Orizzontintorno Carlo Paschetto
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22 Nino non aver paura di sbagliare un (solo) calcio di rigore
NOV Viaggi fra le note
Scrivevo l'altro giorno che, mi piange il cuore a dirlo, l'ultimo album di De Gregori (gli ultimi dieci?) sembra scritto da un generatore casuale di Google basato sulle canzoni di De Gregori. Musica e testi.
Prendi la sua discografia, la metti in un frullatore e ottieni esattamente il medesimo risultato, ché l'ermetismo degregoriano sembra ormai essere semplice entropia nella migliore delle ipotesi, o l'ennesima replica automatica di una parte recitata a memoria, nella peggiore.

Poi, riflettendoci a freddo, ho pensato altro. In fondo questo disco non è che la dimostrazione evidente di un fenomeno che, ahimè, accomuna De Gregori a tutti i suoi colleghi interpreti di una generazione artistica ormai andata, che un po' ha inevitabilmente esaurito la vena, o è sempre più lì lì per, un po' non riesce ad adeguarsi ai tempi, né a far propri alcuni meccanismi commerciali attuali sfruttandoli a proprio vantaggio.

Il fatto è che De Gregori, e altri bravi artisti come lui, sembrano essere rimasti legati a una logica (apprezzabile o meno, a seconda dei punti di vista) morta e sepolta ormai da tempo: escono sul mercato solo quando hanno messo insieme quelle otto-dieci canzoni necessarie a giustificare un album completo. Così, quando ancora gli capita quel miracolo di avere nelle corde un pezzo degno di attenzione sentono il dovere di corredarlo con una manciata di brani dozzinali scritti col pilota automatico, ché gente come loro è comunque brava a far questo mestiere: son poeti, non sono top player stagionali fabbricati dall'industria musicale che domani andranno a giocarsela in qualche reality per VIP, e dunque buttar giù quattro note per gli scaffali di un centro commerciale che vuoi che sia.

Mettere in piedi un album degno di nota è sempre stato difficile: lo era negli anni '60 e '70, lo è stato ancor più negli '80, pur con mirabili e sempreverdi eccezioni uscite grazie alla vena di pochi e straordinari artisti. E per un album bello, il cui prezzo fosse giustificato almeno dal cinquanta per cento del contenuto, quanti pallosissimi ne abbiamo comprati solo perché trascinati dal singolo di successo, o dal nome in copertina del nostro autore o band preferiti.
Poi sono arrivati iTunes & c. e ciao: il mercato è stato travolto. La disintegrazione totale degli album e l'acquisto parziale delle tracce non sono più stati un tabù: sarei curioso di vedere i dati (e con un po' meno pigrizia e un po' più di tempo potrei forse trovarli rapidamente su internet), ma a pelle scommetterei che fatto cento il mercato legale on line (che mi risulta abbia abbondantemente sorpassato la vendita materiale dei cd), novantacinque sia dovuto alla vendita di brani singoli.
E dunque, che te ne fai di sbatterti tanto per uscire con otto brani, di sette dei quali non rimarrà traccia alcuna nemmeno nelle classifiche di vendita dei prossimi sei mesi, quando ti chiami De Gregori e dài, lo sai anche tu per primo, di pezzi tutto sommato spacciabili ne hai solo uno in canna?

Poi possiamo anche parlare del fatto che pure quel pezzo sia in realtà il solito minestrone che hai sul fuoco da trenta e passa anni. Ma siccome sei De Gregori, ti amo da che ancora mi cantavi che Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina, con le tue canzoni ho limonato duro e pianto infinite nottate per innumerevoli amori adolescenziali, e a uno che ha scritto Compagni di viaggio che vuoi che gli dica, per me è e sarà sempre il Principe, ecco, siccome tutto questo, chiuderò un occhio e farò finta che Sulla strada sia un singolo straordinariamente originale, innovativo, trascinante e assolutamente immancabile nella mia collezione (dei tuoi album).
TAG: de gregori, sulla strada
14.31 del 22 Novembre 2012 | Commenti (1) 
 
22 M'avessero proposto un Civati, per dire
NOV Politica, Prima pagina, Segnalazioni
Alle primarie (del centrosinistra) questa volta non andrò a votare. Tant'è, il cambiare le regole in corsa - complicandole, se possibile - non mi è piaciuto, indipendentemente da chi favoriscano le nuove, argomento di discussione a sua volta.
A parte ciò, non mi piace Renzi e non ho voglia di spendere un post per spiegare il perché: facciamo che non mi piace e basta; e Bersani, che in passato ho apprezzato e del quale ho stima (ma non dimentico il dietrofront davanti alla lobby dei tassisti), ha già perso. Perso nei confronti di questo Paese, intendo: perso insieme a tutti quelli che ci hanno già provato, a prescindere dallo schieramento di appartenenza.

Detto ciò, vi segnalo due interventi parecchio interessanti, uno del Post a sostegno di Renzi e uno di Leonardo in favore di Bersani. Siccome (è noto che) amo Leonardo e ho grande considerazione della banda del Post, consiglio la lettura di entrambi.

Detto delle primarie, questo blog è sempre stato schierato abbastanza apertamente e personalmente non ho mai mancato un appuntamento al voto. A 'sto giro, francamente, per il momento vince parecchio la voglia di emigrare.
A marzo (?) si vedrà, magari ne riparleremo.
TAG: primarie, elezioni, bersani, renzi
13.41 del 22 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
18 Ouverture
NOV Spostamenti
E intanto siamo siamo andati a caccia della prima neve di stagione. Copertura quasi continua a partire dai milleottocento. Temperatura a duemila metri: meno uno punto cinque. Insomma, noi siamo pronti.

Splugen1
Splugen2
Splugen3
Splugen4
Splügenpass, 18 novembre 2012. Pietra su neve. Tato grande was here.
TAG: Spluga
22.35 del 18 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
18 Piantagioni di banane sulla Luna
NOV Mal di fegato, Prima pagina
Non è al momento dato sapere se l'idiozia stia in una notizia assurda pubblicata senza verifica, o in una vera proposta che immagino frutto di una sbornia di gin tonic.
Considerate le alternative, lo sconforto mi impedisce di verificare.

NeveOstia
19.42 del 18 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
14 Lui torna e io torno a vederlo
NOV Viaggi fra le note, Segnalazioni
A due anni di distanza, l'appuntamento questa volta sarà per il 23 luglio 2013 a Padova.
Alle nove di questa mattina hanno aperto la prevendita. Alle nove e sei minuti mi sono arrivate nella mailbox le ricevute d'acquisto di due biglietti tribuna centrale numerata primo anello: questa volta ho preso la posizione migliore in assoluto, ché lo scorso anno me lo ero ripromesso, se mai si fosse ripresentata l'occasione.

Si è ripresentata. E io ci sarò, di nuovo.

TheWall2
TAG: the wall, roger waters, pink floyd
13.59 del 14 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
05 War games
NOV Web e tecnologia, Coffee break
La mia scrivania in questo momento, da sinistra a destra: un Sony Vaio VPCW21Z1E con installazione di Ubuntu 12.04 in progress (che va a rimpiazzare un Windows 7), un MacBook Pro con Mountain Lion (e varie altre partizioni gestite con VirtualBox) che è poi il mio notebook principale, un Dell XPS 1210 con installazione di Windows 8 in progress (che va a rimpiazzare un Windows XP SP3), un vecchio IBM Thinkpad T30 che monta Windows XP SP3, regalato a Tato grande, sul quale sto facendo un po' di prove di software per parental control.

Mi vien quasi voglia di tirar fuori anche gli altri tre che ho nell'armadio e metter su, chessò, OS2.

Desktop
TAG: notebook, sistemi, Windows 8, ubuntu
00.43 del 05 Novembre 2012 | Commenti (1) 
 
05 Sei emmezzo, va'
NOV Masterchef
Diciamo che la prima assoluta della mozzarella in carrozza poteva andare meglio: ai Tati è piaciuta assai, ma per la verità, nonostante la friggitrice, è venuta un po' molle. A me pareva dovesse venire croccante.

Fra l'altro mi ero comprato mezzo chilo di pan grattato, che però poi ho dimenticato di usare, anche perché in effetti nella ricetta non ne parlava. Eppure, avrei giurato che nell'impanatura ci volesse. Mah.
Questa volta mi sento di poter dire che abbiamo parecchio da migliorare.

Mozzarella1
Mozzarella2
TAG: mozzarella in carrozza
00.26 del 05 Novembre 2012 | Commenti (0) 
 
03 Come la scia di una nave
NOV Running
Prologo: questo è uno di quei post che nessuno arriverà mai a leggere fino in fondo. Ma devo riassumere alcune cose mie, per fare un po' d'ordine. E dove lo faccio, se non sul mio blog?

Qualche giorno fa Calexandrìs ha scritto qualcosa che ha fatto un po' il giro di una certa parte dell'internet che corre con le scarpette, e non solo. È stata ripresa su Twitter, rilanciata su FriendFeed e credo sia arrivata anche dalle parti di Facebook.
Io ho corso con Calexandrìs e già solo questo la rende una persona speciale, perché non ho mai corso con nessun altro: sono un runner irrimediabilmente solitario, ma se sto scrivendo questo post, e se sono di nuovo in strada a macinar chilometri dopo due anni di stop, lo devo un po' anche a lei. Ma non è di questo che voglio parlare.
Quel che vorrei è prendere spunto da quel che ha scritto lei per spiegare perché corro io.

Quasi cinque anni fa raccontai proprio fra queste pagine la mia prima volta in tuta e scarpette e aprii una categoria nel blog per raccogliere i miei post sulla corsa. Il registro era volutamente autoironico: prendermi in giro, condividere pubblicamente quelle prime dannatissime settimane di assurda sofferenza mista ad esaltazione adolescenziale - o meglio, da quarantenne invasato - fu la chiave che nell'arco di due anni mi permise, partendo completamente da zero, di arrivare a correre una maratona in quattro ore preparandomi esclusivamente da solo.
Chi segue questo blog da tempo conosce l'epilogo: dopo la maratona di Milano dell'aprile del 2010, complice qualche problema fisico, un previsto calo motivazionale dovuto alla preparazione intensissima delle ultime settimane e alcune difficili vicende personali, un po' alla volta smisi di correre. All'inizio pensavo fosse solo un momento di pausa inevitabile dopo due anni continui e tiratissimi; pian piano diventò un tunnel dal quale non riuscii più a uscire, salvo due o tre tentativi di ripresa a distanza di mesi, andati presto a vuoto dopo solo poche settimane. Semplicemente, erano venute meno in un colpo tutte quelle ragioni che mi avevano portato a correre e solo il riverificarsi delle medesime condizioni avrebbe potuto rimettermi in moto una seconda volta.

Del correre ho dunque scritto tanto in passato. Quel che non ho mai scritto, però, è perché davvero io abbia iniziato a correre. E del perché, ancora oggi, corro - sì, ho ripreso ormai da un po', e ho corso (anche) con Calexandrìs. Ma a questo arrivo più avanti: se vi va di ascoltare questa storia, mettetevi comodi. ..
[Continua a leggere]

TAG: toorx, trx 90, running
00.28 del 03 Novembre 2012 | Commenti (1) 
 


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