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28 In the flesh
LUG Viaggi fra le note, Segnalazioni
A distanza di due anni dallo spettacolo al Forum di Assago, sono dunque tornato a vedere The Wall. Lo show continua a meritare e ad essere forse in assoluto la performance più straordinaria a cui abbia assistito dal vivo. A margine, però, osservo anche che questa volta i settant'anni di Waters si sono fatti sentire e che la voce inizia davvero a perdere colpi e spesso non ce la fa (per buona parte del concerto deve ricorrere a un partner vocalist).
Di più, lo abbiamo visto tutti molto molto affaticato e accaldato, che tutto sommato non è nemmeno strano, visti i più o meno trentacinque gradi all'ombra con aria immobile che regnavano dentro allo stadio.

In qualche modo, poi, lo spettacolo portato in tour due anni fa nei palasport era molto più coinvolgente di quello allestito adesso per i grandi stadi, a parità pressoché assoluta di rappresentazione (le uniche differenze sono nella presentazione di Mother e nel suicidio del maiale). Certo gli effetti speciali e le soluzioni ingegneristiche per portare il concerto negli stadi sono se possibile ancora più straordinarie di quanto visto due anni fa, e il suono è sempre tecnicamente perfetto.
Ma, ecco: forse troppo perfetto. Così perfetto che durante tutto lo spettacolo era possibile conversare tranquillamente con i propri vicini, come se fossimo stati nel nostro salotto di casa ad ascoltare il cd sullo stereo.
Con dozzine di concerti rock alle spalle, deve essere la prima volta in vita mia che mi capita di uscire da uno spettacolo senza che mi fischino le orecchie.

Che, per carità, va benissimo, ché ormai abbiamo tutti una certa età, e del resto l'identità anagrafica della media del pubblico era in linea con le attese.
Solo che fra ascoltare della (bella, bellissima) musica e farsi coinvolgere fin nel midollo da una performance live, purtroppo, passa un solco profondissimo. Che è fatto anche di decibel.

E comunque, Roger, grazie. Mi hai fatto ancora piangere. E ho di nuovo odiato Gilmour per non essere stato lì con te, ché Comfortably Numb senza la sua chitarra, purtroppo, è sempre più solo una normale canzone pop (dio, perdonami perché ho appena bestemmiato, lo so).

TAG: roger waters, the wall, pink floyd
14.40 del 28 Luglio 2013  
 
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