Orizzontintorno Carlo Paschetto
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11 Season II, puntata pilota
OTT Pollice verde
E sì, ci siamo ricascati. Avevamo chiuso la stagione scorsa quattro mesi or sono e poco più, con parecchi dubbi sull'opportunità di ripetere l'esperienza, tant'è che mi prefiguravo già un epilogo del thread pollice verde tipo quello della maratona (tema peraltro sul quale tornerò a breve, che vi credete), ma il fatto è che in 'sti mesi quei poveri vasi vuoti son rimasti lì a riempirsi d'acqua piovana e polvere: uno spettacolo fin troppo decadente dopo il brevissimo festival di colori che ci aveva sorpreso e allietato la scorsa primavera.
A un certo punto li avevo pure tirati giù dal parapetto, i vasi, e impilati in un angolo del terrazzo, a fianco di quello ancora pieno di terra secca e dei resti del basilico ormai morto e stecchito.
I preziosissimi bulbi, che con tanto impegno avevo dissotterrato e messo in salvo nei sacchettini di plastica, eran poi pure marciti praticamente tutti, salvo forse quelli dei narcisi. Ragnatele nell'innaffiatoio e guanti da giardiniere abbandonati sopra ai bidoni della differenziata.
Green Hiroshima mon amour, insomma.

Fatto sta che domenica era una bellissima e calda giornata di sole, come sempre più insolitamente questo inizio d'autunno ce ne sta regalando a oltranza, e non è che i Tati ed io avessimo chissà che programmi, complice anche un blocco del traffico che non si capiva se alla fin fine fosse in corso o meno.
E c'è venuto in mente quel centro giardinaggio che vediamo spesso quando andiamo verso la tangenziale, lungo una strada che, blocco del traffico o meno, quasi sicuramente era percorribile.

Così, verso mezzogiorno, ci siam guardati in faccia e ci siam detti vabbè, andiamo un po' a vedere, va'!, e tempo venti minuti spingevamo un carrello vuoto fra le corsie della grande serra, guardandoci attorno smarriti come solo i bimbi in mezzo alla giungla san fare, non fosse che due sì eran bambini, ma il terzo, il vostro autore preferito, è più vicino ai cinquanta che ai quaranta, epperò, come ben sapete ormai se siete frequentatori di queste pagine da tempo, la mia competenza in fatto di vegetali risale tutt'ora alla formazione sugli Album delle mie ricerche dei primi anni '70, per cui a mala pena distinguo una margherita da un carciofo.

E insomma, abbiam fatto il pieno e nel pomeriggio ci siamo rimessi al lavoro come un anno fa, ma questa volta forti dell'esperienza accumulata nella scorsa stagione.
E infatti la quantità giusta di terra l'abbiam centrata quasi subito, sballando solo di una ventina di litri: ché ve lo ricordate, vero, che lo scorso anno abbiamo imparato che la terra si misura in litri e non in chili? (E la benzina in chili e non il litri, ma questo è un altro discorso).

Coi bulbi invece ci abbiam proprio dato dentro e abbiamo un po' esagerato. Detto appunto che quelli recuperati dello scorso anno eran marciti quasi tutti (abbiamo salvato solo i... oddio, già non lo ricordo più... giacinti? Narcisi?... Bah, ormai tanto l'etichetta è andata), ci siamo riforniti di nuovi bulbi di tulipani di tutti i colori, e ancora narcisi e giacinti, ed altri che ora non ricordo e non ho voglia di andare sul terrazzo a verificare.
Per divertirci ancora di più, abbiamo poi mischiato tutto e non abbiamo etichettato nulla, col risultato di fare i vasi completamente a casaccio: detta in altri termini, non abbiamo la minima idea di cosa verrà fuori e dove (ammesso che qualcosa venga fuori), con la sola eccezione del vaso con i nuovi fiori azzurri sconosciuti e dei tulipani olandesi che ci han regalato.

Ai crocchi questa volta abbiamo rinunciato, ché un anno fa, a causa della loro precocità, avevano bruciato gli altri fiori sul tempo, col risultato di lasciarci un vaso sguarnito al momento della fioritura di tutti gli altri.
Abbiamo desistito anche dalle classiche piantine di basilico eccetera: solo fiori questa volta.
Forti però, appunto, dell'esperienza passata, questa volta, dopo aver sotterrato i bulbi, abbiamo trapiantato negli strati superficiali di terra un po' di viole che, mi dicono, essendo piante da semi e non da bulbi, che quindi possono tranquillamente convivere in mezzo ai bulbi senza arrecare loro alcun danno. Le viole, ora, sono fiorite e guarniscono i vasi in superficie: una piacevole soluzione invece di lasciar lì i vasi riempiti di nuda terra, in attesa che i bulbi germoglino la prossima primavera.
Quando si avvicinerà il momento, sarà facile (pare) estirpare le viole, lasciano lo spazio ai fiori da bulbo.

Dunque si ricomincia. E adesso andiamo a comprare i venti litri di terra che, tant'è, ci mancano per finire gli ultimi vasi.

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TAG: giardinaggio, fiori, piante, narcisi, tulipani, giacinti, viole
09.58 del 11 Ottobre 2011  
 
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