Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


30 Alla fine avranno anche me
NOV Segnalazioni, Diario
Avevo letto qualcosa in proposito quando la rottura dello strafichissimo ed indistruttibile cristallo dell'iPhone 4 resiste-anche-ai-meteoriti iniziava ad essere un fenomeno piuttosto diffuso fra i "fortunati" possessori del costosissimo gioiello di punta di Cupertino. Si dice infatti in giro che la sostituzione dell'indistruttibile di cui sopra costi un occhio della testa e richieda pure un tempo non irrilevante.
A voler fare le cose con tutti i crismi e secondo i dettami della religione di appartenenza, perlomeno.

A Milano, all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, nel cuore della Chinatown meneghina, si trovano in fila tre anonimi negozi cinesi di elettronica che quella sostituzione ve la fanno, sembra, non in un mese, non in una settimana e nemmeno in un giorno: impiegano un'ora e la pagate al massimo qualche decina di euro.
Ce ne sono altri di negozi analoghi sparsi in zona, volendo, ma quelli non puoi fare a meno di notarli, sono proprio lì in riga sullo stesso lato di via Rosmini.

Originale che? Seee, vabbè. E allora andate al centro assistenza ufficiale lì vicino, e auguri (ho letto che pare che siano addirittura i commessi del centro in questione a sussurrare ai clienti di rivolgersi ai cinesi, per dire).

Comunque. L'ultimo giorno della mia permanenza a Seoul il mio fedelissimo ed amatissimo Diamond 2 mi ha tradito. Touchscreen in coma profondo, nessuna risposta nemmeno al massaggio cardiaco d'emergenza (pugni e colpi di cacciavite contro lo schermo).
Quando il touchscreen di un Diamond 2 ti molla puoi pure suicidarti e non c'è nulla che tu possa chiedergli di fare, nemmeno spegnerlo (a meno, ovviamente, di togliere la batteria), perché l'interfaccia è esclusivamente, appunto, touch.
Nel senso: se premi il pulsante di spegnimento, lui, beffardo, ti chiede sei sicuro?, e lì ti fotte.

Ci ho provato, nelle settimane seguenti, a cercare un centro di assistenza HTC per capire cosa fare e conformarmi alle tavole della Legge, ma ho presto capito che avrei avuto più fortuna con il Sacro Graal.
Poi mi è venuto in mente quel che avevo letto dei cinesi e sono partito in missione per il misterioso incrocio Sarpi-Rosmini, dove, sappiatelo in partenza, l'unica chance di parcheggiare è smontare direttamente la macchina e vendere i pezzi separatamente ai grossisti gialli lì attorno.

Sono entrato nel primo dei tre famigerati negozi, circondato da un ben di dio di qualunque novità tecnologica la mia mente nerd potesse concepire - e da cinesi, naturalmente, tanti cinesi - ho detto ciao e ho mostrato il mio Diamond 2. Uno dei cinesi dietro il bancone lo ha guardato distrattamente per un picosecondo, ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Sono entrato allora nel secondo negozio, ancor più grande e ripieno di meravigliosi gadget dieci punto zero da far quasi vacillare il mio animo geek, ho detto ciao, ho mostrato il mio Diamond 2 e il cinese dietro il bancone mi ha sorriso (!) e ha detto bello, molto bello, ma non possiamo aggiustaLLo quello, mi spiace.
Ero quasi sul punto di rinunciare e scaraventare il mio bello, molto bello, Diamond 2 nel tombino all'incrocio fra via Paolo Sarpi e via Antonio Rosmini, ma ho fatto un ultimo tentativo con il terzo negozio, il più sfigato all'apparenza, un buco con una sola vetrina, strapieno di cinesi ed alimentatori per cellulari appesi alle pareti tutti aggrovigliati fra loro, scatoloni abbandonati contro i muri colmi di banchi di memoria impolverati, cpu e schede madri, laptop, notebook, netbook, tablet, smartphone, palmari, palmipedi e sa dio che altro.

Mi son fatto largo fra i cinesi, che mi guardavano come quando Jack Burton/Kurt Russel incontra i Signori della morte in Grosso guaio a Chinatown. Parlavano fra loro sottovoce, tutto in cinese strettissimo, ed anche i fumetti sopra le loro teste erano in ideogrammi. Forte della mia proverbiale e lunga esperienza con i gialli, non mi sono fatto intimorire. Ne ho puntato uno dietro il bancone, che sembrava Bruce Lee e che mi fissava con lo sguardo kung-fu, gli ho detto ciao e gli ho mostrato il mio Diamond 2.
Bruce Lee ha solo alzato un po' il mento, senza una parola, come a dire "embè?". Gli ho sussurrato (per adeguarmi all'ambiente) il touchscreen non risponde più, kaput (ché secondo me i cinesi "kaput" lo capiscono) e gliel'ho timidamente avvicinato perché potesse osservarlo.
Lui non lo ha degnato di uno sguardo. Ha detto qualcosa in cinese ad un altro cinese. L'altro cinese, senza nemmeno guardarmi, mi ha detto possiamo faLLo, ma pel questo ci vogliono dieci giolni. Timidamente gli ho chiesto quanto e lui ha detto settantacinque. Gli ho detto va bene. Lui non ha aggiunto una parola, ha preso il telefonino, lo ha fatto sparire e mi ha dato *solo* questo.

HTC2

Sono uscito senza null'altro in mano, cercando perlomeno di fotografare con la memoria il luogo per ritrovarlo e pensando, fra me e me, tanto era perso comunque, nel caso.
Giusto per consolarmi e per convincermi che fosse stata una buona idea.

Dieci giorni dopo mi è arrivata sul cellulare una chiamata da un numero anonimo, il cui contenuto trascrivo tale e quale: "Sono il cinese, è plonto."
Vado, entro, dico ciao sono quello dell'HTC, nessuno dei due o trecento cinesi dentro il buco dice nulla, tranne Bruce Lee che dice ah, sì.
Tira fuori da uno scatolone sotto il bancone, pescandolo in mezzo ad altre decine di cellulari, il mio Diamond 2. Con lo schermo nuovo fiammante, addirittura protetto da una pellicola adesiva. Lo provo. E' ovviamente perfettamente funzionante.
Mi restituisce persino lo schermo danneggiato che ha sostituito. Se quello nuovo non sia un pezzo originale ma un tarocco made in China, be', è assolutamente impossibile capirlo.

Da oggi questo blog, dopo anni di dossieraggio accanito, cambia vergognosamente bandiera e diventa amico dei cinesi.

HTC1
TAG: htc, iphone
01.24 del 30 Novembre 2010  
 
Non ci sono commenti a questo post


Inserisci un commento
Nome
Commento
E-mail
Sito web
Controllo CAPTCHA Image
Altra immagine


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo