Orizzontintorno Carlo Paschetto
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10 Meno uno
APR Running
Pių di cinquemila iscritti da oltre quaranta paesi del mondo. Ci siamo: fra meno di trentasei ore sarò finalmente in ballo con la mia prima vera sfida sulla distanza regina.
I pettorali sono personalizzati con il nome, una nota emozionante in pių. Anche il clima che si respira al Marathon Village è decisamente diverso da quelli provati fino ad oggi nelle gare di mezza, Stramilano compresa. Quarantadue non sono solo il doppio, sono proprio tutta un'altra storia. Un'avventura davvero speciale, in fondo un po' il mio primo ottomila.

Nel pacco gara, oltre al pettorale con il consueto chip elettronico per il cronometraggio ufficiale, alla classica maglietta ufficiale, un cappellino e gadget vari, c'è anche l'handbook con tutte le istruzioni necessarie per le procedure da seguire alla partenza e al traguardo (ad arrivarci, naturalmente, al traguardo...). Ci sono anche le indicazioni logistiche, mappe e varie tabelle.
Quella dei passaggi previsti ai vari chilometraggi è la pių interessante: viene considerato un tempo medio di gara un ritmo fra i 4' ed i 5'/km. All'improvviso mi sento peggio di un bambino il primo giorno di scuola, con il mio obiettivo di riuscire a tenere almeno per i primi trenta chilometri un tempo sotto ai 5'30"/km. Alla Stramilano ho timbrato il mio record sulla mezza correndo a 4'55"/km e mi sembrava di essere andato come una lepre.

L'adrenalina ha iniziato a salire, mi sto caricando. Sarà anche stupido, ma sono elettrizzato ed emozionato. Tutto sommato due anni fa non avrei mai immaginato di arrivare davvero fin qui.
Vivo la vigilia con sensazioni contrastanti. Dopo i supercarichi di allenamento di marzo, e dopo qualche giorno in montagna senza correre, mercoledì e giovedì ho fatto due uscite brevi di 15 e 12km, abbastanza veloci, per rifinire la preparazione. Ieri però ho concluso piuttosto stanco, contrariamente al solito e nonostante la distanza breve. Sarà stata la tirata del giorno prima, sarà stato che la testa era un po' altrove, sarà stato il caldo all'improvviso, o tutto questo insieme, ma intanto anche oggi un po' di stanchezza residua si faceva sentire nelle cosce e nei polpacci, così mi son concesso un'oretta con il mio amico fisio che per una volta si è occupato quasi solo dei miei quadricipiti, per tirarli a lucido.
Qualche consiglio finale anche da lui, alimentazione e ultime raccomandazioni, Ormai, comunque quel che è fatto è fatto. Adesso c'è solo da correre.

Mi accontenterei, davvero, di riuscire ad arrivare in fondo, ma con un tempo accettabile. Diciamo che arrivare sotto alle quattro ore è un sogno: sarebbe stato un tempo sicuramente alla mia portata con 4-6 settimane in pių di allenamento, ma il buco di preparazione di gennaio e metà febbraio è purtroppo irrecuperabile. Peccato.
Farcela entro le 4h30', come esordio e nelle mie condizioni, tutto sommato sarebbe pių che dignitoso, nonché in linea con la mia effettiva preparazione. Diciamo una prestazione equivalente a quella del mio esordio nella mezza maratona alla Stramilano di un anno fa. E' un obiettivo razionale, ma sarà dura centrarlo.
Dovessi arrivare fra le 4h30' e le 5 ore sarà perché sono crollato, presumibilmente dalle parti del 30º km, senza riuscire a riprendermi, ma avrò voluto finire lo stesso la mia gara camminando gli ultimi chilometri. E vabbè, è probabile e ci può stare, anche per portare comunque la medaglia a Leonardo e Carola. In fondo è la mia prima volta e terminare, in un modo o nell'altro, è pur sempre un obiettivo importante. Non so però se con quella prospettiva continuerò effettivamente fino in fondo, o mi fermerò cedendo alla stanchezza ed al calo motivazionale.

Quasi certamente invece, dovessi trovarmi a calcolare un tempo oltre alle cinque ore, mi ritirerò. Obiettivamente non sarebbe pių comunque una prestazione significativa in termini di maratona, perché vorrebbe dire aver camminato per quasi metà del percorso.

Resta sicuramente il fatto che il momento pių difficile sarà ignorare il cancello del 20º km ed il vicino traguardo intermedio della mezza maratona, sapendo a quel punto, a energie quasi consumate, di avere davanti ancora l'intero percorso della Stramilano. Esattamente quello. Con ventuno chilometri già nelle gambe! A pensarci, un incubo.

Le previsioni meteo sono buone e danno pure tendente al rinfresco, che non è male. Il solito taglio di capelli prima della gara, ormai scaramantico, è fatto. La sacca è pronta. Il pettorale è cucito. Coraggio dunque: c'è da vender cara la pelle.

In bocca al lupo C.

Milan City Marathon 2010: percorso
01.08 del 10 Aprile 2010  
 
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