Orizzontintorno Carlo Paschetto
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11 Fra parentesi
MAR Running
Per quale accidenti di motivo ogni volta che sto correndo vengo ripetutamente e sistematicamente affiancato da gente in auto che mi chiede indicazioni?
O, detta in altri termini: per quale motivo di norma nessuno mi chiede mai indicazioni per strada, ma accade regolarmemte quando sto correndo? Tre volte, per dire, nella penultima occasione, due oggi.

Cioè: io sto correndo come un pirla, son lì paonazzo e sudato che mi manca solo la bombola d'ossigeno attaccata, con un cronometro al polso bello in vista grande come il Big Ben, talvolta anche con le cuffiette ben evidenti, e alla gente sembra del tutto normale affiancarmi, insistere perché mi fermi e perché dia loro indicazioni, e pure ogni volta ci si incazzano se gli faccio chiaro cenno che a) sto cronometrando e dunque non posso/voglio fermarmi, b) ho le cuffie in testa e non sento, dunque non posso nemmeno rispondere al volo e c) peraltro non avrei probabilmente nemmeno il fiato per farlo, soprattutto durante le sessioni di ripetute e dopo il quindicesimo chilometro.

Io vi odio quando fate così. Perché non è possibile che non lo facciate apposta, non ci credo.
23.24 del 11 Marzo 2010 | Commenti (5) 
 
11 Meno nove
MAR Running
Saltati per cause di forza maggiore i primi due appuntamenti dell'anno a Santa Margherita e a Verbania, sono infine nuovamente ai blocchi di partenza per la mia seconda volta, che fra l'altro è a questo punto anche l'ultima occasione per una prova generale prima di fare sul serio.

La verità è che sono indietro da matti con le tabelle e per quanto stia provando a recuperare a tappe forzate il clima di quest'anno non aiuta affatto. O sarà che soffro il freddo molto pi dello scorso anno, non so.
A questo punto comunque il 21 non mi aspetto grandi prestazioni, viste le condizioni, ma sarà importante esserci e mi servirà per fare un po' un test serio. Poi si vedrà.

Intanto l'iscrizione è fatta e si torna in pista. Si riparte, anche da qui.
23.08 del 11 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
03 Verso quota 2000 (album)
MAR Viaggi fra le note
Ultimi gioielli, rigorosamente bootleg, dei quali sono entrato in possesso:

- Gimme shelter fatta da Mick Jagger con gli U2 e i Black Eyed Pees, da standing ovation
- Because the night fatta da Patti Smith con il Boss e gli U2 a condire
- Billy Joel che duetta con il Boss in New York state of mind
- Stevie Wonder e Sting che riescono a fare un impossibile medley fra Higher ground e Roxanne, che solo fumando oppio può essergli venuto in mente (e riuscito)
- Stevie Wonder che si fa accompagnare da Jeff Beck in Superstition
- Jeff Beck che si fa accompagnare da Sting in People get ready
- Lou Reed che caccia gi una versione davvero cattiva di Sweet Jane grazie ai Metallica.

Trecento watt non mi bastano.
23.55 del 03 Marzo 2010 | Commenti (2) 
 
01 Centodieci/7 - Appunti sparsi
MAR Centodieci
Di recente mi è capitato di trascorrere un weekend ad Ancona, un'ottima occasione (anche) per piazzare una bandierina sulla mappa del progetto centodieci, al di fuori delle mie rotte più consuete. Nemmeno qui il bel Duomo di San Ciriaco, che pur si trova nel centro storico, segna il centro città [no, non ci riesco ad evitare la ripetizione centro-centro senza alterare il senso della frase; suggerimenti ben accetti, nel caso]. In compenso si eleva in notevole posizione, in cima a una collinetta che domina il porto e la città tutta. Merita, se vi capita di passare da quelle parti.

Altro non ho annotato, un po' perché non ho avuto tempo, un po' perché faceva un freddo papero che più che ad Ancona sembrava di essere ad Anchorage in pieno gennaio. Complici Leonardo e Carola che mi hanno accompagnato in questa scorribanda, abbiamo rinunciato a velleità troppo turistiche al di fuori dell'asse albergo-duomo-luogo dell'evento del quale eravamo ospiti.

Ancona, Duomo di San Ciriaco

Di Pavia, invece, sono in qualche modo da anni un habitué per ragioni diverse, a parte la prossimità a Milano. Un paio di mesi fa, nell'andare ad Alba l'ultima volta per raccattar quel che rimaneva della mia roba, ho approfittato dell'occasione e della bella giornata per deviare e andare a piazzar la bandierina del centodieci anche qui. La cosa interessante è che per quante volte sia capitato a Pavia mi son reso conto che non ero mai passato prima dal centro storico. L'altra cosa interessante è che Pavia non è affatto piatta come ho sempre pensato, per quanto sia buttata lì in mezzo alla Pianura Padana. Insomma, per andare al duomo c'è da salire.

A dir la verità, Pavia meriterebbe ben più di una toccata e fuga, magari anche solo per farsi una passeggiata sul lungo Ticino. Al solito invece io vado di fretta, come d'abitudine per queste zingarate improvvisate fra i capoluoghi d'Italia, e quindi anche in questo caso ho messo a frutto il mio allenamento da (quasi) maratoneta per inanellare in meno di un'ora un paio di basiliche e l'attraversamento del Ticino sul ponte coperto (che si chiama proprio così).
Da segnalare, fra parentesi, che la chiesa più famosa di Pavia non è il duomo, bensì la basilica di San Michele Maggiore, capolavoro dello stile romanico lombardo (Wiki docet, ovviamente). Naturalmente quando ci passo la basilica è chiusa, come da consuetudine in questa scorribanda.

Pavia, il Duomo
Pavia, basilica di san Michele Maggiore
Il Ticino a Pavia ed il Ponte Coperto

Mi lascio alle spalle Pavia tagliando la pianura per statali, per andare a riprender l'autostrada più a sud. E' una giornata da favola, il vento ha spazzato l'orizzonte per centinaia di chilometri, l'aria è così trasparente che puoi crederti di veder le molecole di ossigeno in sospensione.
Attraverso il Po lungo la statale 35, guidando verso Casteggio per andare ad agganciarmi all'A21. La pianura è piatta come un mare infinito circolare, tappezzata di soli campi e cascine. Lo spettacolo è però tutto attorno, fin dove può spingersi lo sguardo: l'intera corona delle Alpi e degli Appennini delimita l'orizzonte intorno a trecentosessanta gradi, scolpita nell'atmosfera limpidissima.
E' impressionante: distinguo benissimo il Monviso, il Monte Bianco, l'intera catena del Monte Rosa e dei quattromila del Vallese, persino il Cervino si staglia nettamente in mezzo al palcoscenico. Poi, verso est, le prealpi lariane, la mia Grigna e il Resegone, e poi le Orobie, addirittura la Presolana e fors'anche l'Adamello, mi pare. A sud invece l'appennino emiliano va a saldarsi a quello ligure, tutto senza soluzione di continuità.
Potrebbe essere Patagonia, o Stati Uniti, e invece è qui: Pianura Padana, a pochi chilometri da Casteggio, oltrepo pavese.
Io guido in questo mare, di piatto e di infinite cime innevate che lo racchiudono da ognidove, di aria trasparente e di sole, e sono solo un puntino in movimento, in pace con il moto circolare perpetuo che mi avvolge.

Sono i primi giorni dell'anno e sto rientrando con i bimbi da qualche giorno trascorso sulle nevi valtellinesi. La statale 38 l'ho percorsa centinaia di volte, conosco la Valtellina come le mie tasche, sono di casa in questi luoghi: dalla Val Masino e la Val di Mello, alla Valmalenco, all'Aprica, fino a Bormio, Livigno e Santa Caterina. Da Sondrio non so più nemmeno quante volte son passato in questi anni, e mi ci son fermato più di una volta.

E dunque posso ben dirlo: a Sondrio non c'è davvero un tubo - e non me ne vogliano i sondriesi, ma è proprio così. Del resto è il capoluogo di provincia meno esteso d'Italia. Non c'è nemmeno un duomo: mi chiedo se sia un caso più unico che raro in Italia. La cosa che più gli si avvicina è la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, e ho fatto un po' fatica a scoprirlo persino con Google.
Siccome è ora di pranzo ed abbiamo fame, ci vien proprio a pennello: sosta a Sondrio, scatto al volo al campanile della Collegiata, piattata di pizzoccheri e si riparte, mentre Leonardo e Carola si addormentano pacificamente in macchina, anche per questa volta protagonisti di una tappa del centodieci.

Sondrio, Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio
00.54 del 01 Marzo 2010 | Commenti (0) 
 
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