Orizzontintorno Carlo Paschetto
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13 Storia delle mie notti ai tempi del lockdown /1
LUG Fotoblog, Fotografia
Cose che in questi mesi ho imparato scattando millemila foto alla Luna. Alcune elementari, altre ovvie - dopo averle lette da qualche parte; altre meno scontate, frutto perlopiù di tentativi e confronti.

Uno. Se il soggetto è solo la Luna, ovvero se rimaniamo nel campo dell'astrofotografia e non stiamo parlando di roba tipo "la Luna e il campanile", "la Luna e il mare", "la Luna, io e tu", il plenilunio è in assoluto il momento peggiore per tirar fuori delle foto decenti.
A pensarci, certo: quando è luna piena la luce del Sole colpisce perpendicolarmente la superficie, un po' come da noi a mezzogiorno, quindi niente ombre, niente rilievo, niente profondità. In qualunque altra fase l'illuminazione è più radente ed esalta crateri e rilievi, restituendole tridimensionalità. A margine, ho letto che i risultati migliori si ottengono con la luna calante, quando è circa fra il settanta e l'ottanta per cento. Confermo.
Mi sono anche scaricato una app che indica fase lunare e posizione nel cielo in base a calendario, ora e luogo, così posso programmare le mie serate fotonerd (ho scaricato anche altre app per altre cose che c'entrano in qualche modo con la Luna e più in generale con l'astrofotografia, ma ne parliamo alla fine).

Due. Il treppiede. E vabbè, ovvio. Ma c'è treppiede e treppiede, e non è vero affatto che uno qualsiasi va bene, perlomeno con la reflex e un'ottica pesante.
L'astrofotografia richiede la messa a fuoco manuale, soprattutto nel caso della Luna (o del Sole) usando lo zoom spinto a lunghezze elevate. Senza autofocus e comando a distanza, qualunque microvibrazione impercettibile trasmessa dalla mano alla macchina fotografica si propaga lungo le gambe del treppiede, che se è troppo leggero e poco stabile causa un'oscillazione tellurica dell'inquadratura, amplificata in modo proporzionale alla lunghezza della focale. Insomma, sembra di guardare un terremoto.
Quindi, meno il treppiede è solido e proporzionato alla macchina fotografica, più è impossibile mettere a fuoco in modalità manuale, più basterà poi un alito di aria fresca perché l'inquadratura rimanga irrimediabilmente microsfuocata.

Tre. La messa a fuoco, appunto. In modalità manuale, la precisione usando il live view batte dieci a zero quella ottenibile attraverso il mirino.
In genere con la Canon 80D questo è vero anche con l'autofocus, perché per la regolazione il live view fa uso di tutti i punti dello schermo LCD, mentre il mirino ottico utilizza al massimo quarantacinque punti AF. Nel caso di messa a fuoco manuale della Luna, il live view consente di procedere per step successivi, avvicinandosi in modo progressivo con lo zoom digitale e regolando la nitidezza passo per passo.
Con la visione attraverso lo schermo LCD è anche possibile verificare la simulazione dell'esposizione e avere un'idea abbastanza precisa del risultato finale.
Tutta l'operazione di messa a fuoco va fatta veloce, per via del punto Quattro.

Dunque, Quattro. La luna si muove, tanto. Sembra ovvio dirlo, è molto più strano vederlo davvero via via che ci si avvicina con l'inquadratura. Di conseguenza, più si spinge la focale verso lunghezze significative, più è complicato metterla a fuoco e più bisogna fare attenzione al tempo di scatto, perché se l'esposizione è troppo lunga la foto verrà - incredibilmente e per quanto appoggiati a un treppiede - mossa.
Inoltre, se una mossa non ve la date voi mentre mettete a fuoco e se usate una focale molto spinta, tipo 500mm e oltre, al momento di scattare la Luna non sarà più dov'era mentre trafficavate con la regolazione, e quel che è peggio a volte sarà addirittura uscita dall'inquadratura.

Cinque. Scattare ovviamente in modalità manuale, usando un tempo il più rapido possibile e cercando di tenere gli ISO non troppo elevati, perché Luna+atmosfera+luce diffusa+zoom uguale rumore, molto. Diffidate di coloro che consigliano di scattare a ISO 800 o 1600. (Perlomeno a me) vengono delle schifezze.
Dopo settordicimila tentativi a diverse distanze focali, con e senza filtri, ho appurato che per quanto mi riguarda il diaframma perfetto per la Luna è f/11. È vero a 500mm col Sigma 50-500mm e a 300mm col Canon 70-300mm e con il Tamron 16-300mm, con e senza moltiplicatore di focale.
A f/8 le foto sono sempre un po' meno nitide, a f/13 e oltre emergono troppe aberrazioni.
A f/11 si riesce a scattare a ISO100, sebbene abbastanza al limite col tempo di scatto.

Sei. Non è vero che coi filtri ND si ottengono risultati migliori, anzi.
Da qualche parte avevo letto che per fotografare la Luna è sempre consigliato montare un ND64, o addirittura un ND1000, e mi sono dunque procurato i filtri corrispettivi per il Sigma 500mm, spendendo un patrimonio. Non avendo mai usato filtri a densità neutrale, mi sono fidato, anche perché pare che siano gli unici filtri dei quali un buon fotografo non dovrebbe mai fare a meno.
In verità, poiché gli ND mangiano progressivamente una quantità di luce esagerata, gli eventuali vantaggi ottenibili in questo tipo di fotografia vanno inesorabilmente a discapito dei miei punti precedenti: preferenza a ISO bassi, velocità di scatto elevata, diaframma piuttosto chiuso, tutte condizioni che diventano impossibili con un filtro a densità neutrale di valore elevato montato sullo zoom. Con un ND64 e il diaframma a f/11, bisogna portare gli ISO almeno a 800 e il tempo di scatto attorno al secondo.
Portatemi una foto della Luna perfettamente nitida e luminosa, scattata con un ND64 o un ND1000, e sono pronto a ricredermi. Nel frattempo vendo serie di filtri a densità neutrale, praticamente nuovi, diametro 95mm.
(Magari poi basterebbe usare un ND8).

Sette. Scattare sempre in RAW, naturalmente. Usare Adobe Camera Raw per rimuovere foschia e aberrazione cromatica ai bordi e attorno ai crateri, e dare una limatina a rumore, nitidezza e contrasto. Ribilanciare il bianco. Fine.
Personalmente, se lo zoom è spinto (da 500mm in su) preferisco non croppare. È meglio una Luna un po' più piccola nel terzo in alto, che una Luna centrata a riempire tutta l'inquadratura. Questo naturalmente a meno di non essere capaci a fotografare la Luna allo stesso modo esponendo altrettanto correttamente altri soggetti nell'inquadratura. Io non sono (ancora) capace.

Comunque adesso sono pronto per la lunga eclissi del 27 luglio.
[Rettifica: ho letto tre minuti dopo aver pubblicato il post che il 27 non ci sarà alcuna eclissi, è una vecchia notizia del 2018 ripresa per sbaglio da parecchie testate. E vabbè.]

Moon2020
Sigma 50-500mm, focale a 500mm con Kenko 1,4x, ISO100, f/11, 1/15s

E insomma, non viaggio (ancora), non dormo, faccio poche cose. Così (di notte) studio quel che davvero mi piace, che è poi quel che avrei dovuto continuare a fare trent'anni fa, e vabbè. Meglio tardi che mai.
La cosa più interessante è che studio ciò su cui trent'anni fa, per l'appunto, ho fatto la tesi di laurea e su cui ho poi lavorato per ben cinque anni. Vedi la vita, a volte.

Guardo per aria, mi preparo, faccio prove.
Ho imparato la Luna, o almeno un po'.
Sono riuscito a fotografare (male) il transito solare della ISS, di cui ho brevemente raccontato qualche settimana fa.
Da qualche giorno sto tentando coi fulmini, ma i temporali di questi giorni han fatto solo un gran baccano e al massimo qualche bagliore diffuso in mezzo alle nuvole, e invece avrei bisogno di qualche bella scarica ramificata. Comunque tengo la macchina pronta, fissa sul treppiede davanti alla finestra di camera. In questo caso peraltro il filtro ND64, e forse anche l'ND1000, servono sì, ma quelli di diametro 77mm, che mi sono costati molto meno.
In agenda ho la cometa Neowise. Qualche chance ce l'ho: dovrebbe essere ben visibile dalla mia terrazza e starà in cielo ancora un po' di giorni. Ovviamente stasera è nuvolo a nord - nord ovest, dove si trova lei, e perfettamente limpido altrove.
Nel frattempo sto approfondendo le tecniche per l'astrofotografia. Studio parecchio e mi attrezzo di conseguenza comprando un sacco di cianfrusaglie e spendendo soldi per roba che potrei usare una sola volta in vita mia, o anche mai. Ad esempio, stasera ho comprato un inutile intervallometro, inutile perché tutto sommato ho già un telecomando e potevo benissimo usare quello, e ho messo nel carrello una maschera di Bahtinov.
Secondo me, quando ci si imbatte (prima) nell'esistenza della maschera di Bahtinov e (dopo) si decide pure di comprarla, ecco, quello è il momento in cui ci vorrebbe qualcuno al fianco che ti ama davvero, ti accarezza la testa, ti chiude il computer e ti prepara una tisana calda.
Poi ho iniziato a preparare i bias frame e i flat frame. Ho capito che i dark frame devo scattarli solo poco prima dei light.
Quando (a cinquantacinque anni) ci si imbatte (prima) nei bias frame e nei flat frame, e (poi) si decide pure di passare una serata a scattare quattrocento foto per prepararli, ecco, quello è il momento in cui si capisce che drogarsi seriamente a vent'anni avrebbe probabilmente fatto male, ma forse avrebbe aperto a una vita più frizzante.

Siccome non sono certo che userò mai davvero i miei bias frame (né che persevererò in questa faccenda), ne metto qui uno, così, perché è comunque bello.
Se sapete cosa sono i bias frame, sì, ho ovviamente alterato l'originale con Adobe Camera Raw portando esposizione e luce al massimo.

Bias
"Bias frame" estratto dalla Canon 80D

Infine ho scaricato sul cellulare anche una app per l'osservazione del cielo, una che localizza temporali e fulmini in tempo reale, un orologio atomico, una per l'analisi dell'inquinamento luminoso, una per il calcolo dell'NPF, una per il calcolo dei transiti astronomici e infine quella già citata per il calcolo dell'orbita lunare. Sul Mac invece mi sono installato un paio di app per lo stacking fotografico massivo.
Intervallometro, maschera di Bahtinov, bias e flat frame, app, eccetera, farebbero parte accessoria del programma in pista per il prossimo mese.
Si suppone che la Luna sia solo un esercizio e che questo post sia la prima puntata di una storia che continua.
Che davvero mi ci metta, è tutto da vedere.
TAG: Luna, astrofotografia, fotografia, Canon
11.21 del 13 Luglio 2020  
   
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