Miniguida di sopravvivenza per trasfertisti soli a Parma.
L'Hotel Verdi si trova in centro. O almeno credo. Insomma,
è davanti al Parco Ducale, ma che ne so se è
il centro di Parma. Ci sono arrivato che era già
buio da un pezzo e mi ci ha portato il navigatore. Quando
guido in un centro urbano a caccia di qualche via in mezzo
al traffico, tengo il navigatore su una scala a 100 metri
e quindi la verità è che non ho la minima
idea di dove si trovi l'Hotel Verdi rispetto al centro.
Non ho la minima idea di dove sia il centro di Parma. Non
ho nemmeno idea se Parma abbia un centro. E comunque vaglielo
a raccontare all'Amari di Bangkok che il Verdi è
un hotel a quattro stelle.
Vabbè: sono simpatici, efficienti e, come mi ha detto
una collega, ti coccolano anche un po'. Che, tutto sommato,
se sei un trasfertista solo a Parma può non essere
male.
Nel ristorante a fianco del Verdi mi hanno steso: antipasto
di salumi misti locali, cuore di parmigiano, tortelloni
ripieni di castagne in salsa di mostarda di mele, mezzo
rosso di una qualche cantina di amici suoi. Provaci, dopo,
ad alzarti da tavola.
Gironzolo per il centro di Parma di sera, da solo. E' il
centro? Boh. C'è un fiume. Ora, non iniziate tutti
a dirmi "Ma va'? Ma che bella scoperta e bla bla bla".
Io a Parma ci sono venuto sì e no un paio di volte,
e sempre di sera, e sempre di corsa. E un fiume non lo avevo
mai visto. Non chiedetemi se quello che ho visto è
il Po, il Rio della Plata, o il fiume Parma. Anche perché
ho scoperto che a Parma via Po corre - appunto - a fianco
del fiume Parma: vi sembra normale? Comunque in questo fiume
non c'è molta acqua, quindi escluderei il Rio della
Plata. Ah: come faccio a sapere che a Parma c'è un
fiume Parma? L'ho letto sulla scheda di un hotel.
L'Hotel Verdi non ha posto per la sera successiva, ma vi
ho detto che sono efficienti: mi telefonano nel pomeriggio
e mi dicono che mi hanno trovato una camera all'Hotel Toscanini.
Che, fra parentesi, è davanti al fiume Parma. Come
faccio a sapere che è proprio il fiume Parma? Semplice,
c'è scritto sulla brochure dell'hotel. E comunque
non ho la minima idea di dove si trovi l'hotel rispetto
al centro, per non dire che magari ci sono pure in centro,
ma abbiate pietà: ci sono arrivato che era già
buio da un pezzo e la gente civile stava scodellando la
pasta davanti alla ruota finale di Gerry.
E poi, siamo daccapo: come lo riconosco il centro di Parma?
Se le camere del Toscanini sono tutte come la mia, le quattro
stelle vanno divise una per camera. Non c'è un ristorante,
così esco e mi addentro per le vie. Del centro? Boh.
Non c'è un'anima, comunque. Piacevole passeggiata
sotto ai lampioni, vie strette, non un rumore. Un po' come
aggirarsi per Londra nel 1800, senza la nebbia e Jack lo
squartatore.
Cena alla trattoria Corrieri. Che se siete dei trasfertisti
soli a Parma, ecco, *non* è il posto. Sotto alle
volte di mattoni ad arco, fra prosciutti appesi e tortelli
freschi in esposizione, solo coppiette al miele, tavolate
fracassone di famiglie da venti persone e coppie di consulenti
che fanno i superbrillanti (di solito, lui che ancora non
ha ancora allentato il nodo della cravatta regimental dalle
sette di mattina, camicia bianca e gessatino; lei stagista
che fa la strafiga su tacchi da venti centimetri, alla sua
prima trasferta; lui le spiega quanto è figa la vita
del consulente e fa finta di conoscere tutti i camerieri
del ristorante; tutti e due telefonano in continuazione
e spediscono sms a nastro).
Almeno loro viaggiano in due. Io non mi sono portato nemmeno
un libro. Scemo.
Passeggiata notturna sul lungo fiume, da solo. Burp.
Se siete da soli a Parma potete dire addio ai vostri propositi
di dieta. A Parma parlano con accento parmigiano. E comunque
io di Parma non ci capisco un accidente.
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