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13 Boston/1: quel che non amo de Lamerica
MAR Travel Log: Boston e Bermuda
- Sei solo?
- Sì, sono solo.

Boston Logan, otto di sera, immigration desk. Sono in viaggio da diciotto ore, sono stanco, ho un forte mal di gola, un po' di febbre e pure le orecchie tappate dall'influenza, che ha approfittato del volo per esplodere definitivamente dopo un paio di giorni che la covavo. In altre parole, faccio abbastanza fatica a stare in piedi e l'unica cosa che a questo punto voglio è fiondarmi in hotel il più rapidamente possibile, anche perché per quanto mi riguarda è l'una di notte, Central European Time, e sono in piedi dalle sette di ieri mattina.

- Sei solo?

Il poliziotto, rasato, guance paffute, robusto, sguardo incazzato come nei telefilm americani, indica la coda di gente in attesa, lunghissima: sono sbarcati quattro voli, all'immigrazione ci sono solo quattro corsie aperte e la procedura prevede che a tutti gli stranieri in ingresso vengano prese tutte le impronte digitali e la foto.

- Non c'è nessuno con te? Nessuno in coda che viaggia con te? Amici? Familiari?

Mi guarda fisso e parla velocissimo, lo fa evidentemente apposta. Lui pretende che io lo capisca perfettamente, come se fossi il suo vicino di casa e non uno straniero qualunque appena sbarcato da un volo internazionale.

- Sì, sono solo. Non c'è nessuno con me.
- Perché viaggi da solo?
- Come scusi? In che senso?
- Cosa sei venuto a fare?
- Sono in vacanza.
- Chi devi incontrare? Chi ti aspetta a Boston?
- Nessuno, non conosco nessuno a Boston.
- Dove alloggi?
- Dove ho indicato lì nel modulo, al Royal Sonesta Hotel.
- Chi devi incontrare?
- Nessuno, gliel'ho detto.
- E cosa devi fare allora?
- Scusi, non ho capito. Cosa devo fare cosa?
- Perché sei qui?
- Sono in vacanza. Vacanza.
- E dove devi andare?
- Dove devo andare in che senso? Adesso vado all'hotel...
- E dopo?
- Dopo quando?
- Domani, cosa fai?
- Non lo so cosa faccio domani, andrò in centro a fare un giro!
- Dove?
- Ma dove cosa??
- Devi incontrare qualcuno?
- Non ho capito: vuole sapere se devo incontrare qualcuno qui a Boston?
- Sì, chi devi incontrare?
- Ma nessuno, sono da solo, non conosco nessuno, sono in vacanza!
- Ok, cosa fai domani?
- Non lo so cosa faccio. Vado in centro, faccio un giro.
- Dove?
- Ma non lo so dove, è la prima volta che sono qui!
- E dopo cosa fai? Ad esempio, dopodomani cosa fai, dove vai, cosa vuoi vedere?

Cerco di mantenere la calma, ma sto davvero iniziando a incazzarmi, ad agitarmi, non sto bene, ho bisogno prendermi una Tachipirina e di mettermi a letto, e questo interrogatorio sta prendendo una piega surreale. Fra l'altro l'ultima volta che sono stato in America risale a tre anni fa: hanno già le mie impronte e la mia foto, sono già schedato, quindi che cazzo stiamo a fare qui?
Questo però non ha alcuna intenzione di lasciarmi andare.

Poi mi viene un'illuminazione.

- Ah, ecco: dopodomani vado a vedere la partita dei Boston Celtics, ho già il biglietto.
- Perché?
- Perché cosa?
- Perché vai a vedere i Boston Celtics?
- Perché mi piace il basket!
- E viaggi da solo...
- Sì, viaggio da solo.
- E non ti aspetta nessuno...
- No, non mi aspetta nessuno.
- Perché viaggi da solo?
- Non ho capito, scusi? Vuole sapere perché viaggio da solo?
- Sì, perché?
- Perché mi piace, perché nessuno è venuto con me, ma che domanda è?
- Dove sei stato prima?
- In Italia, arrivo direttamente dall'Italia.
- Quanto ti fermi?
- Cinque giorni.
- E dopo dove vai?
- Alle Bermuda, poi ritorno qui e da qui volo direttamente indietro in Italia.
- E cosa vai a fare alle Bermuda?
- Vado in vacanza anche lì.
- Da solo?
- Ancora?? Certo, sono solo, viaggio da solo!
- Dimostramelo.
- Ma come? Cosa?
- Fammi vedere le prenotazioni.

Tiro fuori tutti i documenti dal trolley. Per fortuna, per quanto ormai mi affidi interamente alla tecnologia, non ho perso l'abitudine di partire stampandomi sempre una copia di tutte le prenotazioni, biglietti, carte d'imbarco, eccetera. Gli consegno il dossier completo. C'è la prenotazione per l'hotel a Boston, quella per le Bermuda, il biglietto per i Boston Celtics, il biglietto Alitalia e quello Delta per il volo Boston-Hamilton.

- Perché sei in vacanza proprio adesso?
- Non ho capito. In che senso?
- Perché fai le vacanze ora?
- Senta, questo è un biglietto premio, ok? Sono venuto a Boston adesso perché l'unica disponibilità sui voli era ora, ho prenotato otto mesi fa. E quindi ho prenotato da solo e sono venuto da solo.
- Sei già venuto altre volte negli Stati Uniti?

È evidente che lo fa apposta, lo sa già, ha tutto sul suo cazzo di computer davanti al suo naso.

- Sì, sono venuto altre volte. Sono stato a New York, a Chicago, a...
- Quand'è l'ultima volta che sei venuto?
- Tre anni fa, sono stato ad Atlanta e alle Hawaii.
- Perché?
- Perché cosa?
- Perché sei stato ad Atlanta?
- Ma per vacanza, santodio!
- Cosa hai visto?
- Ma in che senso?
- Eri da solo?
- Sì ero da solo. Anzi, no! Ero con una mia amica.

Sfoglia il passaporto: adesso si mette male...

- Sei stato in Armenia?
- Sì.
- Perché?
- Per vacanza.
- Hai amici in Armenia?
- No, non ho amici in Armenia, non conosco nessuno in Armenia.
- Sei andato da solo?
- No, ero con un'amica.
- E questo timbro cos'è?
- Georgia. Sono stato anche in Georgia.
- Da solo?
- No, anche lì ero con un'amica.

Ringrazio il cielo di avere un passaporto quasi nuovo. Se avesse visto quello precedente ero fottuto: centinaia di timbri e visti, fra cui quelli di almeno una decina di Paesi nella lista degli Stati canaglia, Iran, Siria, Libano, Bielorussia, almeno tre visti Russi, Cina, Pakistan, sa dio che altro...

Risfoglia tutta la documentazione. Ormai sono venti minuti che mi trattiene, la gente in coda è esasperata da ore di attesa, stanca. Ci saranno cinquecento persone in attesa e solo quattro desk aperti. I più veloci se la cavano in cinque minuti, poi ci sono quelli sospetti come me. Che viaggio da solo, nessuno mi aspetta, non conosco nessuno, faccio le vacanze a marzo e non ho nemmeno un programma preciso di viaggio.

- Sei qui per lavorare?
- No, sono in vacanza.
- E fai le vacanze proprio adesso...
- Sì.
- Quanto ti fermi?
- Gliel'ho detto, cinque giorni.
- E dopo vai alle Bermuda...
- Sì, vede il biglietto e la prenotazione, lì in mezzo alle carte?
- Che lavoro fai in Italia?
- Sono un manager, faccio l'IT manager.
- Come ci vai all'hotel, ti aspetta qualcuno lì fuori? Chi ti accompagna?
- Nessuno, prendo un taxi.
- E vai diretto all'hotel...
- Sì, sono stanco, ho già cenato in aereo.

Mi fissa. Lo fisso. Mi scappa da ridere, ma è nervosismo. Abbozzo un sorriso. Gli ripeto sono solo. Sono stanco. È stanco anche lui, è sera tardi, deve andare a casa da sua moglie.
Mi timbra il passaporto e mi riconsegna tutto.

- Ok guy, take care and have a nice stay in Boston.

Esco, finalmente. Aria. Respiro. Per un attimo sto lì fermo da solo, sul marciapiede deserto dei taxi. Non c'è nessuno. Piove forte e fa freddo. Mi fa male la testa. Sono stanchissimo.
Sono di nuovo in America.
Da solo, questa volta.
TAG: Boston
10.01 del 13 Marzo 2014  
 
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