Orizzontintorno Carlo Paschetto
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20 Aletsch Arena/2
MAR Viaggi verticali
E insomma, il tempo no, non è stato particolarmente clemente, ma non ha nemmeno troppo infierito, ché diciamolo, le previsioni sembravano essere decisamente peggio. Invece il cielo ha regalato giochi di luce che, ci fossero stati una reflex come dio comanda e un buon fotografo in consolle, avrebbero dato grandi soddisfazioni, altro che un classico cielo blu, te lo dico io.
Invece no, c'erano un iPhone e un mediocre fotoblogger.

Sull'Aletschgletscher c'ero già stato almeno altre due volte dalla parte opposta, circa una ventina di chilometri lassù a monte, in Oberland, dove nasce: una volta nel '94 per salire il Mönch, che qua e là spunta all'orizzonte in alcune foto; una seconda nel 2005 per portarci Tato grande, allora unenne, alla sua prima esperienza in alta quota.
Su questo versante, qua in fondo nel Vallese, non ero invece mai stato. E lo spettacolo è forse ancor più grandioso, sebbene appaia evidente che il meglio di sé lo dà probabilmente in estate, quando l'infinita lingua di ghiaccio non è ricoperta dalla neve e si insinua fra i boschi e le morene del fondo valle. Di fatto, più Himalaya di così, fra le Alpi non è possibile.

E a star quassù mi è tornata voglia della mia aria sottile, parecchio. Ché son quasi quattro anni dacché ho appeso ramponi e picche al chiodo, e fino ad oggi rimpianti pochi, o perlomeno controllati: poca voglia di tornare a misurarmi col mio verticale, e solo e sempre più il piacere di andare per i miei monti con l'unico scopo di insegnarli ai Tati e di portarli con me.
Ma poi me ne stavo lì, sulla cima dell'Eggishorn, a guardarmi il ghiacciaio sul quale corre la via normale dell'Aletschhorn e a pensare a quanti anni l'ho inseguito per inserirlo nella mia lista di collezionista di Quattromila, e mi sembrava quasi di poterlo toccare con mano. Così mi son chiesto come mai mi trovavo lì e non laggiù, a risalire quei pendii, a tracciare la mia scia nella neve polverosa con lo zaino sulle spalle.
E qualcosa di sottilmente struggente si è un po' impadronito di me.

Dall'Eggishorn l'orizzonte abbraccia almeno la metà dei Quattromila delle Alpi: dalla catena del Rosa al Cervino, alle cime del Mischabel tutte, alla Dent Blanche. E ancora la Weissmies e il Lagginhorn, le vette dell'Oberland e il Bishorn.
E quante ne ho salite, di queste. Me ne stavo lassù a contarle, a riconoscerle una per una, a immaginarmi e a ricordarmi come ero in cima a ognuna di esse: solo soletto sulla vetta dell'Alphubel nel '96, dello Strahlhorn nel '97, della Gniffetti e della Zumstein nel '94. Col Bomba sul Mönch nel '96 e sull'Allalinhorn nel '93. Con Mauro sulla Weissmies nel 2008, il mio ultimo Quattromila...

Nostalgia a parte, l'Aletsch Arena, di per sé, alla fine è stata una scelta assai indovinata per la mia minisettimana bianca. Dopo l'esperienza di quattro anni fa alle Portes du soleil, puntavo a un altro comprensorio esteso abbastanza da consentire quattro o cinque giornate piene di sci vario, che offrisse parecchie discese impegnative e si prestasse, almeno in parte, a itinerari fuoripista.
Detto che sulle Alpi l'estensione e la varietà de Les portes du soleil non hanno in assoluto rivali, quel che mi interessava era comunque una dimensione ambientale il più umana possibile, anche a scapito delle effettive possibilità sciistiche. Qualcosa insomma di molto simile a quell'atmosfera che avevo trovato a Champery.

Inizialmente avevo preso in considerazione anche altre stazioni famose: l'Espace Killy in Val d'Isere, l'Alpe d'Heuz, Paradiski a Les Arcs, Les trois vallées (Courchevel, Val Thorens, Les Menuires e Meribel), Les 4 vallées di Verbier e, in Austria, St.Anton e il comprensorio dell'Arlberg.
Sulla carta, dei comprensori francesi sembrava salvarsi solo (forse) Val d'Isere, ma non ho trovato posto. Le altre località mi sembravano più che altro delle immense colate di cemento, grappoli di atroci condomini multiproprietà inseriti in contesti sciistici estesi per centinaia di chilometri, serviti da dozzine e dozzine di impianti e verosimilmente assordati da musica house pompata a tutto volume dai punti di ristoro. Decisamente non il mio posto.
Unica apparente eccezione, Les 4 vallées in Svizzera, che quanto a possibilità per il fuoripista mi dicono essere all'altezza di Chamonix, a fronte di un'estensione quasi infinita del comprensorio. Economicamente, però, proibitivo: perlomeno, a inizio marzo non ho trovato una sola sistemazione a meno di duecento euro al giorno, in nessuna delle quattro località servite. Una follia.

Bettmeralp e l'Aletsch Arena li puntavo in realtà da un po' di tempo, affascinato da un articolo che avevo letto su qualche rivista. Il paese, sulla carta, sembrava perfetto: isolato, a duemila metri, raggiungibile solo in funivia. Niente traffico, solo classiche casette svizzere in legno, un piccolo paradiso. Da sciare, parecchio: non quanto negli altri comprensori che avevo guardato, ma pur sempre più di cento chilometri di piste, alcune apparentemente molto impegnative. E infine, a coronamento, il panorama spettacolare sull'Aletschgletscher e su tutti i Quattromila dell'Oberland e del Vallese. Perfetto, dunque.
A Bettmeralp avevo però trovato una sola sistemazione, in un hotel piuttosto carino, ma che logisticamente non sembrava molto invitante: situato dall'altra parte del paese rispetto all'arrivo della funivia, un po' isolato.
Mi sono visto arrivare a fondo valle di sera tardi, direttamente dall'ufficio a Milano; caricarmi trolley, sacca degli scarponi e sci in spalla, e prendere la funivia. Arrivare su al buio, riprendermi tutto in spalla e attraversare il paese a piedi, per uno o due chilometri fino all'hotel, trascinando il trolley nella neve. E no, mi è un po' passata la voglia.
Così ho puntato Fiesch, all'estremità orientale dell'Arena, un piccolo paese servito direttamente dalle ferrovie del Gottardo, dal quale parte una delle funivie che porta direttamente su in quota.

Da Milano in un paio d'ore si può arrivare a Fiesch direttamente in treno, cambiando a Briga e sfruttando le coincidenze e la classica puntualità svizzera. Il servizio è perfetto.
Hotel e funivia sono a poche centinaia di metri dalla stazione, una meraviglia. Di più c'è che, volendo, si possono lasciare sci e scarponi a Fiescheralp, la stazione di arrivo della funivia a 2200m di quota, evitando così di portarseli tutti i giorni dall'albergo su e giù con la funivia. Una comodità in più che completa il quadro.

A Bettmeralp, nei giorni successivi, ci sono poi spesso passato in sci arrivando da Fiescheralp. Il paese è effettivamente bellissimo quanto surreale, con un traffico per le strade fatto solo di gente in sci, motoslitte e neonati che vengono trascinati sulle slitte, in assenza di viabilità adatta ai passeggini e alle carrozzine. L'hotel che avevo visto non era poi così lontano dalla funivia, si poteva fare.
Sciisticamente, comunque, Fiescheralp è la migliore delle tre stazioni dell'Aletsch Arena.

Da non perdere le aeree piste tracciate lungo la panoramica cresta spartiacque che si affaccia proprio sulla verticale dell'Aletschgletscher: la lunga e spettacolare nera che scende dai quasi tremila metri della cima dell'Eggishorn e le due piste lunghissime che staccano dalla vetta del Bettmerhorn, con una menzione particolare per la Tunnelpiste, la cui parte iniziale corre in un tunnel scavato nella montagna, all'uscita del quale si è attesi da un bel muro verticale, con un'inclinazione che sfiora i 40°: un salto raro per una pista battuta.
Se le condizioni lo permettono, itinerari fuoripista per tutti i gusti. Soprattutto, anche in questo caso, una bella picchiata giù dall'Eggishorn: più di mille metri di dislivello da tracciare sul versante opposto a quello della pista nera.

Infine, foto in archivio, come di consueto. Di più c'è anche qualche bella panoramica.

Fiesch04
Panorama verso l'Alpe Devero dalla cima del Bettmerhorn
Fiesch05
La spettacolare pista che scende dall'Eggishorn
Fiesch06
Un raggio di sole sui contrafforti del Mönch
Fiesch07
L'Aletschgletscher dal Riederfurka
Fiesch08
Self portrait in cresta al Bettmerhorn
TAG: fiesch, bettmeralp, aletsch arena, aletschgletscher
17.55 del 20 Marzo 2013  
 
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