Orizzontintorno Carlo Paschetto
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31 Dicono che sabato nevicherà
DIC Diario
Non è che abbia necessariamente qualcosa da scrivere, o meglio, al solito ho parecchie cose arretrate lasciate nel cassetto dell'appena ho un attimo, ma per la verità attimi ne ho parecchi, anche troppi a voler ben vedere, voglia di provare a dare una qualche forma scritta accettabile a ciò che giace lì in sospeso invece assai poca. Oppure semplicemente devo fare ordine.
Tipo che, ad esempio, sono appena tornato da un nuovo paio di tappe emmezzo del Progetto Centodieci - emmezzo ché in realtà una era già in catalogo, ma mi mancava la foto del duomo e sono andato a rimediare. Magari i prossimi giorni metto mano alle foto e butto giù due appunti.

E nulla: parto coi ragazzi per il consueto fine anno in montagna, come tutti gli anni. Stesso posto, stessi amici, zero neve, giochi di società in valigia. Andiamo a lasciarci alle spalle questo 2015 che un granché non è decisamente stato e che, per dirla tutta, si è inaspettatamente chiuso in un modo che vabbè, lasciamo perdere: è stato solo l'ennesima prova di una certa deriva sociale e umana di cui vado scrivendo spesso altrove, della quale dovrei semplicemente liberarmi in via definitiva, imparare a ignorare l'ignoranza e la pochezza che permeano buona parte dell'aria che respiro attorno a me e vivere me stesso una volta per tutte, ché a breve saran cinquantuno, troppi per permettermi di perder tempo a fare del puntacazzismo dietro alla coglionaggine altrui. Ho ancora troppi progetti, troppe idee, troppe mete e un futuro che non smette inesorabile di arrivarmi all'improvviso alle spalle, sempre più in fretta, sempre con maggior pressione e ansia.

Così. Non avevo particolare voglia di dir qualcosa, ma non scrivevo qua dentro da novembre: l'anno sta per chiudersi e mi spiaceva lasciar vuoto dicembre nella lunga lista dell'archivio di questo blog, che ormai va per i tredici anni. E poi, questo è anche stato l'anno in cui ho completato il mio album dell'Europa, ho comprato una casa e credevo non ci sarei mai più riuscito, ho preso dodici aerei, che non sono moltissimi, ma son stati tutti voli significativi e indimenticabili. Ché rimanere in volo, alla fin fine, è l'unica cosa che conta.

Inizio l'anno nuovo con una specie di foglio bianco davanti. C'è una casa nuova da riempire e in cui trasferirsi, e null'altro. Sono punto e a capo al nastro di partenza, per l'ennesima volta.
Gli ultimi mesi mi hanno chiarito alcune cose, vedrò di farne tesoro. A riuscirci.
Intanto ho un Jutsu. E un gufetto a proteggermi.
Ne avrò bisogno.
TAG: diario, cose mie
02.38 del 31 Dicembre 2015 | Commenti (0) 
 


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