Orizzontintorno Carlo Paschetto
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31 Tweets
LUG Travel Log: Baleares
Follow thinkice_it on Twitter 20:59:24 Valldemossa merita: serata fresca nelle valli interne di Maiorca, ottimo ristorantino, brezza mediterranea...

TAG: valldemossa, baleares, mallorca
20.59 del 31 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
30 Oppure mi porto la tenda
LUG Spostamenti
Fra parentesi, mi scrive Marco - che nel sudest asiatico è di casa - dandomi preziosi consigli su Seoul e segnalandomi che lui odia Taipei e che cerca di non passarci mai più di due giorni di fila perché, dice, i terremoti son frequenti come le piogge a Bangkok durante la stagione monsonica.

Ecco, solo per dire che all'improvviso mi è passata qualunque voglia di far scalo a Taipei. Il prossimo tentativo di giro del mondo lo faccio via Manila, va'.
TAG: taipei, rtw
11.56 del 30 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
29 Geroglifici
LUG Travel Log: South Korea
Poi parliamo anche di Mallorca, Baleares. Ma adesso, la domanda che mi preme è: basta che mi segni "Best Western Premier Kukdo", o è meglio che a Seoul ci arrivi con un biglietto in tasca con scritto ??????????????????
TAG: seoul
22.13 del 29 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
26 Summer 2010 part II ignition
LUG Spostamenti, Travel Log: South Korea
E infine, dopo tre settimane di combattimento corpo a corpo con il call center di Alitalia, grazie alla buona stella che accompagna i viaggiatori ostinati e cocciuti e ad un insolito destino che ha incrociato in modo del tutto fortuito la mia strada con quella di Valeria (mi sembra si chiamasse così) del club Freccia Alata, è fatta.

Più o meno, ché di sorvolare l'Atlantico sulla rotta ovest-est proprio non ce n'è stato, mancava sempre l'ultimo pezzo del puzzle. Anche Valeria si è dovuta arrendere: eravamo arrivati a concatenare Milano-Amsterdam-Taipei-Guangzhou-Seoul-Tokyo-Salt Lake City-Vancouver, ma una volta in Canada abbiamo dovuto gettare la spugna per l'ennesima volta.

Ed è stato in quel momento che si è all'improvviso liberato un posto sul Seoul-Parigi di Air France, gabbando dunque il famigerato blackout di Korean.
Dunque il dado è tratto: si va in Corea. Così, come da progetto originario, senza stare troppo a pensarci. A proposito, dov'è esattamente la Corea? Fammi controllare... ah, ok, sette fusi orari più in là: tant'è, sempre nella terra dei gialli torno alla fine.

Insomma, allacciate le cinture, che nelle prossime settimane si torna a volare per un quick touch and go a Seoul (e non solo, forse), naturalmente proprio mentre Stati Uniti e Corea del Sud iniziano le grandi manovre congiunte nel Mar del Giappone e il governo di Pyongyang minaccia ritorsioni nucleari, che sennò che gusto c'è.

Vado a studiare il coreano, a cercar di capire cosa c'è da vedere a Seoul e a cercarmi un hotel, va', che tanto per iniziare domani Leonardo, Carola ed io spieghiamo le ali e facciamo rotta nuovamente verso le Baleari a due anni di distanza dal soggiorno a Menorca. Destinazione, questa volta, la sorella maggiore.
Inizia un'estate vagabonda anzichenò.
Ed era l'ora.

Stay tuned.
23.00 del 26 Luglio 2010 | Commenti (3) 
 
25 Centodieci/24: Varese
LUG Centodieci
Io capisco che a Varese tutti votino Lega. Capisco che Maroni passi la festa della Repubblica a casa sua, invece che a Roma. Adesso che son stato a Varese questo Paese di palazzinari, teleimbonitori e veline all'improvviso non mi appare più imbarazzante, tutt'altro. Forse, dopo essere stato a Varese, voterò Lega anche io.

Non c'ero mai stato a Varese, perlomeno non mi sembra, anche se è a meno di un'ora da casa. Così, approfittando dell'ennesima domenica vuota estiva con temperature tipiche degli altiforni, mi sono infilato sulla A8, diramazione destra (sarà un caso?), e sono sbarcato a Varese centro.
E già arrivare a Varese centro è tutta un'altra vita, ché l'autostrada gli si butta praticamente dentro dritta dritta, con un solo semaforo che scatta verde (sarà un caso?) appena ti vede arrivare, per cui ti ci ritrovi perfettamente senza aver fatto nemmeno una curva dal casello. Va da sé che in centro a Varese parcheggi immediatamente, e non per caso, ché di parcheggi liberi ce n'è a perdere. Tutti perfettamente all'ombra, naturalmente. E quando dico parcheggi in centro intendo esattamente in centro, per la precisione di fianco a Palazzo Estense, che a Varese è ovviamente la sede del municipio, annegato nel verde dei giardini estensi. Non so se mi spiego.

A Varese, alle due del pomeriggio di una qualunque domenica di luglio, ci sono esattamente gli stessi gradi misurabili in centro a Milano ed anzi, secondo il termometro della mia auto, c'è forse un grado in più. Diciamo che siamo sui trentacinque. Ma il fatto è che a Varese deve esserci l'aria condizionata pubblica all'aperto, perché certo il caldo, qui, non lo avverti affatto, men meno l'afa che hai lasciato un'ora prima una sessantina di chilometri a sudest.
Così, dopo aver lasciato l'auto perfettamente all'ombra di grandi alberi secolari, mi avventuro per i giardini estensi risalendo la collina che domina il centro città, fra fontane e prati che i campi da golf di Mauritius, al confronto, sembran savana ugandese spelacchiata.
Sconfortato dalla perfezione leghista, mi incammino per le vie del centro sperando di essere travolto da un orrendo traffico euro uno e imbattermi nelle ronde di Maroni col fazzoletto verde al collo.

Invece.

In centro a Varese, per le strade, ci sono le panchine. Tante panchine, tutte rigorosamente all'ombra. Sulle panchine la gente si ferma a leggere un libro. Insomma, a Varese la gente se ne va a spasso con un libro sotto al braccio e si ferma sulle panchine in centro a leggere, all'ombra degli alberi di Varese. E mica legge la Gazzetta, no, legge libri, e nemmeno quelli di Bruno Vespa, no, ma libri veri, tipo quelli dell'Adelphi per intenderci. Capisci che roba. Son marziani quelli di Varese, altro che ronde.
Il traffico a Varese, poi, non fa rumore e forse nemmeno esiste né, probabilmente, inquina. E parlano tutti sottovoce a Varese, così che senti addirittura cinguettare gli uccelli in centro. Sugli alberi. Quelli che fanno ombra alla gente che se ne sta sulle panchine a leggere un libro dell'Adelphi.

Varese, per dire, è così svizzera che la Svizzera al confronto sembra italiana. Ché sì l'ho visto un mozzicone di sigaretta per terra, a un certo punto, ma ti assicuro che ho dovuto cercarlo di proposito. Ho visto anche un negro a Varese, pensa, e non cercava di vendere libri di favole africane ai passanti. Non c'erano nemmeno ronde col fazzoletto verde a picchiarlo. Secondo me è quel negro che vota Lega, quello che il Tg4 intervista ad ogni tornata elettorale. Aveva anche gli occhiali di Gucci.
E poi per forza non vendeva libri: a Varese ce l'han già tutti un libro sotto al braccio.

Ah, e ti ho detto del lago? Perché a Varese c'è anche il lago. Ma mica un lago, chessò, come quello di Como o quello di Lugano, che se ci fai il bagno, secondo me, ti becchi minimo una di quelle sconosciute malattie citate sempre nelle Lonely Planet che tu credi esistano solo (se esistono) in Africa, e invece la Lonely dice che ci sono anche a Zurigo.
No: il lago di Varese è trasparente come la Levissima e i turisti - perché a Varese ci sono i turisti, tanti turisti, ci vengon pure dall'Olanda a Varese - ci fanno il bagno in mutande. Ce lo fanno in mutande perché mica lo sapevano che a Varese c'è un lago e così il costume non se lo son portato, ma poi arrivan lì, ci sono trentacinque gradi, l'acqua è trasparente come la Levissima, e insomma, ce lo farei anche io il bagno, non fosse per quelle strane ninfee che un pescatore del lago di Varese mi dice chiamarsi castagnole, ma che a me sembrano strane piante tentacolari assassine uscite dritte da un B-movie degli anni '80, per cui lascio perdere, va', che se lo facciano pure gli olandesi in mutande, il bagno.
Attorno al lago di Varese, poi, c'è una nuovissima e bellissima ciclabile rossa lunga ventotto virgola due chilometri, che segue perfettamente il lungolago, interamente ombreggiata per tutto il percorso, corredata di segnali chilometrici, indicazioni turistiche e chioschi bibite, per cui capisci che lungo la ciclabile, ciclisti a parte, è tutto un gran correre in entrambi i sensi di marcia di runner abbronzatissimi e vitaminici, cosicché inevitabilmente il runner che è in me prova un'irresistibile voglia di mettersi in mutande e, invece di tuffarsi nel lago di Varese e sfidare l'abbraccio mortale delle castagnole (ma le castagnole non eran pesci?), misurarsi sui ventotto virgola due chilometri del circuito del lago di Varese.
Per questa volta passo, vabbè, ma sta' sicuro che a correre sul lago di Varese prima o poi ci vengo.

Panoramica lago di Varese
Il lago di Varese

Per non parlare dei ristorantini sul lago di Varese, che minimo minimo c'hanno il parco privato con piscina olimpica e solarium.
Per non parlare delle ville che sul lago di Varese si affacciano dal belvedere di Azzate, ad esempio. Che quelli che le abitano, quelle ville, li odi immediatamente come t'avessero fatto la macchina col cacciavite.
Ché dalle ville di Varese affacciate sul lago di Varese (e dal belvedere di Azzate nemmeno sto a dirtelo) hai davanti lo spettacolo in cinemascope del gruppo del Monte Rosa per intero e dei quattromila del Vallese tutti, che proprio davanti a Varese stanno e che si rispecchiano perfettamente sulla superficie di Levissima immobile, per cui se becchi pure una giornata come quella che ho beccato io ti vien quasi da piangere e inecenerire con il napalm tutti i varesini.
Oppure ti viene da votare immediatamente Lega, basta che il lago con il Monte Rosa lo portino anche a casa tua.

Va inevitabilmente a finire con il solito gelato. Coppa maxi per l'occasione. Con pesca, melone, mela verde e goiaba. Che son certo che il gelato alla goiaba ce l'han solo a Varese. E siccome un libro, io, sotto al braccio non ce l'ho, mi siedo su una panchina con la mia coppa maxi e mi metto a navigare su wiki con il mio smartphone, osservato con raccapriccio dai varesini, per capire cosa diavolo sia il goiaba.

Poi torno a casa ad aspettare le prossime elezioni.

Basilica di San Vittore Martire
Basilica di San Vittore Martire 2
Varese, basilica di San Vittore Martire
Palazzo Estense
Palazzo Estense 2
Varese, Palazzo Estense, sede del comune
Battistero di San Giovanni Battista
Varese, battistero di San Giovanni Battista
Campanile di San Vittore
Varese, campanile della basilica di San Vittore
Piazza Canonica
Varese, piazza Canonica
Lago di Varese
Il lago di Varese con il Monte Rosa sullo sfondo
TAG: varese
21.05 del 25 Luglio 2010 | Commenti (4) 
 
25 Tweets
LUG
Follow thinkice_it on Twitter 14:34:35 Veder combattere Alonso e Massa per il primo posto è (finalmente) esaltante. Purché non litighino e non si spiaccichino fra loro.

15:10:26 Vabbè, la solita Ferrari, tutto rovinato.

14.34 del 25 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
21 Step 5: Roberta
LUG Spostamenti
Ma a parte tutto, va bene che il penultimo weekend di agosto è di sicuro il peggiore, ma a voi sembra davvero possibile che il 21 agosto, ma nemmeno il 20 e il 19 a quanto pare, non esista un buco, un solo stramaledettissimo buco, né in business né in economy, su un qualunque volo, da una qualunque località degli Stati Uniti o del Canada, verso una qualunque località europea, con una compagnia qualunque fra Alitalia, Air France, KLM e Delta?

Francamente ho qualche difficoltà a crederci. Dovrei fidarmi del call center di Alitalia?

Update: sì, è effettivamente così, addirittura fino ad ottobre. Per i biglietti premio, però. E allora si cambia strategia.
TAG: rtw, alitalia, sky team, millemiglia
12.52 del 21 Luglio 2010 | Commenti (1) 
 
19 Step 4 (a.k.a. oggi tocca a Sonia)
LUG Spostamenti
Se il penultimo weekend di agosto sei a Vancouver non c'è modo al mondo di tornare a casa, nemmeno passando da Timbuctu.

Se vuoi invertire il giro, non c'è modo al mondo di volare a Vancouver la seconda settimana di agosto, nemmeno via Ouagadougou.

Puoi volare da Taipei a Seoul, o da Seoul a Taipei, fottendotene allegramente del blackout di Korean Air in qualunque momento grazie a China Southern Airlines (facendo peraltro scalo in mezzo alla Cina siberiana e impiegando il triplo del tempo), ma una cosa è certa, non hai modo di andartene da Seoul nel primo caso, né di arrivarci nel secondo.

Da Taipei a Vancouver invece ce la puoi fare, ma solo cambiando a Tokyo-Narita e a Salt Lake City. E ok, stai ventitré ore per aria e ti tocca pure fare l'ESTA, ma te l'ho già detto, dimenticati il volo diretto Korean, ché c'è il blackout, dunque nada.

Come? Il blackout è solo se voli verso oriente? Maddai? Ah be', comunque verso occidente non c'è posto. E poi non dimenticare che a Vancouver non hai alcun modo di arrivare.

Insomma, il problema non sarebbe nemmeno Taipei alla fine, è proprio Seoul che non s'incastra in alcun modo. E vabbè, ma non era iniziato tutto proprio per via di Seoul?

Come dice, ottantamila soltanto per un a/r su Taipei? Mmmmm...
Mi ci fa pensare qualche ora?

(Ma via Manila, ad esempio? Ah già, c'è sempre il problema di Vancouver...)
TAG: rtw, korean air, alitalia, sky team, millemiglia
19.50 del 19 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
18 Centodieci/22-23: on my way back from Elba
LUG Centodieci
Lo avevo promesso. Detto e fatto: ho approfittato degli ultimi due viaggi di ritorno dal nostro eremo elbano per mettere a segno almeno un paio dei capoluoghi che incoccio sulla rotta abituale, lasciando a future e più tranquille occasioni le soste in quelli più monumentali ed artistici tipo Piacenza, Massa e Carrara.

Peraltro, complici le roventi giornate di questa seconda metà di luglio e la qualità (...) caratteristica delle fotografie fatte con il cellulare, tutte le immagini che ho portato a casa sembrano uscite dagli archivi dell'Istituto Luce, o riproduzioni di quelle tipiche cartoline sbiadite degli anni '60 che ancora si trovano nelle tabaccherie di alcuni paesi di provincia.
Un effetto perlomeno curioso: non mi è ancora ben chiaro se catalogarlo alla voce "artistico" o "foto di merda".

Livorno, innanzitutto, nella quale non mi fermavo dai tempi in cui ancora ti potevi imbarcare sul Capo Bianco per far rotta verso Portoferrario in quattr'ore, con sosta alla Capraia, senza bisogno di andar fino a Piombino. Era la prima metà degli anni '80, quando ancora non c'era l'odierno tratto autostadale che collega Livorno a Rosignano.
Oggi per l'Elba ti puoi imbarcare solo da Piombino e a Livorno non ci si ferma più, anche perché il nuovo prolungamento autostradale della A12 la taglia via del tutto. Addio dunque anche alla classica "sosta zuppa di pesce" che era tanto cara ai miei (e che a me ha sempre fatto schifo: per me spaghetti alle vongole e fritto di calamari, grazie).

Mi ci fermo al volo in un pomeriggio rovente all'inizio di questo mese, sulla via del ritorno a casa, dopo aver portato Leonardo e Carola dai nonni all'Elba: non ho avuto il tempo di pranzare e un gelato livornese ci sta proprio bene.

Livorno è una tappa facile per il progetto Centodieci: durante la guerra è stata interamente rasa al suolo, oggi è una città prettamente industriale e portuale, quasi completamente priva di monumenti caratteristici e testimonianze storiche tali da meritare una sosta approfondita, perlomeno per il turista mordi e fuggi, soprattutto al confronto con gli altri capoluoghi della Toscana. Ne consegue che bastano tutto sommato un'oretta e una breve scarpinata in centro sotto al sole rovente per piantarci una bandierina conforme al regolamento di questo blog. Anche perché, almeno secondo Wikipedia, i luoghi più interessanti da visitare a Livorno sono i cimiteri e dunque, per quanto mi riguarda e vista la temperatura media dell'aria, io passo...
[Continua a leggere]

TAG: la spezia, livorno
14.26 del 18 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
18 Centodieci/20-21: i capoluoghi del Lario
LUG Centodieci
Ci vivo a due passi dal Lago di Como, da sempre: più propriamente, due passi due da Lecco, qualche chilometro più in là Como, ma sempre di un raggio massimo di quaranta chilometri da casa stiam parlando. E dunque son più o meno di casa. Ma pèste se mi sia mai capitato di scattar loro qualche foto.

Da Como per la verità mi capita di passar spesso nei pressi, ma quasi mai di attraversarla. E' prossima al valico di frontiera di Chiasso, transito consueto per noi brianzoli (oddio, ho scritto "noi" brianzoli...) in viaggio verso Lugano e la Svizzera, snodo autostradale universalmente noto agli ascoltatori di Ondaverde: "Code sul tratto appenninico fra Roncobilaccio e Barberino, e al valico di Como Brogeda dopo l'uscita Monte Olimpino."
Ecco, appunto, di questo stiam parlando.

E comunque, se devo andar sul Lago, a me piace decisamente più il ramo di Lecco, Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno per intenderci.

Così Como, di per sé, non capita spesso in mezzo ai miei itinerari. E insomma, dovendo piantarci la bandierina del Centodieci, parto apposta in missione una domenica e porto con me Leonardo e Carola, ché ne approfittiamo per sottrarci alla calura dell'estate duemiladieci milanese (brianzola, pardòn).

A Como dunque c'è il lago, e questo s'è capito, ma a parte ciò la città non offre molto di più. E' per l'appunto più che altro uno snodo doganale, con tante fabbrichètte (da leggersi con la è bene aperta, alla brianzola), un tasso di Ferrari e Maserati un po' più elevato del normale, ché la Svizzera è lì a due passi, George Clooney che si è stabilito appena fuori città, la Canalis che magari ci càpita per far shopping, e il classico piccolo centro storico con barretti da aperitivo.
E poi Carola dice che non ci sono nemmeno i giochi e dunque capite che razza di posto possa mai essere un luogo dove non ci sono i giochi.

La piazzetta del Duomo comunque c'è e che il Duomo sia intitolato a Santa Maria Assunta è quasi inutile dirlo. Leggo peraltro su Wiki che pare sia "uno dei più ragguardevoli monumenti dell'Alta Italia, l'ultima cattedrale gotica costruita" nel nostro Paese, i cui lavori iniziarono solo dieci anni dopo la fondazione del Duomo di Milano. Epperò. Wikipedia le dedica una pagina piuttosto corposa.
A fianco della cattedrale, il Broletto, esattamente come a Lodi, persino dallo stesso lato del Duomo.

Duomo di Como 1
Duomo di Como 2
Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Como
Il Broletto di Como
Como, il Broletto

Lecco, per quanto mi riguarda, è tutta un'altra storia. A parte l'esserci davvero un po' di casa da queste parti: è a quaranta minuti d'auto da casa mia, che significa meno che andar dall'altra parte di Milano, è ai piedi delle Grigne e del Resegone, nonché punto di partenza per qualunque salita nel gruppo, e dunque (se seguite questo blog da tempo) capite bene che, è passaggio obbligato per andare in Engadina, in Valtellina e verso tutte le località delle Alpi Centrali, delle quali spesso si racconta fra queste pagine, ci si passa anche per portar Leonardo a sciare ai Piani di Bobbio, che proprio qua sopra stanno, e infine la cittadina è più bella e caratteristica di Como, ed il ramo del lago pure.

Combinazione vuole che proprio queste settimane mi capiti di venirci tutti i giorni per ragioni di lavoro. Va da sé che una sera, prima di rimettermi in strada per tornare a casa, mi fermo in centro per scattare al volo due foto con il solito cellulare: che comunque non le rendono affatto giuistizia, anche perché fa un caldo boia, l'aria è offuscata dall'afa e dall'umidità, la luce è pessima e le montagne attorno sono nascoste dietro una pàtina di velatura nuvolosa dovuta al calore.

Non so perché, a Lecco non riesco a farmi un gelato come dio comanda.

San Nicolò a Lecco 1
San Nicolò a Lecco 2
San Nicolò a Lecco 3
Basilica minore romana di San Nicolò, Lecco
Torre viscontea
Torre viscontea, Lecco
Lecco
Lecco, San Nicolò e il Corno Medale sullo sfondo
TAG: como, lecco
14.22 del 18 Luglio 2010 | Commenti (0) 
 
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