Orizzontintorno Carlo Paschetto
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25 Centodieci/24: Varese
LUG Centodieci
Io capisco che a Varese tutti votino Lega. Capisco che Maroni passi la festa della Repubblica a casa sua, invece che a Roma. Adesso che son stato a Varese questo Paese di palazzinari, teleimbonitori e veline all'improvviso non mi appare più imbarazzante, tutt'altro. Forse, dopo essere stato a Varese, voterò Lega anche io.

Non c'ero mai stato a Varese, perlomeno non mi sembra, anche se è a meno di un'ora da casa. Così, approfittando dell'ennesima domenica vuota estiva con temperature tipiche degli altiforni, mi sono infilato sulla A8, diramazione destra (sarà un caso?), e sono sbarcato a Varese centro.
E già arrivare a Varese centro è tutta un'altra vita, ché l'autostrada gli si butta praticamente dentro dritta dritta, con un solo semaforo che scatta verde (sarà un caso?) appena ti vede arrivare, per cui ti ci ritrovi perfettamente senza aver fatto nemmeno una curva dal casello. Va da sé che in centro a Varese parcheggi immediatamente, e non per caso, ché di parcheggi liberi ce n'è a perdere. Tutti perfettamente all'ombra, naturalmente. E quando dico parcheggi in centro intendo esattamente in centro, per la precisione di fianco a Palazzo Estense, che a Varese è ovviamente la sede del municipio, annegato nel verde dei giardini estensi. Non so se mi spiego.

A Varese, alle due del pomeriggio di una qualunque domenica di luglio, ci sono esattamente gli stessi gradi misurabili in centro a Milano ed anzi, secondo il termometro della mia auto, c'è forse un grado in più. Diciamo che siamo sui trentacinque. Ma il fatto è che a Varese deve esserci l'aria condizionata pubblica all'aperto, perché certo il caldo, qui, non lo avverti affatto, men meno l'afa che hai lasciato un'ora prima una sessantina di chilometri a sudest.
Così, dopo aver lasciato l'auto perfettamente all'ombra di grandi alberi secolari, mi avventuro per i giardini estensi risalendo la collina che domina il centro città, fra fontane e prati che i campi da golf di Mauritius, al confronto, sembran savana ugandese spelacchiata.
Sconfortato dalla perfezione leghista, mi incammino per le vie del centro sperando di essere travolto da un orrendo traffico euro uno e imbattermi nelle ronde di Maroni col fazzoletto verde al collo.

Invece.

In centro a Varese, per le strade, ci sono le panchine. Tante panchine, tutte rigorosamente all'ombra. Sulle panchine la gente si ferma a leggere un libro. Insomma, a Varese la gente se ne va a spasso con un libro sotto al braccio e si ferma sulle panchine in centro a leggere, all'ombra degli alberi di Varese. E mica legge la Gazzetta, no, legge libri, e nemmeno quelli di Bruno Vespa, no, ma libri veri, tipo quelli dell'Adelphi per intenderci. Capisci che roba. Son marziani quelli di Varese, altro che ronde.
Il traffico a Varese, poi, non fa rumore e forse nemmeno esiste né, probabilmente, inquina. E parlano tutti sottovoce a Varese, così che senti addirittura cinguettare gli uccelli in centro. Sugli alberi. Quelli che fanno ombra alla gente che se ne sta sulle panchine a leggere un libro dell'Adelphi.

Varese, per dire, è così svizzera che la Svizzera al confronto sembra italiana. Ché sì l'ho visto un mozzicone di sigaretta per terra, a un certo punto, ma ti assicuro che ho dovuto cercarlo di proposito. Ho visto anche un negro a Varese, pensa, e non cercava di vendere libri di favole africane ai passanti. Non c'erano nemmeno ronde col fazzoletto verde a picchiarlo. Secondo me è quel negro che vota Lega, quello che il Tg4 intervista ad ogni tornata elettorale. Aveva anche gli occhiali di Gucci.
E poi per forza non vendeva libri: a Varese ce l'han già tutti un libro sotto al braccio.

Ah, e ti ho detto del lago? Perché a Varese c'è anche il lago. Ma mica un lago, chessò, come quello di Como o quello di Lugano, che se ci fai il bagno, secondo me, ti becchi minimo una di quelle sconosciute malattie citate sempre nelle Lonely Planet che tu credi esistano solo (se esistono) in Africa, e invece la Lonely dice che ci sono anche a Zurigo.
No: il lago di Varese è trasparente come la Levissima e i turisti - perché a Varese ci sono i turisti, tanti turisti, ci vengon pure dall'Olanda a Varese - ci fanno il bagno in mutande. Ce lo fanno in mutande perché mica lo sapevano che a Varese c'è un lago e così il costume non se lo son portato, ma poi arrivan lì, ci sono trentacinque gradi, l'acqua è trasparente come la Levissima, e insomma, ce lo farei anche io il bagno, non fosse per quelle strane ninfee che un pescatore del lago di Varese mi dice chiamarsi castagnole, ma che a me sembrano strane piante tentacolari assassine uscite dritte da un B-movie degli anni '80, per cui lascio perdere, va', che se lo facciano pure gli olandesi in mutande, il bagno.
Attorno al lago di Varese, poi, c'è una nuovissima e bellissima ciclabile rossa lunga ventotto virgola due chilometri, che segue perfettamente il lungolago, interamente ombreggiata per tutto il percorso, corredata di segnali chilometrici, indicazioni turistiche e chioschi bibite, per cui capisci che lungo la ciclabile, ciclisti a parte, è tutto un gran correre in entrambi i sensi di marcia di runner abbronzatissimi e vitaminici, cosicché inevitabilmente il runner che è in me prova un'irresistibile voglia di mettersi in mutande e, invece di tuffarsi nel lago di Varese e sfidare l'abbraccio mortale delle castagnole (ma le castagnole non eran pesci?), misurarsi sui ventotto virgola due chilometri del circuito del lago di Varese.
Per questa volta passo, vabbè, ma sta' sicuro che a correre sul lago di Varese prima o poi ci vengo.

Panoramica lago di Varese
Il lago di Varese

Per non parlare dei ristorantini sul lago di Varese, che minimo minimo c'hanno il parco privato con piscina olimpica e solarium.
Per non parlare delle ville che sul lago di Varese si affacciano dal belvedere di Azzate, ad esempio. Che quelli che le abitano, quelle ville, li odi immediatamente come t'avessero fatto la macchina col cacciavite.
Ché dalle ville di Varese affacciate sul lago di Varese (e dal belvedere di Azzate nemmeno sto a dirtelo) hai davanti lo spettacolo in cinemascope del gruppo del Monte Rosa per intero e dei quattromila del Vallese tutti, che proprio davanti a Varese stanno e che si rispecchiano perfettamente sulla superficie di Levissima immobile, per cui se becchi pure una giornata come quella che ho beccato io ti vien quasi da piangere e inecenerire con il napalm tutti i varesini.
Oppure ti viene da votare immediatamente Lega, basta che il lago con il Monte Rosa lo portino anche a casa tua.

Va inevitabilmente a finire con il solito gelato. Coppa maxi per l'occasione. Con pesca, melone, mela verde e goiaba. Che son certo che il gelato alla goiaba ce l'han solo a Varese. E siccome un libro, io, sotto al braccio non ce l'ho, mi siedo su una panchina con la mia coppa maxi e mi metto a navigare su wiki con il mio smartphone, osservato con raccapriccio dai varesini, per capire cosa diavolo sia il goiaba.

Poi torno a casa ad aspettare le prossime elezioni.

Basilica di San Vittore Martire
Basilica di San Vittore Martire 2
Varese, basilica di San Vittore Martire
Palazzo Estense
Palazzo Estense 2
Varese, Palazzo Estense, sede del comune
Battistero di San Giovanni Battista
Varese, battistero di San Giovanni Battista
Campanile di San Vittore
Varese, campanile della basilica di San Vittore
Piazza Canonica
Varese, piazza Canonica
Lago di Varese
Il lago di Varese con il Monte Rosa sullo sfondo
TAG: varese
21.05 del 25 Luglio 2010  
 
4 commenti pubblicati
Nonostante sia molto meno lumbard di te ho frequentato piuttosto spesso Varese negli ultimi anni.
Quella strada dritta dritta normalmente è bloccata dai veicoli dalle 7 alle 10 di mattina almeno, spesso anche nel pomeriggio. Meglio uscire ad Azzate Buguggiate (quest'ultimo paese utilizzato per uno sketch familiare sulle lezioni di lingua lumbarda).
La città è pulita e ben ordinata, ma tra CIT, Malpensa ed altre crisi non lavora quasi nessuno. Almeno per l'INPS. C'è stato un certo fermento nelle costruzioni, che pare abbia prodotto un po' d'infiltrazioni. Non sto parlando di crepe nei muri...
Peraltro, vista la vicinanza con il confine, una certa disinvoltura riguardo alcune leggi fa parte della tradizione popolare.
La zona è bella, comunque. Sali al Sacro Monte, è un luogo di rara bellezza, ci sono stato l'ultima volta dopo una nevicata, credo che il paradiso possa avere quell'aspetto. Se ti capita vai a dormire qui http://www.mai-intees.it/, è bella anche la storia del nome. E se fai un salto a Luino cerca la trattoria che era il ritrovo dei contrabbandieri: cucina semplice ma spettacolare
L'ha detto Mario Mantovani, 28 luglio 2010 alle 11.32
Ciao Carlo,
da varesotta discendente da varesino trapiantata al confine con la Brianza ti faccio i complimenti per aver descritto così bene la Varese dei Giardini Estensi.
La prossima volta, se ne hai voglia, spingiti fino sulla cima del Campo dei Fiori oppure prendi la "bidonvia" del Sasso del Ferro di Laveno ... ma l'hai bevuto il caffè buosino in Piazza Beccaria a Varese?
Torno spesso dalle "mie parti", che di fatto si chiamano Valcuvia, d'estate offrono un rifugio a portata di mano dalla calura della Pianura e se ci capiterai in futuro, saremo ben lieti di farti assaggiare i dintorni di Varese.
Saluti da una varesotta e da un lodigiano che ti leggono spesso, già, perchè anche Lodi merita.
L'ha detto Emanuela Bianchi, 8 settembre 2010 alle 15.49
Anche Lodi è già "in catalogo", l'ho fatta il 16 giugno :-)
L'ha detto Carlo, 8 settembre 2010 alle 16.09
ops .... sono indietro con le letture, lo ammetto :-)
è sfuggito anche alla mia metà lodigiana, tuo accanito lettore ... farò segnalazione :-)
L'ha detto Emanuela Bianchi, 9 settembre 2010 alle 14.40


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