Nel frattempo mi sono iscritto anche a Path. Probabilmente, per quanto mi riguarda, farà la fine di altri esperimenti tipo iLike, Tumblr o, più recentemente, Diaspora (e di questo passo anche Google Plus).
Per ora quel che mi attira è l'idea alla base, che è un po' quella originale di Twitter usato con un profilo chiuso. Diversamente da quest'ultimo, però, che per natura rimane (o è diventato?) una piattaforma di microblogging aperta alla condivisione verso un'audience allargata, Path ha più le caratteristiche di una semplice timeline personale: una sorta di self tracking, di diario intimo, da aprirsi eventualmente solo a un ristretto gruppo di amici prossimi, ma non necessariamente.
Il punto chiave, ovviamente, è l'aggiornamento del profilo: mi sembra che l'uso attivo possa avere un senso solo se mantenuto con una certa regolarità. Per contro c'è il consueto problema di sovrapposizione dei contenuti con gli altri social network: Path può al solito combinare geolocalizzazione, import di immagini e musica, semplici stati e commenti, ridondando all'ennesima potenza quel che già ciascuno condivide altrove.
Peraltro, con buona probabilità, con un sottoinsieme della solita cerchia di contatti. |