Orizzontintorno Carlo Paschetto
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30 Centodieci/33: Roma (w/Tati)
LUG Centodieci
A parte l'esserci stato ennemila volte, a Roma mi è capitato pure di viverci per parecchi mesi, fra il '97 e il '98. Epperò era parecchio che non tornavo: l'ultima volta direi tre o quattro anni fa per lavoro, al solito in giornata.
Avevo intenzione da mesi di portarci i Tati - ché non esiste che 'sti bimbi avessero visto Tokyo e Parigi ma non la Capitale - e in effetti avevamo programmato una spedizione per il ponte del primo maggio, ma poi la febbre, le solite cose da bambini, eccetera, e la breve vacanza era saltata proprio all'ultimo minuto.
Così abbiamo rimediato a metà giugno, nel weekend dopo la chiusura delle scuole, e io ne ho approfittato sia per mettere un'altra bandierina al Progetto 110, ché di Roma non avevo una foto che fosse una, sia per fare una cosa che a Roma, nonostante tutto e per quante volte ci fossi stato, non avevo mai fatto prima: il turista.

Misurarsi con una città come Roma con due bambini di 5 e 8 anni, volendo darne loro un'idea abbastanza completa in un solo weekend senza rompergli inutilmente le scatole - ché le città d'arte, di base, non è che siano proprio la meta ideale per i bambini piccoli - e cercando di farli divertire ed appassionare, richiede un po' di preparazione. Ho dunque studiato un po' e ho chiesto aiuto agli amici e genitori romani nella comunità dei miei follower su FriendFeed, che mi hanno dato qualche preziosa dritta per programmare un itinerario a prova di piccoli viaggiatori.

Sono tornato con parecchie cose da scrivere, sia sulla Città eterna a misura di bambini, sia soprattutto sul viaggiare in Italia, oggi, da turista: esperienza che non facevo da un bel po' e che mi è parsa parecchio frustrante. Ma, come spesso mi accade da qualche mese in qua, un po' mi è poi venuta meno la voglia di riordinare con calma le idee qua dentro, un po' c'è che al solito ho lasciato altrove (su FriendFeed in particolare) le impressioni del momento e le battute al volo.

Comunque, non sia mai che lasci un post Centodieci privo di adeguati commenti.
E dunque Roma, Caput mundi. Coi bambini, innanzitutto, che nel caso abbiate programmi simili magari vi torna utile.

Pomeriggio del primo giorno, San Pietro: subito, pronti e via. Grande entusiasmo nel varcare almeno trenta volta la frontiera con Città del Vaticano, saltando di qua e di là della linea di confine. Assai gettonato anche il punto di Piazza San Pietro dal quale il colonnato del Bernini appare formato da una sola fila di colonne: ci siam dovuti tornare tre volte.
Tata piccola decisa ad affrontare i cinquecentotrenta gradini per salire in cima al Cupolone, Tato grande deciso alla separazione fraterna: ci si accorda infine per un gelato e per mandare le cartoline "dall'estero". A sorpresa il grande chiede di andare a visitare la Cappella Sistina, ma le prenotazioni sono chiuse e affrontare la coda degli sprenotati è improponibile, a meno di essere giapponesi avvezzi a corsi estremi di sopravvivenza.
Seconda giornata dedicata alla Roma classica: nella classifica personale dei bambini va in testa la Fontana di Trevi. Sul podio, il grande le affianca il Colosseo, cercando di immaginare dove tenessero i leoni, la preferenza della piccola va invece alle tombe dei re al Pantheon (!). Naturalmente, impossibile evitare la coda alla Bocca della verità, una delle attrazioni irrinunciabili per i bambini. Ci tornerò peraltro più avanti nel post, per altre ragioni. Si chiude con una bella passeggiata al Gianicolo per vedere il panorama sulla Capitale, ma se riuscite a incastrare meglio il programma potrebbe valer la pena portarci i bambini a mezzogiorno, per assistere al tradizionale sparo del colpo di cannone.
Terza giornata, infine, per due tentativi a vuoto: Museo dei bambini e Museo degli strumenti musicali al Parco della musica di Renzo Piano. Il lunedì sono entrambi chiusi. Benvenuti in Italia. Finiamo dunque il nostro tour con una classica visita al Bioparco, che comunque è sempre ben apprezzato dai più piccoli.

Serate trascorse sempre molto piacevolmente in Piazza Navona, fra artisti di strada di varia estrazione. Tati particolarmente entusiasti dei pittori che usano le bombolette spray: mi è toccato passarci ore e son dovuto pure venire via con un classico Colosseo nippo-kitsch che lascio alla vostra immaginazione.

Fin qui, insomma, quanto utile ai fini del Touring Club. C'è poi anche Roma, sassi a parte...
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TAG: roma
02.14 del 30 Luglio 2012 | Commenti (0) 
 
29 Tweets
LUG
Follow thinkice_it on Twitter

00:27:19 Che poi, in vista del prossimo travel log, devo verificare che il giro Twitter > Blog > FriendFeed funzioni ancora. Dunque, prova. [FF]

00.27 del 29 Luglio 2012 | Commenti (1) 
 
16 Cominciamo bene
LUG Travel Log: Ucraina e Moldova
Ho un hotel a Tiraspol. Per dire. Adesso devo solo trovare il modo di arrivarci, a Tiraspol. Immagino non sarà più difficile di arrivare a Stepanakert.

Spero.

Transnistria1
TAG: tiraspol, transnistria
21.22 del 16 Luglio 2012 | Commenti (1) 
 
16 Back (in)to thin air
LUG Viaggi verticali
E così, la scorsa settimana, i Tati ed io siamo tornati per il terzo anno consecutivo a piantar la tenda nel nostro buen retiro di Valnontey. E ogni volta che, salendo in macchina, passo quell'ultima curva prima che la strada si interrompa, proprio al confine del Parco nazionale, e i ghiacciai del Gran Paradiso mi appaiono all'improvviso, ecco, io mi sento a casa.
Io sono tornato a casa.

Sono partito senza macchina fotografica, questa volta. Avevo con me un piccolo pannello solare a cui attaccare l'iPhone (e l'iPad), giusto a sottolineare che tant'è più passano gli anni e più la tecnologia ormai mi accompagna in ognidove. E comunque a quello mi sono affidato per portarmi a casa qualche immagine anche questa volta delle nostre avventure in alta quota e, soprattutto, dei filmati di ottima qualità, ché per i video, va detto, l'iCoso è davvero spettacolare.
Per il resto nulla: lassù siamo sempre in (quasi) isolamento. Niente corrente elettrica, i nostri sacchi piuma, un paio di fornelletti per preparare la colazione e la cena, ché a mezzogiorno si va di pranzo al sacco. Poca, pochissima gente, qualche camoscio che viene a trovarci durante il giorno. Quest'anno non si è vista la nostra amica volpe che nelle scorse occasioni si era più volte intrufolata di notte sotto alla tenda per rubare un po' di cibo.
E poi lunghe camminate, i Tati sono andati a cavallo, io mi sono staccato dal mondo.
È stata anche una settimana parecchio piovosa a tratti, soprattutto di notte l'acqua e i temporali ci han dato dentro, ma la nostra tenda ha tenuto alla grande.

Valnontey ha sempre la straordinaria capacità di farmi sentire lontano anni luce da ogni altra cosa nell'universo e di comunicarmi un senso di pace assoluta. E ritornare giù in pianura è ogni volta uno strappo. Non solo per me.
Se c'è una cosa di cui sono felice è di esser riuscito in questi anni a comunicare ai Tati quel senso di libertà assoluta e di appartenenza totale a questo paradiso terrestre che questi luoghi mi trasmettono da sempre.

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Il nostro campo in Valnontey
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Valnontey e il gruppo del Gran Paradiso sullo sfondo
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Visite consuete al nostro campo...

Sono passati ventisette anni da quando nel 1985 percorsi per la prima volta questa valle per salire la cima del Gran Paradiso con Eugenio e Roberto. Era il mio primo quattromila e quanti ne sono seguiti poi, anche se ci vollero otto anni prima che tornassi a misurarmi con l'alta quota.

Gli scorsi mesi ho completato la digitalizzazione del mio vasto archivio di diapositive, che copre vent'anni di viaggi e salite alpinistiche. In attesa di rinnovare completamente l'archivio fotografico di questo sito (lavoro che, al solito, mi porterà via mesi), sono dunque potuto andare a recuperare alcuni scatti di quella indimenticabile e straordinaria avventura dei miei vent'anni.
E no, non ce l'ho una foto sulla cima. Mi fermai alcuni metri sotto, giusto il tempo di fotografare il mio amico Roberto a fianco della madonnina di vetta, ché stava per scatenarsi il temporale e dovemmo letteralmente fuggir via da quell'ammasso di cumulonembi che stava per avvolgerci.

Così, tiro fuori le foto d'archivio con un po' di inevitabile nostalgia e colgo l'occasione anche per mostrarle ai Tati.

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Il nostro campo a Valnontey nel 1985, in primo piano il titolare qui a vent'anni...
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1985, salendo al Gran Paradiso, sotto al ghiacciaio della Tribolazione
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Sotto al colle dell'Ape, io in primo piano, Roberto in testa alla cordata
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Ancora 1985, Eugenio sale gli ultimi metri a quota quattromila sotto alla cima
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La cima del Gran Paradiso

E, parlando d'alta quota, abbiamo approfittato del primo giorno di bel tempo pieno, tirato su zaini e giacche a vento e siam partiti per Chamonix, ché dopo tutti questi anni era l'ora che i Tati mettessero piede anche sul Monte Bianco, facessero il loro record di quota e respirassero a pieni polmoni quell'aria sottile che fa così parte della mia vita.
La missione è stata un successo: Tati emozionati e felici a giocare sulla neve d'estate per la prima volta in vita loro e a toccare con mano uno dei terreni d'azione preferiti del papà; tempo (quasi) splendido.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che esco ai tremilaottocento dell'Aiguille du Midi, metto il piede sulla cresta che scende alla Vallée Blanche e vedo la traccia sul ghiacciaio che risale il fianco settentrionale del Tacul, attraversa il muro del Maudit e arriva sulla cima del Bianco, quel che provo non ho parole per.

Né ci provo, a dirvelo.

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L'attacco della cresta dell'Aiguille du Midi e le Grandes Jorasses sullo sfondo
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Mont Blanc du Tacul: son passati ormai diciotto anni dalla mia salita
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Plan de l'Aiguille, Chamonix
TAG: valnontey, aiguille du midi, plan de l'aiguille
01.03 del 16 Luglio 2012 | Commenti (1) 
 
15 Non c'è due senza tre
LUG Masterchef
In attesa di riprendere gli esperimenti con il mondo vegetale al termine della stagione estiva, proseguo i miei altrettanto maldestri tentativi di avvicinamento alla cucina che, tutto sommato, anche in questo caso hanno dato risultati abbastanza apprezzabili.

Così, ero al supermercato che mi aggiravo fra i banchi della verdura alla ricerca di qualche confezione pronta di insalata monodose per single, quella roba che costa tipo seimila euro al chilo, che se invece comprassi normalmente sciolta e me la pulissi da solo ne costerebbe sei.
E insomma, ero lì che giravo trascinando stancamente il mio carrello quando mi sono imbattuto in questi. Ho preso l'iCoso, ho dato un'occhiata a internet per capire di cos'altro avessi bisogno e ho messo dentro.

Una volta imparato a pulirli e a togliere i pistilli senza distruggerli, tutto il resto è stato piuttosto semplice.
L'unica cosa, dovessi proprio dire, li ho fritti troppo. Considerando che è la prima volta in vita mia che friggo qualcosa che non sia un surgelato pronto da buttare in padella, be', posso stringermi la mano da solo.

Fiori1
Fiori2
TAG: fiori di zucca
19.15 del 15 Luglio 2012 | Commenti (1) 
 
01 Nuovo compagno di viaggio
LUG Web e tecnologia
Alla fine ho ceduto anche io. Solo qualche mese fa, dopo alcune settimane di utilizzo, scrivevo che mi sembrava se ne potesse tranquillamente fare a meno, ma la verità è che più l'iPad è andato a coprire (quasi) ogni mia necessità tecnologica, più ha iniziato a farsi strada l'esigenza di una tastiera vera e propria.
Così, in procinto di portare Orizzontintorno in trasferta come da tradizione estiva, ho pensato di alleggerirmi del tutto e di tentare il passo definitivo, lasciando a casa anche il (già!) vecchio piccolo netbook Vaio (che ormai uso solo per esperimenti con Ubuntu) e partendo con il solo iPad.

Per trasferire le fotografie dalla Canon userò l'adattatore USB e le scaricherò temporaneamente su Dropbox. La postproduzione conto di affidarla alla mini versione light di Photoshop per iPad, almeno per quanto riguarda gli inserimenti delle immagini sul blog. La tastiera Bluetooth della Logitech mi sarà utile se avrò tanto da scrivere.

Insomma, proviamo.

Logitech1
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Logitech Ultrathin Keyboard Cover
TAG: ipad, logitech, ultrathin keyboard cover
12.18 del 01 Luglio 2012 | Commenti (2) 
 


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