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28 Centodieci/28: Ferrara, backstage from Internazionale
OTT Centodieci
Mi ero preso qualche appunto per il "post 110" su Ferrara, ma non so più dove li ho messi. Fra l'altro devo aggiornare tutta la sezione, ché l'archivio fotografico è indietrissimo (come mille altre cose qua dentro, al solito) ed anche la mappa non è allineata alle ultime scorribande.

Comunque.
Ho impiegato un po' a farmela piacere, Ferrara. Sarà anche stata una questione di aspettative, probabilmente. Certo, lipperlì non mi ha fatto una gran impressione, forse anche perché ci sono arrivato sotto una bella pioggia battente, mi sono infilato dritto in albergo e nemmeno mezz'ora dopo ero già chiuso dentro ad un cinema.

In realtà Ferrara è sì piuttosto interessante e bella ma, volessi essere un po' eretico, a mio avviso il fatto è che qualunque capoluogo di provincia italiano che abbia un po' conservato il suo centro storico medievale è "interessante e bello". Se poi inizi a infilarli uno dietro l'altro, come sto facendo io con questo progetto, capisci che un po' il rischio che ti vengano a noia c'è.
Tradotto in altri termini, di Ferrara si potrebbe fare il classico elenco di luoghi comuni applicabile a quasi qualunque cittadina italiana benestante di provincia: monumenti all'altezza, gente cordiale, ci si mangia bene, bei negozi, servizi in linea, bla bla bla.
Il Castello Estense è forse l'unica architettura che di per sé meriti una considerazione a parte, non fosse altro perché è nel cuore di Ferrara perlomeno quanto lo è il Castello Sforzesco a Milano. Il duomo, sì, ma è l'ennesima bella cattedrale italiana. Il Palazzo dei Diamanti è interessante, va bene, ma vieni a vederlo se collezioni centri storici come me, non ci vieni apposta dal Giappone, per dire (no, non è vero: i giapponesi vengono apposta anche qui, ma loro il Progetto 110 lo completano in tre giorni).
Ferrara è insomma il classico posto che ti fa dire che l'Italia è bella. Però, grazie: questo già lo sapevo. E, a pensarci, questa considerazione mi dà lo spunto per uscire un attimo dallo specifico.

A me piacciono i posti che mi stupiscono, che escono dai miei parametri di riferimento, che mi disorientano. Non necessariamente che siano belli. Esistono un sacco di posti belli senz'anima, che non comunicano nulla a parte l'intrinseca ed oggettiva bellezza.
Ma sto solo girando intorno all'accademia dell'ovvio. Come dire?

Ecco, mi viene in mente quel che mi diceva sempre mia nonna, che poi è quel che capita ancora talvolta di sentirmi dire quando, ad esempio, parto per la Corea (no, in effetti non mi è capitato in questo caso, ma l'esempio vale per altre occasioni analoghe): ma che ci vai a fare in Corea, con tutte le cose belle che si sono in Italia? Oppure, declinato diversamente: ma perché invece che andartene in giro per il mondo non t'impàri almeno un po' del tuo Paese?
A parte che il mio Paese lo conosco abbastanza bene, pur con alcune lacune imperdonabili che ho tutto il tempo di colmare, Ferrara è in fondo la mia risposta. Al netto, si intende, della mia ignoranza in storia dell'arte, della mia limitatissima capacità di critica, del mio analfabetismo estetico e culturale, in ragione del quale quel che io sono in grado di dire del duomo di Ferrara è, ad esempio, che "è bello", con un po' di noia.
In effetti, il peccato originale sta probabilmente nel voler affrontare un progetto come questo senza aver gli strumenti minimi per tradurlo in un qualcosa che abbia a fattor comune un po' di senso critico strutturato.

D'altra parte il progetto nasce a mia misura e segue dunque quello che è il mio metro di giudizio di viaggiatore, per quanto analfabeta possa io essere. Potete classificarlo alla voce relativismo culturale, che va di moda.
In altre parole, io credo che il Progetto 110 inizierà a darmi qualche vera soddisfazione quando andrò, chessò, a Catanzaro, a Isernia, a Medio Campidano, a Crotone, ad Enna.
Secondo i miei parametri, son certo che mi sentirò molto più a mio agio (e dunque darò il meglio di me) in quelle occasioni che non in altre città d'arte, ad esempio Urbino o Ravenna, come è stato nel caso di Ferrara. Che c'è da dire (e da fotografare, con un cellulare perdipiù) di Urbino e di Ravenna che non sia già stato detto e fotografato?

Ferrara 01
Ferrara 02
La cattedrale di S.Giorgio, duomo di Ferrara
Ferrara 03
Ferrara 04
La statua di Savonarola, nell'omonima piazza, Ferrara
Ferrara 06
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Palazzo dei Diamanti, Ferrara
Ferrara 07
Ferrara 08
Ferrara 09
Piazza Municipale, Ferrara
Ferrara10
Castello Estense, Ferrara
TAG: ferrara
23.02 del 28 Ottobre 2010  
 
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