Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


29 The times they are a-changin'
LUG Segnalazioni, Amarcord, Prima pagina
Ne ho circa un centinaio in libreria, inseparabili compagne di viaggio per oltre vent'anni, ad alcune delle quali ho avuto anche la fortuna di poter contribuire negli aggiornamenti (Tibet, Iran, Asia Centrale, India, Pakistan, Mongolia). La prima la acquistai nel '90, Argentina, all'epoca un volumetto di un centinaio di pagine preso per il mio lungo viaggio in Patagonia da solo. L'edizione attuale credo sia spessa come un mattone.
LP

Le conservo sui miei scaffali in ordine alfabetico, consumate dai viaggi, i ricordi racchiusi fra le pagine: biglietti, appunti, ricevute. Ne ho anche una decina ancora mai usate, quelle dei viaggi in agenda a breve. Ultimamente mi è poi capitato di comprare qualche guida differente perché, incredibilmente, la Lonely Planet della mia destinazione non era in catalogo.

Ho iniziato a viaggiare sul serio (da solo, lontano) con le Lonely Planet, e per ragioni di collezionismo e di affetto da allora ho continuato a utilizzarle anche in viaggi molto più facili e nonostante con l'età, l'esperienza e le maggiori disponibilità economiche, il mio modo di viaggiare sia via via cambiato col trascorrere del tempo.
Trent'anni fa le Lonely Planet arrivavano a coprire un mercato di nicchia che di fatto non esisteva. Erano l'unico riferimento strutturato per i backpackers in viaggio nei paesi del terzo mondo o, comunque, su destinazioni complicate. Già per andare in America però erano meglio le Frommer's, per dire.
Negli ultimi anni sono arrivate a coprire quasi ogni angolo del Globo, ma almeno per tre quarti delle destinazioni in catalogo non sono evidentemente adeguate, o meglio, non lo è il pubblico di riferimento. La riorganizzazione editoriale degli ultimi anni, poi, le ha completamente snaturate. D'altra parte, con la globalizzazione del turismo di massa e le nuove risorse di internet, sono diventate quasi del tutto superflue, soprattutto per quel target al quale già non erano in origine destinate.

Fino ad oggi, comunque, ogni mio viaggio è (quasi) sempre iniziato con l'acquisto di una Lonely Planet. A quanto pare, presto potrebbe non essere più così.
TAG: lonely planet
01.01 del 29 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
28 In the flesh
LUG Viaggi fra le note, Segnalazioni
A distanza di due anni dallo spettacolo al Forum di Assago, sono dunque tornato a vedere The Wall. Lo show continua a meritare e ad essere forse in assoluto la performance più straordinaria a cui abbia assistito dal vivo. A margine, però, osservo anche che questa volta i settant'anni di Waters si sono fatti sentire e che la voce inizia davvero a perdere colpi e spesso non ce la fa (per buona parte del concerto deve ricorrere a un partner vocalist).
Di più, lo abbiamo visto tutti molto molto affaticato e accaldato, che tutto sommato non è nemmeno strano, visti i più o meno trentacinque gradi all'ombra con aria immobile che regnavano dentro allo stadio.

In qualche modo, poi, lo spettacolo portato in tour due anni fa nei palasport era molto più coinvolgente di quello allestito adesso per i grandi stadi, a parità pressoché assoluta di rappresentazione (le uniche differenze sono nella presentazione di Mother e nel suicidio del maiale). Certo gli effetti speciali e le soluzioni ingegneristiche per portare il concerto negli stadi sono se possibile ancora più straordinarie di quanto visto due anni fa, e il suono è sempre tecnicamente perfetto.
Ma, ecco: forse troppo perfetto. Così perfetto che durante tutto lo spettacolo era possibile conversare tranquillamente con i propri vicini, come se fossimo stati nel nostro salotto di casa ad ascoltare il cd sullo stereo.
Con dozzine di concerti rock alle spalle, deve essere la prima volta in vita mia che mi capita di uscire da uno spettacolo senza che mi fischino le orecchie.

Che, per carità, va benissimo, ché ormai abbiamo tutti una certa età, e del resto l'identità anagrafica della media del pubblico era in linea con le attese.
Solo che fra ascoltare della (bella, bellissima) musica e farsi coinvolgere fin nel midollo da una performance live, purtroppo, passa un solco profondissimo. Che è fatto anche di decibel.

E comunque, Roger, grazie. Mi hai fatto ancora piangere. E ho di nuovo odiato Gilmour per non essere stato lì con te, ché Comfortably Numb senza la sua chitarra, purtroppo, è sempre più solo una normale canzone pop (dio, perdonami perché ho appena bestemmiato, lo so).

TAG: roger waters, the wall, pink floyd
14.40 del 28 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
21 Ultime dal fronte
LUG Amarcord, Prima pagina, Blog e luoghi
Un anno fa avevo scritto questo. Adesso pare debba scrivere qualcosa di analogo per Crac des Chevaliers.

TAG: homs, siria, crac des chevaliers
15.16 del 21 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
12 Pomeriggio a meno dieci (sulla pianura)
LUG Viaggi verticali
E insomma, saltata la tradizionale settimana in Valnontey causa bronchite estiva di Tata piccola, rimediata con qualche giorno in più di permanenza nel buen retiro elbano, rientrati a casa dunque in anticipo sul previsto, abbiamo deciso di sfuggire all'afa padana trascorrendo un bel pomeriggio a Morterone, isolatissimo e minuscolo paese disperso nelle valli lariane, dai cui prati parte il sentiero che porta in cima al Resegone.
Abbiamo trovato dieci gradi in meno rispetto alla pianura e una piacevole brezza pomeridiana che ci ha tenuto compagnia mentre intagliavamo legnetti e raccoglievamo fiori sul limitare del bosco. Una giornata serena, immersi in un silenzio quasi assoluto, rotto solo da ronzii vari, gran frinire di grilli, qualche campana in lontananza e muggiti eventuali, senza nemmeno copertura cellulare.

Morterone è uno di quei luoghi che amo da sempre e che fanno parte di me. I quindici chilometri di strada vertiginosa e strettissima che dalla Valsassina si arrampicano fino in paese, dipanandosi lungo le pendici del Resegone, offrono panorami spettacolari su Lecco e sui laghi lombardi.
La comunità locale è così isolata che l'arrivo di una macchina foresta di giorno feriale suscita ancora curiosità e ti fermano per strada per chiederti come va, da dove vieni e perché sei lì.
Il facile sentiero che porta sulla cima del Resegone, ottocento metri più in alto, parte dai prati a monte del paese. Sono circa due ore al rifugio Azzoni e alla croce di vetta, che ripagano con una meravigliosa vista a trecentosessanta gradi sulle Grigne, le Alpi centrali e la Pianura Padana.

Ci son stato solo una volta sulla cima, nell'inverno del 2006, ché con la neve e l'aria tersa è ancora più bello. Con Tato grande ne parliamo da tempo di andar su insieme: sarebbe la sua prima vera cima. Aspettiamo di vedere se Tata piccola vorrà provare ad accompagnarci, magari il prossimo anno, altrimenti tenteremo l'avventura noi due soli.
Ché ottocento metri di dislivello, per gambe piccole, son sempre una bella e impegnativa scammellata, e richiedono molta forza di volontà.

Morterone01
Morterone, punto di partenza per la cima del Resegone
Morterone02
Lecco e i laghi lombardi dalla strada per Morterone
TAG: morterone, resegone, lecco
15.00 del 12 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
02 Rando(m) Elba set #1
LUG Fotoblog, Spostamenti
Nel frattempo è arrivata l'estate e come di consueto viaggio (anche) avanti e indietro dal buen retiro all'Elba, dove i Tati si stanno godendo la prima parte delle loro meritate vacanze.
A giorni, in arrivo la tradizionale settimana di campeggio in Valnontey. Poi un paio di settimane alle Canarie in agosto, un'altra settimana nei Balcani e in tasca un volo per Boston già targato 2014, strappato in corsa con le ultime miglia Alitalia scadute un paio di giorni fa che ancora mi avanzavano. Magari lo trasformo in una tappa intermedia per qualcosa di più elaborato, ci sto ragionando sopra (l'idea originale era di andare una settimana in Florida, ma sto studiando la carta geografica...).

Tutto per dire che scrivo poco (qui), sì, ma dietro le quinte Orizzontintorno sta tutt'altro che fermo. Presto dunque nuovi spostamenti, nuovi aggiornamenti, nuovi contenuti, nuove avventure.

E poi c'è l'Elba vista attraverso l'oblò di Rando.

RandoElba01
RandoElba02
..
[Continua a leggere]

TAG: rando, elba
11.45 del 02 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 
01 E guardo il mondo da un oblò
LUG Fotoblog, Web e tecnologia
C'è questa app, disponibile sia per iOS che per Android, che si chiama Rando e che è la mia ultima addiction. Tu scatti una foto, Rando la manda non sai dove e ti restituisce una foto scattata da qualcun altro in qualche altra parte a caso nel mondo. Tutte le immagini sono rotonde, come un oblò.

Ho ricevuto foto da cinque continenti. I coreani sono i più invasati, in media ogni due foto ricevute una arriva da Seul o da Busan. Tantissime foto anche dalla Russia, soprattutto da Mosca e dal Caucaso. Molte dal Brasile e dagli Stati Uniti, ma anche dall'Asia Centrale, dal Sudafrica, dall'Australia, dalla Cina e ovviamente dall'Europa.
Mi sono anche capitate un paio di carrambate: foto inviate da me che sono arrivate ad amici di FriendFeed e viceversa (abbiamo creato un gruppo apposta di maniaci di Rando).
Arriva di tutto: foto di interni di case, oggetti di arredamento, piatti dai ristoranti - tantissima roba da mangiare! - e bicchieri, bottiglie, auto parcheggiate e in movimento, palazzi, fiori e piante, animali (i soliti gattini, ma anche tanti cani), soprammobili e parti di corpi (vanno per la maggiore piedi e mani).
Pochissimi volti, quasi nulle altre parti anatomiche: in questo senso, quello di Rando è un mondo oltremodo pudico.

È anche molto democratico Rando: tu mandi una foto, ti arriva una foto. Non puoi ricevere una foto se non ne mandi una tu.
Quasi ogni foto arriva con la sua geolocalizzazione che ti permette di sapere dove è stata scattata, in modo molto approssimato (la scala della mappa è sufficiente appena a individuare al massimo la città di provenienza). Arrivano però anche molte foto non localizzate e che odio quelli che tengono spento il GPS dei propri smartphone! Nulla di peggio del vedersi recapitare una foto e non poter sapere dove è stata scattata.

Su Rando non circolano belle foto, non è un luogo di foto artistiche, ma possono arrivarti immagini affascinanti, che raccontano storie, che ti incuriosiscono, che non capisci, che ti lasciano in sospeso: è un oblò sui particolari del mondo.
Ogni immagine porta con sé un mistero e una storia che non sai e che non potrai mai sapere, solo immaginare. Può arrivarti un muro, una finestra, una striscia pedonale, una maniglia, una presa di corrente, un dito, uno schermo televisivo. Tutto ciò che conosci è che qualcuno, in un altro luogo del mondo, ha appena scattato quella foto.
Non c'è nemmeno modo di sapere chi: Rando è completamente anonimizzato. La tua foto parte portando con sé null'altro che una rozza localizzazione GPS e così è per la foto che ti arriva in cambio. Se mando una foto da casa mia, tutto quel che può sapere chi la riceve è che è stata scattata ad Arcore, in Italia, niente altro. Nemmeno il momento esatto, perché Rando non invia necessariamente subito: spesso bufferizza la foto sui propri server e la invia in qualche momento successivo.

La curiosità è poi così forte che alcuni sono arrivati al paradosso di fotografare un messaggio, tipo "Ehi, tu che hai ricevuto questa foto, scrivimi all'indirizzo ciccio@daqualchepartepuntocom e dimmi chi sei."
Circolano anche gli scemo chi legge, o i fuck you, o giallini con scritto solo I love you.

Un ti amo inviato a caso in giro per il mondo a qualcuno che non potrai mai sapere chi è. Non è meraviglioso?

Rando1
Rando2
Rando3
TAG: rando
22.51 del 01 Luglio 2013 | Commenti (0) 
 


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo