Orizzontintorno Carlo Paschetto
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31 Niente altro da aggiungere, cerchio rosso a parte
OTT Prima pagina, Politica
Unescoxpalestina1
TAG: palestina, unesco
14.47 del 31 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
23 La mia montagna
OTT Viaggi verticali
Ho iniziato l'anno ai piedi della mia montagna e ci son tornato oggi per farla conoscere a Leonardo e Carola.
E niente, è giusto uno scatto portato via col cellulare al termine di una bella giornata di sole e aria fredda, ché a Macugnaga eravamo già quasi a zero e gli alberi più in alto erano imbiancati dalla prima neve.

E' solo che, ogni volta che arrivo lì sotto, guardo in alto e so la mia aria sottile.
Chiudo gli occhi per un istante e son di nuovo lassù, da solo.
Diciassette anni fa.

EstRosa1
Monte Rosa, parete est
EstRosa2
Macugnaga, frazione Pecetto
TAG: monte rosa, macugnaga
23.10 del 23 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
21 Recidivo
OTT Mondo piccolo
[E' del resto lo stesso che un anno e mezzo fa mi chiese questo]

"Papà, ma come fa Wile Coyote ad essere sicuro che Beep Beep, poi, gli piaccia?"
21.39 del 21 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
17 Ferrara reloaded, un anno dopo
OTT Spostamenti
Due weekend fa ho partecipato per il secondo anno consecutivo al festival di Internazionale a Ferrara e come nella passata occasione mi sono pressoché installato ad oltranza al cinema Boldini per la rassegna Mondovisioni, salvo approfittare di una pausa per lasciare in ostaggio la carta di credito alla libreria del festival e partecipare al concerto del sabato sera (ma Jovanotti me lo son perso: sono andato via durante la pausa convinto che lo spettacolo fosse finito...).

E niente, mi sarebbe piaciuto buttar giù un lungo post con le recensioni dei film, come avevo fatto l'anno scorso, ma son passate due settimane e ho perso un po' il treno, ché al solito non mi piace scrivere in differita di eventi ed emozioni che ho vissuto in diretta e dei quali avrei fiumi di cose da scrivere.
In sintesi, giusto per dirla in due parole, mi è sembrato che la rassegna 2011, per quanto assolutamente meritevole, fosse un filo sottotono rispetto a quella 2010. Ma, come mi ha fatto osservare qualcuno, dipende forse dal fatto che lo scorso anno giocava anche l'emozione della prima volta, della novità, come dire.
In ogni caso, se la tournée è sulla vostra strada, non perdetela. E il prossimo anno venite a Ferrara anche voi (anzi, no, ché già le code per entrare agli eventi sono insostenibili).

Del festival di quest'anno a me rimane solo questa foto che ho scattato al Boldini. Ci vediamo nel 2012, salvo contrattempi.

Internazionale 2011-01
Hollman Morris (a sinistra), regista di "Impunity", a confronto con il pubblico
TAG: festival internazionale, ferrara, mondovisioni
12.00 del 17 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
16 Scienza della comunicazione
OTT Prima pagina, Mal di fegato, Politica
Ieri sera seguivo In onda su La7 e ascoltavo le interviste ad alcuni partecipanti alla manifestazione di Roma, fronte indignato-pacifico, la gran maggioranza, quelli buoni che loro non c'entrano insomma, che alla domanda ostinata, inequivocabile e sacrosantissima di Nicola Porro (che, per inciso, io reggo come il pesce dopo tre giorni fuori dal frigo) "Ma in sostanza, qual è il vostro obiettivo, la vostra proposta?", rispondevano altrettanto ostinatamente, e con tono parecchio supponente come noi fossimo tutti imbecilli, che è evidente che l'obiettivo sia "riportare l'uomo al centro, non il denaro". E che di fronte alle insistenze di Porro e Telese, tipo "che cazzo vuol dire e come accidenti si fa?", replicavano ancor più stizziti "riunendosi in assemblea, discutendo, promuovendo la democrazia orizzontale".

Ed ecco, all'improvviso mi è tornato in mente quel che scrivevo un anno fa e mi sono sentito ancora più vecchio e stronzo. E loro duecentomila pirla (con buona pace degli altri mille-duemila-tremila, secondo la questura, delinquenti da galera).

A prescindere da tutta la consueta dietrologia del caso, s'intende.
TAG: indignati, manifestazione roma
15.00 del 16 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
14 My trolley and I
OTT Spostamenti, Diario
Mi segnala Foursquare, al mio ennesimo check-in all'hotel Parc Flora di Riva del Garda, che è la decima settimana consecutiva che giro per alberghi.
Se Foursquare seguisse i miei check-in con più attenzione si accorgerebbe che in realtà, da quando sono iscritto, non ho bucato una sola settimana senza dormire in qualche letto che non sia il mio, il che, ad occhio, fanno sessanta settimane consecutive.
Quel che Foursquare non sa, peraltro, è che probabilmente negli ultimi anni le volte che sono riuscito a dormire per sette notti consecutive nel mio letto le conto sulle dita di una mano. E in effetti, qualche giorno fa scrivevo altrove che uno di questi giorni voglio provare a contare quanti hotel ho cambiato in questi anni e quante notti ho dormito fuori casa.
Così, anche per rispondere una volta per tutte a coloro che mi chiedono, come fossi un marziano, come mai io ami così tanto passare il weekend chiuso in casa, quando posso. Il che più o meno accade con la frequenza delle eclissi.

Effetti collaterali: il mio trolley dorme per terra accanto al mio letto. Anche a casa.

4sq
11.55 del 14 Ottobre 2011 | Commenti (1) 
 
11 Season II, puntata pilota
OTT Pollice verde
E sì, ci siamo ricascati. Avevamo chiuso la stagione scorsa quattro mesi or sono e poco più, con parecchi dubbi sull'opportunità di ripetere l'esperienza, tant'è che mi prefiguravo già un epilogo del thread pollice verde tipo quello della maratona (tema peraltro sul quale tornerò a breve, che vi credete), ma il fatto è che in 'sti mesi quei poveri vasi vuoti son rimasti lì a riempirsi d'acqua piovana e polvere: uno spettacolo fin troppo decadente dopo il brevissimo festival di colori che ci aveva sorpreso e allietato la scorsa primavera.
A un certo punto li avevo pure tirati giù dal parapetto, i vasi, e impilati in un angolo del terrazzo, a fianco di quello ancora pieno di terra secca e dei resti del basilico ormai morto e stecchito.
I preziosissimi bulbi, che con tanto impegno avevo dissotterrato e messo in salvo nei sacchettini di plastica, eran poi pure marciti praticamente tutti, salvo forse quelli dei narcisi. Ragnatele nell'innaffiatoio e guanti da giardiniere abbandonati sopra ai bidoni della differenziata.
Green Hiroshima mon amour, insomma.

Fatto sta che domenica era una bellissima e calda giornata di sole, come sempre più insolitamente questo inizio d'autunno ce ne sta regalando a oltranza, e non è che i Tati ed io avessimo chissà che programmi, complice anche un blocco del traffico che non si capiva se alla fin fine fosse in corso o meno.
E c'è venuto in mente quel centro giardinaggio che vediamo spesso quando andiamo verso la tangenziale, lungo una strada che, blocco del traffico o meno, quasi sicuramente era percorribile.

Così, verso mezzogiorno, ci siam guardati in faccia e ci siam detti vabbè, andiamo un po' a vedere, va'!, e tempo venti minuti spingevamo un carrello vuoto fra le corsie della grande serra, guardandoci attorno smarriti come solo i bimbi in mezzo alla giungla san fare, non fosse che due sì eran bambini, ma il terzo, il vostro autore preferito, è più vicino ai cinquanta che ai quaranta, epperò, come ben sapete ormai se siete frequentatori di queste pagine da tempo, la mia competenza in fatto di vegetali risale tutt'ora alla formazione sugli Album delle mie ricerche dei primi anni '70, per cui a mala pena distinguo una margherita da un carciofo.

E insomma, abbiam fatto il pieno e nel pomeriggio ci siamo rimessi al lavoro come un anno fa, ma questa volta forti dell'esperienza accumulata nella scorsa stagione.
E infatti la quantità giusta di terra l'abbiam centrata quasi subito, sballando solo di una ventina di litri: ché ve lo ricordate, vero, che lo scorso anno abbiamo imparato che la terra si misura in litri e non in chili? (E la benzina in chili e non il litri, ma questo è un altro discorso).

Coi bulbi invece ci abbiam proprio dato dentro e abbiamo un po' esagerato. Detto appunto che quelli recuperati dello scorso anno eran marciti quasi tutti (abbiamo salvato solo i... oddio, già non lo ricordo più... giacinti? Narcisi?... Bah, ormai tanto l'etichetta è andata), ci siamo riforniti di nuovi bulbi di tulipani di tutti i colori, e ancora narcisi e giacinti, ed altri che ora non ricordo e non ho voglia di andare sul terrazzo a verificare.
Per divertirci ancora di più, abbiamo poi mischiato tutto e non abbiamo etichettato nulla, col risultato di fare i vasi completamente a casaccio: detta in altri termini, non abbiamo la minima idea di cosa verrà fuori e dove (ammesso che qualcosa venga fuori), con la sola eccezione del vaso con i nuovi fiori azzurri sconosciuti e dei tulipani olandesi che ci han regalato.

Ai crocchi questa volta abbiamo rinunciato, ché un anno fa, a causa della loro precocità, avevano bruciato gli altri fiori sul tempo, col risultato di lasciarci un vaso sguarnito al momento della fioritura di tutti gli altri.
Abbiamo desistito anche dalle classiche piantine di basilico eccetera: solo fiori questa volta.
Forti però, appunto, dell'esperienza passata, questa volta, dopo aver sotterrato i bulbi, abbiamo trapiantato negli strati superficiali di terra un po' di viole che, mi dicono, essendo piante da semi e non da bulbi, che quindi possono tranquillamente convivere in mezzo ai bulbi senza arrecare loro alcun danno. Le viole, ora, sono fiorite e guarniscono i vasi in superficie: una piacevole soluzione invece di lasciar lì i vasi riempiti di nuda terra, in attesa che i bulbi germoglino la prossima primavera.
Quando si avvicinerà il momento, sarà facile (pare) estirpare le viole, lasciano lo spazio ai fiori da bulbo.

Dunque si ricomincia. E adesso andiamo a comprare i venti litri di terra che, tant'è, ci mancano per finire gli ultimi vasi.

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TAG: giardinaggio, fiori, piante, narcisi, tulipani, giacinti, viole
09.58 del 11 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 
11 Taglio e messa in piega
OTT Lavori in corso, Web e tecnologia
E' un pezzo che non scrivo qua dentro, più o meno da quando son rientrato dal Caucaso. Qualcosa nel cassetto, che rimando da giorni, ce l'ho, ma son cose futili, roba mia che non so dove altro mettere. Magari, dopo questo, provo a fare un po' d'ordine negli appunti.
Nel frattempo, con la complicità del solito Federico - che fa quel che io non so più fare ormai da tempo immemorabile, ossia tradurre in formato web quel che mi gira per la testa - con la complicità di Federico, dicevo, ho messo le mani nella manutenzione di Orizzontintorno, la cui attuale veste ha scollinato abbondantemente l'anno d'età: superato da un pezzo il periodo di collaudo, è venuto il tempo di dar qualche scalpellata di rifinitura qua e là.
I lavori sono tutt'ora in corso, nemmeno troppo dietro le quinte per la verità, ché ad esempio la sezione video è in fase di rimaneggio totale: non sappiamo proprio come farla in modo decente, procediamo a tentoni. Non che i relativi contenuti siano degni di nota, per carità, ma poiché nel corso degli ultimi viaggi ho indegnamente fatto lavorare un po' più del solito la videocamera dello smartphone, più per ragioni di memoria personale che altro, si vorrebbe qui fare un po' d'ordine conseguente.
Di altri piccoli interventi cosmetici non si accorgerà verosimilmente mai nessuno e dunque sorvolo direttamente.

Quel che invece sta cambiando rapidamente, negli ultimi tempi, sono la gestione della mia presenza in Rete e il mio approccio ai social network vari, l'ultimo aggiornamento in merito al quale avevo raccontato qualche mese fa. Ho dunque modificato di conseguenza anche l'integrazione dei miei vari webstream con questo blog.

Ho innanzitutto dato una sforbiciata ad alcuni account che, di fatto, non utilizzavo da tempo, e a registrazioni a servizi che non mi avevano mai convinto del tutto: primo, dunque, semplificare la mia identità on-line e dar meno roba in pasto all'indicizzazione di Google, che comunque, come regola, va sempre bene.
Non esisto dunque più né su iLike, né su Delicious (che ha onorevolmente svolto il suo compito per qualche anno, ma che ho egregiamente sostituito con Diigo), né, soprattutto, su Tumblr, che davvero non mi aveva mai catturato.
Sto seriamente pensando di rinunciare anche a Google reader: ormai praticamente tutti i feed ai quali sono iscritto fan capo a contenuti che vengono distribuiti dai relativi autori su mille altre piattaforme e dunque ho generalmente accesso ai medesimi post via Twitter, Google plus e Friendfeed.
Proprio sulla sovrapposizione ed integrazione di questi tre account mi sono fra l'altro soffermato.

Friendfeed sta francamente diventando un luogo sempre più infrequentabile, perlomeno per gente con poca inclinazione alle discussioni da condominio e da bar dello sport. Un anno e rotti fa, quando mi ero iscritto, cercavo un'alternativa efficiente a Delicious e a Twitter per la condivisione di contenuti generici con gli amici: un luogo dove segnalare link, articoli, foto ed altro materiale trovato in giro, che si prestasse ai commenti (dunque non Delicious) e che contemporaneamente mi permettesse di indirizzare questo genere di dialogo al di fuori del blogging tradizionale (quindi senza utilizzare il blog di Orizzontintorno, o Twitter).
Oggi con Google plus soddisfo questo requisito in modo molto più efficace: quasi tutte le persone con cui ho piacere di condividere contenuti hanno sia l'account su FriendFeed, sia su G+, e dunque non c'è ragione, per me, di continuare ad usare il primo, perlomeno con lo scopo originario.
Di conseguenza ho sganciato definitivamente il widget di Friendfeed dal blog di Orizzontintorno, ho lucchettato l'account, chiudendolo così all'indicizzazione dei motori di ricerca, e ho trasferito su Google plus il mio stream di condivisione contenuti. Mi piace di più la gente che lo frequenta, mi piaccion di più le discussioni, gli amici che avevo su FriendFeed son quasi tutti anche lì e, non ultimo, non c'è (ancora) la maniacale proliferazione di gattini fra le palle. L'unico neo, a voler ben vedere, è l'impossibilità (per ora?) di poter integrare dentro ad Orizzontintorno un widget con il flusso di G+ in modo analogo a quanto accadeva con FriendFeed, ma pazienza.
Credo a questo punto che a breve cancellerò anche l'account di FriendFeed. Tuttavia, per il momento lo uso - mio malgrado - come luogo di cazzeggio e discussioni da ascensore. Cercando di filtrare perlomeno i gattini.

Nella pagina del blog di Orizzontintorno il posto del widget di FriendFeed è ora occupato da quello analogo di Twitter. Sto tornando al mio primo amore: ho sempre amato il microblogging nello stile di Twitter ed un'altra delle ragioni per cui invece mi sono disaffezionato del tutto a FriendFeed è la recente impossibilità di indirizzare i contenuti di quest'ultimo su Twitter, come invece si poteva fare fino a qualche mese fa. Anche il percorso inverso è ora possibile solo utilizzando plugin di terze parti, come Advanced Tweets.
Insomma: da una parte FriendFeed sembra ormai più una nave alla deriva priva di timone, dall'altra Twitter e G+ sono ora facilmente integrabili e dunque, per quel che mi riguarda, posso riversare in modo selettivo il flusso di G+ dentro a quello di Twitter e da lì nella pagina di Orizzontintorno. Esattamente quel che voglio.
Di più: ho eliminato l'indirizzamento dei miei tweet all'interno della cronologia del blog di Orizzontintorno, come siete stati abituati a vedere fino a ieri. I tweet rimangono ora confinati nel widget a lato e non si inseriscono più nel flusso del blog, a meno di occasioni speciali che posso opportunamente filtrare (ad esempio, quando sono in viaggio e il microblogging via Twitter diventa, di fatto, il mio blog principale). Niente più retweet, né messaggi di Foursquare rimbalzati su Twitter e da lì al dentro al blog di Orizzontintorno.
La pagina del blog torna ad essere pulita e riservata solo ai post lunghi, nativi di Orizzontintorno, come questo.

Infine, mantengo il profilo professionale su LinkedIn, sempre sganciato dalle integrazioni con altri social network.
TAG: friendfeed, twitter, google plus
09.09 del 11 Ottobre 2011 | Commenti (2) 
 
01 Tweets
OTT
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09:22:45 Ferrara day 2

09.22 del 01 Ottobre 2011 | Commenti (0) 
 


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