Orizzontintorno Carlo Paschetto
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12 Sono vecchio/4
APR Diario
L'altro giorno ho comprato un paio di occhiali. La tipa del negozio mi ha detto che sono stilosi.
15.44 del 12 Aprile 2010 | Commenti (1) 
 
10 E adesso occupiamoci dell'abissinia
APR Prima pagina, Politica
"Non vi riceverò al G8 in Italia se prima non avrete siglato un accordo per distensione rapporti e riduzione arsenali."

No, non l'hanno detto a Zelig.


(e infatti la ratifica dell'accordo è una vera pagliacciata il cui effettivo rilievo sullo scenario politico internazionale è pari a zero).
14.37 del 10 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
10 Del cambiar bandiera
APR Viaggi fra le parole, Running, Coffee break
Volevo scrivere una breve battuta sul fatto che, comunque, anche decidessi domani di interrompere a metà e deviare verso il traguardo della mezza maratona, arriverò sempre qualche minuto prima dei soliti kenioti che di lì a poco raggiungeranno il medesimo traguardo, dopo aver però completato la maratona intera.

Poi mi sono ingarbugliato sul kenioti o keniani, perché è pur vero che se io ho sempre detto convinto kenioti ormai è impossibile trovarlo e tutti scrivono keniani, adducendo fra le varie motivazioni, ad esempio, il fatto che "ota", in italiano, ha senso dispregiativo, o che in inglese è "kenyan", idem in portoghese, eccetera.
E insomma, mi son messo a googlare e a fare un po' di ricerche, e vien fuori di tutto, tutti contro tutti, persino dizionari contro dizionari. Chi dice che vanno bene entrambi, chi dice che keniani non esiste, chi dice che kenioti non ha senso perché "ota" è un suffisso greco e il Kenya è stato colonia anglosassone, e bla bla bla.

Ho infine trovato una pagina interessante (che non linko perché sto bloggando con mezzi di fortuna da un form d'emergenza) dove si ricostruisce l'etimologia di keniota e la si fa risalire agli anni '70, dacché ne emerge l'ipotesi che keniota sia stato in realtà coniato da un qualche giornalista sportivo, probabilmente Gianni Brera, già noto per l'invenzione di neologismi analoghi, per sottolineare in questo modo l'emergere in quegli anni del talento degli atleti in questione, e che di conseguenza sia entrato poi nell'uso comune come spesso accade in casi simili di termini lanciati dai mezzi di informazione.

E niente, mi sembra un'ipotesi suggestiva e la sposo ad occhi chiusi. Quindi, da oggi, questo blog fa il voltagabbana e si schiera con i keniani.
13.08 del 10 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
10 Meno uno
APR Running
Pių di cinquemila iscritti da oltre quaranta paesi del mondo. Ci siamo: fra meno di trentasei ore sarò finalmente in ballo con la mia prima vera sfida sulla distanza regina.
I pettorali sono personalizzati con il nome, una nota emozionante in pių. Anche il clima che si respira al Marathon Village è decisamente diverso da quelli provati fino ad oggi nelle gare di mezza, Stramilano compresa. Quarantadue non sono solo il doppio, sono proprio tutta un'altra storia. Un'avventura davvero speciale, in fondo un po' il mio primo ottomila.

Nel pacco gara, oltre al pettorale con il consueto chip elettronico per il cronometraggio ufficiale, alla classica maglietta ufficiale, un cappellino e gadget vari, c'è anche l'handbook con tutte le istruzioni necessarie per le procedure da seguire alla partenza e al traguardo (ad arrivarci, naturalmente, al traguardo...). Ci sono anche le indicazioni logistiche, mappe e varie tabelle.
Quella dei passaggi previsti ai vari chilometraggi è la pių interessante: viene considerato un tempo medio di gara un ritmo fra i 4' ed i 5'/km. All'improvviso mi sento peggio di un bambino il primo giorno di scuola, con il mio obiettivo di riuscire a tenere almeno per i primi trenta chilometri un tempo sotto ai 5'30"/km. Alla Stramilano ho timbrato il mio record sulla mezza correndo a 4'55"/km e mi sembrava di essere andato come una lepre.

L'adrenalina ha iniziato a salire, mi sto caricando. Sarà anche stupido, ma sono elettrizzato ed emozionato. Tutto sommato due anni fa non avrei mai immaginato di arrivare davvero fin qui.
Vivo la vigilia con sensazioni contrastanti. Dopo i supercarichi di allenamento di marzo, e dopo qualche giorno in montagna senza correre, mercoledì e giovedì ho fatto due uscite brevi di 15 e 12km, abbastanza veloci, per rifinire la preparazione. Ieri però ho concluso piuttosto stanco, contrariamente al solito e nonostante la distanza breve. Sarà stata la tirata del giorno prima, sarà stato che la testa era un po' altrove, sarà stato il caldo all'improvviso, o tutto questo insieme, ma intanto anche oggi un po' di stanchezza residua si faceva sentire nelle cosce e nei polpacci, così mi son concesso un'oretta con il mio amico fisio che per una volta si è occupato quasi solo dei miei quadricipiti, per tirarli a lucido.
Qualche consiglio finale anche da lui, alimentazione e ultime raccomandazioni, Ormai, comunque quel che è fatto è fatto. Adesso c'è solo da correre.

Mi accontenterei, davvero, di riuscire ad arrivare in fondo, ma con un tempo accettabile. Diciamo che arrivare sotto alle quattro ore è un sogno: sarebbe stato un tempo sicuramente alla mia portata con 4-6 settimane in pių di allenamento, ma il buco di preparazione di gennaio e metà febbraio è purtroppo irrecuperabile. Peccato.
Farcela entro le 4h30', come esordio e nelle mie condizioni, tutto sommato sarebbe pių che dignitoso, nonché in linea con la mia effettiva preparazione. Diciamo una prestazione equivalente a quella del mio esordio nella mezza maratona alla Stramilano di un anno fa. E' un obiettivo razionale, ma sarà dura centrarlo.
Dovessi arrivare fra le 4h30' e le 5 ore sarà perché sono crollato, presumibilmente dalle parti del 30º km, senza riuscire a riprendermi, ma avrò voluto finire lo stesso la mia gara camminando gli ultimi chilometri. E vabbè, è probabile e ci può stare, anche per portare comunque la medaglia a Leonardo e Carola. In fondo è la mia prima volta e terminare, in un modo o nell'altro, è pur sempre un obiettivo importante. Non so però se con quella prospettiva continuerò effettivamente fino in fondo, o mi fermerò cedendo alla stanchezza ed al calo motivazionale.

Quasi certamente invece, dovessi trovarmi a calcolare un tempo oltre alle cinque ore, mi ritirerò. Obiettivamente non sarebbe pių comunque una prestazione significativa in termini di maratona, perché vorrebbe dire aver camminato per quasi metà del percorso.

Resta sicuramente il fatto che il momento pių difficile sarà ignorare il cancello del 20º km ed il vicino traguardo intermedio della mezza maratona, sapendo a quel punto, a energie quasi consumate, di avere davanti ancora l'intero percorso della Stramilano. Esattamente quello. Con ventuno chilometri già nelle gambe! A pensarci, un incubo.

Le previsioni meteo sono buone e danno pure tendente al rinfresco, che non è male. Il solito taglio di capelli prima della gara, ormai scaramantico, è fatto. La sacca è pronta. Il pettorale è cucito. Coraggio dunque: c'è da vender cara la pelle.

In bocca al lupo C.

Milan City Marathon 2010: percorso
01.08 del 10 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
09 Sono vecchio/3 (a.k.a. sė, il mercato, perō)
APR Diario
Dimenticavo che sto facendo i bollini. Mica li voglio interrompere i bollini.
14.21 del 09 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
08 Sono vecchio/2 (a.k.a. L'acqua calda) (a.k.a. Signora mia)
APR Diario
Oggi, invece di andare al solito centro commerciale, ho fatto la spesa al mercato. Era una bella giornata, c'era il sole, faceva caldo e si stava bene.

Al mercato la roba è pių buona e pių bella, costa meno, i tipi delle bancarelle sono simpatici ed è pure pių simpatica la gente che frequenta il mercato.

Il tipo dei formaggi mi ha anche spiegato delle cose su come conservare i formaggi in frigo, a seconda del tipo di formaggio.

Il tipo della frutta e verdura c'aveva delle prugne che io gli ho detto mi dia due di quelle pesche e lui mi ha detto son prugne e io gli ho detto prugne, quelle??

Mi sono molto divertito ad andare al mercato.
Anche i bimbi si son divertiti molto di pių al mercato che al centro commerciale, e hanno fatto amicizia con gli altri bimbi che erano al mercato come loro.

Ho deciso: si fotta il centro commerciale. Io da oggi la spesa la faccio sempre al mercato. E mi porto anche le borse per la spesa.

Anche perché sta davanti a casa, proprio sull'ingresso del garage.
21.14 del 08 Aprile 2010 | Commenti (3) 
 
05 Sono vecchio (e razzista)
APR Mal di fegato
Odio le tribų di giovani snowboarder, vestiti da giovani snowboarder (...), che formano comitive chiassose di giovani snowboarder, che a fine giornata riempiono la via del paese fermandosi fuori dal pub con la birra in mano a fare una caciara della madonna da giovani snowboarder, che ritengono sia una splendida idea colonizzare il paese intero e condividere la loro giovine allegria snowboarder con tutto il resto del mondo, che sull'autobus cantano in coro come giovani snowboarder rompendo i maroni a tutti gli altri passeggeri non snowboarder, benché richiamati dall'autista a moderarsi un attimo ed a non rompere troppo i maroni, e insomma, per quanto mi riguarda li chiuderei nella galleria di una miniera di carbonfossile e cementerei l'uscita, e lo so cosa pensate, che sì, sono vecchio e dimentico che anche io sono stato giovane, ma il punto è che vi sbagliate, perché a) io non ero, innanzitutto, uno snowboarder, b) ho sempre odiato le tribų tutte e la loro implicita autoomologazione, anche da giovane e b) a me i giovani, snowboarder e non, son sempre stati sulle palle, e fine della questione. Anche da giovane (non snowboarder).

Io ci son nato vecchio. E loro si vestono da pagliacci (per dirla amichevolmente), a prescindere da tutto il resto.
23.42 del 05 Aprile 2010 | Commenti (3) 
 
05 Teorema di Leonardo
APR Mondo piccolo
Un barbapapà non può trasformarsi in un altro barbapapà (ad esempio, Barbapapà non può trasformarsi in Barbabarba).

Dimostrazione: in qualunque cosa si trasformino i barbapapà, non possono cambiare colore. Con riferimento all'esempio citato, se per assurdo Barbapapà si trasformasse in Barbabarba, comunque rimarrebbe rosa e non diventerebbe nero, per cui sarebbe evidente che non si tratta del vero Barbabarba, ma di Barbapapà trasformato in Barbabarba.

Assioma di Leonardo: i barbapapà non possono trasformarsi in liquidi (secondo me questo è da dimostrare, ma Leonardo lo dà per certo).
22.50 del 05 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
05 Precipitazioni a carattere nevoso (a.k.a. global warming/3)
APR Spostamenti
Io ci son stato, vent'anni fa tondi tondi, in Patagonia durante l'inverno australe. Tempesta a latitudine 50ºS compresa, ché da queste parti non ci si risparmia nulla, con l'autobus sul quale viaggiavo bloccato per ore nella tormenta in attesa che venissero a tirarci fuori di lì in qualche modo.
Ecco. Oggi, completamente immersi in una specie di centrifuga di polvere bianca, mentre con il pullman risalivamo i tornanti per Madesimo trasformati nell'occasione in una pista da sci olimpica e incontravamo un "collega" di analoghe dimensioni che scendeva in direzione opposta, noi versante a valle ovviamente, mi sono curiosamente tornate alla memoria quelle immagini.

E dire che lo scorso anno mi era sembrata eccezionale. Be', 'stavolta ho spalato di pių (ed è un mese pių avanti). Per la cronaca, abbiam toccato il metro in ventiquatt'ore.

Quando l'ho parcheggiata ieri sera era tutto pulito...
Madesimo, oggi (ieri sera queste erano auto)
01.07 del 05 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
04 Col dubbio che siano anche i suoi
APR Coffee break
La signora al tavolo vicino al nostro, più prossima ai cinquanta che ai quaranta, che porta male comunque qualunque sia la prossimità effettiva, vista in precedenza, nell'ordine, con tutina da sci bianca aderente modello perizoma in rilievo, poi minigonna di pelle scamosciata modello squaw e stivali di conseguenza, poi minigonna inguinale di pelle nera e corsetto nero stile Madonna Ciccone stretto sopra a camicetta bianca di pizzo e stivali neri sopra ginocchio con tacco spillo dodici no calze (abbigliamento di questa sera a cena, albergo familiare a Campodolcino, provincia di Sondrio, quota mille metri, fuori nevica che dio la manda), unghie accessoriate con manicure modello Crudelia De Mon, bionda ossigenata modello sono stata miss Muretto nel '74, in compagnia del marito t-shirt bianca e jeans tipo Boss de' noiatri più probabile SUV parcheggiato fuori, che occasionalmente la slingua al tavolo, puntata sicura coppia di Milano al massimo Milano Due, e dei due figli evidentemente avvezzi alle slinguazzate dei genitori, ad occhio maggiorenni per un soffio ma forse anche no, e della fidanzata (pure, sì, e questa è la vera chicca del quadretto) di uno dei due, che peraltro al tavolo slinguazza a sua volta il fidanzato-figlio della signora, mentre la signora sta parlando - giuro - della bibbia e di non so che in merito e dice spesso "cazzo", dice anche "cazzo la bibbia", e il figlio slinguazzato passivo allontana per un istante la fidanzata slinguazzante attiva e dice qualcosa del tipo "evabbè dài mamma", tipo che poi la signora e la pseudo-nuora max diciannovenne, rimaste al tavolo da sole, fanno le amicone e si raccontano le esperienze di uomini, e la fidanzata-isonuora racconta della sua durissima vita vissuta in fatto di maschi e pretende pure di dare lezioni alla signora-isosuocera stivalata tacco dodici no calze minigonna nera inguinale, ed è roba, questa, che nemmeno Tarantino in Pulp Fiction o Kill Bill, e tutto questo mi fa sentire, davvero, per un istante, tremendamente vecchio, perché sì, me ne rendo conto, lo ammetto, chiedo venia, son lì che lì fisso tutti e cinque esterrefatto e penso gesummaria ai miei tempi tutto questo era inimmaginabile.
01.22 del 04 Aprile 2010 | Commenti (0) 
 
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