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22 Cyprus/2
AGO Travel Log: Cyprus
Per uno come me (e dagli...), che possiedo più o meno un archivio di cinquantamila fotografie scattate in vent'anni di viaggi, essere fermi al primo rullino - più qualche scatto con la piccola digitale - dopo quasi una settimana in viaggio è davvero insolito. Non ho ancora ben capito se è Cipro a non ispirarmi o questo nuovo modo di viaggiare che distoglie completamente la mia attenzione dal guardarmi attorno a caccia di scatti.

Cyprus, day 6, sistemati fra la baia di Makronissos ed Agia Napa. La prima nuvola l'abbiamo vista il quinto giorno. Parlo di qualche nuvola, non di cielo nuvoloso. Peraltro, anche quella qualche nuvola se n'è andata quasi subito nel corso della mattinata. Il cielo qui è perennemente sereno e la luce serale è tagliente e violetta come quella del deserto. Del resto siamo proprio di fronte a Beirut e a pochi passi dalla Siria e dall'Egitto.
Fa caldo, sì, ma non è fastidioso. L'isola è costantemente ventilata e il clima è perfetto. L'acqua è quasi immobile e limpida, e Leonardo si diverte come un pazzo con il suo salvagente a forma di cane.

Con calma, ci guardiamo un po' in giro. Leonardo impone i suoi ritmi e non è esattamente come essere in viaggio da soli. Ci siamo però organizzati perfettamente. Macchina a noleggio pronta ad attenderci all'aeroporto, naturalmente dotata di seggiolino d'ordinanza e aria condizionata. Un paio di apartments con cucinino, living room e lettino prenotati ai due estremi dell'isola, qui (dove ci troviamo ora) e qui (dove trascorreremo la seconda parte della nostra permanenza a Cipro), in modo da poter essere autonomi con pappe e biberon e da garantire al piccolo viaggiatore quello spazio d'azione che in una stanza d'albergo è impossibile avere - e infatti, i primi due giorni a Larnaca non sono stati facilissimi.
Poi, una paletta, un paio di formine, il salvagente di cui sopra, un quaderno e una scatola di matite colorate, e il gioco è fatto. Beh, non è proprio così semplice, ma insomma. Ci stiamo provando.

Grandi spiaggiate a far buche nella sabbia e ogni tanto in giro, su e giù per Cipro. Ad esempio qualche giorno fa, a Lefkara e al monastero di Stavrovrouni, un anello di un centinaio di chilometri nei dintorni di Larnaca.

Kato Lefkara
Kato Lefkara

Poi oggi, in giro per l'estremità orientale dell'isola, fino a toccare la Linea di Attila, ovvero la linea verde presidiata dall'ONU che divide la Repubblica di Cipro dal settore settentrionale occupato dalla Turchia...

Il mare a Green Bay, a sud di Protaras
La chiesa ortodossa di Deryneia
Chiesetta ortodossa a Frenaros
La Linea di Attila a Deryneia... Di qua non si passa!
Il tramonto da Capo Greco verso Agia Napa

Agia Napa tutto sommato non è peggio di quello che potrebbe essere. Viene descritta come una specie di Rimini infestata dal tramonto all'alba da inglesi ubriachi e discoteche, ma in fondo è come mille altri posti analoghi ed è graziata da un mare davvero bello. E poi basta spostarsi qualche chilometro lungo la costa, verso Capo Greco e Protaras, per trovare un mare spettacolare, acque verdi e blu, trasparenti, calde e immobili, e molta meno gente.

Vagabondando nell'entroterra, il territorio ondulato, a tratti desertico, è punteggiato di mulini. A noi sembra di essere in un qualunque posto del Medio Oriente. Potrebbe essere Tunisia, potrebbero essere gli Emirati, potrebbe essere Libano. Rilassante.
Finché non arrivi alla Linea di Attila. Deryneia è surreale: qui è stata fermata l'avanzata dell'esercito turco di occupazione. Trincee, torri di avvistamento dell'ONU, bunker, filo spinato. Ogni tanto qualche incidente e ci scappa il morto.
L'isola è davvero divisa in due: per dire, mi aspettavo una sorta di frontiera fittizia con passaggi controllati da una parte all'altra. Invece un tubo: si passa solo ad un check point a Nicosia, la capitale. E solo in una direzione: dalla Repubblica di Cipro ai territori occupati, con un permesso massimo di otto ore. Chi arriva qui dalla Turchia non ha alcuna possibilità di visitare i territori non occupati. Nicosia (Lefkosìa) è l'ultima capitale al mondo ancora divisa.

Dal view point di Deryneia si può gettare uno sguardo oltre la terra di nessuno: al di là del filo spinato e delle trincee sventola la bandiera turca, ma non è il caso di tirare fuori il teleobiettivo per una foto ad effetto...

Leonardo dorme sul suo seggiolino ancorato al sedile posteriore, i vetri oscurati con un asciugamano affinché non soffra il caldo. E' ora di portarlo a fare il bagno con il suo salvagente-cane detto Bubu. Oggi abbiamo imparato il Geco... "Eco!"
00.42 del 22 Agosto 2005  
 
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