Orizzontintorno Carlo Paschetto
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19 South Africa /6: driving a Toyota Fortuner 3.0d 4x4
AGO Travel Log: Sudafrica e Swaziland
Cose che ho imparato guidando un enorme fuoristrada bianco da due tonnellate per oltre tremilacinquecento chilometri attraverso Sudafrica, Lesotho e Swaziland.

La polizia ti ferma. Non spesso, ma accade. Di solito vogliono solo sapere di dove sei, che giro stai facendo, se la tua patente internazionale è valida (e lo chiedono loro a me?), come si dice buongiorno e arrivederci nella tua lingua e insegnartelo nella loro, che cambia a ogni curva, perché ci sono settordicimila lingue ufficiali, ogni poliziotto appartiene a un'etnia differente e ogni etnia ha il suo modo di dirlo. Oppure è solo a te che pare.

Poi accade la volta che - secondo loro - non hai rispettato uno stop in mezzo a una strada deserta per decine di chilometri, che si perde nel nulla. Ti fermano, il poliziotto si avvicina, ti chiede come al solito la patente e ti dice che sei nei guai. Ti mostra il tariffario per l'infrazione (2500 rand, circa 175 euro), inizia a farti il verbale e ti dice che devi presentarti al posto di polizia della prossima città. Ti chiede se hai il navigatore e ti spiega lo stesso bene come trovarlo. Tu dici ok, gli dai ragione e lasci fare.
Allora smette di scrivere, ti guarda e ti dice che capisce che sia una bella seccatura. Ti chiede da dove vieni, da quanto sei in Sudafrica, dove stai andando, quando riparti. Sottolinea che 2500 rand in effetti sono una bella quantità di soldi e scuote la testa. Ti chiede se li hai cash perché, spiega, alla stazione di polizia dovrai pagare in contanti. Gli rispondi che pensi di sì e lui ti chiede di verificare, lìpperlì. Così può controllare, lui, quanti soldi hai.
La scenetta va avanti. Ripete che 2500 rand sono un mucchio di soldi, ma che forse possiamo fare in altro modo, così che tu non debba preoccuparti e avere noie alla stazione di polizia. Lo guardi tranquillo e gli chiedi ah sì, e come?
Risponde che possiamo chiuderla lì se paghi subito 600 rand. Sipario.

Poi. Non hai quasi mai bisogno di sorpassare: primo, perché le strade sono deserte; secondo, perché - nel caso - quello più lento che ti sta davanti si sposta a sinistra in corsia di emergenza per lasciarti passare.
Quando accade, appena lo hai superato devi fargli le doppie frecce per ringraziarlo e lui ti fa i fari per contraccambiare.

Gli autoarticolati sudafricani sono tutti a doppio rimorchio e sorpassarli può richiedere un certo tempo, a meno che la strada non sia in salita, nel qual caso procedono a circa tre chilometri all'ora.
I trasporti eccezionali sono targati "ABNORMAL/E": quasi tutti gli autoarticolati, peraltro, sono ABNORMAL/I. A volte gli ABNORMAL/E si sorpassano fra loro: in quel caso puoi decidere di aspettare che abbiano finito la manovra, ammesso che riesca, per i prossimi cento chilometri. Oppure sorpassarli entrambi a destra. O anche a sinistra, se hai un fuoristrada. Oppure contare sul fatto che il più lento si sposti in corsia di emergenza, l'altro tiri dritto cosicché tu possa regolarmente sorpassare nell'altra corsia. Non è peraltro escluso che nella contesa provi a infilarsi un quarto conducente di mezzo qualunque.
Alla fine dei sorpassi, comunque, gran festival di doppie frecce e sfanalate fra tutti i partecipanti.

I dissuasori sudafricani dissuadono davvero: se ci arrivi sopra anche solo a velocità pattini a rotelle, ti disfano la macchina. Quando non ci sono i dissuasori, comunque, ci sono le potholes. Le potholes sono quella roba per cui sono stato felice di aver noleggiato un fuoristrada da due tonnellate con ruote da 22" e ground clearance di mezzo metro.
In Lesotho risparmierebbero un sacco di soldi mettendo cartelli per segnalare quando non ci sono potholes, invece del contrario.

È possibile fare inversione con un fuoristrada da due tonnellate su una traccia larga due metri costituita da due solchi profondi scavati nel terreno argilloso, senza precipitare in un burrone o schiacciarsi contro gli alberi.
Nota: la telecamera posteriore, io, non la so usare.

Dopo anni che mi capita di guidare in Paesi che hanno la guida a sinistra e auto col volante a destra, continuo a confondere le frecce col tergicristallo: ho fatto incazzare dozzine di sudafricani, ma ho sempre avuto il parabrezza pulitissimo.

Per quante migliaia di chilometri di fuoristrada abbia guidato in vita mia, più o meno su qualunque superficie e con qualunque condizione di fondo, la differenza fra me e il nostro amico ranger Matt (che guida la jeep da quando aveva tredici anni, tutti i giorni) è che io giù di lì non scendo nemmeno con la gru, figurati se ci provo con il mio fuoristrada a noleggio da due tonnellate. Piuttosto tento un'inversione impossibile (vedi sopra).
Lui scende e poi risale come io parcheggio la mia auto in garage a casa, mentre contemporaneamente si guarda in giro col binocolo, parla alla ricetrasmittente, mangia un panino, cambia la batteria al cellulare e, se è venuto buio, fa luce attorno alla jeep con il faro alogeno.

Nonostante tutto non ci siamo mai cappottati.

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TAG: sudafrica
12.57 del 19 Agosto 2014  
 
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