Orizzontintorno Carlo Paschetto
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22 South Korea/14: Seoul/3
AGO Travel Log: South Korea
Trovare il grande mercato del pesce di Noryangjin, a Seoul, non è difficile. Quando uscite dalla metro, seguite l'odore. E questo:

Seoul, Noryangjin 1

A Noryangjin, almeno virtualmente, potete trovare sui banconi qualunque cosa di organico (e forse anche non) sopravviva nell'oceano. E' aperto dall'una di notte fino a tarda sera e probabilmente ad andarci prima dell'alba si possono vedere cose che voi umani. Io no, non ce l'ho fatta. Prima dell'alba, intendo, e nemmeno subito dopo, ché le maratone dei giorni precedenti hanno chiesto il loro pegno.
A Noryangjin ci si può anche abbuffare, volendo: al piano superiore dello sterminato mercato si trovano dozzine di locande, diciamo così, che ovviamente propongono solo piatti a base di pesce e di varie altre forme marine animate o meno. Naturalmente saper almeno leggere l'hang?l, qui, è d'obbligo, oppure dovete essere sufficientemente avventurosi da non preoccuparvi e lasciare al caso (e al cuoco coreano).
Se oltre che avventurosi siete pure sprezzanti del pericolo, potete anche accettare gli assaggi ai banconi del pesce: direttamente dall'accetta al vosto palato (ma ho visto scuoiare razze giganti anche con una pinza da maniscalco).
Va da sé che una visita a Noryangjin richiede uno stomaco piuttosto assestato, e che dopo non riuscirete più a togliervi di dosso la puzza di pesce per una settimana.

Seoul, Noryangjin 2
Seoul, Noryangjin 3
Seoul, Noryangjin 4
Seoul, Noryangjin 5
Seoul, Noryangjin 6
Seoul, Noryangjin fish market

Anche ad arrivarci a mezzogiorno, comunque, ho fotografato cose che non saprei classificare nella mia enciclopedia. Magari sapete voi di cosa si tratta, nel caso, segnalatelo nei commenti. Ad esempio, quelle specie di pigne rosse (vanno moltissimo, non mi sembrava che si muovessero nelle vasche), oppure quegli inquietanti tubi rosa (quelli si muovevano eccome).
Non so perché, invece, alla fine non ho fotografato le cozze preistoriche: dimensioni medie pari alla lunghezza del mio avambraccio. Ma son davvero cozze? Inquietanti.

Seoul, Noryangjin 6
Seoul, Noryangjin 7
Seoul, Noryangjin 8
Seoul, Noryangjin 11
Seoul, Noryangjin 12
Seoul, Noryangjin 13
Seoul, Noryangjin 14
Seoul, Noryangjin 15
Seoul, Noryangjin fish market

In generale una delle cose belle dei mercati è proprio che ci si mangia parecchio, qualunque cosa volendo, ma comunque tutto strettamente locale, sia nello stile che nella cucina.
Non ci vedrete mai, chessò, un Kraze Burger o un Paris Baguette fra le vie di un mercato, al massimo vi aspettano nel distretto più vicino, due blocchi più in là. Sta al vostro metabolismo. Calcolate che dopo tre ore di maratona, fotografie e trattative, a trentacinque gradi all'ombra e umidità al novantacinque per cento fra le bancarelle, raggiungere l'hamburger più vicino senza crollare al suolo come dopo una prova di triathlon potrebbe essere più difficile che sopravvivere ad uno street food cinese all'interno di un mercato coreano.
Mica siete in vacanza del resto, son cose che richiedono abnegazione e allenamento olimpico specifico.

Seoul, Hongdae 2
Seoul, Hongdae
Seoul, Namndaemun market 2
Seoul, Namndaemun market 3
Seoul, Namndaemun market 4
Seoul, Namndaemun market 5
Seoul, Namndaemun market 6
Seoul, Namndaemun market 7
Seoul, Namndaemun market

Me ne son fatte parecchie di maratone fra i mercati, come mio solito, da Namndaemun (dove ho barattato la mia mai troppo amata Canon 20D con una 30D usata) a Dongdaemun, da Myeong-dong ad Insadong, passando per Eunha. Ma anche l'inevitabile upper-market Lotte store department a Gwanghwamun, e soprattutto lo sterminato Yongsan electronics market, dove ho ri-barattato a distanza di sole ventiquattr'ore (!) la 30D con un'ancor più aggiornata 40D, altresì usata. Un altro giorno ancora a Seoul e mi facevo la 1D Mark IV.

Non riservano sorprese i mercati di Seoul, rispetto a quelli delle altre metropoli asiatiche. Sono infiniti, alcuni sono ormai nelle mani dei russi, in generale ci si trova di tutto come di consueto da queste parti, si può trattare ma non ovviamente quanto in quelli mediorientali. Diciamo che con un po' di ostinazione e pazienza si può arrivare a grattare un trenta per cento sul prezzo iniziale.
Bidoni sempre in agguato, cianfrusaglie a perdere: insomma, il classico paradiso per tornare a casa con la sacca in più alla quale avevate deciso di rinunciare alla partenza e che, come sempre, vi tocca adesso comprare direttamente al mercato, anch'essa.

A me piaccion sempre i pattern, si sa. Potrei farci un libro intero con i pattern e i patchwork di Seoul.

Seoul, market pattern 1
Seoul, market pattern 2
Seoul, market pattern 3
Seoul, market pattern 4
Seoul, market pattern 5
Seoul, market pattern 6
Seoul, market pattern 7
Seoul, market pattern 8
Seoul, market pattern 9
Seoul, market patterns & patchworks

Non credo tornerò in Corea. Non torno mai in nessun posto, non ho motivo perché sia la Corea ad essere il primo dei posti in cui tornare. Ma mi spiace eccome ripartire senza aver avuto la possibilità di andarci in giro davvero, per questo Paese, al di là di Seoul e della visita lampo a Busan. Sono certo che possa riservare più di una piacevole sorpresa.
Mi è piaciuta Seoul? Mi è piaciuta, sì. Me ne sono innamorato? Mah. Una cotta certamente, ma in parte sicuramente dovuta all'effetto viaggio in sé, per giunta da solo, che amplifica sempre a dismisura ogni singola emozione. Passerà.

Ho bisogno di metabolizzare queste giornate e ci vorrà un po' di tempo, come sempre. Assorbire il rientro è ogni volta più difficile. E poi son state settimane, queste estive, rocambolesche, perse in un turbinìo continuo di fai e disfa la valigia, per cui nemmeno so se torno a casa tutto intero o meno, con tutto quello con cui ero partito.
Devo trovar spazio alle pareti per le stampe coreane. Questo sì, è un problema.

Ventun'ore dopo l'ultima sveglia a Seoul è una domenica di sole sulla Brianza, piuttosto calda direi. Dicon sian le undici della mattina, ho fame come fossero le sei di un pomeriggio che non ha visto pausa pranzo. Non avendo un Kraze Burger a portata di mano controllerò se prima di partire ho lasciato almeno un gelato nel mio desolato frigo vuoto.

Poi è tutto come prima. Come ogni volta. Da domani però.
TAG: seoul, corea del sud
11.26 del 22 Agosto 2010  
 
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