Orizzontintorno Carlo Paschetto
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25 Back from Immagimondo 2005
OTT Fotoblog, Iniziative ed eventi, Diario
Me ne sto lì in fondo al buio fra il pubblico, in un angolo, a guardare la proiezione alla quale ho lavorato tutta l'estate. La sala è piena, c'è molta gente in piedi. La musica è al volume giusto, le immagini scorrono sullo schermo. Per fortuna abbiamo risolto al volo gli ultimi problemi tecnici saltati fuori un'ora prima di andare in scena, durante la prova: basta un cavo con l'uscita non compatibile e mesi di lavoro rischiano di andare in fumo.

Mi raccontava Paolo, ieri al nostro stand, che talvolta gli capita di commuoversi quando riguarda da solo le sue fotografie. Lo so bene: ho visto migliaia di volte quelle immagini che sabato pomeriggio il mio computer proiettava sullo schermo: ci sono state notti che le ho odiate, ne ho avuto la nausea. Ma lì in fondo alla sala, al buio, mescolato fra il pubblico, ho fatto fatica a trattenere le lacrime quando, per la milionesima volta, sono arrivato al campo base dell'Everest.
O quando siamo saliti sull'autobus per Lhasa.
O quando abbiamo iniziato la risalita della Karakoram Highway.
O quando siamo entrati a Samarcanda.
O sui titoli di coda, con l'immagine del nostro itinerario tracciato sul planisfero mentre compare in dissolvenza la scritta "Fine...?"

E gli applausi del pubblico in sala.

Sono stati due giorni grandiosi a Immagimondo, fra viaggiatori, storie, fotografie, itinerari impossibili, risate, emozioni. Ed ora, che volete che vi dica?

Dovrei forse raccontarvi di Vladimir ed Alexey, che hanno fondato la Petersburg Auto-Stop League ed organizzato la Global Autostop Race? Spiegarvi com'é che loro, ad Immagimondo, ci sono arrivati in autostop da San Pietroburgo, in 55 ore, con tutto il materiale per allestirsi lo stand? Per la cronaca, si sono dovuti fermare una notte da un amico a Vienna, perché erano in anticipo.
g Ecco, questi due bei tipi hanno lo stand quasi a fianco al nostro. Indossano la loro inconfondibile tuta gialla che li fa sembrare degli speleologi sbucati da un qualche tombino nei dintorni. Fra una chiacchierata e l'altra, Vladimir racconta del suo viaggio in Afghanistan del 2002, nel bel mezzo dell'invasione americana, sotto i bombardamenti. Vladimir, ma che ne pensano di te, che sei russo, in Afghanistan? Ma nulla, non ce l'hanno molto con noi, tutto sommato gli abbiamo costruito i ponti e le strade.
Surreale? Allora forse non devo raccontarvi di quando, durante il solito giretto in autostop in Alaska, per tornare a casa si è imbarcato su un aereo cargo che lo ha scaricato in Kamchatka, da dove poi non è difficile tornare a casa, a San Pietroburgo...
Ecco, vi capitasse di vedere qualche strano personaggio in tuta gialla, con una freccia disegnata sulla schiena, seduto sul bordo di una strada, per favore, tiratelo su e dategli un passaggio.

Devo forse raccontarvi di Cesare ed Elisabeth, che con il loro camper girano il mondo da sette anni e che, dopo una chiacchierata con noi, hanno deciso: partono per Samarcanda. In fondo le strade sono belle, un mese per andare, un mese per tornare, si fa presto.
Cesare ed Elisabeth a Walvis Bay si sono dovuti fermare per un bel po'. Non potevano lasciare il camper in porto e tornare a casa in volo. Così hanno dovuto aspettare che una nave cargo, oltre al camper, tirasse su anche loro.

E che posso dirvi di Davide e Giovanna? Loro, come Cesare ed Elisabeth, hanno lo stand nella sezione "Mondo". E fin qua nulla di che. Del resto sono un po' come noi: presentano viaggi in Amazzonia, in Mongolia, in Cile, in Per, in Egitto, in Islanda. Ora sono in partenza per la Cambogia.
Mi chiedono della Transiberiana. Ne parliamo un po', e può essere che in effetti, Giovanna, possa avere qualche problema con gli scompartimenti. Non mi ricordo se c'è abbastanza spazio per far passare la sua sedia, in effetti.
Mi dice Giovanna, o meglio, Giò: "Ci sono solo due cose che odio: la neve molle ed il fango. In Amazzonia hanno dovuto tirarmi fuori di peso da quanto erano affondate le mie ruote"

Sono davvero in difficoltà, sapete, a raccontarvi della serata con Kurt. Ci ha fatto ridere, ci ha commosso, ci ha stregati, ci ha condotto per mano nel suo immagimondo di sogni ed avventure. Ci ha riportato sul suo K2 e sui suoi Broad Peak, ci ha raccontato storie di cristalli e di sogni, di colori e di odori, di sguardi e di lacrime. Ha mostrato filmati e fotografie straordinarie. Emanuela si è fatta autografare il badge. La sala era piena, straripava di gente.
Ho avuto i brividi. Il suo moto perpetuo mi ha attraversato e io non so che dirvi, se non che ho quasi pianto davanti alla sua foto del Gasherbrum II, con quella nuvola a campana che avvolgeva la piramide sommitale e Kurt che raccontava, "Ecco, quando io guardo questa foto, io penso agli spiriti che mi accompagnano da una vita e so che devo tornare là."

Sorrido, invece, nel raccontarvi di Leonardo in braccio all'amico Touareg, o del tipo col cappello afghano che suonava il flauto fra gli stand. E ancora, il camion di Overland parcheggiato all'ingresso di Immagimondo, ed Ettore Mo che non ce l'ha fatta ad esserci perché non è rientrato in tempo dalla Cina, e le incredibili fotografie in bianco e nero di Giuseppe Tornatore, scattate in inverno in Siberia. Che non so se avete capito, così ve lo ripeto, scattate in inverno, in bianco e nero, in Siberia.

E infine, il parcheggio. Il parcheggio di Immagimondo meriterebbe una storia a sé: decine di Land Rover, e camper che hanno percorso milioni di chilometri negli angoli pi remoti del pianeta, e moto, e camion, e file di casse di materiale, e bivacchi improvvisati nella notte fra sabato e domenica, e gente che parla di assetti ideali per il deserto, per la giungla, per la steppa, per la neve, e carte geografiche scritte in alfabeti lontani, e mappamondi disegnati sulle fiancate di ogni mezzo.

E' impossibile, credetemi: avreste dovuto esserci. Quello che posso fare è rovistare fra i frammenti che abbiamo riportato a casa e sceglierne qualcuno.
Appuntamento al prossimo anno.


L'ingresso di Immagimondo e il camion di Overland
Il nostro stand ad Immagimondo
Lo stand di Emergency
Fra gli stand di Immagimondo
Leonardo fa amicizia con un Touareg
Vladimir ed Alexey
Il flauto magico...
Kurt Diemberger ci dedica il suo ultimo libro
Arrivederci all'anno prossimo!
01.57 del 25 Ottobre 2005  
 
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