Orizzontintorno Carlo Paschetto
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19 Centodieci/26: Aosta ber alles
OTT Centodieci
Attorno a voi esiste una fetta di umanit, alla quale appartengo mio malgrado, che divide l'universo in occidentalisti ed orientalisti. E no, per questa volta non si parla di Cina, n di imperialismo americano.
Questo per dire che, pur essendo stato educato da orientalista fin dalla nascita per almeno quindici anni, un dato di fatto che io sia innegabilmente occidentalista, anche se il primo amore non si scorda mai, e ci mancherebbe.

Detta in altri termini, io mi sento a casa quando varco le colonne d'Ercole della A5 a Quincinetto, giammai sconfinando oltre Affi, lungo la A22 in direzione nord. E del resto, a ben vedere e sempre alpinisticamente parlando, son persino pi elvetico che crucco (al netto del fatto che preferisca di gran lunga i wrstel alla raclette).

Comunque, lasciando da parte i rossocrociati che nulla c'entran qui, Aosta - o dovrebbe almeno essere di conseguenza - il mio centro di gravit permanente. Ed dunque ancor pi curioso, in effetti, che praticamente non ci sia mai stato prima di avventurarmici per il Progetto 110, perlomeno non pi di due o tre volte in occasione di rapidissime soste caff lungo la rotta di qualche destinazione in quota nei dintorni, o al ritorno da qualche conseguente avventura alpinistica.
Per dire: conosco parecchie delle valli aostane quasi come le mie tasche, potrei disegnarvi l'orografia della regione intera e la rete stradale quasi ad occhi chiusi (sebbene abbia ancora delle imperdonabili sacche di ignoranza in merito), ma di Aosta boh, non saprei bene che dirvi.
Se ben ricordo ho ordinato qui qualche anno fa il mio primo ed unico marocchino, in un anonimo bar di periferia nei pressi dell'uscita autostradale, prima di salire verso il Gran San Bernardo.

Cos, l'altro sabato me ne stavo andando verso Chamonix con un tempo che nulla prometteva di buono, anzi. Tipo che la Brenva sembrava l'anticamera dell'inferno, roba che ti fa venir la passione per Sharm el Sheikh ad Agosto con Alpitour. Difatti, al di l del tunnel, acqua di brutto e nubi a terra.
Me ne son tornato di qua del confine dopo un caff piuttosto bagnato ed infreddolito, e ho poi risalito la Vel Veny, una vita che non ci andavo, fino alla sbarra ed al cartello per il rifugio Gonella, che a pensarci, con quelle nuvole l sopra alla testa, metteva i brividi dall'emozione (ma se non sai dov', e soprattutto cos', il Gonella, non capisci).

Sulla via del ritorno la polenta con i funghi di Courmayeur lavorava con ottimi risultati contro la mia scarsissima concentrazione nell'inesorabile guida autostradale tardo pomeridiana. Ho dunque deviato ed opl: Aosta, tanto per riprendermi un po'.
Cos, al milionesimo passaggio nei pressi, mi son levato pure questa dalla lista dei centodieci.

Ebbene Aosta: be', sta in mezzo alle montagne, sotto all'Emilius per la precisione. E fin qui facile.
Mi viene in mente che, m'avessero preso vent'anni fa allo Smalp, ci avrei anche passato una piccola fetta di vita ad Aosta (s, c' stato un momento della mia vita nel quale, visto che tanto in qualche modo mi toccava, avevo pure fatto domanda per lo Smalp con in tasca il sogno segreto di mettermi poi a fare la guida alpina, una volta congedato) (invece fecero carta straccia della mia candidatura, ed oggi aggiusto computer, come dico a Leonardo e Carola).
Comunque: in perfetta coerenza con il funzionamento tutto di questo meraviglioso Paese, mi spedirono invece al mare e dunque, anche allora, niente Aosta.

Com' come non , ad Aosta ci sono un sacco di sassi romani, di quelli ben vecchi per intenderci, assai pi che da altri parti. Perlomeno in termini di colonie meridionali della Francia e della Svizzera, ch altrove in Italia i sassi romani abbondano alla nausea. Ma da queste parti mi sembra invece un fatto abbastanza degno di nota. Oppure semplicemente la mia totale e malcelata ignoranza dei fatti storici del Bel Paese (e non solo).
C' naturalmente un duomo, che poi la solita cattedrale di Santa Maria Assunta, ma non c' Piazza del Duomo, n la piazzetta nel quale il duomo si trova il centro di Aosta.
C' una cripta, nel duomo, analoga a quella che ho visto - dov'era? - ah, s, a Lodi. C' un arco romano, un teatro romano, ed un altro arco romano (brutto). C' un'isola pedonale nel centro storico. Ci son negozi che vendono i soliti gnomi, cartoline, giacche a vento e pipe di legno intagliato.
Ci sono anche i nazisti ad Aosta, che son come i nazisti dell'Illinois, solo che non hanno il megafono, ma distribuiscono volantini nazisti. Il bello che cento metri pi in l ci sono anche quelli della FIOM con le bandiere rosse (ed il megafono, che loro ce l'hanno). I nazisti non son l per quelli della FIOM e comunque nessuno se li fila. Quelli della FIOM non son l per i nazisti: stan facendo un comizio sotto la pioggia, al quale assistono otto persone - otto.
A me comunque non piace passeggiare in un rettangolo di cento metri per dieci chiuso sui lati lunghi dalle case del centro storico di Aosta e su quelli corti da una banda di nazisti da una parte e da dieci operai incazzati aostani della FIOM dall'altra. Sai mai che si notino fra loro mentre tu sei l in mezzo.

C' anche una gran targa per Beato Emerico di Quart, Vescovo di Aosta.
Beato s, ch ai suoi tempi mica c'erano i nazisti di Aosta.

Comunque a me Aosta, con la pioggia e tutti quei campanili con le bifore, trifore e quadrifore, un po' paura la fa. Saran le nubi basse che avvolgono i ghiacciai del Grand Combin.

Aosta1
Aosta, centro storico
Aosta2
Aosta3
Aosta4
Aosta5
Aosta, la cattedrale
Aosta6
Aosta, il municipio
Aosta7
Aosta, porta Pretoria
Aosta8
Aosta, il teatro romano
TAG: Aosta
23.38 del 19 Ottobre 2010  
 
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