Orizzontintorno Carlo Paschetto
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29 Scusate se insisto
MAR Pollice verde
Poi cambio argomento, giuro. È solo che ne sono particolarmente orgoglioso :-)

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TAG: tulipani, giacinti, fiori, giardinaggio
09.51 del 29 Marzo 2012 | Commenti (2) 
 
27 Quasi cinquenne vs. Oméro
MAR Mondo piccolo
- E questo, Tata, è Hermes, il messaggero degli dèi.
- Ma papà, porta i messaggi?
- Sì Tata, agli eroi achei.
- Ma lavora anche il mercoledì?
10.19 del 27 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
25 Esplode di colpo la mia seconda stagione
MAR Pollice verde
Dunque, a questo punto direi che siamo proprio in anticipo e peraltro ho alcune conferme e qualche nuova lezione da imparare. Innanzitutto, che il prossimo inverno farò bene a inventarmi una piccola serra per tenere i vasi al riparo dal gelo, perché è evidente che danni ce ne sono stati.
Adesso, comunque, alla faccia del calendario qui è tutto un gran fiorire come fosse primavera avanzata, per non dire inizio estate.

I giacinti, come previsto, pare proprio che non ce l'abbian fatta: ho ancora qualche bulbo che butta lunghe foglie, ma le punte sono irrimediabilmente gialle. I tulipani olandesi invece, nonostante qualche foglia bucata e spaccata, sembrano aver superato la prova abbastanza bene e stanno sbocciando alla velocità della luce. In pochi giorni ne sono apparsi improvvisamente una decina.
I giacinti non sembrano in gran forma: ho già estirpato un paio di bulbi andati e sembrano mosci mosci, per non dire marci. Ho il dubbio di aver dato loro troppa acqua nelle ultime settimane, ma d'altra parte con 'sto clima assurdo è anche difficile capire quando e quanta darne in generale. Di giorno ci son spesso punte di 25°, di notte si sta attorno ai 10°-12°.
Quel che è certo è che i muscari, la novità di quest'anno, bevono un casino. E che nonostante le punte delle foglie ingiallite e secche, ormai da due mesi, vengon su che è un piacere. Mi piacciono i muscari, mi piacciono proprio, mi ci sono affezionato.

E poi le viole, che buttano alla grande e profumano l'aria attorno: han superato bene l'inverno e si stanno allargando a cascata oltre l'orlo dei vasi. Ogni tanto do loro una sfoltita, anche perché tendono a marcire un po' alla base (di nuovo, troppa acqua forse?) e continuo ad avere un po' il timore che mi soffochino i fiori da bulbo che stan venendo su da sotto.

Insomma, nonostante tutto potrebbe essere una primavera con una gran fioritura multicolore, ma vista l'esperienza dello scorso anno e l'anticipo di questa stagione ho l'impressione che nulla di tutto questo durerà abbastanza da vedere l'arrivo dell'estate. Bisogna che inizi a pensare ad un ricambio attorno a giugno.

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I tulipani olandesi se la stanno cavando bene...
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I giacinti invece sembrano proprio andati...
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I muscari sono la novità di quest'anno
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I narcisi van così così... speriamo!
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Ed è un gran fiorire e profumo di viole!
TAG: narcisi, giacinti, muscari, tulipani, viole, vasi, giardinaggio
13.33 del 25 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
18 Ho preso installato la Metro
MAR Web e tecnologia
Durante uno dei miei attacchi nerd serali mi son creato una nuova partizione sul Mac con VirtualBox per installare e provare la customer preview di Windows 8. Del resto, con 750Gb di disco e 8Gb di RAM, se non ci faccio un po' di chiasso attorno (cit.) che gusto c'è? Già ho altre due partizioni per far girare all'occorrenza XP e Ubuntu: vuoi non metter su anche l'ultimo nato in casa Redmond per godere un po' della nuovissima interfaccia Metro?
Fra parentesi, dovete anche spiegami perché spendete tutti quei soldi per comprare Parallels o VMWare, visto che VirtualBox è gratuito e funziona come un orologio.

Comunque.

Il colpo d'occhio, confesso, è accattivante. Quasi quasi ci si rimane anche un po' male, soprattutto se si è passati ad Apple un anno fa fuggendo da vent'anni di Microsoft, tagliandosi tutti i ponti alle spalle e bruciandosi la terra attorno: niente più Windows nemmeno sul telefono e sul disco di rete, riformattate tutte le vecchie unità di backup, piallato anche il netbook Vaio (sul quale ora gira Ubuntu).
Fatto sta che quei buontemponi degli eredi di Bill Gates, dopo un'intera epoca di noiosissimi sistemi impiegatizi, hanno sfornato 'sta roba fatta a tile, le mattonelle colorate, stravolgendo completamente il paradigma delle tradizionali interfacce Windows.

Ed è così innovativa, in effetti, che si rimane un po' spiazzati. Tipo, dov'è la solita roba? E i miei file? E il desktop?

I primi passi dentro l'interfaccia Metro non sono così immediati, né intuitivi, perlomeno per chi vi arriverà da sole esperienze dei precedenti sistemi Microsoft, Seven compreso. Windows 8 è un sistema sviluppato per offrire un'esperienza utente completamente differente dai suoi predecessori, ma d'altra parte assolutamente familiare a chiunque utilizzi uno smartphone, soprattutto di casa Apple o sviluppato su Android. In pratica è evidentemente un sistema nato per girare in ambiente touchscreen e basato su "app": ogni mattonella una app.
Il problema principale, a mio avviso, è che l'utente classico di un pc usa il proprio computer con un approccio mentale differente da quello con cui utilizza un tablet o lo smartphone e siamo ancora lontani (ammesso che abbia mai davvero senso arrivarci) da un mercato di computer portatili con touchscreen integrato. Metro non è particolarmente amichevole (o perlomeno non sembra esserlo in questa customer preview) verso il tradizionale uso del mouse e per quanto si possa essere abituati a un approccio simile sul proprio telefonino, non lo si è affatto nel colloquiare con il computer. È un modo di interagire non intuitivo e lipperlì un po' fastidioso, soprattutto volendo accedere alle risorse di sistema per via tradizionale attraverso l'uso del file system.
Il vecchio modus operandi e l'ambiente desktop tradizionale sono in ogni caso sempre disponibili: almeno nella preview è possibile uscire da Metro attraverso un tile specifico che apre un'interfaccia simile a quella di Seven.

Tablet e notebook avranno sempre più destinazioni d'uso diverse e i primi non divoreranno il mercato dei secondi, al massimo ne assorbiranno una quota. Il personal computer diventerà più orientato a un uso tecnico che necessita di tastiera fisica e device specifiche di puntamento, mentre il tablet monopolizzerà probabilmente il mercato del largo consumo, rimpiazzando il pc presso l'utenza di fascia media e generalista.
In questo scenario Windows 8 punta all'integrazione dei sistemi, alla convergenza fra fisso e mobile e all'armonizzazione dell'esperienza utente fra device di natura diversa, ma in prima battuta (sicuramente a torto) non mi convince del tutto. È vero del resto che è un po' la strategia che la stessa Apple sta facendo all'interno di un ormai avviato processo di convergenza fra Mac OS e iOS, probabilmente con l'obiettivo di arrivare a sviluppare varianti diverse di un unico sistema operativo in grado di girare su mezzi diversi, computer, tablet o telefoni che siano, garantendo così agli utenti continuità d'uso e semplificazione estrema del dialogo.
Di per sé, in effetti, una strada abbastanza ovvia. Probabile però che abbia maggior presa, come sempre, sui nativi digitali di ultima generazione cresciuti a pane e smartphone, piuttosto che verso coloro che viaggiano da anni col pc nella borsa.

Windows8
L'interfaccia Metro per PC


TAG: windows 8
23.52 del 18 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
17 I reumatismi, signora mia
MAR Pollice verde
Insomma, siamo ancora in inverno ma qui è tutto un fiorire con largo anticipo. E non va mica bene, no, ché i giacinti, per dire, han tutte le punte delle foglie ingiallite e quell'unico pazzo che è già fiorito è uscito moscio moscio, come si fosse appena svegliato dopo una sbronza serale micidiale di fertilizzante.

E i muscari? Sì, anche loro: stan fiorendo a razzo, ma han tutte le foglie secche in punta.
E i tulipani? Foglie grandi quest'anno, ché son pure bulbi importati dall'Olanda, ma alcune secche secche, altre spaccate in mezzo. Stanno iniziando a germogliare le corolle, ma la situazione non mi piace per nulla.

Le viole no, han superato l'inverno abbastanza bene tutto sommato, loro. Ho sfoltito qualche cespuglietto un po' marcito, ma per il resto stan colorando alla grande tutta la terrazza. Son state un buon investimento per far compagnia ai bulbi.

Mi prendo un Optalidon, va'.

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TAG: fiori, tulipani, giacinti, viole, giardinaggio
12.27 del 17 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
16 Adesso spengo la luce e così sia
MAR Amarcord, Viaggi fra le note, Prima pagina
Passata l'istituzionale ondata mediatica ed emotiva, due righe in sordina su Dalla quasi quasi le scrivo anch'io, ché fino a ieri era fin troppo facile. D'altra parte, come sempre in questi casi, tutto e fin troppo è stato detto e scritto, e a quel che forse sarebbe piaciuto a me aggiungere ha già provveduto in modo assai più meritevole d'attenzione il sempre ottimo Leonardo scrivendo quel che per me è uno dei suoi migliori post degli ultimi anni.

Da (credo) coetaneo di Leonardo, Dalla per me è stato e inevitabilmente rimarrà quello di Com'è profondo il mare e di quei tre incredibili e geniali album venuti dal nulla - perché, non raccontiamoci balle da post-intellettuali de Il mucchio selvaggio: non saran certo davvero Terra di Gaibola e Anidride Solforosa a rimanere scolpiti nella pietra, ammesso poi che della musica pop italiana degli ultimi quarant'anni, salvo rarissime eccezioni, qualcosa meriti davvero di sopravvivere oltre le celebrazioni di un centenario.
E peraltro, prima, mica scriveva lui per l'appunto. Gliele scrivevano.

E non è solo il botto di Com'è profondo il mare. Prendi Quale allegria, ad esempio. Prendi Milano, poi prova a riascoltare Luci a San Siro e, se sei milanese, dimmi per te quale delle due è Milano (e sì, lo so che son temi diversi, grazie, ma se sei milanese Luci a San Siro è anche Milano).
E considera che quello è stato solo il riscaldamento, lo stretching prima di sparar fuori Stella di mare, per dire. A parte L'anno che verrà, sempre troppo sottovalutata e confinata, col passar degli anni, a far da colonna sonora ai tristi veglioni di fine anno negli hotel tre stelle delle località di villeggiatura montane, replicata da sciagurati pianisti di piano bar che De Gregori si rivolterebbe nella tomba, fosse morto anche lui (lunga vita, Francesco, intendiamoci: almeno tu).
E poi Futura, certo, rispetto alla quale però ho sempre avuto qualche perplessità su quella virata di armonia intermedia che un po' ti pianta lì in mezzo e vabbè.

Io però sarò sempre legato a Dalla per due canzoni in particolare, che a loro volta son legate a due momenti ben precisi della mia esistenza. Ché le istantanee davvero importanti della vita, quelle che ti segnano e che viaggeranno per sempre con te, per qualche ragione occulta portan sempre con sé una qualche musica, e questo è quel che avevo voglia di scrivere, da un po' di giorni.

Come sa chi mi segue da tempo qua dentro, nei mesi che ho trascorso e vissuto a Warszawa ho scritto parecchio di musica e della colonna sonora che accompagnava le mie giornate invernali nella capitale polacca. Eppure, a distanza di anni ormai, son due i brani che mi son rimasti in testa e che, inevitabilmente, io associo a quei giorni (e che, quando avrò tempo di montarlo, finiranno nel cortometraggio al quale lavoro da mesi sulla mia Warszawa): Via Paolo Fabbri 43 di Guccini, che ascoltavo ogni mattina uscendo dalla mia casa in Chmielna e che era il mio buongiorno alla città, e Il cucciolo Alfredo di Dalla, che per qualche ragione inspiegabile ascoltavo sempre di sera sull'autobus, mentre rientravo dal lavoro.
Così, se riascolto Il cucciolo Alfredo e chiudo gli occhi, rivedo quell'autobus, e le luci dei grattacieli e del traffico, e avverto ancora il freddo pungente del gennaio warszawianin che cerca di infiltrarsi sotto al giaccone. E mi chiudo nel mio mutismo e nella malinconia, ché il ricordo di quei giorni, per quanto, mi accompagnerà a lungo ancora, temo per sempre.

E ho un'altra storia.

Anni fa, parecchi anni fa, diciamo quasi trenta, c'era una ragazza con dei capelli chiari lunghissimi, ricci, che le scivolavano lungo le spalle. Mi fissava con quello sguardo sempre un po' assente e di traverso e occhi grigi, quasi trasparenti, in cui annegavo ogni volta.
Io credo che lei non ricordi affatto, ormai più, quanto ho pianto poi. Per dir la verità durante, ché poi, alla fine, in effetti lacrime non ne avevo più. Lo aveva capito con un paio d'anni di ritardo, troppo tardi per scoprire che avevo ragione, e amen, che col senno di poi ci potremmo asfaltare il pianeta tutto. E c'è comunque un motivo per cui io Londra, tutto sommato, non l'ho mai amata davvero, nemmeno a prescindere.

C'era questa ragazza e ci sono anche voluti parecchi anni, dopo, per eliminare anche le tracce più nascoste di tante cose, comprese quelle visibili solo al luminol, metaforicamente parlando, intendiamoci.
Quei giorni di quasi trent'anni fa sul piatto del giradischi, un Technics niente male che è rimasto dove non dovrebbe essere rimasto - ma dalle cose a un certo punto, soprattutto da certe cose, bisogna sapersi anche separare - sul piatto, dicevo, girava spesso Cara.
Perché, per me, Cara era lei.

"Quanti capelli che hai, non si riesce a contare, sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli ci si può fidare."

No, non ci si poteva fidare. Ho impiegato tanti anni per capirlo.
TAG: dalla
13.46 del 16 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
04 Berlino, ci son stato con Bonetti
MAR Viaggi fra le note, Amarcord
Comunque, buon compleanno (e non era Berlino, ma cose che tu ed io sappiamo).
TAG: dalla
21.00 del 04 Marzo 2012  
 
04 Acciacchi di stagione
MAR Pollice verde
La stagione anomala sta facendo qualche danno. O almeno, do la colpa alla stagione, ma magari la calamità è la mia proverbiale carenza di pollice verde, nonostante questi due anni di apprendistato faccio-da-me.
Sta di fatto che nel giro di una quindicina di giorni siamo passati da meno dieci, e neve a ricoprire i vasi, a più ventiquattro, e temo che l'escursione termica lunare non abbia particolarmente giovato ai nostri bulbi, che mostrano segni inequivocabili di sofferenza.

Tulipani, giacinti e tutto quel che abbiamo qui stanno all'improvviso germogliando a velocità percebile in tempo reale: qualche centimetro nel giro di due o tre giorni, per dire. Solo che le foglie vengon su spaccate, o seccano progressivamente in punta. Non mi piace per nulla.
Le provvidenziali amiche dei gruppi di discussioni di FriendFeed sul giardinaggio diagnosticano gelo penetrato nel terreno e pronosticano una possibile stabilizzazione del fenomeno, ma io sono preoccupato assai.
Insomma, indosso il camice bianco e lo stetoscopio, e mi accingo a trascorrere le nottate al capezzale delle malate.

Di buono c'è che, come mi era stato predetto, i fiori da bulbo han bucato il tappeto di viole e si stan facendo largo a gomitate nella giungla che li ostacola. Se riusciamo a recuperare la situazione e a tener duro è capace che quest'anno assistiamo a una gran bella fioritura.

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TAG: fiori, tulipani, giacinti, viole, giardinaggio
11.31 del 04 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 
03 Intanto apriamo una nuova categoria
MAR Masterchef
Il team Tati + papà presenta la prima generale de "Il salame di cioccolato", fatto tutto a manina (senza nemmeno una frusta a manovella, per dire).

salame
TAG: salame al cioccolato
21.17 del 03 Marzo 2012 | Commenti (1) 
 
03 Italiani brava gente
MAR Prima pagina, Mal di fegato
Questo è il Paese il cui principale quotidiano nazionale, il giorno dopo la scomparsa di uno dei suoi artisti di maggior fama, corre immediatamente a fargli i conti in tasca in prima pagina, ancor prima che sia celebrato il suo funerale.

Ma, soprattutto, è il Paese in cui i lettori del quotidiano sopra citato commentano così i suddetti conti in tasca.

dalla
TAG: dalla
21.02 del 03 Marzo 2012 | Commenti (0) 
 


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