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16 South Korea/2: intro
AGO Travel Log: South Korea
L'ho scritto via Twitter: ho pile di appunti fitti fitti nella mia inseparabile moleskine, ma son state giornate queste ultime che definire rocambolesche è dir poco. Avrei avuto da scrivere a fiumi di questi miei primi tre giorni a Seoul, ogni sera, ma per una volta - confesso - non ce l'ho fatta a tenere il ritmo.
In fondo, fino a martedì ero sulle spiagge di Mallorca e venerdì mattina - per me, ma ancora giovedì notte per chi è rimasto nel fuso orario da dove son partito - ero già dodicimila chilometri più ad est, completamente schiantato dalla stanchezza e dal fuso orario. E non mi son nemmeno fermato: al pomeriggio ero già in giro a far maratone per Seoul, ché non volevo perder tempo.

Col caldo di Seoul.
Con lo smog di Seoul.
Con la pioggia di Seoul.
Col jet-lag impallato in testa.

Capite bene che.

Così, ad esempio, non son riuscito a scriver nulla del volo, e ne avevo di cose in testa, ché son ripassato di notte sopra ad Irkutsk, Ulaan Baatar e Beijing ad otto anni di distanza. E quanti pensieri in aria con me...
Il che mi ha anche fatto venire in mente che non solo questo è il mio sesto viaggio in oriente, ma gli ultimi tre son stati tutti a distanza precisa di quattro anni: 2002 Asia Overland, 2006 Giappone, 2010 Corea.

Alla fine, sempre fra i gialli torno. Ormai l'Asia orientale è davvero la mia seconda casa

Fra parentesi, volare business class in intercontinentale ha ancora il suo perché, soprattutto in tempi di crisi economica e compagnie aeree che son sempre lì per fallire . Non fosse che a me lo champagne non piace, il salmone non lo reggo, il paté mi fa schifo e le ostriche mi danno il voltastomaco.
E questo è lo sciagurato menù servito da Air France ai fortunati (?) passeggeri delle prime otto file (e comunque in realtà non ero in prima fila, ma in seconda: ho scoperto che al di là della paratia davanti a me c'era ancora una fila speciale con soli quattro posti stellari, in *pelle bianca e radica*, con scrivania e divanetto per i piedi: la mitica fila uno imperiale per la quale, suppongo, ci voglia minimo un miliardo di miglia).

Di Seoul (e magari di un altro pezzettino di Corea, se riesco ad infilare tutti i miei programmi) vi racconterò nei prossimi giorni, ché nel frattempo voi state uscendo a cena a festeggiare il Ferragosto, ma qui son le tre del mattino e magari me ne vado anche un pochetto a dormire.
Intanto però vi lascio un assaggio, alcuni frammenti sparsi e qualche istruzione per l'uso.

Tipo che se arrivate fusi dal fuso, oltre al solito boiler ed alle bustine del tè magari in albergo trovate anche quelle del caffè e questa, francamente, fino ad oggi mi mancava.
Il caffè fa ovviamente schifo come da aspettattive, ma viste le mie condizioni non son stato tanto lì a sottilizzare.

Seoul, caffè solubile

Il vero errore, in preda alla fame più nera per via della combinazione jet-lag più menù Air France, è stato aprire la lattina dell'unica cosa commestibile presente nel frigobar, all'apparenza innocue noccioline coreane, mescolate a qualcosa che lipperlì mi sembravan semi di finocchio.
E invece no, erano pesciolini secchi e salati. Esattamente la cosa che ti sogni a colazione insieme ad un croissant caldo.

Seoul, pocari

A fianco della lattina criminale di cui sopra, un esemplare di lattina di Pocari Sweat, bevanda alla quale ormai da anni io devo la mia sopravvivenza ai climi allucinanti dell'estremo oriente in pieno agosto. Mi chiedo com'è che in Italia non esista ed anzi, quasi quasi faccio un business e inizio ad importarla.
Di cosa sa? Che domande, di Pocari Sweat, naturalmente.

Questa camera d'albergo è peraltro la conferma - noccioline incluse - che gli standard coreani sono stellari come e più di quelli giapponesi. Qui, a differenza dei loro storici rivali, non fanno nemmeno problemi di spazio.
Così, mi piacerebbe mostrare a qualche povero albergatore italiano che si fregia di quattro stelle, dove mi è malauguratamente capitato di soggiornare negli ultimi anni, questo tranquillo e modesto tre stelle coreano con camera matrimoniale letto king size uso singola, situata al ventesimo piano di un medio grattacielo di Seoul, con relativa vista panoramica sulla città, camera peraltro larga più o meno come il salone di casa mia, con un bagno iperaccessoriato, grande e modernissimo, tv led quaranta pollici di ultima generazione a cento canali satellitari, collegamento internet ad altissima velocità *gratuito*, frigo bar con prima consumazione *gratuita*, due poltrone in pelle bianca, scrivania grande, tavolino di cristallo per relax, dotazioni varie che nemmeno sto a dirvi, eccetera eccetera.

E, non ultimo, questo.

Seoul, scaldapiedi

Non ho osato chiedere cosa sia esattamente, ma immagino un coso per massaggiare i piedi, o perlomeno scaldarli. Non sono nemmeno riuscito a farlo funzionare, e sì che non dovrebbe essere complicato visto che ha un solo bottone.

Naturalmente, qui come al di là del Mar Giallo, ci sono i mitici water spaziali. Solo che a Seoul, per fortuna, hanno le istruzioni anche in inglese, non solo in ideogrammi.
E' così che ho appreso che pure in questo i coreani sono più avanti dei cugini giapponesi (non c'è nulla da fare: è da questi particolari che lo vedi che il Giappone è in crisi e che la Corea, invece, è una locomotiva dell'economia mondiale): qui, infatti, oltre alle funzioni "uomo" e "donna", c'è anche quella "bambino". Non ho ben capito dal disegno in cosa si differisca esattamente dalle altre due. Forse dovrei provare.

C'è anche da dire che qui le istruzioni in bagno te le appendono, non come in Giappone che dovevi schiacciare tutti i bottoni per capire almeno come fare a tirare lo sciacquone.
E le istruzioni, non c'è che dire, sono interessanti.
Soprattutto la prima riga.

Seoul, water 1
Seoul, water 2

Insomma, qui sono. E questo è quel che si vede dalla mia finestra. Il prezzo di questa camera, fra l'altro, è almeno un trenta per cento in meno dei quattro stelle (non) citati di cui sopra.

Seoul, Euljiro 1
Euljiro 4-ga, la mattina del mio arrivo
Seoul, Euljiro 2
Seoul, Euljiro 3
...e il panorama di notte

I prossimi giorni vi ci porto davvero in giro per Seoul, abbiate fede.
TAG: corea, seoul
04.09 del 16 Agosto 2010  
   
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