Orizzontintorno Carlo Paschetto
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24 Di nuovo per strada (Centodieci/75-80, parte uno)
AGO Centodieci
Alla fine, considerate le premesse, quest'estate è già stato un miracolo mettere insieme un programma. Cercavo qualcosa da far coi ragazzi in Italia, al più all'estero nelle vicinanze, nel senso, raggiungibile in auto; una decina di giorni suppergiù, niente di particolarmente faticoso, ché non è anno, né per me gli ultimi son stati mesi di grandi energie e motivazione, anzi.
Qualcosa per staccar la testa, non pensare, superare l'estate cercando di rimettere insieme pezzi, recuperare serenità e forze per l'anno che verrà, che si annuncia tutt'altro che facile per il mio ecosistema. Qualcosa che andasse bene per me e per loro, ché portare in giro da solo due adolescenti non è più com'era dieci o anche cinque anni fa, quando ancora eran bambini e mi seguivano ovunque, bastava un nulla per inventare un gioco ogni momento e far di qualunque giornata un'avventura.

Per certi versi oggi è meno faticoso, ché son completamente autonomi, si fan da soli il proprio trolley, viaggiamo quando possibile in camere separate, hanno un cellulare a testa ed entro certi criteri e contesti posso pure dar loro qualche libertà alla sera ovunque siamo, ma per contro diventa sempre più difficile coinvolgerli, o perlomeno condividere interessi con loro, soprattutto considerati alcuni borderline dei miei: per dire, non è ad esempio così immediato trasformare il Progetto 110 in un'ipotesi di vacanza coi ragazzi, se le tappe in programma sono Isernia, Frosinone, Latina, Campobasso; già rischierebbero di affondare un normale adulto che sogna un ombrellone da undici mesi, immagina una coppia di adolescenti che stai per strappare per un paio di settimane alla compagnia del mare, ai fidanzati/e, alle serate in spiaggia. Poi dici il parricidio.
Così, non era in effetti una qualche tappa del Progetto 110 ad essere fra le ipotesi ragionevoli sul tavolo, né peraltro i figli erano la sola ragione per cui. Ma poi.

Avevo in mente qualcosa tipo un breve trekking di due o tre giorni, magari una spiaggiata al volo, guidare un po' in giro, ché i mesi del lockdown mi han lasciato addosso il bisogno di chilometri, di movimento, di viaggio itinerante ancor più di quanto già normalmente non sia nella mia natura e solito fare. Pensavo anche a un ritorno in tenda nel nostro vecchio eremo in Valnontey, ma non avevo gran voglia di mettere in piedi tutta la logistica del caso. O magari in Verdon, dopo trent'anni e più, abbinando qualche giornata sulla Costa Azzurra. Boh, cose così.
Alla fine l'idea me l'ha suggerita un collega alla macchinetta del caffè, accennandomi ai trekking fotografici con guida organizzati nel Parco Nazionale d'Abruzzo e in Majella, a caccia di orsi e lupi. Così mi son messo a googlare. Ho tirato la monetina per scegliere fra alcune possibilità sul piatto e il centro di gravità è infine caduto su un'organizzazione di Pescasseroli, dove abbiamo quindi piazzato il campo base per qualche giorno.
Risolto dunque il problema di inventarmi un obiettivo che attirasse i ragazzi (ma che fosse di stimolo anche per me), ho costruito il resto del giro a inanellare qualche tappa del Centodieci, che tant'è.

Per la verità avevo qualche remora nel tornare in Abruzzo, già meta due anni fa di un breve viaggio per molti versi indimenticabile e costruito in corsa, come questo. Anche in quella occasione ero a caccia di capoluoghi per avanzare nel progetto.
Da allora era rimasto arenato in porto e questi ultimi mesi avevo preso in considerazione l'idea che fosse in via definitiva, che anche il Progetto 110 dovesse finir chiuso in uno scatolone, con mille altre cose. Però.
C'è che io non finisco mai le cose. Le inizio, mi ci accanisco per settimane, mesi, anni, come fossero l'unico scopo della mia vita, e quando ormai ci sono in mezzo, viaggiano regolari, quando so che potrò portarle a termine, le abbandono.
È la storia intera della mia vita.

Così ho guardato la cartina dell'Italia. Partendo dall'Elba avevo diverse opzioni a disposizione e sarebbe stato un peccato buttare l'occasione.
Ho messo in fila Latina e Frosinone, che eran parte di un altro piano mai andato in porto; Isernia e Campobasso, che avrebbero dovuto rientrare nell'itinerario di due anni fa, ma poi non ci fu abbastanza tempo; Chieti e Pescara, sempre lì a tiro e mai timbrate in favore di altre destinazioni.
In mezzo, preciso, il trekking sulle montagne di Pescasseroli e qualche altra deviazione fra Abruzzo, Molise e Marche.

E niente. Con i sei capoluoghi messi in fila a 'sto giro, grazie anche alla pazienza e collaborazione dei "Tati", sono arrivato a ottanta capoluoghi su centodieci. Ho impiegato undici anni per arrivare fin qui. Ho la foto scattata col cellulare di ottanta (*) dei centodieci duomi dei capoluoghi italiani (**).
In questi undici anni ho cambiato otto cellulari, ho cambiato tre case e ho vissuto in trasferta in dozzine di hotel in tutti i continenti, ho fatto due giri del mondo completi e un terzo a pezzi, ho cambiato vita almeno tre o quattro volte, ho cambiato non meno di dieci lavori e sono cambiato io, ho fatto cento progetti mai iniziati, altri cento ne ho mollati per strada ed è cambiato tutto attorno a me, ma il Centodieci è sempre lì.
Con questo giro ho completato quattordici regioni su venti. Mi manca Matera in Basilicata, Caserta in Campania. In quattro regioni sto ancora a zero: Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. A spanne, mi serviranno otto-dieci viaggi ancora per concludere il progetto, di questo passo diciamo circa una decina di anni se potrò riprendere a girare il mondo e a inseguire altri progetti, molto meno altrimenti.

Ottanta inizia ad essere un numero importante e no, non lo mollo il progetto. Voglio portarlo in fondo.
È una cazzata. Arriverò a centodieci, impiegherò altri dieci anni e alla fine me ne starò lì, con le mie centodieci brutte fotografie scattate col cellulare, senza sapere che farmene, ma col mio album delle figurine completo. Non serve a nulla, ma serve a me.

Camminando per le vie di Campobasso, mentre ragionava fra sé e sé sul fatto che tutto ciò abbia in effetti una sua logica (da qualcuno ha ben preso), Leonardo all'improvviso mi ha detto "Papà, bisogna che inizi a pensare a un altro progetto per quando avrai terminato questo".
Gli ho risposto che ce l'ho già in mente ed è molto più difficile.
Ovviamente.

(Del trekking nel Parco Nazionale d'Abruzzo ne parliamo al prossimo giro)

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L'itinerario di questa estate
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Situazione attuale del Progetto 110
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Latina, Cattedrale di San Marco
110202002
Frosinone, Cattedrale di S. Maria Assunta
110202003
Isernia, Cattedrale di San Pietro Apostolo
110202004
Campobasso, Cattedrale della Santissima Trinità
110202005
Chieti, Cattedrale di San Giustino
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Pescara, Cattedrale di San Cetteo

(*) In realtà i duomi che ho fotografato fino a oggi sono 83, per via dei doppi capoluoghi: Pesaro-Urbino (PU), Massa-Carrara (MS) e Forlì-Cesena (FC).
(**) Per la verità alla fine saranno 119, contando i doppi capoluoghi dell'Ogliastra (OG), Carbonia-Iglesias (CI), Medio Campidano (VS) e Olbia-Tempio (OT), e il triplo Barletta-Andria-Trani (BT).

Nota per quei due o tre follower superstiti ancora affezionati a questo sito: poiché ormai tengo in vita solo il blog e non aggiorno più le altre pagine di Orizzontintorno, questo viaggio non comparirà nella sezione Spostamenti.
Fotografie e itinerari si trovano ormai tutti su SmugMug.

TAG: Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Chieti, Pescara, Abruzzo, Molise
23.43 del 24 Agosto 2020  
   
1 commento pubblicato
Che bello avere un figlio che ti dice "il tuo progetto".

Siamo fortunati in questo: anche mia figlia, commentai miei strani progetti e forse li comprende anche.
L'ha detto marco, 26 agosto 2020 alle 10.31


Commenti chiusi per questo post


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