Orizzontintorno Carlo Paschetto
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16 L'ultima uscita in giallo
FEB Diario, Viaggi verticali
Ché dopo diciassette anni, oggi, un po' a malincuore ne ho comprata una nuova. Rossa.
Ciao giacca gialla. Ne abbiamo fatte e viste davvero tante insieme.

Madesimo 2015.02
TAG: madesimo
19.59 del 16 Febbraio 2015 | Commenti (2) 
 
11 Crazy Ivan
FEB Diario

È difficile capire quando fermarsi in una gara di resistenza.


[Bart Mancuso, capitano del sottomarino Dallas]

TAG: vita
22.05 del 11 Febbraio 2015 | Commenti (0) 
 
08 Vienna [22-25 gennaio]
FEB Spostamenti
Quindi sono stato a Vienna, ché da un paio d'anni in qua, dopo la scorribanda nei Balcani, andavo dicendo che Vienna era l'ultima capitale europea che mi mancava all'appello, ché da Vienna ero sì transitato in macchina, in treno, negli ultimi anni anche diverse volte in aereo, ma in città non ero mai davvero stato, sebbene in Austria mille e una volta qua e là, in passato anche per lavoro, per dire, ma a Vienna no, a Vienna la bandierina non l'avevo ancora piantata.

Che poi non è proprio vero che Vienna fosse l'ultima capitale europea che mi mancava, dài, diciamo la verità: continuano tutt'ora a mancarmi Reykjavík e l'Islanda tutta, e se volessimo davvero andare a fondo, a voler proprio fare i puntacazzisti, ché se davvero parliamo di collezionismo non è che possiamo essere approssimativi, insomma, a ben guardare mi manca anche L'Aia, ché ad Amsterdam son stato anche più di una volta, ma mica vale cari miei, mica è la capitale.
E poi, per dirla tutta, sono davvero sicuro sicuro sicuro di essere stato a Berna? Perché a me pare di esserci passato in treno anni fa, ma posso forse sostenere di esserci proprio stato? Ché non è che se son stato praticamente in qualunque altra città svizzera mappata sulla carta geografica e abbia scalato almeno metà dei quattromila alpini elvetici e sciato sulle nevi svizzere per anni e anni, allora io possa davvero far finta di essere certo di essere stato anche a Berna.

Fatto sta che un viaggio a L'Aia, d'inverno per di più, lei non aveva alcuna intenzione di regalarmelo, chissà poi perché. Dice che L'Aia sono affari miei. Berna, poi, ça va sans dire.
Così, per i cinquant’anni mi ha regalato un viaggio a Vienna: ho il sospetto che dipenda dal fatto che non abbia alcuna fiducia nel fatto che prima o poi io riesca davvero a vincere il Drawing e del resto ci provo da almeno dieci anni senza alcuna speranza, ma va anche detto che se vincessi il Drawing un viaggio a Vienna ci costerebbe come una settimana a Papeete. Così intanto andiamo a Vienna il 22 gennaio, che costa sicuramente meno e soprattutto non c’è un turista in giro, nevica e ci divertiamo di più.
Soprattutto se la mattina riusciamo a svegliarci prima di mezzogiorno, considerando che alle quattro fa buio e i musei chiudono alle cinque.

Quindi, Vienna.
Ora, tutti dire quanto è stupenda Vienna, ma come non sei mai stato a Vienna, ma devi assolutamente andare a Vienna, ma che aspetti ad andare a Vienna.
Per carità, Vienna è sicuramente molto piacevole, il centro città è piuttosto godibile anche se piove, la ruota panoramica da soli col vento a trentagradisottozero - ah no, quella è la Prospettiva Nevsky di Battiato - fa molto turisti a Vienna e ci siamo divertiti molto, la Sacher da Demel costa meno di un Crodino a Piazzale Loreto ed è davvero molto buona, l’iPhone 6 lo avrei anche pagato 200 euro in meno, solo che non lo avevano, il tesoro degli Asburgo dove cazzo lo hanno messo, ché noi abbiamo visto delle gran stoviglie barocche francamente un pochetto pesanti, un paio di corone e qualche pietra interessante qua e là, tutto bello eh, per carità, ma gli smeraldi del Topkapi, giusto per pescare a caso, ecco, sono un attimo un’altra roba, e il caratteristico odore di sterco in Michaelerplatz, certo, e la principessa Sissi, e Francesco Giuseppe che era molto innamorato, e insomma, tutto ok.
Ma alla fine, Vienna: parliamone.

Però, poi, l’ultima sera abbiamo visto la Wiener all’Orangerie dello Schloss Schönbrunn, abbiamo speso un patrimonio, eravamo in prima fila nei posti VIP e ci hanno anche suonato An der schönen blauen Donau, il Danubio Blu se siete ignoranti, e la Marcia di Radetzsky, e gli americani e i giapponesi battevano le mani a tempo come fanno in tv al concerto di Capodanno, solo che in realtà non era la Wiener, non erano in centoventi, non c’era nemmeno l’oboe, per dire, né il triangolo, e invece di Zubin Mehta non c’era nessuno, perché un direttore ‘sti poracci non ce l’avevano, ché in realtà erano un ensemble, un sestetto di sfigati, tre violini, un violoncello, un pianoforte, un clarinetto, la Wiener un tubo insomma, era la Schloss Schönbrunn Orchester Vienna, solo che nemmeno l'orchester al completo c'era, perché era sabato e il sabato c’è solo l’ensemble, l'orchester al completo suona il giovedì, tipo, e anche se noi abbiamo pagato come fosse al completo e credevamo fosse la Wiener, perché ce l’han venduta così, insieme alla gazzosa nei flute, niente, sei erano e sei son rimasti, il tempo lo dava la pianista e immaginatevi la Marcia di Radetzsky eseguita da un sestetto di sfigati, in una sala illuminata al neon, con gli americani e i giapponesi che battono le mani e le due coppie di cinquantenni di Carate Brianza davanti a voi che commentano da intellettuali. No va', non immaginate nulla, lasciate perdere.
Noi comunque ci siamo commossi molto, abbiamo giurato di non raccontarlo mai a nessuno e poi niente, siamo usciti e Totò ci ha venduto la ruota panoramica.

Quindi Vienna ci è piaciuta molto e ci siamo molto divertiti, e quel caffè viennese davvero viennese dove i turisti non ci sono e che a noi è piaciuto tanto, e fanno il conto con la matita sul taccuino a quadretti e si può leggere il giornale in viennese e mangiare lo strudel e i würstel viennesi (qualcuno sa esattamente come si scrive würstel?), lo conosciamo solo noi e ci teniamo il segreto, però la prossima volta facciamo quel weekend a Papeete che costa meno e suonano i bonghi.

Comunque volevo dire che secondo me L'Aia è sottovalutata.

Nota a margine: darsi appuntamento negli aeroporti in giro per il mondo arrivando con voli diversi e salutarsi poi negli aeroporti in giro per il mondo ripartendo con voli diversi a me pare molto trendy, a lei non piace un cazzo.

Vienna01
Hofburg, Michaelerplatz, Vienna
Vienna02
Schloss Schönbrunn, Vienna
Vienna03
Il Danubio dalla Donauinsel, Vienna
Vienna04
Hundertwasserhaus, Vienna
Vienna05
Vienna06
Vienna07
La ruota panoramica del Prater, Vienna
Vienna08
Stephansdom, Vienna

Nota logistica: abbiamo dormito qui. Eccellente.
TAG: vienna, Schloss Schönbrunn orchester
12.51 del 08 Febbraio 2015 | Commenti (1) 
 


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