Orizzontintorno Carlo Paschetto
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30 Però il profilo del programma c'è
NOV Mal di fegato, Web e tecnologia, Prima pagina
Scompare una ragazza. I soliti cannibali della televisione si avventano sulla notizia. A Pomeriggio sul 2 Lorena Bianchetti ci riempie ovviamente la trasmissione.
I servizi scivolano inevitabilmente su Facebook. Chiede la Bianchetti all'inviata di turno: "La ragazza aveva per caso un profilo su qualche social network, frequentava Facebook?". Risposta da manuale: "No Lorena, niente del genere, era una ragazza tranquilla".
Poteva anche chiederle se frequentava i negozi di ferramenta, per dire.

Segue il consueto dibattito fra esperti di tonno sott'olio sui pericoli di internet e del mostro Facebook, che consente agli adolescenti di sfuggire ai controlli dei genitori.

E voi state a preoccuparvi dei festini di Berlusconi.
TAG: facebook, social network, internet
16.43 del 30 Novembre 2010 | Commenti (2) 
 
30 Tweets
NOV
Follow thinkice_it on Twitter 01:33:37 Sapevo che non dovevo accettare all’una e trenta di notte l’invito su Twimbow, ché adesso devo perlomeno scoprire a che serve...

01.33 del 30 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
30 Alla fine avranno anche me
NOV Segnalazioni, Diario
Avevo letto qualcosa in proposito quando la rottura dello strafichissimo ed indistruttibile cristallo dell'iPhone 4 resiste-anche-ai-meteoriti iniziava ad essere un fenomeno piuttosto diffuso fra i "fortunati" possessori del costosissimo gioiello di punta di Cupertino. Si dice infatti in giro che la sostituzione dell'indistruttibile di cui sopra costi un occhio della testa e richieda pure un tempo non irrilevante.
A voler fare le cose con tutti i crismi e secondo i dettami della religione di appartenenza, perlomeno.

A Milano, all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, nel cuore della Chinatown meneghina, si trovano in fila tre anonimi negozi cinesi di elettronica che quella sostituzione ve la fanno, sembra, non in un mese, non in una settimana e nemmeno in un giorno: impiegano un'ora e la pagate al massimo qualche decina di euro.
Ce ne sono altri di negozi analoghi sparsi in zona, volendo, ma quelli non puoi fare a meno di notarli, sono proprio lì in riga sullo stesso lato di via Rosmini.

Originale che? Seee, vabbè. E allora andate al centro assistenza ufficiale lì vicino, e auguri (ho letto che pare che siano addirittura i commessi del centro in questione a sussurrare ai clienti di rivolgersi ai cinesi, per dire).

Comunque. L'ultimo giorno della mia permanenza a Seoul il mio fedelissimo ed amatissimo Diamond 2 mi ha tradito. Touchscreen in coma profondo, nessuna risposta nemmeno al massaggio cardiaco d'emergenza (pugni e colpi di cacciavite contro lo schermo).
Quando il touchscreen di un Diamond 2 ti molla puoi pure suicidarti e non c'è nulla che tu possa chiedergli di fare, nemmeno spegnerlo (a meno, ovviamente, di togliere la batteria), perché l'interfaccia è esclusivamente, appunto, touch.
Nel senso: se premi il pulsante di spegnimento, lui, beffardo, ti chiede sei sicuro?, e lì ti fotte.

Ci ho provato, nelle settimane seguenti, a cercare un centro di assistenza HTC per capire cosa fare e conformarmi alle tavole della Legge, ma ho presto capito che avrei avuto più fortuna con il Sacro Graal.
Poi mi è venuto in mente quel che avevo letto dei cinesi e sono partito in missione per il misterioso incrocio Sarpi-Rosmini, dove, sappiatelo in partenza, l'unica chance di parcheggiare è smontare direttamente la macchina e vendere i pezzi separatamente ai grossisti gialli lì attorno.

Sono entrato nel primo dei tre famigerati negozi, circondato da un ben di dio di qualunque novità tecnologica la mia mente nerd potesse concepire - e da cinesi, naturalmente, tanti cinesi - ho detto ciao e ho mostrato il mio Diamond 2. Uno dei cinesi dietro il bancone lo ha guardato distrattamente per un picosecondo, ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Sono entrato allora nel secondo negozio, ancor più grande e ripieno di meravigliosi gadget dieci punto zero da far quasi vacillare il mio animo geek, ho detto ciao, ho mostrato il mio Diamond 2 e il cinese dietro il bancone mi ha sorriso (!) e ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Ero quasi sul punto di rinunciare e scaraventare il mio bello, molto bello, Diamond 2 nel tombino all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, ma ho fatto un ultimo tentativo con il terzo negozio, il più sfigato all'apparenza, un buco con una sola vetrina, strapieno di cinesi ed alimentatori per cellulari appesi alle pareti tutti aggrovigliati fra loro, scatoloni abbandonati contro i muri colmi di banchi di memoria impolverati, cpu e schede madri, laptop, notebook, netbook, tablet, smartphone, palmari, palmipedi e sa dio che altro.

Mi son fatto largo fra i cinesi, che mi guardavano come quando Jack Burton/Kurt Russel incontra i Signori della morte in Grosso guaio a Chinatown. Parlavano fra loro sottovoce, tutto in cinese strettissimo, ed anche i fumetti sopra le loro teste erano in ideogrammi. Forte della mia proverbiale e lunga esperienza con i gialli, non mi sono fatto intimorire. Ne ho puntato uno dietro il bancone, che sembrava Bruce Lee e che mi fissava con lo sguardo kung-fu, gli ho detto ciao e gli ho mostrato il mio Diamond 2.
Bruce Lee ha solo alzato un po' il mento, senza una parola, come a dire "embè?". Gli ho sussurrato (per adeguarmi all'ambiente) il touchscreen non risponde più, kaput (ché secondo me i cinesi "kaput" lo capiscono) e gliel'ho timidamente avvicinato perché potesse osservarlo.
Lui non lo ha degnato di uno sguardo. Ha detto qualcosa in cinese ad un altro cinese. L'altro cinese, senza nemmeno guardarmi, mi ha detto possiamo faLLo, ma pel questo ci vogliono dieci giolni. Timidamente gli ho chiesto quanto e lui ha detto settantacinque. Gli ho detto va bene. Lui non ha aggiunto una parola, ha preso il telefonino, lo ha fatto sparire e mi ha dato *solo* questo.

HTC2

Sono uscito senza null'altro in mano, cercando perlomeno di fotografare con la memoria il luogo per ritrovarlo e pensando, fra me e me, tanto era perso comunque, nel caso.
Giusto per consolarmi e per convincermi che fosse stata una buona idea.

Dieci giorni dopo mi è arrivata sul cellulare una chiamata da un numero anonimo, il cui contenuto trascrivo tale e quale: "Sono il cinese, è plonto."
Vado, entro, dico ciao sono quello dell'HTC, nessuno dei due o trecento cinesi dentro il buco dice nulla, tranne Bruce Lee che dice ah, sì.
Tira fuori da uno scatolone sotto il bancone, pescandolo in mezzo ad altre decine di cellulari, il mio Diamond 2. Con lo schermo nuovo fiammante, addirittura protetto da una pellicola adesiva. Lo provo. E' ovviamente perfettamente funzionante.
Mi restituisce persino lo schermo danneggiato che ha sostituito. Se quello nuovo non sia un pezzo originale ma un tarocco made in China, be', è assolutamente impossibile capirlo.

Da oggi questo blog, dopo anni di dossieraggio accanito, cambia vergognosamente bandiera e diventa amico dei cinesi.

HTC1
TAG: htc, iphone
01.24 del 30 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
29 Nemmeno qualcosa di un po' piccante (fin'ora)
NOV Prima pagina
Sto navigando sommariamente da una mezz'oretta fra quel che è stato pubblicato fino ad adesso e l'unica cosa che per il momento è a mio parere del tutto evidente è che il governo degli Stati Uniti ha un'ossessione compulsiva nei confronti dell'Iran.

E sai che notizia.

A meno di non volerci seriamente preoccupare di quanto dorma Berlusconi, naturalmente.

(Nel frattempo, il Post fa una rapida ed utile sintesi).
TAG: wikileaks, cablegate, diplomatic cable
02.52 del 29 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
27 Qualcosa (non) di sinistra
NOV Prima pagina, Politica
Alcune cose che non ho bene a fuoco, ma provo ad abbozzare.

Tipo: si può dire quel che si vuole, compreso dell'opportunità o meno di Bersani di salire sui tetti (mah). Però, quel che più mi lascia perplesso, è che ascolto la Gelmini, Bocchino e Lupi, ospiti da Vespa (che, per inciso, non sopporto, ma passavo di lì), e capisco bene quel che dicono al di là che del condividerlo o meno. Lupi poi mi sembra persino più lucido del solito. Sarà che fra "colleghi" runner.
Poi ascolto il senatore Latorre (chicazz'è?) del PD e mi cascano le balle braccia, ché non c'è verso che risponda alla domanda, diretta, di Vespa: in definitiva, cosa perdono gli studenti con questa riforma universitaria?.
E' che è stramaledettamente palese che, semplicemente, non lo sa. Non risponde perché non lo sa e non sa che diavolo rispondere. Per dieci minuti di seguito, incalzato da quest'unica domanda, brancola nel buio, si agita dentro ai suoi massimi sistemi parlando di futuro, di speranza, di generazioni, ma una qualunque accidenti di risposta alla domanda no, niente, non riesce a darla. Non sa nemmeno di cosa sta parlando. Fa opposizione semplicemente negando alla cazzo le tesi dei suoi interlocutori e la posizione del Governo, senza alcuna argomentazione da contrapporre, lisciando del tutto la domanda.
Chi ce l'ha mandato? Non c'era proprio nessuno un po' più preparato del senatore Latorre sul tema della puntata, fra le file del PD, da contrapporre al fuoco incrociato Vespa-Bocchino-Gelmini-Lupi? Dove, per inciso, vi faccio notare che il correttore automatico di questo editor mi sottolinea solo Gelmini, dandomi per buoni gli altri tre...

Il dramma è che il senatore Latorre, che dovrebbe in teoria rappresentarmi, rappresenta invece benissimo lo stato confusionale totale nel quale versano il Partito Democratico e l'opposizione tutta, sempre più imbarazzanti nel loro annaspare a sollecitare nientepopodimeno che un segnale dal compagno Fini affinché dia la spallata definitiva al suo ex-amico Silvio, laddove la controproposta politica dell'opposizione antiberlusconiana (e già "opposizione antiberlusconiana" racchiude in sé tutta la miseria in cui versano oggi le forze antagoniste del Governo) è ormai ridotta solamente a chiedere all'ex-delfino di Almirante di far cadere, lui, l'Esecutivo del quale è alleato, non avendo peraltro una qualunque alternativa da mettere in gioco.

E poi? Anche cadesse davvero?

Perché è chiaro, vero, che se andiamo alle elezioni domani ristravince Berlusconi? Ma ve li immaginate, dopo, lo scassamento e i deliri di onnipotenza?

E non è solo per questo che Berlusconi deve andare avanti a governare, dopo la sfiducia (ammesso che ci sia) ed un opportuno rimpasto.
Berlusconi deve andare avanti a governare perché nei Paesi normali funziona, semplicemente, così (e certo, nei Paesi normali non c'è Berlusconi, ma questo è un altro discorso).

Se non sbaglio, oggi governano in minoranza Obama, Sarkozy, Merkel, Zapatero e a naso direi anche Cameron, ché non seguo molto la politica britannica ultimamente (non che le altre, a dirla tutta). Epperò governano lo stesso, perché hanno un mandato dagli elettori per farlo e gli elettori, se sarà il caso, li rimanderanno a casa a tempo debito, alla scadenza del mandato stesso. A nessuno, nei loro rispettivi Paesi, viene in mente di chiederne le dimissioni.
Poi, per carità, si può opporre che nessuno di loro è però coinvolto in scandali sessuali e in processi penali, ed infilarsi a pesce nella questione morale: del resto Clinton rischiò l'impeachment per un pompino. Ma qui si sta parlando di Costituzione e delle tavole della Legge e sono certo che nessuno di noi ha seriamente pensato che Clinton dovesse andare a casa per colpa della Lewinsky (ok, ok, il caso Lewinsky non era nemmeno lontanamente paragonabile a quel che sembra accadere fra Arcore e Palazzo Grazioli, né portava con sé le relazioni amichevoli con Putin e Gheddafi, e la Carfagna, Santanché, Carlucci, Frattini, La Russa, Gasparri, Calderoli, Cicchitto, Capezzone, ... va bene, mi arrendo: avete ragione, lo so, ci ho provato).

Poi.

Io, di Saviano, penso questo. Penso che faccia un po' il paio con quello che scrivevo tempo fa dei giovani freak.
A me le cose che Saviano racconta non sembrano affatto fuori dal mondo, anzi, né peraltro queste gran rivelazioni messianiche. Ci credo e sono certo che ci credete anche voi. Ci crediamo tutti, ci mancherebbe, perché noi siamo i buoni. Le diamo addirittura per scontate.
Non è agghiacciante, a pensarci un attimo?

Lo sappiamo che è così. Ci indigniamo perché una parte della classe politica attacca Saviano e immediatamente, di conseguenza, Saviano diventa il paladino di noi buoni. Di là il cattivo Maroni, che per una settimana fa il tour del force di tutte le trasmissioni televisive per rispondere alle accuse di Saviano (eccheppalle anche Maroni che frigna con il diritto di replica: non ha fatto altro che replicare per sette giorni consecutivi su qualunque Media nazionale).
Ma il fatto è che Saviano, oltre ad essere secondo me uno scrittore bravino, ma non fenomenale (io Gomorra l'ho letto: è interessante ma noioso a tratti, se vogliamo parlarne in termini di stile e di coinvolgimento nella lettura), non è al contrario un attore, né un personaggio televisivo. E dunque i suoi monologhi sono - lo dico? - pallosi.

Ora, prima di essere seppellito dalle facili obiezioni sul fatto che al fenomeno Saviano non viene richiesto di essere brillante, ma che è importante quel che dice, torno sul punto che mi sta qui a cuore: quel che dice, a me - ma sono certo che anche a tutti voi - non sorprende affatto. Peggio: non dice nulla di nuovo, nulla che in fondo non sapessimo, o anche solo immaginassimo già.
Quel che Saviano fa è mettere ordine. Fa nomi e cognomi, date, documenta, traduce in realtà tangibile, o perlomeno in cronaca credibile, quel che tutti respiriamo ma al quale non riusciremmo altrimenti a dare un volto, né una rappresentazione concreta. Ci mette la sua faccia e rischia pure la pelle nel mettercela.
Tanto di cappello, ci mancherebbe, e per fortuna che libri come Gomorra (che, insisto, a me non ha fatto impazzire) esistono e vengono letti da milioni di persone. Ma.

E dunque?
Cioè: e quindi cosa succede dopo che Saviano ha parlato (e scritto)?
A chi o a cosa serve il fatto che Saviano ci metta la faccia, a parte far fare dieci milioni di spettatori a RaiTre in prime time?
Ma a voi non sembra surreale tutto questo?

Com'è che tutti sappiamo, tutti immaginiamo, tutti eggià Saviano, e bravo Saviano, ecco uno che dice le cose come stanno, e bla bla bla, e poi però non accade nulla di nulla (a parte i numeri di Maroni, naturalmente, e l'arresto di Iovine che verosimilmente nulla cambierà più di tanto, come quello di Provenzano al tempo)?
Meglio: cosa ci aspettiamo o aspetteremmo che accada come conseguenza del fatto che Saviano vada in tv e faccia dieci milioni di spettatori, a parte far incazzare Maroni e fare indignare noi del fatto che Maroni s'incazzi?
Perché alla fine si traduce tutto in questo.
E' colpa nostra se nulla cambia a fronte del e nonostante il fenomeno Saviano? Me lo chiedo davvero, non è una domanda retorica. E se sì, dunque che dobbiamo fare? E se no, è colpa della classe politica? Ma se la classe politica è ben quella che Saviano stesso attacca, e se i politici son quelli che ormai si votano fra loro e si autoeleggono, che mai dovrebbe accadere di così rivoluzionario in conseguenza delle due ore totali di noiosissimi monologhi di Saviano in tv?

Mi sfugge il disegno complessivo, la sua declinazione ultima. Perché se il fenomeno Saviano nulla muove che già non si muova di moto proprio, né su quel movimento riesce ad influire in qualche modo, cos'è che applaudiamo in Saviano stesso, detto che il monologo, di per sé, è appunto noioso?
Allora preferisco, per assurdo, Grillo.

Così, solo per dire e per il gusto di fare un po' di polemica gratuita, né?
TAG: saviano, vieni via con me, berlusconi, sinistra, governo, fazio, gelmini
00.48 del 27 Novembre 2010 | Commenti (3) 
 
26 Antenna Tre Tié
NOV Mal di fegato, Prima pagina
Premessa: come è noto ai frequentatori abituali di queste pagine, abito da qualche mese nella capitale dell'impero, Arcore, a circa ottocento metri dal palazzo imperiale. E dunque, se abiti nella capitale dell'impero ed in prossimità del palazzo imperiale, ti aspetti, minimo, che di tutti i mali che affliggono tipicamente il Belpaese perlomeno qui non ci sia ombra, ché il Gran Capo potrebbe anche prendersela a male. In fondo vivere qui è metaforicamente un po' come vivere a Waldsiedlung ai tempi della vecchia Berlino Est.

Infatti.

Grazie al passaggio definitivo al digitale terrestre e, soprattutto, all'introduzione dell' Lcn, da oggi io non vedo più, ad esempio, RaiUno sul canale 1, ma ovviamente sul canale 850, Rai Storia sul 54, Rai 5 sul 78, eccetera.
Il che, naturalmente, è comodissimo se avete finalmente quasi duecento canali a disposizione e il vostro televisore non ne consente la riassegnazione in manuale della numerazione.
Davvero una genialata.

Poi, ad esempio, vedo che sono definitivamente scomparse la BBC - praticamente l'unico canale in chiaro degno di nota - e la tv svizzera, ma anche IRIS, ché sia mai mandare in onda gratuitamente qualche film decente in più. In compenso molti degli altri canali che prima si vedevano in un modo più o meno decente adesso tendono alla quadrettatura e a perdere il segnale. Vedi La7, per dire. Ché Mentana fa un po' troppi ascolti, immagino.

Ma il bello - per tornare alle aspettative del vivere nel territorio di caccia di Sua Emittenza - è che dei famosi e iperpubblicizzati nuovi canali Rai, continuo a non vedere un tubo: non Rai Gulp, per dirne una. Non Rai Movie, non Rai Sport, né 1 né 2. Non Rai HD, né Rai Yo-Yo (maccheccazz'è?).
Per dirla proprio tutta, se uso un decoder normale attaccato ad una tv di vecchia generazione, o un'antennina digitale attaccata ad una tv di nuova generazione provvista di decoder ma lontana dalla presa dell'antenna centrale, non vedo proprio alcun canale Rai, compresi RaiUno, RaiDue e RaiTre. Buio totale.

Poi, uno legge questo. E capìte bene che gli si alza anche la pressione.
TAG: rai, digitale terrestre
21.56 del 26 Novembre 2010 | Commenti (4) 
 
21 Regalategli una carta geografica
NOV Prima pagina
Il Tg7 di Mentana sta facendo un servizio su una presunta gaffe di Vendola, che nel corso del suo viaggio in America ha sostenuto in una qualche occasione ufficiale che Bari è a nord di Napoli.

Ora, per favore, qualcuno può spiegare a Mentana che in effetti Bari *è* a nord di Napoli e che dunque ha mandato in onda un servizio farlocco?

Update: mi segnala Luca Sofri che invece ho sbagliato io. La contestazione era sul fatto che Vendola ha messo Bari a nord del Gargano e che era il sottopancia nel servizio del Tg7 ad essere sbagliato.
Morale: o seguo il Tg7, o sto attento agli hamburger dei Tati sul fuoco.
TAG: tg7, mentana, vendola
23.36 del 21 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
21 Centodieci/30: Trento
NOV Centodieci
Quel che è certo è che la numerazione progressiva dei post del Centodieci non torna mai. Ero arrivato a ventotto con Ferrara, poi son stato a Trento, ho ricontato, e mi accorgo che invece fanno trenta. A parte che è ovvio che Trento faccia trenta.

Comunque.

Scrivevo un mese fa del fatto che in qualche modo buona parte della mia vita gràviti - o perlomeno dovrebbe gravitare - attorno ad Aosta e tutta una sbrodolata a corollario su quanto io sia occidentalista, almeno in termini alpinistici. Epperò son cresciuto altrove ed anche di questo si è qui parlato in diverse occasioni, ad esempio qui (oggi sono decisamente in vena autoreferenziale, potete anche passare oltre).
Dunque, per almeno i primi tredici anni della mia vita il mio centro di gravità è stato altrove e proprio attorno a Trento ha ruotato, o perlomeno qui era posizionato il confine fra la mia esistenza orizzontale e quella verticale.
A Trento-città son tornato anche nel '90 o giù di lì, all'inseguimento di una fanciulla bionda, e peraltro fu un viaggio a vuoto.

Una sera di qualche settimana fa avevo un appuntamento ad Arco e mi è così sembrata un'ottima opportunità per allungare il viaggio di andata di qualche decina di chilometri e tornare dunque in zona per piazzar la bandierina del Centodieci. Fra l'altro, la bella statale che collega Trento ad Arco e a Riva del Garda attraverso la valle del Sarca merita di per sé.
Peccato solo me la sia presa troppo comoda come mio solito e sia arrivato in città solo al tramonto, con poca luce, bruciandomi un po' la bellissima giornata di sole. A parte che tanto, per scattar foto col cellulare, non è che poi.

Dovessi comunque dire, e per farla breve ché tanto 'sto post ce l'ho in canna da tre settimane e non mi viene proprio, a me Trento piace più di Aosta, ed anche di Bolzano, che rispetto a Trento è più industriale e più artificiale, o forse semplicemente crucca, cosa che Trento non è.
Al tramonto, in una freddina serata d'autunno, il centro è parecchio vivo e pieno di giovani. Ci sono ancora alcuni locali con qualche tavolino all'aperto. C'è gente a zonzo, ci sono le montagne tutto attorno, c'è quiete, un'aria particolarmente limpida.

E insomma, a Trento io ci vivrei pure, almeno un po'. Per quanto e nonostante poi sia irrimediabilmente occidentalista.

Trento01
Trento, fontana del Nettuno
Trento02
Cattedrale di San Vigilio, duomo di Trento
Trento03
Trento, il fiume Adige
Trento04
Trento05
Trento06
Trento
TAG: trento
14.15 del 21 Novembre 2010 | Commenti (1) 
 
20 Tweets
NOV
Follow thinkice_it on Twitter 00:58:03 RT @anecoico: e se fosse il mondo in anticipo rispetto a trenitalia?

00.58 del 20 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
19 Tweets
NOV
Follow thinkice_it on Twitter 11:06:13 Una che va in giro per il supermercato con il pc aperto su un foglio Excel al posto della normale lista della spesa dovevo ancora vederla.

11:08:41 Naturalmente via via che prende le cose dagli scaffali aggiorna il colore delle celle corrispondenti nell’Excel. E poi sarei io il nerd...

23:39:38 Io comunque continuo ad essere ideologicamente contrario allo sharing fra Twitter e FriendFeed.

11.06 del 19 Novembre 2010 | Commenti (0) 
 
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