Orizzontintorno Carlo Paschetto
Logo orizzontintorno Carlo Paschetto


03 Canarie/1: just blown to Fuerteventura
AGO Travel Log: Isole Canarie
Quando vi dicono che le Canarie sono ventose quel che cercano di comunicarvi è che la galleria del vento di Maranello, al confronto, è una giostra per bambini. Tipo che oggi, tranquilla giornata di inizio agosto, stagione calda per eccellenza cinquanta miglia al largo della costa del Sahara Occidentale, nord Atlantico, il meteo locale dice ci attestiamo attorno ai 50km/h di media, ma comunque i prossimi giorni è uguale.
Tipo che in teoria ci sono ventisei gradi, forse anche ventotto, ma la Lonely Planet dice che potrebbero essercene anche trentotto, comunque non più di quaranta, ché d'altra parte sempre davanti al Sahara siamo, e per la precisione questo è uno scoglio di sola lava e dune di sabbia bianca trasportata dall'Africa lì davanti, quasi completamente privo di vegetazione, così estremo e surreale e arido e inospitale che nemmeno ti sfiorerebbe l'idea di lasciare per un solo istante la preziosa amicizia dell'aria condizionata della tua auto, e invece te ne vai in giro un po' perplesso fors'anche indossando la felpina, che per fortuna hai ficcato in valigia sfidando all'ultimo grammo i mastini inferociti del check-in di Ryanair, ché sarà anche che ci sono ventisei, forse ventotto gradi e sei davanti al Sahara ad agosto, ma anche sticazzi, pardón, ché nemmeno in piedi riesci a stare, boia di un giuda.

E niente, deve essere l'annata delle isole tempestose, ché solo tre mesi fa avevi di che ridire dell'allucinante clima delle Fær Øer, come se poi fosse strano smazzarsi grandine e neve orizzontali a sessanta gradi di latitudine a fine aprile, e stavi lì a scomodare paragoni con il vento delle Svalbard e della Patagonia, e adesso to', vieni un po' qui a vedere com'è stare alle Canarie, che son più brulle - assai di più, per quanto possibile - delle Fær Øer, a trenta gradi meno di latitudine e venti più di temperatura dell'aria. Poi ne parliamo.

Così, mentre i Tati dormono qui al mio fianco, ché la giornata è stata lunghissima, sveglia alle 3:30, quattro ore di volo attraverso un pezzo di mondo, un'oretta di auto fra pianure di lava e dune mosse, il bagno nell'oceano delle onde grandi - prima volta per Tata piccola - e tutto un nuovo pianeta poi da scoprire giocando e correndo su una delle cinque spiagge più grandi al mondo, dopo che infine sono dunque stramazzati, sfiniti, sfiancati anche dal piccolissimo jet lag che per loro è pur sempre grande, io me ne sto infine qui a raccogliere un istante le idee, le mie prime impressioni, ché son stanco anch'io, ma il vento, l'aliseo atlantico, urla senza sosta fuori, sbattendo contro le finestre e facendo scricchiolare - giuro - i muri, e credetemi, par d'essere peggio che a Tórshavn.

Che adesso lo capisco il perché, qui. Perché le grandi traversate a vela dell'Atlantico lungo la rotta degli alisei parton da qui.
Perché se solo t'azzardi a tirar su un fazzoletto, e la stagione è quella giusta, vieni sbattuto sulle coste de Los Roques senza che tu abbia nemmeno fatto a tempo a dar acqua al timone.
Che comunque, visto da qui, ci vuole del pelo sullo stomaco a metter vela in acqua per andare a sfidare 'sto vento e l'onda lunga atlantica. Ma poi io sono un alpinista, che ne so.

Come e perché poi Tati ed io siamo arrivati fin qui è più o meno presto detto.
C'è innanzitutto che il titolare qui ha sempre da metter nuove bandierine, si sa, e pare ormai che i Tati c'abbian preso gusto, ché del resto la pasta ben quella è.
C'è che ormai son grandicelli e il Mediterraneo ci aveva rotto, e del resto era ben ora di portare Tata piccola un po' più in là. A dir la verità avevamo intenzioni più bellicose assai, ma l'economia della faccenda non era facile da far quadrare, e dunque abbiamo ripiegato - si fa per dire - risolvendo in questo modo l'equazione mare + nuova destinazione + non troppo lontano-ma-non-Mediterraneo. Per le intenzioni davvero bellicose sarà forse per il prossimo anno.
C'è infine che nel 2013 sto dando fondo al mio rush finale per terminare definitivamente l'album dell'Europa, ché dopo le Fær Øer a fine aprile, al ritorno delle Canarie, fra un paio di settimane (ri)partirò alla volta dei Balcani Occidentali per chiudere il conto anche con Albania, Macedonia, Kosovo e Montenegro. A quel punto, secondo l'insindacabile regolamento del CIGV, mi mancheranno ufficialmente solo Azzorre, Madeira e la più impegnativa Islanda, che però rimanderò fino a che non avrò almeno una quindicina di giorni pieni fuori stagione.

E insomma, qui siamo da qualche ora. Del vento vi ho detto, della lava e delle dune anche. Delle grandi onde oceaniche sfidate dai Tati, pure. Sappiate anche che abbiam visto un vero vulcano, nerissimo e a cono perfetto come si conviene per ogni vulcano che si rispetti.
Io sto viaggiando senza reflex. Ormai sta diventando la regola. È possibile che qua mi taglierò spesso le palle per aver voluto rinunciarvi, sappiatelo. Tutto il resto di quel che qui state leggendo e vedendo è made with iPhone+iPad. Sorry per la qualità.

Canarie01
Canarie02
Playa de Jandìa, Fuerteventura
TAG: Canarie, Fuerteventura, Jandìa
23.21 del 03 Agosto 2013  
 
Non ci sono commenti a questo post


Inserisci un commento
Nome
Commento
E-mail
Sito web
Controllo CAPTCHA Image
Altra immagine


orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto orizzontintorno Carlo Paschetto
Copyright 2003-2017 Orizzontintorno   |   P. IVA 09609460960   |   Informazioni   |   info [at] orizzontintorno.com

Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo sito sono licenziati Creative Commons Copyright. Orizzontintorno è un sito web di proprietà di Carlo Paschetto e non è da considerarsi in alcun modo una testata giornalistica in quanto non prevede periodicità nell'aggiornamento. Il titolare non si assume alcuna responsabilità per quanto pubblicato all'interno dei commenti del blog.

logo