Orizzontintorno Carlo Paschetto
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31 Post solo per veri nerd
MAR Running
Nelle ultime settimane ho intensificato la preparazione per la maratona, arrivando a correre anche cinque volte a settimana, aumentando i carichi di conseguenza e cercando ovviamente di allungare sempre di pių le distanze. Ho anche variato il tipo di uscite, riducendo le ripetute in favore di sessioni di allenamento orientate maggiormente a trovare il mio ritmo ideale per le lunghe percorrenze. Come sempre, faccio tutto da solo e di conseguenza il metodo è frutto semplicemente della mia testa e di come mi sento: che sia esportabile (e che sia corretto) è tutto da vedere, ma considerati i risultati che sono riuscito a raggiungere sulla mezza maratona, tutto sommato proprio fuori mira evidentemente non sono.

Insomma, l'idea è che per riuscire ad arrivare in fondo alla maratona devo allenare prima di tutto la testa e viaggiare il pių costante possibile, che non necessariamente significa troppo piano. Ormai, dopo due anni, i polmoni ci sono indipendentemente dalla distanza e le gambe, per quanto affaticate, possono durare a lungo. Ma una maratona è davvero infinita: stare in ballo quattro ore richiede una strategia diversa, i nemici che arrivano a minarti la motivazione in corsa sono altri.

La prima cosa che mi è chiara è che, non avendo avuto in realtà molto tempo i mesi scorsi per prepararla davvero come avrei voluto e come sarebbe stato necessario, in realtà 42km nelle gambe, oggi, non li ho. Dunque non li avrò nemmeno l'11 aprile. Questo però non significa che non possa cercare di avvicinarmici il pių possibile e poi rimediare l'ultima parte della gara un po' camminando, un po' andando a passo veloce, un po' corricchiando comunque.
Il mio primo nemico sarà il cancello del 20º chilometro, dove gli atleti potranno scegliere se continuare o chiuderla lì, deviando per il traguardo della mezza maratona. E' ovvio che arrivando troppo stanchi al ventesimo, non ce ne sarà: se non lo faranno le gambe, ci penserà comunque la testa a girare per il traguardo intermedio. So già che mi girerebbero le palle, anche perché a quel punto, comunque, avrò corso la mezza maratona con un tempo molto pių alto rispetto alle mie possibilità, avendo ovviamente tenuto un ritmo da maratona intera. Un'occasione sprecata dunque.

Poiché alla Stramilano ho tenuto un ritmo attorno ai 4'55"/km, dopo un po' di prove su distanze maggiori ho deciso che il mio ritmo da maratona deve essere fra i 5'20" e i 5'30"/km. Se vado pių piano cede la testa sulla distanza e stanco troppo le gambe, se vado pių veloce scoppio e non ce la faccio (e pensare che solo un anno fa 5'30"/km era un'andatura che mi sognavo sulla mezza e che facevo persino fatica a tenere sui 10km!).
Fino ai 28km senza sosta 5'30"/km è un ritmo che riesco pių o meno a tenere, se indovino la giornata. Poi, appunto, c'è il problema delle soste.

La seconda cosa che mi è chiara, infatti, è che non avendo 42km nelle gambe è a maggior ragione impossibile che riesca a coprirli tutti senza fermarmi. E questo, in effetti, è un problema davvero di strategia, perché correre con interruzioni e mettendo qualcosa sullo stomaco è tutta un'altra faccenda rispetto a quello che ho fatto fino ad oggi. Anzi, la mia strategia per la Stramilano è stata esattamente l'opposto: nessun rifornimento e pedale a fondo sull'acceleratore, per finire veloce, non andare in crisi di zuccheri e non interrompere l'andatura, ché poi è sempre un casino riprendere, soprattutto con liquidi sullo stomaco. Ma una maratona, a prescindere da tutto, una persona normale non la chiude senza mettere qualcosa in pancia, anche se ha tutti i chilometri necessari nelle gambe. A maggior ragione io, dunque.
Così nei miei lunghi ho iniziato a fermarmi "apposta", sempre un po' prima di essere davvero a fondo energie. Oggi, ad esempio, ho provato 30km (poi ho chiamato direttamente le pompe funebri), che comunque rimarrà a questo punto la maggior distanza che io abbia coperto in allenamento prima del mio esordio in gara, anche perché un altro lungo prima dell'11 aprile non mi ci sta, pena bruciarmi completamente le energie.
Detto che ormai 30km li copro abbastanza tranquillamente sotto alle tre ore, il che in generale farebbe anche ben sperare per la maratona, oggi, complice il caldo, sono partito con mezzo litro di integratore legato in vita ed una busta di carboidrati liquidi. Mi sono fermato una prima volta al 15º km (nel senso che ho smesso di correre e ho continuato camminando, senza interrompere del tutto), pur stando abbastanza bene, per prendere i carboidrati e bere un po'. Poi ancora al 20º. Siccome domenica ne avevo fatti altri ventisei, oggi ero comunque particolarmente stanco ed effettivamente volerne fare trenta è stato un po' una forzatura. Ma ho aumentato le soste e sono andato avanti, un po' bevendo, un po' camminando, poi riprendendo a correre (mi sono fermato anche a comprare una bottiglia d'acqua in un bar!). Insomma, alla fine ho chiuso, nonostante tutte le soste dal 25º km in poi, in 2h55", ed anche negli ultimi chilometri, pur alternando tratti camminando a tratti di corsetta leggera, sono riuscito a stare sempre sui 6'30"/km. Molto bene. Forse ce la posso fare.

Infine, il mio ultimo nemico, da qualche settimana, è la fascite. In realtà ho iniziato a soffrirne prima della Stramilano, ma curiosamente proprio il giorno della gara non c'è stato alcun problema. Ho scoperto poi che la fascite colpisce soprattutto alle andature basse, proprio per il modo diverso in cui il piede appoggia rispetto alla corsa pių veloce, e questo spiega il perché l'altra domenica sia andato tutto bene.
Insomma, negli ultimi giorni era diventata un vero problema. Iniziava a manifestarsi fra il 10º ed il 15º km, riuscivo a quel punto ad andare avanti ancora un po', ma al prezzo di correre tutto storto, distruggermi le gambe e schiattare dopo al massimo altri due o tre chilometri. Impossibile proseguire. Un disastro.

Escluso mettersi a riposo ed interrompere la preparazione, mi sono messo a caccia di soluzioni tampone alternative. Roberto mi ha dato qualche consiglio prezioso, spiegandomi che il problema principale, probabilmente, stava nelle mie solette in relazione al modo in cui appoggio il piede. Il fatto è che il tempo di farmi preparare delle solette personalizzate in qualche negozio specializzato, e di provarle prima della maratona, non ce l'ho. Allora lui mi ha consigliato di provare con quest'accrocchio che ho fotografato (la parte pių nerd del post è ovviamente questa):


Praticamente ho preso le solette dalle vecchie scarpette e le ho tagliate a circa 2/3 dal tallone (be', mi è venuto quasi un 3/4 a dire il vero, ma vabbè). Poi, sotto, in corrispondenza del punto dove mi fa male il piede, ho incollato un triangolo ritagliato dagli avanzi della parte tagliata. Quindi ho infilato queste solette modificate *sopra* alle solette ordinarie, di fatto raddoppiando lo spessore, triplicandolo in corrispondenza dell'infiammazione.
Be', sarà autosuggestione o che ne so. Sta di fatto che ieri le ho provate per una dozzina di chilometri un po' veloci ed è andato tutto bene ed oggi me le sono portate nei 30km e non ho avuto alcun problema, né di fascite, né di fastidio in generale per lo spessore supplementare. Eccezionale. Speriamo che funzioni davvero.

E adesso conto alla rovescia.
23.36 del 31 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
31 Sulla via di Damasco
MAR Coffee break
Ho lavorato tutta la sera su un iMac.
Adesso non avrò pių pace in vita mia finché non avrò un iMac.
00.11 del 31 Marzo 2010 | Commenti (1) 
 
28 Brrrrr
MAR Coffee break
Sto guardando un thriller piuttosto inquietante e in un momento di particolare tensione l'inquadratura si sposta su un orologio da parete. Che segna le dodici meno dieci.

Non so perché, mi viene naturale girarmi e guardare il mio orologio da parete.
Che segna esattamente le dodici meno dieci.

Quasi quasi accendo tutte le luci e giro su La domenica sportiva.

23.55 del 28 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
27 Note a margine
MAR Prima pagina
C'ero anche io fra quei centomila, o centocinquantamila, o cinquecentomila, o mille secondo la questura, per dirla come Benigni. Perché a parte tutto - e due righe su quel tutto adesso le metto anche gių - non esserci potendo esserci era comunque perdere un'occasione per farsi, o confermarsi, un'opinione.
Ho anche preso qualche appunto lungo la via, giusto per non dimenticarmi cose. Ed ho anche aspettato ventiquattr'ore per consolidare meglio le idee e leggermi prima quelle degli altri, girovagando per Friendfeed, Twitter ed i soliti blog che seguo. Giornali e tiggì, vabbè, nemmeno da dire. Comunque, tutto e il contrario di tutto. Come era ovvio aspettarsi.

Ho un po' di pensieri in merito e li butto lì in ordine sparso, così come me li sono appuntati e tanto per non esimermi, una volta tanto, dall'aggiungere un po' di rumore di fondo a chi googla Raiperunanotte. Perlomeno ci guadagno un paio di accessi in pių, al minimo.

Uno. Che fossimo centomila, centocinquanta o cinquecento, ma anche due o tre milioni contando Sky, tv private, radio, satelliti, podcast differiti, eccetera, facciamo al massimo l'x percento, con x sempre piccolo se comparato sia all'elettorato tutto, sia soprattutto al pubblico televisivo.

Non è la rivoluzione. E' un buon passo, ha una propria dignità dimensionale, ma non è rivoluzione.
Dice, Santoro: eravamo il 13% dello share complessivo. Embè? Anche fossimo stati il quindici, con il quindici si può anche andare da nessuna parte.

No, non è la rivoluzione, né per inciso il pių grande evento web della storia. Saturare la banda di Repubblica.it con sessantamila accessi contemporanei non è Storia. E' che l'infrastruttura in Italia fa schifo e i fondi per la banda larga vanno per costruire navi.

Poi, per carità: è stato bello esserci, molto. E peccato per chi non c'era.

Due. Ecco, chi non c'era. Ad esempio - e qui dico qualcosa che sono certo aver già scritto anni fa fra queste pagine in una qualche occasione analoga - potrei scommettere che non c'era nessuno fra i miei amici. E, probabilmente, quasi nessuno fra i miei lettori, che non sono moltissimi, ma a loro modo formano un insieme statistico degno di nota.

Se parto dall'assunto, plausibile, che chi passa di qui con regolarità appartenga al target di riferimento sociale al quale appartengo io (non sto necessariamente parlando di schieramento ideologico o politico: sto definendo un insieme di persone che coltivano interessi analoghi, fanno uso dei medesimi strumenti di informazione e attingono ad una formazione cultuale omogenea) e se questo target non contribuisce allo share di un fenomeno come Raiperunanotte, ecco, questo segnale è di per sé indice dello stato preoccupante di coscienza civile in cui versa questo Paese. Ed è ancor pių inquietante se immagino che davvero nessuno fra i miei amici, con la maggioranza dei quali condivido ovviamente anche un'ideologia politica perlomeno di riferimento, che appartengono alla mia generazione, che hanno una formazione culturale del tutto analoga alla mia, che sono cresciuti in un contesto sociale simile al mio, che almeno in teoria dovrebbero essere al di qua del digital divide, ecco, se immagino - anzi, scommetto per certo - che nessuno di loro ieri sera fosse collegato, allora il segnale è ancora pių devastante.
In verità do anzi quasi per scontato che molti di loro abbiano saputo solo il giorno dopo, leggendo i titoli di Corriere.it in ufficio.

Questa - l'ho già detto altre volte, appunto - è la generazione che pių di tutte pesta i piedi, e che dunque dovrebbe quantomeno sentire addosso la responsabilità morale di tirare le fila della rivoluzione (in senso lato, va da sé, ma che rivoluzione concettuale e d'intelletto sia) e che invece, di fatto, vive totalmente avvolta nei fogli di plastica a bolle, salvo poi lamentarsi ad ogni cena conviviale fra amici, come se il mostro fosse sempre un affare che ti deve risolvere l'amministratore di condominio o la colf filippina. Vabbè, non mi ci ributto in questo discorso. Ma tant'è.

Tre. Chi c'era invece. C'erano quelli che tanto votano già di qua. Non c'erano quelli che votano di là. Anche ci fossero stati non c'è voto che si sarebbe spostato da là a qua, né viceversa. Poi magari c'erano gli indecisi, certo. Ma, dovessi proprio dire, non è così che ti porti a casa gli indecisi. E dunque, serve? E a che serve?

Però, però. Però una cosa devo dirla, onestamente. 'Stavolta fra gli indecisi c'ero anche io. O meglio, 'stavolta di andare a votare proprio non ne avevo alcuna intenzione, sopraffatto per una volta dalla nausea. E peraltro sono convinto che la vera forza dominante, a questo giro, sarà proprio l'astensionismo, non a caso lo spauracchio soprattutto di Berlusconi e della destra, che certamente è lo schieramento che avrebbe pių da rimetterci nella situazione attuale.
Perché i voti, in Italia, non si spostano pių di un metro e dunque chi fa davvero da ago della bilancia è l'astensione, a seconda di chi è pių nauseato ad ogni tornata.
L'impressione è che ora sia il turno della puzza a destra, ma sai mai, considerato soprattutto il colpo di coda di Berlusconi (6 presenze contemporanee su 6 reti a 6 tiggì diversi per dire che l'informazione è tutta nelle mani della sinistra: secondo me è record olimpico), e si sa che l'uomo ne capisce di sollevare le masse al momento opportuno. Altro che sessantamila accessi unici contemporanei al sito di Repubblica.it.

Dicevo, comunque, prima di perdermi, che alla fine invece a votare andrò anche questa volta. Sì, vabbè, turandomi il naso come sempre, come tutti, ma questo ormai lo facciamo tutti indipendentemente dallo schieramento da quasi trent'anni, altri da ancora pių tempo, e dunque?
Dunque il mio voto lo hanno spostato. O meglio, lo hanno rimesso in gioco. Se ha funzionato con me, magari ha funzionato anche con altri. Diciamo anche il 10%, esageriamo. Evviva: abbiamo seimila voti in pių (ammesso che votino tutti dalla stessa parte) che arrivano grazie allo streaming sul sito di Repubblica.it (io poi ero collegato su Raiperunanotte.it, quindi non faccio parte di quelli).

Quattro. Non sono il primo, ed anzi, lo hanno scritto tutti. Lo abbiamo pensato tutti. Ma da quale loculo l'han tirata fuori Giuliana De Sio? E vogliamo parlare di Venditti o di Morgan? No, appunto. Aggiungo anche, per una volta, o di Elio? Ma com'è che hanno questa capacità innata di trasformare anche un evento che un suo significato politico, tutto sommato, poteva averlo davvero - e magari lo ha persino avuto - nella peggiore manifestazione di paese a base di olio d'oliva, salame, degustazione di formaggi e cadaveri di cantanti pescati dal limbo degli inutili e dell'inutile tutto?
Ma che c'entrano la De Sio, Venditti e compagnia? Ma è una tragedia, per forza poi la gente switcha su Amici. Mi ci mandate anche me, perdìo.

Cinque. Valeva la pena esserci per l'intervento di Luttazzi, innanzitutto. Che io non ho mai amato particolarmente, ma che ieri sera è stato semplicemente straordinario.
Valeva la pena per gli interventi di Floris, di Lerner, della Gabanelli, davanti alla quale c'è sempre solo da levarsi il cappello. Valeva la pena per l'intervento di Monicelli, che è stato un pugno nello stomaco, e per quello di Barbara Serra, che ti fa vergognare di questo Paese una volta di pių, ce ne fosse mai bisogno. Persino per Travaglio valeva la pena, che ha fatto Travaglio come al solito, ed io non amo Travaglio, ma che non è uscito dalle righe come fa Travaglio altrettanto di solito. Semplicemente ha fatto un po' d'ordine, e ci stava.

Fine degli appunti.

Non accadrà nulla. Né alle urne, né in tv, né altrove. Non si sposterà una virgola, né una sedia, o magari qualche sedia anche sì, ma è nell'ordine naturale delle cose.
Non è stato un evento per il web - nessuno si ricorda del Live8, tanto per citare un evento a caso.

Io comunque c'ero. Ho attaccato il pc alla tv per vedermelo comodamente in poltrona e la sensazione, in effetti, era di stare assistendo a qualcosa di davvero importante. Che fosse importante esserci.
Ho ascoltato, ho applaudito a tratti, mi sono incazzato in altri tratti, mi sono emozionato in generale.

E peccato per chi non c'era.
Anzi, no. Purtroppo.
01.35 del 27 Marzo 2010 | Commenti (1) 
 
27 Ma soprattutto, chi sono "per il bene comune"?
MAR Prima pagina, Segnalazioni, Politica
Andiamo bene. Ormai ad ogni giro son messo sempre peggio. Questa volta, secondo loro, sto molto pių vicino a Di Pietro e ai socialisti (ma esistono ancora??) che al resto del mondo. Anzi, la cosa pių preoccupante è l'equidistanza dal PD e dalla Destra. Casini ai confini dell'universo, Sinistra critica e compagnia in orbita standard. Meno male che per domenica ho in programma il lungo da 32km.

00.12 del 27 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
24 (Dis)par condicio
MAR Politica
A parte qualunque altra ovvia e perciò inutile considerazione in merito, quella del Ministro per la semplificazione normativa sembra davvero una figura uscita dalla penna di Orwell.
13.53 del 24 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
22 Uno e quarantaquattro (*)
MAR Running
E' che l'emozione della Stramilano, a parte tutto, non ha confronto. Fin dal primo mattino, quando la metropolitana inizia a riempirsi e le migliaia di partecipanti alle tre diverse gare in programma si mescolano fra loro. Scendono a Duomo i partecipanti alla cinque ed alla 10km non competitiva, gli altri proseguono per Cordusio per raggiungere la partenza della mezza maratona agonistica. La folla attorno aumenta, cerchi quelli che hanno la borsa dell'agonistica come te, sbirci l'adesivo con il numero di pettorale assegnato, gongoli un po' quando ne vedi uno pių alto del tuo, invidi un po' quelli che ce l'hanno pių basso, appartengono ad un altro pianeta quelli che l'hanno a sole tre cifre, quelli a due, poi, è quasi impossibile incontrarli fino al nastro di partenza, e peraltro sarà anche il primo ed ultimo istante in cui li vedrai.
Alla Stramilano i pettorali dell'agonistica vengono assegnati in base ai tempi personali: rispetto allo scorso anno ho già guadagnato duemila numeri ed un settore di partenza pių in avanti. L'obiettivo, ovviamente, è almeno un altro settore per il 2011.
L'anticipo di una settimana sul programma originario, e la conseguente concomitanza con la mezza di Vigevano, hanno mangiato un migliaio di concorrenti all'edizione 2009. Dicono che sia molto bella la mezza maratona di Vigevano, ma scambiarla con la Stramilano, mah. Forse quando ne avrò corse dieci edizioni.

Fra lo scorso anno ed oggi ho messo quasi duemila chilometri nelle gambe, tre paia di scarpette, altre tre mezze maratone ufficiali ed una parte di preparazione, negli ultimi mesi, mirata alla mia prima vera maratona. Un abisso, sia in termini di allenamento che di esperienza. L'anno scorso ero al mio esordio, non sapevo nulla, non avevo mai nemmeno corso l'intera distanza e ventun chilometri mi sembravano una distanza epica. Così guardo i pettorali dal seimila in su (ma quest'anno arrivano ad oltre settemila) e sorrido ripensando a quanta acqua sotto i ponti - o meglio, a quanto asfalto sotto alle suole - ho messo fra quello che indosso oggi ed il mio pettorale dello scorso anno. Fra me e me mando loro un in bocca al lupo. Per qualcuno sarà probabilmente l'indimenticabile inizio di una nuova carriera da runner, come è stato per me.

La temperatura è ottimale, siamo attorno ai 12ºC, c'è una lieve pioggerellina in sospensione che in realtà non dà fastidio, anzi, tutto sommato darà una mano a mantenersi freschi e a non disidratarsi troppo. Nonostante il fondo bagnato opto per le scarpette nuove comprate due settimane fa - e di nuovo sorrido fra me e me: oggi sono arrivato con due paia di scarpette diverse fra cui scegliere e tre abbinamenti di maglie per decidere cosa indossare in funzione della temperatura alla partenza. Un anno fa avevo corso con le stesse scarpe vecchissime comprate al supermercato con le quali ero arrivato da casa ed avevo addosso una sola maglietta, troppo pesante, comprata per l'occasione. Era così sbagliata quella maglietta che sono riuscito ad usarla in pochissime altre occasioni, ed è un peccato, perché le sono ovviamente affezionato.

In teoria le previsioni della vigilia non sono un granché, ma oggi mi sento carico. Le uscite dell'ultima settimana sono andate molto bene, il 2010 sembra finalmente ingranare. Anche in questo caso il paragone con lo scorso anno è inevitabile. Allora non avevo corso per tutta la settimana precedente la gara, perché "bisogna scaricare un po' prima di affrontare le lunghe distanze". Questa settimana ho già corso pių di quaranta chilometri, gli ultimi dodici due giorni fa in meno di un'ora in scioltezza, ad un passo dal mio personale su quella distanza. La preparazione per la maratona inizia finalmente a farsi sentire ed in effetti quest'anno corro la Stramilano come tappa di preparazione per la Milano City Marathon: in teoria è solo un lungo domenicale fra il corto veloce di venerdì e le ripetute di domani. Solo a pensarla, una tabella del genere, un anno fa mi sarei dato alle grasse risate.

Il resto, come al solito, sono solo statistiche. In questo caso, quelle di una domenica perfetta. Record personale abbattuto di altri quattro minuti, con tempo finale ufficiale ad 1h44'21" (*), 4'55"/km di media. Strategia di gara centrata sotto ogni aspetto: partenza il pių avanti possibile nel gruppo per non rimanere intrappolato nella folla, primo chilometro lento con il solo obiettivo di uscire dal casino e mettersi a ritmo costante, dal secondo in poi in scia ad un gruppo in teoria pių forte per star sotto alle mie medie standard, cercando di correre il pių regolare e in scioltezza possibile, niente rifornimenti per tutta la gara per non spezzare l'andatura e, soprattutto, mirando sempre ai punti di corda del percorso, ché lo scorso anno ci avevo lasciato seicento metri in pių alla fine. Nel caso della Stramilano, a dire il vero, è decisamente pių complicato che in altre occasioni, soprattutto ai primi chilometri quando si corre in mezzo all'onda oceanica della folla, ma conoscendo il percorso, questa volta, sono riuscito a non perdere troppa strada ed al traguardo il gps mi ha dato una distanza superiore di poco pių di trecento metri.

Infine, la soddisfazione pių grande è essersi classificati nella metà superiore della classifica.

Insomma, il 4º settore di partenza per il 2011 me lo sono ben guadagnato. A questo punto però l'obiettivo 2010 è andare sotto all'ora e quaranta e puntare al 3º, anche perché in realtà oggi non l'ho proprio tirata tirata al massimo, proprio per non bruciarmi del tutto le energie e poter andare a correre tutta la prossima settimana per continuare la preparazione per la maratona dell'11 aprile. Così, nonostante aver di fatto dato una bella picconata al mio personale, al traguardo sono arrivato addirittura in progressione e con ancora chilometri nelle gambe, avendone avuto necessità.
Per dire, qualche buon auspicio inizia ad intravvedersi. Chissà.

Stramilano 2010
Stramilano 2010

(*) Updated: titolo e post modificati il 22/3, poiché hanno aggiornato la classifica ed i tempi ufficiali. Come avevo immaginato quello nell'SMS è il tempo di gara, non il "real time". Adesso i conti tornano :-)
00.50 del 22 Marzo 2010 | Commenti (1) 
 
18 Pump up the volume, the highest you can
MAR Viaggi fra le note
David Gilmour è a sinistra, Richard Wright a destra, si guardano e si scambiano un sorriso, di quei sorrisi che solo quarant'anni di intesa ed amicizia dietro alle spalle sanno accendere, poi all'improvviso è un'esplosione di luci, e colori, e suoni, e la voce di Sam Brown attacca violenta le prime note di The great gig in the sky e come ogni volta, da anni ed anni, a me vengono i brividi e le lacrime agli occhi.
15.34 del 18 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
15 Aforismi 2.0
MAR Mumble mumble
Non so se mi innervosisce di pių lo spam o la mailbox vuota.
22.38 del 15 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
14 E barattolo di Nutella
MAR Running
Cioè, detta in altri termini, per far venti chilometri Alex Schwazer impiega camminando mezz'ora in meno di quanto impieghi io correndo.

Ecco: stavo per uscire a farne trenta con le mie scarpette nuove fiammanti, ma improvvisamente il gran premio di formula uno con classica dormita sul divano mi sembra un'ottima alternativa in questa splendida domenica di sole e temperatura a sedici gradi.
13.12 del 14 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
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