Orizzontintorno Carlo Paschetto
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29 Cyprus/4
AGO Travel Log: Cyprus
Quasi mille chilometri di strade cipriote ormai alle spalle, qualche centinaio di nuove fotografie pronte per l'archivio di casa - che mi riportano in media - e da ieri nuovo campo base a Pafos, settore sud-occidentale dell'isola. Ne abbiamo combinate, questi giorni a zonzo.

Intanto, però, un po' di errata corrige: 'sta storia di Macronissos, o Makronissos, non è affatto chiara. Ognuno lo scrive come cavolo gli pare. Quindi, per quanto mi riguarda mi riallineo alla kappa. E poi chissenefrega, tanto ormai siamo a Pafos.
Secondo: ritiro tutto quello che vi ho detto fino ad oggi. Per caso - ma davvero assolutamente per caso - abbiamo scoperto che non solo c'è un altro varco aperto nella Linea di Attila, non solo è aperto a tutti - turchi, ciprioti, altri bipedi e gatti - ma si può addirittura passare con l'auto a noleggio e scorrazzare per tutto il tempo che si vuole in territorio nemico. Noi, non solo lo abbiamo fatto, ma ci abbiamo proprio dato dentro.

Fatto sta che se provate a chiedere a un qualunque cipriota del sud se sia possibile attraversare la Linea, fingerà di non saperlo, o negherà, o cambierà discorso. A noi, almeno, è successo così. Finché per caso - e anche per sentito dire da qualcuno al tavolo di un ristorante - abbiamo imboccato una strada che costeggia a lungo la Linea fra torrette di avvistamento, postazioni ONU e bunker turchi che si fronteggiano a cinquanta metri di distanza, corsie di filo spinato, cartelli minatori tipo non fotografate, non fermatevi, non parlate, non respirate, non fate un accidente di niente che sennò vi spariamo, abbiamo attraversato un'esagerata base militare inglese fra cartelli tipo non fotografate, non fermatevi e bla bla bla, e seguendo l'unica indicazione Famagusta esistente in tutta la Repubblica di Cipro siamo arrivati davanti ad una sbarra dell'ONU dove, senza battere ciglio, ci hanno fatto passare. Idem (quasi) alla sbarra turca cento metri più avanti... E per magia tutta Cipro si è così spalancata davanti al nostro paraurti (e, per la precisione, davanti a tutte quelle decine di turisti che lo sapevano e a tutti quei ciprioti di entrambi i fronti che passano tranquillamente avanti e indietro tutti i giorni giurando di ignorare se sia possibile farlo...)

A quanto sembra di capire, da un anno a questa parte, con l'entrata della Repubblica di Cipro nella comunità europea e a fronte dell'analoga richiesta della Turchia, qualcuno ha pensato bene che fosse il caso di iniziare a esercitare la sottile arte della diplomazia. Così, sfruttando il passaggio della Linea di Attila all'interno di una delle zone dell'isola a sovranità britannica (già, perché alcuni pezzi di Cipro non sono né greco-ciprioti, né turco-ciprioti, né sotto il controllo dell'ONU, ma appartengono a Sua Maestà...) è stato aperto ufficialmente un varco accessibile ventiquattr'ore a chiunque nei due sensi.
Questa versione dei fatti, naturalmente, vale fino a che non troveremo il prossimo check point transitabile.

Quindi, passaporto in mano, 20 pound per un pezzo di carta scritto in turco che dovrebbe essere un'assicurazione provvisoria per circolare con l'auto oltre la Linea (e meglio che il vostro noleggiatore sud-cipriota non venga mai a sapere che gli state portando di là la sua macchina...) e fine della storia: avete conquistato il vostro secondo visto di ingresso nei territori occupati, o Repubblica turca di Cipro che dir si voglia, e oplà, siete nuovamente oltre il filo spinato. Questa volta, però, uno scatto proibito non l'ho fatto. Non è che l'atmosfera, lipperlì, ìstighi proprio a rischiare.

E dunque, eccovi una bella carrellata su queste giornate. Si parte con Pyla, unico villaggio in tutta l'isola che si trovi all'interno della buffer-zone dell'ONU, proprio sulla Linea e aperto a tutti, dove turchi e greci convivono in pace e serenità, e dove potete vedere automobili immatricolate in entrambi i territori. Nell'unica piazza si fronteggiano un ristorante greco, un bar turco e gli uffici dell'ONU. Sembra di essere all'Ok Corral all'una del pomeriggio e da un momento all'altro vi aspettate che saltino fuori Clint Eastowood, Lee Van Cliff e Gian Maria Volonté. Invece, solo qualche mosca che ronza e lo smarmittare del motorino di uno scugnizzo locale.
Naturalmente, in tutta l'area è vietato fotografare e quindi, proprio per questo, vi regalo le due cose più proibite:

Il posto di controllo dell'ONU nella piazza di Pyla...
Il confine della buffer-zone ONU a Pyla

Vi ricordate, poi, che vi parlavo di mulini disseminati un po' dappertutto in questa regione? Da queste parti l'orizzonte ne è davvero pieno:

Nei pressi di Sotira

E sì, ogni tanto facciamo anche un po' di mare. Siamo tornati dalle parti di Capo Greco con un po' più di calma e tempo a disposizione:

Le Sea Caves di Capo Greco
Capo Greco...
...e i soliti tramonti da Capo Greco verso Agia Napa

Tornati quindi nella Cipro turca, ci siamo immediatamente fiondati nella penisola Karpas, che a quanto pare è la zona più selvaggia e bella dell'isola. Qui nidificano le tartarughe di mare e l'elettricità non è ancora arrivata dappertutto. Un paio di scatti lungo la strada e confermiamo: terra splendida, mare altrettanto.

Yesilköy (Agios Andronikos)
Yenierenköy, capoluogo della penisola di Karpas

E poiché in fondo un po' di cultura non fa mai male, ancora sul fronte turco non poteva mancare un salto alle rovine dell'antica città di Salamis, uno dei siti archeologici più importanti di Cipro:

Le rovine di Salamis
Particolare di una pavimentazione a Salamis

La città più importante in territorio turco è senza dubbio Famagusta. Qualcuno ha scritto che sembra un po' Dresda dopo i bombardamenti subìti durante la Guerra Mondiale. Certo è che le rovine abbandonate delle grandi cattedrali cristiane, alcune delle quali trasformate in moschee, creano un paesaggio piuttosto curioso e a tratti surreale. Il centro storico all'interno dei bastioni veneziani una visita la merita. Inoltre, la cittadina è tranquilla, piacevole, e naturalmente permeata di atmosfera un po' mediorientale.

Le rovine di una cattedrale gotica nel centro di Famagusta
Lala Mustafa Pasa, cattedrale gotica convertita in moschea
Per le vie di Famagusta

Terminate le scorribande nel settore turco (per ora?) abbiamo fatto i bagagli e siamo ripartiti, spostando il nostro campo base da Agia Napa a Pafos, quasi 200 km a ovest, all'altra estremità dell'isola. Durante il trasferimento ne abbiamo approfittato per sostare in alcune delle località più note quaggiù, soprattutto a Kourion e presso Apollo Ylatis, dove si trovano i siti archeologici più interessanti di Cipro.

Ora, queste soste hanno confermato la nostra predilezione (?) per visitare sassi e rovine sempre e comunque nell'orario più infernale possibile: fra mezzogiorno e le tre del pomeriggio. Che qua vuol dire andare a zonzo con circa quaranta gradi, assenza quasi totale di ombra, un sole che ti spacca in due e polvere, polvere, polvere e sabbia ovunque. Te la senti in gola per giornate, dopo. Di più, di questi tempi c'è anche un passeggino che qui va spinto su tracce degne della Parigi-Dakkar, cercando contemporaneamente di scattare fotografie con due macchine fotografiche e con la peggior luce che uno possa andarsi a cercare nell'arco delle ventiquattr'ore.
Tutto questo, a lui, sembra scivolare addosso. Il passeggino non lo degna di uno sguardo, tanto glielo portano in giro il papà e la mamma. In compenso corre dappertutto, raccoglie ogni genere di sassi e legnetti, si rotola senza sosta nella polvere, mette in bocca una gran varietà di potrebbero raccolti per terra (potrebbero essere sassi, potrebbero essere vetri, potrebbero essere rifiuti di ogni genere, insetti, ecc.).
Nel caos di cui sopra, io riesco a mettere insieme queste:

I bei mosaici di Kourion
Le rovine di Kourion
La costa meridionale presso Kourion

Poco prima di arrivare a Pafos, ultima sosta rigeneratrice di questa lunga giornata di trasferimento: ci aspettano un bagno ed una birra a Pissouri, piccola oasi di tranquillità frequentata perlopiù dal turismo locale, e qualche fotografia a Petra Tou Romiou, i bei faraglioni a circa 20 km da Pafos. Naturalmente ci arriviamo troppo presto per le classiche fotografie da tramonto in cinemascope che qui vanno per la maggiore sulle cartoline, ma troppo tardi per non essere in pieno controluce...

Petra Tou Romiou (faraglioni e spiaggia di Afrodite)

Qua il mare è molto diverso dal versante orientale di Cipro e da Agia Napa, è un po' più "ligure": va subito giù, è un po' più freddo e le spiagge sono soprattutto sassose. L'acqua, comunque, è sempre da oscar della bandiera blu.

E' ormai ora di cena quando parcheggiamo davanti alla nostra nuova casa a Kato Pafos. Niente niente male, anche se il luogo è molto diverso da come lo attendevamo. Ma di questo vi racconterò al prossimo giro...
15.44 del 29 Agosto 2005  
 
1 commento pubblicato
avrei bisogno di saperne di pi...
L'ha detto francesca, 7 febbraio 2007 alle 14.12


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