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Scopro per caso che secondo Google Map la toponomastica del Tibet è funzione del livello di zoom con il quale viene visualizzata la mappa. Finché si naviga a livello, diciamo così, planetario, il Tibet è quello conosciuto agli atlanti geografici del resto del mondo: sono indicate Lhasa, Shigatse e altre due o tre località più o meno note al turismo internazionale. Se però aumentate il fattore di ingrandimento quel minimo indispensabile a dare un'occhiata appena più da vicino, ecco che meravigliosamente scompare tutta la consueta toponomastica autoctona e appare quella nuova cinese, un nuovo pianeta sconosciuto, per cui Lhasa - il primo esempio che salta immediatamente all'occhio - non esiste più e al suo posto si trova una città misteriosa chiamata Chengguan.
Curioso anche il fatto che la usuale precisione nell'allineamento fra immagini satellitari e carta topografica salti qui del tutto, per cui sempre a Lhasa, ad esempio, la cartina stradale e la foto aerea sono del tutto fuori registro.
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Cambiando il fattore di zoom Lhasa scompare... |
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