Orizzontintorno Carlo Paschetto
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30 Il caffè lo pago con questa
OTT Mal di fegato
In questo Paese esiste (a quanto pare) una legge che obbliga ad apporre la scritta FAC SIMILE (anche) sulle riproduzioni delle banconote stampate sulle bustine di zucchero, perché evidentemente si ritiene che esistano esseri dotati di pollice opponibile capaci di scambiare una bustina di zucchero per una banconota vera.
Se esiste la legge, peraltro, deve esistere qualcuno che ha legiferato in tal senso. Che abbiamo pagato per, fra parentesi.

E noi pretendiamo che coloro ai quali dobbiamo queste perle siano in grado, chessò, di lavorare ad esempio ad una riforma costituzionale.

Zucchero
13.58 del 30 Ottobre 2012 | Commenti (1) 
 
22 Ciao, Omino di latta (post in aggiornamento)
OTT Prima pagina, Mal di fegato
Nel lontano Paese dei Pagliacci maghi e fattucchiere prosperano indisturbati, la gente si sputtana i (pochi) soldi al Superenalotto comprando i numeri alla tv e al telefono, e gli scienziati vengono condannati perché non sanno prevedere con esattezza i terremoti.

Edit, qui un po' di contributi vari:

- il commento di Luca Sofri, come al solito piuttosto equilibrato, è l'unico che ho letto fuori linea, ma per una volta dissento.
- il fondo di Leonardo Tondelli sull'Unità.
- Silvia Bencivelli, "Niente da festeggiare".
- Amedeo Balbi sul Post.


Pagliacci
TAG: l'aquila, terremoti
21.21 del 22 Ottobre 2012 | Commenti (0) 
 
22 Avviso ai naviganti
OTT Centodieci, Prima pagina, Spostamenti
Va da sé che il Progetto Centodieci avanzerà inesorabile come nulla fosse, con buona pace di Monti. Ché non è che io adesso possa rivoluzionare mezzo sito web, reimpastare tutto l'archivio fotografico e azzerare i miei travel log per fronteggiare la crisi.

[Io comunque, per dire, avrei abolito le regioni: una proposta alternativa sulla quale è ad esempio tornato più volte Leonardo Tondelli, sostendendola con argomenti secondo me parecchio condivisibili, come qui, qui e qui.]

Provincie
TAG: province
09.13 del 22 Ottobre 2012 | Commenti (0) 
 
12 Tournée
OTT Spostamenti
Nel frattempo questo blog si è trasferito in Slovenia a Ljubljana, ne è tornato e in mezzo ci ha piazzato pure un Friuli safari adventure portando a casa ben tre nuove tappe del Progetto centodieci con Trieste, Gorizia e Udine.
Cronaca spicciola sul mio account di FriendFeed, post 110 ufficiale prossimamente su questi schermi.

A quanto pare, peraltro, non è finita con Ljubljana, per cui aspettatevi nuove mirabolanti avventure slave e pure un paio di ulteriori tappe a Pordenone e Padova, ché son le uniche che mi mancano sulla A4 (no, non è vero accidenti: ci sono anche Bergamo e Venezia; non mi passa più).
09.43 del 12 Ottobre 2012 | Commenti (0) 
 
08 Anno terzo dell'era arborea
OTT Pollice verde
All'improvviso, un paio di settimane fa, mi ero reso conto che i vasi di muscari armeniacum, dopo essere stati trascurati per l'intera estate, a sorpresa avevano ripreso a germogliare. Così, senza alcun intervento o attenzione particolare (anzi!): i bulbi erano all'improvviso tornati in vita. Ma allora 'sta cosa che i bulbi possono essere recuperati di stagione in stagione è vera!
Gli scorsi anni avevo svuotato i vasi durante l'estate, a fine fioritura, cercando ogni volta di recuperare qualcosa, ma di fatto mi ero sempre ritrovato a ottobre con quel che avanzava dei bulbi completamente disfatto o marcito: probabilmente anche metodo di conservazione sbagliato, ma tant'è. Questa primavera, poi, la fioritura era stata parecchio in anticipo e a inizio giugno avevo i vasi già completamente spogli, pronti per essere svuotati. Fra una cosa e l'altra, alla fine avevo lasciato tutto lì senza far nulla, fino ad oggi.

Così, sulla spinta emotiva dei muscari resuscitati, incalzato anche dalla presa d'atto che cotanto attaccamento alla vita andasse perlomeno premiato con della terra nuova a sostituire quel deserto di Gobi nel quale i germogli stavano cercando disperatamente di farsi strada, per il terzo anno consecutivo sono partito con i Tati in missione domenicale al centro giardinaggio e ci siamo dati a un pomeriggio di intenso lavoro.

Quest'anno però abbiamo abbiamo optato per un cambio radicale. Abbiamo dedicato solo un paio di vasi ai pochi bulbi sopravvissuti di muscari e (almeno per ora) non ne abbiamo comprati altri. Niente tulipani, niente narcisi, niente giacinti, anche se forse mi mancherà il trascorrere l'inverno davanti ai vasi vuoti ad attendere la germogliatura, per poi curarmeli giorno per giorno come fossero bambini. Comunque vediamo: magari poi cambio idea.
Il resto dei vasi lo abbiamo dedicato a un tentativo con dei ciclamini giganti, a della cuphea hyssopifolia (che naturalmente non ho idea di cosa sia, ma che piaceva tanto a Tato grande), a un po' di roba sconosciuta e molto colorata della quale ignoro completamente il nome e, vista la straordinaria fioritura dello scorso inverno, ad ancora un bel po' di viole, tante viole, quest'anno anche di taglia un po' maggiorata rispetto a quelle della scorsa stagione.

Visto l'insuccesso dell'anno passato, niente doppi vasi (bulbi sotto, viole sopra). E comunque ci avanza ancora un bel vaso grande. Mi sa che almeno tre o quattro mega bulbi, lì, ci finiscono.

Vasi.2012.10.07-01
Vasi.2012.10.07-02
Vasi.2012.10.07-03
Vasi.2012.10.07-04
TAG: giardinaggio, fiori, ciclamini, viole, bulbi, muscari, cuphea hyssopifolia
13.25 del 08 Ottobre 2012 | Commenti (0) 
 
07 Nuova prima assoluta
OTT Masterchef
Il team Tati & papà colpisce ancora (e grazie alla vicina che ha offerto soccorso nel momento clou, quando abbiamo finito la farina) (il matterello non lo abbiamo praticamente usato, ma nella foto ci stava bene).
Le cronache riportano l'ennesimo successo, ma per onestà intellettuale va detto che l'impasto non era elasticissimo: nello stenderlo per metterlo in teglia tendeva a bucarsi. Le amiche di FriendFeed mi segnalano che la prossima volta, al posto della farina 00, dobbiamo usare farina 0 manitoba, che immagino sia il prodotto di una qualche comunità pellerossa dell'Arizona.

P.S. La lievitazione è un fenomeno pericoloso. Abbiamo dovuto combattere tutto il pomeriggio per respingere l'avanzata dell'impasto nel tentativo di conquista della casa. Adesso trascorrerò la nottata a cercare di liberarmi dal suo abbraccio mortale: mi si è incollato addosso e non ha alcuna intenzione di mollare la presa.

Pizza1
Pizza2
Pizza3
Pizza4
Pizza5
Pizza6
TAG: pizza
00.07 del 07 Ottobre 2012 | Commenti (0) 
 
01 Vi racconto com'era
OTT Amarcord, Prima pagina, Blog e luoghi
La prima è una foto pubblicata oggi su Corriere.it e mostra quel che rimane del souk di Aleppo. Le altre le ho scattate io nel 2000 in quello che era uno dei bazar più famosi, belli, vivi ed estesi del mondo.

Dovete immaginare un labirinto infinito, molto angusto e buio, affollato da soffocare, nelle cui strettoie, fra migliaia di persone, riescono ad incrociarsi anche carretti trainati dagli asini con piccoli van motorizzati che riempiono i corridoi di monossido di carbonio.
Dovete immaginare di avere con voi solo pellicole ISO 100 ed essere senza flash, mentre cercate di farvi largo fra il buio e la penombra, annegando nella folla sterminata che vi travolge, vi risucchia, vi spinge e vi trascina non sapete più dove.
Dovete immaginare un caldo asfissiante, e rumore, molto rumore.
Dovete immaginare gli odori, i colori e il sudore.
Dovete immaginare il sangue, che dai banchi del girone infernale dei macellai scorre veloce lungo piccole canaline scavate nel terreno e si mescola con la polvere e bagna le scarpe.
Dovete immaginare il rito del tè, mentre trattate all'infinito per un tappeto, e siccome si è fatto tardi andate a comprare qualcosa da mangiare insieme al tappetaro col quale state trattando, lasciando lo zaino con le macchine fotografiche e i documenti in bella vista in mezzo al negozio, ché mentre state per afferrarli e portarli con voi lui vi fa segno di non preoccuparvi, di lasciare tutto lì, ché nessuno toccherà nulla. E naturalmente sarà così.
Dovete immaginare i grandi saloni sotterranei a volta, dove venite condotti per potervi lavare la mani, perché mangerete con le mani, e tutti vengono qua sotto a lavarsi, prima.
Dovete pensare che siete nel periodo del Ramadan, ed è il tramonto, e l'intero souk si riversa nei sotterranei per lavarsi, ché adesso si può iniziare a mangiare, e voi siete lì, con loro, in mezzo alle Mille e una notte, ed è tutto vero.
Dovete immaginare che quando uscirete, se troverete la via d'uscita dal labirinto infinito, tornerete a dormire al Baron Hotel, dove dormirono Agatha Christie e Lawrence d'Arabia, e i letti son sempre quelli, ché ad Aleppo il tempo si è fermato da sempre.

Dovete immaginare tutto questo.
Perché oggi non c'è più.

CorriereAleppo
Il souk di Aleppo oggi (fonte Corriere/Afp/Medina)
Aleppo01
Aleppo02
Aleppo03
Aleppo04
Aleppo05
Aleppo06
Aleppo07
Aleppo08
Il souk di Aleppo nel 2000. Il tappeto è ancora con me.
TAG: siria, aleppo
09.20 del 01 Ottobre 2012 | Commenti (2) 
 


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