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16 Storia (vera) di Koltur
MAG Travel Log: Fær Øer
Agli inizi del '900 nell'isola di Koltur vivevano circa due dozzine di persone. Per farvi un'idea di che accidenti di vita potessero condurre, guardate la foto qua sotto o googlate un po', e immaginatevi di essere dispersi nell'alto Atlantico, a sessantadue gradi di latitudine, d'inverno, agli inizi del secolo scorso, su quel cazzo di scoglio, senza corrente elettrica, legna, acqua corrente (suppongo), telefono e alcun mezzo di comunicazione con il resto del mondo.

Un ragazzo della piccola comunità di Koltur, tale Magnus, si era innamorato di una ragazza che viveva a Hestur, la vicina isola dalla quale Koltur è separata da un braccio di mare largo circa un chilometro, caratterizzato da forti correnti, maree e naturalmente una temperatura tipica dell'Atlantico a queste latitudini.
Un giorno Magnus decise di attraversare a nuoto lo stretto per raggiungere la tipa, approfittando della bassa marea e contando di riuscire a tornare qualche ora più tardi con l'aiuto dell'onda contraria di alta marea, che lo avrebbe sospinto di nuovo verso Koltur.
A nuoto. Maree. Correnti. Acque gelide. Un chilometro. Raga, l'amore rende davvero idiota l'essere umano.

Fatto sta che il padre della ragazza non era molto d'accordo alla relazione e, armato di ascia e con l'intenzione di ucciderlo, aspettò il pretendente nell'unico punto di facile approdo di Hestur, che per complicare la vicenda ho capito non essere proprio di fronte alla costa di Koltur, ma sul versante opposto dell'isola (raga, l'amore eccetera).
Roba tipo Shining alle Fæe Øer, insomma.
Comunque Magnus non potè nemmeno avvicinarsi a riva e cercò allora di tornare indietro (mi chiedo peraltro come facesse l'animoso padre della ragazza a sapere a che ora sarebbe arrivato il tipo, visto che immagino non è che i due ragazzi si siano prima telefonati per darsi un appuntamento, ma vabbè).
Il coraggioso (e fuori di testa) ragazzo scomparve nello stretto e non fu mai più visto.
Fine della storia.

Mi rimane un altro dubbio: se i testimoni furono solo Magnus e il padre incazzato, chi ha raccontato questa versione(*) dei fatti?

Oggi Koltur è ancora difficilmente raggiungibile, soprattutto in inverno, quando le condizioni meteo di fatto impediscono (quasi) gli atterraggi dell'elicottero e gli avvicinamenti in barca. La famiglia che ci vive può rimanere completamente isolata per settimane e settimane.

koltur2
Koltur, con Hestur in secondo piano a destra


(*) La storia è raccontata nell'opera "Magnus" del poeta danese Rasmus Christoffer Effersøe (1857-1916). Lo scrivo per esteso, così Google lo indicizza e milioni di studiosi di Effersøe giungeranno a pioggia sul blog, contribuendo alla mia scalata verso il successo.
TAG: koltur, hestur, farøe, føroyar, fær øer
12.39 del 16 Maggio 2013  
 
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