crisi, anche se la risalita sarà durissima, ci vorranno mesi e molta gente continuerà a perdere il lavoro.

L'Agro pontino è infine bonificato.
23.59 del 11 Settembre 2009 | Commenti (0) 
 


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