Orizzontintorno Carlo Paschetto
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11 Via Redi, 23
NOV Diario, Fotoblog
Ancora pochi giorni e abbandoneremo le nostre quattro mura milanesi. Se vi siete chiesti perché nelle ultime settimane, giornale di bordo a parte, non abbiamo pi aggiornato questo sito, beh, ecco una delle ragioni. I lavori qua dentro riprenderanno non appena il ciclone trasloco si sarà esaurito e, con un pizzico di fortuna, avremo un bel po' di novità.

Così lasciamo Milano. Non è che sia una rivoluzione epocale, ma una bella svolta alla nostra vita sì. Io lascio questa città dopo undici anni, che sommati ai sette che vi ho trascorso da bambino fanno di me un milanese ormai maggiorenne. Oddio, intendiamoci: pi che emigrare ci spostiamo un poco, quel che basta ad avvicinarci un po' alle montagne, trasferirci vicino agli alberi, conquistare una vista aperta a trecentosessanta gradi e portare Leonardo in un mondo pi adatto a lui. Insomma, ci attende una nuova vita di paese e dimensioni quotidiane assai pi circoscritte e a misura umana.
Che significa, anche: fine dello slalom con il passeggino fra le automobili parcheggiate sui marciapiedi; fine della caccia al parcheggio; fine delle finestre in faccia al palazzo di fronte; fine dell'orizzonte grigio piombo; fine delle maledette zanzare nucleari milanesi; fine di questi odori; fine di una lista piuttosto lunga di abitudini che ci siamo cuciti addosso in tutti questi anni e di alcuni rovesci della medaglia che, certo, ci mancheranno. Compresa la focacceria di via Plinio, che per un genovese come me è un distacco traumatico.

Fine, anche, dell'infinita sequenza di immagini scattate dalle finestre di via Redi 23, alcune delle quali sono finite qua dentro, e qui, qui, qui, qui, qui, e ancora qui e qui. Pant, pant. Però... non mi sembrava di avervene rifilate così tante.

Io amo queste immagini. E queste sere ci sto anche giocando un po'...


E' che, talvolta, Milano ti sorprende con delle luci al monossido di piombo e le finestre di via Redi, dalle quali la sera vedi la Madonnina illuminata, sono un discreto punto di osservazione...


E le volte, e le ore, e le stagioni che ho passato a guardare queste luci. Amo questi tetti. Questo orizzonte fisso che non cambia mai. Queste antenne che invadono il mio cielo a trentosessantagradi attorno a me.
Comunque, mi mancheranno.


Avremo invece tutta la corona delle Alpi attorno a noi. Può essere che vi porti a vedere le luci del prossimo temporale avvolgere il Monte Rosa e le Grigne. E scusate se è poco.
00.26 del 11 Novembre 2004  
 
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