Orizzontintorno Carlo Paschetto
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17 L'annoso problema delle lavastoviglie
GEN Prima pagina
Ne parla Barbie Latze Nadeau su Newsweek, lo riprende Internazionale di questa settimana. E voi state a pensare allo spread.

Internazionale2
Internazionale dell'11 gennaio 2013
TAG: Internazionale, newsweek
00.44 del 17 Gennaio 2013 | Commenti (0) 
 
09 Centodieci/38: Bergamo
GEN Centodieci
Fra Natale e Capodanno ho approfittato per andare a tappare un buco del Centodieci a due passi da casa, ché da Bèrghem (sì, apritelo il link) son passato mille e più volte in vita mia, e anni e anni fa avevo pure una fidanzata a Città alta e dunque hai voglia le serate che ci ho passato. Ma, come da regolamento di questo progetto, mi serviva almeno un'immagine del Duomo che ne documentasse formalmente l'inclusione nell'album dei capoluoghi visitati, e dunque.
Così, pronti via, sono entrato in A4 e ho fatto rotta trentacinque chilometri a est in un bel pomeriggio di sole, arrivando peraltro - e come al solito, ormai - verso il tramonto, bruciandomi così l'opportunità di girare con un po' di calma: il Centodieci continua a confermare la tradizione delle visite lampo, giusto il tempo di un caffè.

Comunque.

A Bèrghem, appena sbarchi e fai due passi a caccia del Sentierone nel centro piacentino della città bassa, ti imbatti in questo e questo.

Bergamo01
Bergamo02

Ché a tal proposito, se non lo sapete, Bèrghem in realtà sono due città: Città alta e Città bassa, collegate (anche) da una funicolare come a Biella.
I ristoranti e le trattorie fighe dove portare la fidanzata sono a Città alta. I ricchi veri vivono a Città alta. Se siete stagisti e alla fidanzata offrite solo la pizza potete rimanere in Città bassa. La ricca borghesia vive a Città bassa. Ah sì, certo, a Bèrghem son tutti ricchi, ma quelli che stanno in alto lo sono di più. Trussardi, per dire, sta a Città alta. La mia fidanzata stava a Città alta, vicino a Trussardi. Non dite nulla.

Comunque, per quante volte fossi stato a Bèrghem, mi son reso conto che in piazza non c'ero mai stato, e nemmeno avevo mai preso la funicolare, ché con la scusa della fidanzata aggiravo il divieto di transito ai foresti, (ab)usando del suo pass per salire in auto fin su a casa sua. E no, non è che non c'ero mai stato perché facevamo chissà che altro. Non dite nulla, di nuovo.

In realtà, dovessi proprio dire, la gita a Berghèm non mi ha dato molta soddisfazione. La città è grande e meriterebbe una visita più approfondita, ma sono appunto arrivato tardi. Ad esempio, esiste ancora l'intera cerchia dei bastioni veneti del XVI secolo e fra l'altro son solo cinque le città italiane che possono vantare un'analoga cinta muraria completamente preservata (cit. Wikipedia, ovviamente).
Città Alta offrirebbe anche dei bei panorami sulla pianura e una notevole vista a nord sull'arco delle vicine Alpi Orobie. Tutto il capoluogo è invero distribuito su un territorio collinare costellato di testimonianze storiche e architetture importanti, come il Castello di San Vigilio e La Rocca, che non sono riuscito a visitare.
Insomma, si poteva fare meglio, tanto più che è davvero a due passi da casa. In ogni caso, bollino "target done". Dovesse capitarmi di ripassarci, magari integrerò.

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Bergamo, città alta: Palazzo della ragione e Torre civica
Bergamo04
Bergamo, città alta: Basilica di Santa Maria Maggiore
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Bergamo, città alta: Palazzo della ragione e Duomo
Bergamo06
Bergamo, città alta: Piazza Vecchia e Palazzo Nuovo
TAG: bergamo
16.09 del 09 Gennaio 2013 | Commenti (0) 
 
09 My new third eye
GEN Viaggi verticali
È stata una settimana piena, di sole, vento teso a raffiche anche violente, non troppo freddo, a tratti financo caldo, neve quasi bella seppur gelata a chiazze, schiena che va così così, fiato e gambe che han tenuto grazie agli ultimi quattro mesi di nuovo in strada a macinar chilometri (sì, sto continuando, pur con risultati alterni), attrezzi nuovi sotto (e) ai piedi, ché dopo più di dieci anni era anche l'ora di cambiare.
E insomma, è iniziato bene, coi Tati che quasi van più di me e non gli sto dietro, neve farinosa, a lastre di ghiaccio vetro, o fresca che sia, piste blu, rosse, o nere e anche altrove, ché ormai van giù dritti di brutto ovunque e con qualunque fondo, sole, vento e tempesta, nulla li ferma, ed è una gioia farsi tirare da loro, ora, dopo averli tirati per anni.

È stata una settimana come ci voleva da mesi, trascorsa con amici, di vita sociale al di là del Wifi, di nuove relazioni e numeri di telefono, mangiando, giocando, dormendo (sempre troppo poco).

È un anno di grandi progetti quello entrante, nessuno dei quali andrà probabilmente in porto, ma anche un po' chissenefrega. L'importante è averne, sempre: casomai rimandiamo, intanto ci ragioniamo.

E mi son fatto un regalo che avevo nella wishlist da tempo, che conto prima o poi di usare in contesti degni delle potenzialità in campo. Con Tato grande avremmo voluto provarla giù da una delle nostre picchiate preferite, ma non ci sono state le condizioni e dunque ho fatto solo qualche test ordinario in pista tanto per vedere come va, ché per il momento le pelli da scialpinismo son parcheggiate, e a occhio son quasi tre anni ormai, ché di neve adatta per un fuoripista come dio comanda non ne abbiamo avuta, e dunque.
Be', il regalo va che è una meraviglia (e si pilota pure con l'iPhone via connessione WiFi). A breve la porterò giù da qualche bella verticale che ho in programma, meteo, lavoro e schiena permettendo.

Ché vi ho detto che quest'anno ho dei progetti, no?

TAG: gopro, hero3
00.20 del 09 Gennaio 2013 | Commenti (2) 
 


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