Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


07 Tweets
OTT
Follow thinkice_it on Twitter 08:53:48 E ti pareva, una volta che la tangenziale fila via incredibilmente liscia ed esco da Milano in 20’, coda in autostrada in mezzo al nulla...

08.53 del 07 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
06 Tweets
OTT
Follow thinkice_it on Twitter 11:36:57 Detesto quando devo rimbalzare chiamate da numeri sconosciuti che poi non lasciano un messaggio, così che non saprò mai chi fosse a chiamare

19:16:23 Forse farei bene a fermarmi in hotel anche stasera, ma ho voglia di dormire nel mio letto, così mi preparo per la solita cena a Villarboit.

21:01:40 Non è mai stato uno dei miei primi amori, però ci son volte che Springsteen sull’autoradio...

11.36 del 06 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
05 Sono vecchio/6 (a.k.a. Ferrara side effects)
OTT Mal di fegato
Non fosse per la gioventù freak, che riempie lo spazio attorno.

Te lo spiego cos'è che non va nella gioventù freak e perché non la sopporto. Perché ad esempio riesca a guastarmi (molto moderatamente, guarda bene, è solo un senso di latente fastidio) un bel weekend a Ferrara. Perché quel che non sopporto nel partecipare ad eventi come quello di Ferrara sia proprio il sapere già in anticipo che mi troverò gomito a gomito con la gioventù freak.
Magari è solo invidia da manuale, per carità. Quella classica del matusa over quaranta che è già vecchio dentro e detesta i giovani, perché ai miei tempi. Ma il fatto è che io non ho particolarmente amato i miei vent'anni, non ho rimpianti per un'età che è stata piuttosto faticosa, molto più del decennio che l'ha seguita, per dire. Dovrei essere al di sopra di ogni sospetto, perciò.
E poi freak, io, non lo sono mai stato, chiuso nella mia proverbiale anarchia interiore. Io, comitivaro e compagnone, proprio no. Anzi.

Non li sopportavo già "ai miei tempi" i coetanei con la kefiah al collo, figurati adesso. Sia chiaro: ce l'ho anche io una kefiah rossa nell'armadio. Solo che l'ho comprata anni fa nel suq di vattelapescadove-nonricordopiù, in qualche oasi sahariana. E mi è servita per quello a cui serve di solito una kefiah: come protezione antisabbia. Capisci la differenza. Sono molto orgoglioso della mia kefiah rossa di viaggiatore del deserto.

E' che la gioventù freak c'era ben prima di noi che siamo perfettamente a cavallo fra i baby boomers e la generazione X. C'era negli anni sessanta, c'è stata con noi nei settanta e negli ottanta, e ancora nei novanta, e continua a perseguitarci oltre il duemila. Ogni decennio si ritrova i freak fra i piedi, inesorabilmente ventenni e dintorni: ma son sempre gli stessi, replicanti immortali color arcobaleno che cambian solo il cappello ad ogni turno? (E cerca di capire come sto usando il termine freak: non saltar subito su a spiegarmi cos'è un freak, che altrimenti ci mettiamo a discutere di emo e bimbiminkia, e non è l'aria questa).
I miei freak son sempre lì, cazzo, sempre uguali a se stessi. Mettono la kefiah al collo, si muovono in banda, son tutti amore libero, e valori morali, e no alla guerra, e la causa palestinese, e le multinazionali, e Greenpeace, e il Dalai Lama, e le bandiere arcobaleno, e i sandali anche d'inverno, e le treccine (ne ho vista una in coda al Baldini che addiritura aveva il cerchietto tipo Ilona Staller attorno ai capelli, per dirti), e famoci una canna, e la chitarra e lo zaino col sacco a pelo, e l'impegno politico, e cioè e voglio dire e storicamente poi, e ci mancan giusto Siddharta e Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Che poi a vent'anni non lo capiscono, secondo me, Pirsig. Che lo è, sì, un capolavoro, ma non perché se lo credono loro.
Prima c'avevan la borsa di cuoio a tracolla e il Manifesto sotto al braccio, adesso c'han lo zainetto e il Fatto quotidiano (e Repubblica, naturalmente). Irrimediabilmente convinti del loro anticonformismo, della loro non omologazione, della loro repulsione alle mode e della loro controcultura rivoluzionaria.
Ennò, non me la sto prendendo con l'adolescenza, troppo facile (per quanto). Parliamo di universitari, nella migliore delle ipotesi. Di gente che c'ha vent'anni suonati da un pezzo. Adolescenti un ciufolo. E' gente che vota, questa. Che critica. Che si arrabbia. Che snobba. Che ama la "cultura". Che tira fuori gli storicamente poi parlando di robe che manco eran nati, loro, e noi già sì invece.

Son passati cinque decenni. Son diventati padri, poi nonni, e i loro figli e i loro nipoti sono ancora così, e poi diventano a loro volta trentenni con la cravatta loro malgrado, e il mutuo, e leggon sempre Repubblica, ma non disdegnano l'inserto tv.
Oggi vanno in giro con il MacBook (e la chiavetta vodafone) nello zaino perché Windows gli fa schifo (sai, le multinazionali, però il MacBook costa un botto ma-chissenefrega-viva-Steve-Jobs e no, non è una multinazionale la Apple), ieri ci andavano con la moleskine, domani col chip wireless nel cervello, ma comunque forza Obama e abbasso l'America imperialista. Ché dovevate vedervela la coda, a Ferrara, per entrare al dibattito sulla nuova destra americana che sfida Obama. Un nastro chilometrico di treccine freak e di giovani, con i giovani, per i giovani.

Certo, l'America imperialista. Ché non lo so? Non è che ci sia mai andato particolarmente tenero, nemmeno da queste parti. Ma com'è che se lo dice un ventenne sembra subito dogmatico e mi vien da mandarlo in miniera (in America)?
Che poi son tutti princìpi che ci mancherebbe, proprio a me lo vieni a dire. Il mio io ci campa da una vita di 'ste cose e di massimi sistemi sull'umanità perduta, sull'etica del lavarsi i denti chiudendo il rubinetto per non far torto ai campi palestinesi della Cisgiordania, sull'olio di colza che se ti provi a produrlo su scala industriale ti costa tale e quale la benzina, pure con le medesime ecoricadute, sul bio-di-sta-cippa che costa il triplo del prodotto seriale del discount, ma vuoi mettere, e chissenfrega allora della crisi se posso spendere il triplo per i biopomodori che marciscon tre giorni prima. Per dire. A me poi marciscono anche quelli nucleari.
Son cinque decenni (again) che la gioventù freak scassa i maroni con la stessa kefiah, gli stessi sandali e le stesse menate di cioè e voglio dire.

E qual è il risultato? Che ad ogni decennio che passa questo pianeta, minimo, rotola nello spazio sempre allo stesso immutabile modo, l'umanità gli va dietro a ruota e il business delle cravatte è sempre bello florido.
E dunque? 'Sta rivoluzione? 'Sto potere ai giovani?
E' che siete irrimediabilmente sempre troppo giovani prima e troppo vecchi dopo, non c'è un tubo da fare. La società vi inchioda allo stesso modo con il quale ha fottuto le generazioni freak prima di voi e fotterà quelle dopo. Non esiste l'attimo in cui salverete il mondo. Non c'è stato per i vostri padri, non ci sarà per i vostri figli. E la kefiah serve solo a proteggersi dalla sabbia, sarebbe ora che almeno questo lo imparaste. Anche perché mi sa che quelle che avete al collo adesso sono made in China, e sai che tristezza, nel caso.

Così non li sopporto. Non sopporto che un qualunque evento in aria vagamente "di sinistra" - solo perché è una manifestazione culturale e la cultura è sempre facile terreno progressista, ovunque - venga immediatamente colonizzato da code di giovani ventenni freak che cioè i palestinesi, cioè la questione araba, cioè le multinazionali, cioè Berlusconi, cioè il Vaticano, storicamente poi. Non li sopporto, loro, le loro treccine, il loro MacBook appeso allo zaino, i loro blog.
E' che fan discorsi che, se li stai a sentire, sono un concentrato da incubo di luoghi comuni che davvero, loro, si credon che sia controcultura. L'hanno inventata loro la controcultura. Sono inesorabilmente una teoria infinita di cioè, e di voglio dire, e la soluzione per la questione palestinese è.
E' cosa, perdìo? Fan dibattiti, loro. Son cinquant'anni che fan dibattiti con la kefiah al collo. Passano le generazioni, ma si clonano fra di loro.
Non siete capaci, fine. E' come dice Matteo Renzi quando parla di Bersani, di Veltroni e di D'Alema. Ha ragione, ma il punto è che nemmeno voi con la vostra kefiah siete capaci, né siete migliori (né lo sono io, certo: ma almeno io lo so, mi incazzo anche perché lo so e mi sento del tutto inadeguato; ecco, quel che fa incazzare me è quell'ineliminabile senso di inadeguatezza che mi porto dietro da sempre, che mi fa sentire ridicolo con una kefiah al collo epperò allo stesso tempo sofferente per le medesime miserie del mondo).

Non sarà certo questa generazione sciagurata di teste bianche a risolvere né la questione palestinese, né a darci un modello sociale migliore di quello che la nostra civiltà contemporanea trascina avanti con alterne fortune (nel senso del fato). Ma certo non lo faranno domani i giovani freak di oggi, come non lo hanno fatto ieri.
Per osmosi è questo il guaio della sinistra. Altro che Bersani e Veltroni e D'Alema (giovani freak di ieri) (e ho peraltro il sospetto che anche Civati, e Serracchiani, e Renzi, eccetera).

E no: non han ragione Beppe Grillo e Travaglio. Non è affatto una conseguenza e non c'entra (quasi) nulla con i giovani freak che invadono Ferrara per il festival di Internazionale.
Quel che vorrei dire è invece che sarebbe (forse) necessario che la coda al dibattito su Obama, tanto per citarne una a mo' di metafora, iniziassero a farla soprattutto gli incravattati (come me) che i vent'anni li han lasciati per strada vent'anni fa e adesso c'hanno il mutuo.
Il problema è che non gliene frega nulla.

(Ricordo di aver già scritto qualcosa di simile in modo diverso in altra occasione, tempo fa).

(Considerate anche che ho trascorso un'ora nel centro di Rovigo durante le vasche domenicali - che lì una kefiah non la vedi nemmeno col radar - il che spiega parecchie cose).

(Ancor più dei freak, poi, non sopporto gli ex-comunisti che più comunisti non si poteva, vent'anni fa. E adesso lavoran per le multinazionali, c'hanno il mutuo pure loro e stanno a spiegarmi del liberismo e del perché non leggon più il Manifesto, ma comprano Vanity Fair o amano il caffè di Starbucks preso rigorosamente sulla Quinta. Ma c'è Starbucks sulla Quinta, che l'ho sparata?)
22.45 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (2) 
   
05 Dietro le quinte del regime
OTT Segnalazioni
Di Mads Brügger e del suo splendido film-documentario sulla Corea del Nord ho twittato e parlato spesso questi ultimi giorni.

Sul sito di Internazionale è disponibile il video dell'incontro che lo ha visto protagonista a Ferrara, nel quale non sono riuscito ad entrare causa il solito tutto esaurito, ma che ho potuto seguire in parte grazie al maxi schermo in piazza.

Saltate pure quella boiata di X-Factor, per una volta, e prendetevi un paio d'ore, ché merita.
TAG: mads brügger, the red chapel
19.51 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
05 Tweets
OTT
Follow thinkice_it on Twitter 10:22:40 Neve a bassa quota sulle cime attorno a Torino.

19:58:02 In hotel a Torino. Stasera non ce la posso fare con l’ennesima cena a Villarboit (e soprattutto con una sveglia domani alle cinque).

20:43:06 Mi faccio un risotto. Son mesi che non mi faccio un risotto. Ma pensa.

10.22 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (1) 
   
05 Mondovisioni a Ferrara
OTT Segnalazioni, Viaggi fra le immagini
Nei tre giorni trascorsi a Ferrara per il festival di Internazionale ho seguito soprattutto la rassegna cinematografica Mondovisioni.
In cartellone sette film-documentari di altrettanti registi stranieri, tutte prime proiezioni assolute in Italia. Alcuni di questi han vinto premi internazionali, altri sono stati al centro di accesissime polemiche, vicende giudiziarie e/o scontri politici. Sono pellicole indipendenti, che probabilmente in Italia, se siete interessati, non avrete altro modo di vedere se non sperando che prima o poi arrivino in DVD o scaricandole da qualche torrent.
Io sono riuscito a vederle tutte, in qualche caso infilandomi al pelo nonostante le code chilometriche all'ingresso.
La rassegna ha avuto un notevole successo, sala quasi sempre esaurita, con parecchie persone che non sono riuscite ad entrare alle proiezioni.

Per meglio capire, non stiamo parlando di classici documentari, tipo Discovery Channel o Piero Angela per intenderci. Si tratta piuttosto di lungometraggi, la cui durata media, montaggio e regia sono quelli di un film tradizionale e i cui soggetti sono tipicamente inchieste a sfondo sociale e geopolitico. Giornalismo avventuroso di frontiera insomma, nel senso più crudo del termine.
Se in passato avete visto Jung, il film sull'Afghanistan nato dalla collaborazione di Ettore Mo con Emergency, ecco, il genere è esattamente quello.

Qui di seguito un riepilogo più o meno ragionato delle mie considerazioni su ciascuno dei film in rassegna a Ferrara. In generale, l'esperienza è stata estremamente positiva. L'anno prossimo non mancherò di ripeterla...
[Continua a leggere]

TAG: stolen, the red chapel, war don don, documentari, mads brugger
01.12 del 05 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
03 Tweets
OTT
Follow thinkice_it on Twitter 10:16:10 A zonzo per Ferrara in attesa della prima proiezione alle 12. Aria fresca frizzante.

11:00:53 Piano della giornata: God bless Iceland, a seguire Bananas! e poi partenza per Rovigo per un’altra tappa 110, visto che è a due passi da qui

11:51:13 Riuscito ad entrare anche ’stavolta, nonostante la coda chilometrica. E con questi due faccio en-plein con l’intera rassegna cinematografica

13:40:59 @mmant27 Sarebbe stato sì 110, ché non ho foto, ma non potevo sbrigarmela in un’ora come Rovigo. Per Bologna mi ci vuole la giornata piena.

13:43:16 God bless Iceland andato. Parecchio forte a tratti. Adesso Bananas!, poi un panino al volo e si parte.

15:45:50 Discusso o meno che sia, dopo aver visto Bananas! almeno un migliaio di persone, fra cui il sottoscritto, non mangeranno più una banana Dole

15:49:05 And now cappellacci burro e salvia.

16:57:11 Machedduepalle, appena entrato in autostrada e già in coda. E non se ne può più!

17:31:05 Belìn che posto inutile Rovigo... L:http://maps.google.com/?q=45.067783%2C11.778994

18:15:48 Rovigo’s done. Rotta verso casa, via A13 e A4, giusto per chiudere l’anello.

19:54:00 Fermo in A4 da un po’. A quanto pare ho un centinaio di km di coda davanti. Quasi quasi mi fermo in autogrill e schiaccio il solito pisolino

20:51:39 @massimoko In effetti...

10.16 del 03 Ottobre 2010 | Commenti (2) 
   
02 Live from "Internazionale a Ferrara"
OTT Segnalazioni, Spostamenti
Quasi in diretta, qua in fondo le immagini del festival di Internazionale. Ho un bel po' di appunti, peraltro, che credo organizzerò in tre o quattro puntate a tema.
Fino ad ora ho infilato (o per meglio dire, sono riuscito ad infilarmi a) cinque proiezioni su sette delle prime in Italia organizzate qui per l'occasione: tutti film-documentari indipendenti di valore straordinario, che poi erano la ragione prima che mi ha portato a Ferrara. A breve qualche commento.

Sebbene la coda infinita ed il tutto esaurito annunciato con un'ora di anticipo mi avessero invece fatto desistere dal provare ad entrare al dibattito sulla Corea del Nord con Mads Brügger (peraltro già incontrato ieri sera alla proiezione di The red chapel), Pepe Escobar e Brian Reynolds Myers, sono comunque riuscito a vederne un pezzo grazie al grande schermo piazzato in Piazza Castello, proprio mentre mi stavo dedicando al Progetto 110. Efficienza a palla.
Allo stesso modo, gironzolando per Piazza Municipale e scattando foto, ho tirato un'orecchio anche al dibattito sulle Frontiere digitali dei Media, con Luca Sofri e Giovanni De Mauro.

Mi sarebbe piaciuto vedere David Rieff, che seguo da tempo, ma era questa mattina in contemporanea con la proiezione di War don don, dunque nulla da fare.
Il fatto è che il programma è così pieno che è impossibile riuscire a seguire tutto e del resto per ogni evento c'è da fare code infinite per riuscire ad entrare, che si mangiano altro tempo prezioso.
Del resto tutti gli ingressi sono gratuiti e questo chiama ancor più folla.

Così, dovendo far selezione, mi sono concentrato sul cinema e riempio i buchi fra una proiezione e l'altra, quando avanza tempo, mettendo il naso qua e là nei dibattiti che mi interessano.
Di buono c'è che le location sono tutte nel centro storico, a pochi minuti a piedi l'una dall'altra.
Il mio hotel, poi, è proprio a due passi dal cinema Boldini, un paio di minuti a piedi.

E a proposito dell'hotel, visto che ci siamo, di perfetto ha il parcheggio interno, che è l'unica alternativa al dar fuoco alla macchina o al portarla in camera. C'è anche che è proprio davanti a Castello Estense, in pieno centro storico, ha tariffe oneste e il wifi gratuito, che in Italia è come vedere una giraffa libera in vacanza sul lago di Como.
Per il resto è dignitoso e son gentili. Bisogna solo togliergli la consueta stella-stella e mezza in più che tutti gli hotel del Bel Paese si attribuiscono d'ordinanza rispetto alla normale classificazione europea.
Diciamo che è un bel due stelle in posizione ottima. Consigliabile.

Dopo aver assistito alla proiezione del discussissimo Stolen, finalmente mi sto prendendo un'oretta di pausa in camera. Metto a posto appunti, foto, posta. Da fuori arriva la musica di un qualche concerto all'aperto. Fa caldo, la giornata è stupenda, l'atmosfera è spumeggiante.
Stasera niente in programma per me, così mi cercherò una bella trattoria per mangiare qualcosa di decente con un po' di calma, sfogliare due o tre riviste in arretrato che mi son portato dietro, dare un'occhiata ai libri che ho comprato qui alla libreria del festival (son riuscito a infilare pure quella fra uno scatto, una piadina e una proiezione) e magari, in tarda serata, piazzarmi a qualche tavolino all'aperto in Piazza Castello con il laptop e il collegamento wifi gratuito, a buttar giù due note sui film che ho visto.

In giro per Ferrara vi ci porto con calma prossimamente con apposito post targato Progetto 110.

Ferrara05
Ferrara06
Pubblico in Piazza Municipale
Ferrara07
Oliver Reichenstein, Luca Sofri e Giovanni De Mauro per "Frontiere Digitali"
Ferrara08
La coda per entrare al cinema Boldini, il mio appuntamento fisso...
Ferrara09
Pubblico al Chiostro di San Paolo
TAG: ferrara, festival, internazionale
19.01 del 02 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
02 Tweets
OTT
Follow thinkice_it on Twitter 10:05:01 Colazione al volo e già in coda per entrare alla proiezione di War don don di Rebecca Richman Cohen. Sole caldissimo.

10:12:21 Entrato. Uscirò di qui fra tre ore, me ne faccio due di fila. Programma di oggi serratissimo.

11:37:34 War don don è atroce. Una badilata in faccia al genere umano intero. Non esattamente da prima colazione. Straordinario.

11:40:44 Adesso The town of badante women, di Stephan Komandarev.

11:44:07 Se riesco a tenere il passo del programma che mi son fatto (ma quando mangio?), domani mi avanza anche un po’ di tempo per il progetto 110.

13:16:43 E’ impressionante la somiglianza di The town of badante women con Last train home, uno girato in Bulgaria, l’altro in Cina.

13:18:10 E adesso di corsa a cercare di mangiare un boccone, prima di provare ad entrare al convegno sulla Corea del Nord alle 14.

13:29:29 Posti al teatro comunale per la Corea del Nord già esauriti! Tento un’entrata last minute, oppure il convegno delle 14:30 su Media digitali.

13:30:53 Altrimenti anticipo il progetto 110 prima della proiezione delle 16.

13:36:59 Uh, wifi gratuito in centro a Ferrara! Speciale per il festival?

13:40:09 Insomma, io volevo un toast, ma lui ha insistito per farmi prendere assolutamente una piada con salame ferrarese. Me ne farò una ragione.

16:00:50 Convegno su Corea al volo, messo naso anche in chiostro S.Paolo per convegno su Media digitali con Luca Sofri e Giovanni de Mauro.

16:01:58 Progetto 110 done, luce stupenda. Caldo estivo. Ora altra proiezione, Stolen.

16:06:20 Tutto esaurito in sala per Stolen di Dan Fallshaw e Violeta Alaya. Entrato per un pelo. Con questo sono a 5 su 7 in programmazione.

17:28:51 Caspita, per il solo fatto di aver visto Stolen vieni volantinato dai sostenitori del fronte Polisario che ti attendono all’uscita.

20:47:35 Trovare un tavolo libero in una qualunque trattoria di Ferrara il sabato sera del we del festival è come andar per porcini in Piazza Duomo.

20:50:40 Provo ad aspettare una mezz’ora con un aperitivo nel pub di un cinese gay. L’unico posto dove si riesca ad entrare.

21:42:22 Ce l’ho fatta! Seduto in trattoria, sotto a Castello Estense. Stavo quasi per gettare la spugna e andare da McDonald’s...

21:44:15 Ovviamente, cappellacci al ragù (+involtini e mezzo rosso della casa). L:<a href="http://maps.google.com/?q=44.838490%2C11.618210" target="_blank">http://maps.google.com/?q=44.838490%2C11.618210</a>

22:45:35 Alle otto si cenava volentieri all’aperto, alle dieci e mezza sta diventando fastidioso e sto ancora aspettando gli involtini...

23:06:28 Non c’è nulla di più devastante dei dibattiti fra ventenni freak sul conflitto israeliano-palestinese. Ora mi alzo e li meno. Post in canna.

10.05 del 02 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
02 Logged into the festival
OTT Spostamenti, Segnalazioni
First quick shots from Internazionale a Ferrara (poi parliamo dei film, degli incontri, dei giovani freak, della città, eccetera).

Ferrara01
Ferrara02
Castello Estense
Ferrara03
Perturbazione live on stage
Ferrara04
Mads Brügger
TAG: ferrara, festival, internazionale
00.55 del 02 Ottobre 2010 | Commenti (0) 
   
<< Pagina precedente Pagina successiva >>


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2019 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo