Orizzontintorno Carlo Paschetto
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15 Balene azteche a Chernobyl
NOV Mumble mumble
Sabato sera me ne stavo sul divano in stato catatonico davanti a Gaia - no, non è mia figlia, né un cane (conosco qualcuno che ha un cane, pardon, cagna, di nome Gaia), ma il programma in onda su Raitre condotto da Mario Tozzi: per intenderci, quel tipo che se ne va in giro con il martelletto a romper sassi fra uno spezzone di documentario e l'altro.

Io sono un documentarofogo. Sono cresciuto divorando i filmati in bianco e nero di Avventura, che forse qualche coetaneo ricorda: primi anni '70, sigla iniziale "She came in through the bathroom window", nella versione di Joe Cocker (ma il brano era dei Beatles, se non sbaglio); sigla finale la mitica "A salty dog" dei Procol Harum.
Credo di aver iniziato a viaggiare in quel modo, davanti al Radiomarelli di plastica bianca che trasmetteva documentari preistorici e voi, giovani tecnosbarbatelli cresciuti sul satellite con il National Geographic, nemmeno potete immaginare la poesia dei pinguini di Magellano in black-and-white-antenna-permettendo.

Poi vennero il buon Fogar ed il suo Jonathan, ma eravamo già nel futuro ed io, che non ho mai giocato a pallone, collezionavo di conseguenza i miei due di picche: è piuttosto difficile competere con chi tira i calci di rigore e magari è fresco di patente se tu, prossimo ai diciotto, non hai nemmeno il motorino e continui irrimediabilmente a preferire i pinguini di Magellano alla Domenica Sportiva.
Di buono c'è che poco tempo dopo, io, i pinguini di Magellano sono andato a vederli davvero, mentre di norma chi tirava calci al pallone è rimasto a casa a guardarsi la Domenica Sportiva. Di buono c'è anche che, benché sia statisticamente non banale, trovata una donna che ami i pinguini di Magellano quanto voi, con buona probabilità vi amerete tutta la vita. Trovare una donna che ami la Domenica Sportiva è perlopiù utopistico.

Guardavo dunque Tozzi, e riflettevo così sullo scorrere della vita e l'evoluzione della nostra società, sotto all'inusuale angolo di osservazione della produzione dei documentari. Che a voi sembrerà una fesseria, ma è solo perché guardate Angela junior (che poi, a ben vedere, a me induce le medesime riflessioni).

Il fatto è che una volta (ai miei tempi, signora mia...) un documentario era un documentario. Cioè: ti beccavi i pinguini di Magellano e quello guardavi per un'oretta buona, oppure cambiavi canale (ma ai tempi di Avventura c'era ben poco da cambiare). In ogni caso, se non ti addormentavi sul divano, o se Avventura non era solo un buon pretesto per limonare sul divano medesimo, alla fine dei pinguni di Magellano sapevi più o meno tutto lo scibile e potevi far l'appello chiamandoli uno ad uno per nome, o in alternativa tentare la difficilissima carta di conquistare la tua compagna di banco con le teorie sugli ecosistemi dei pinguinidi, che comunque fa sempre un po' alternativo.

Ecco: sabato sera il tema di Gaia era "Influenza aviaria", e fin qua vabbè, anche se trovo di difficile applicazione utilizzare il soggetto in questione con la compagna di banco, soprattutto se avete il raffreddore.
Si parla insomma di virus - cosa sono (se sto ai disegni di Gaia, delle palle viola con gli spillini, tipo riccio), come si diffondono e bla bla bla - e di polli. Nel giro di pochi minuti la trama scivola sull'influenza spagnola, che tutto sommato ci sta. Quindi - siamo negli anni '20 - ci si fionda dentro alla prima guerra mondiale ed alla vita di trincea. Inizio a perdere un po' il filo, ma sembra interessante.

Riempio la lavastoviglie, imposto il programma automatico, asciugo il lavandino e tiro un orecchio alla tv: siamo a Chernobyl e stiamo parlando del disastro dell'86. Come ci siamo arrivati non ne ho la minima idea, ma quasi non faccio a tempo a chiedermelo che già stiamo parlando di produzione di energia nucleare e confronto con i sistemi a carbon fossile. Quindi mi appare di colpo Tozzi con il suo martelletto: è in Sardegna e martella sassi qua e là. In pochi secondi riesce a convincermi dell'evidente legame fra energia nucleare e ricerche sul DNA: infatti ecco lo stesso Tozzi che, all'interno di un laboratorio, sputa dentro ad una provetta (sic!) per farsi analizzare il suo codice genetico.
Ora, mentre alle mie spalle parte il programma automatico a 55º per piatti normalmente sporchi, mi aspetto di assistere a chissà quali rivelazioni sugli antenati del buon Mario e invece no: si cambia di nuovo scena e agganciamo il problema delle megàttere dell'Oceano Artico, che nel XX secolo sono state decimate dalla pesca selvaggia. Inizio ad innervosirmi e a pensare seriamente di cambiar canale e passare alla De Filippi, che in fondo è sempre un bel documentario sui disturbi della personalità umana.

Ma voi lo sapevate che l'ecosistema delle megàttere influenza quello dei leoni di mare e dei cormorani imperiali? E che, soprattutto, c'è un invisibile legame con i fossili del pleiocene presenti nei basalti degli altipiani della Sardegna centrale? Perché, che ci crediate o no, novemila anni fa un'antica civiltà che viveva nel deserto di Atacama in Cile mummificava i propri morti molto prima che lo facessero gli egizi e non vi dico, da allora, come si è sviluppata Città del Messico, che oggi affoga sotto ad una cappa micidiale di smog, mica come al tempo degli aztechi che costruivano le piramidi una dentro all'altra e sono misteriosamente scomparsi per far spazio al veleno della vedova nera e ai lombrichi della Papua Nuova Guinea, che dal canto loro divorano le foglie di eucalipto, no, quelle se le mangia il Panda che però vive in Cina e il problema del buco dell'ozono non lo sfiora perché mica sta in Antartide, dove i conquistadores spagnoli non sono arrivati e quindi non c'è la spagnola, e quindi non ci sono i virus e quindi nemmeno i polli.

...Oooolaaa! Nemmeno il Bersaglio della Settimana Enigmistica (perché avete presente, vero, il Bersaglio della Settimana Enigmistica??) sarebbe riuscito, nello spazio di un'ora e mezza, a permettervi di fare un volo così pindarico. Merita una standing ovation con ola dal divano di sinistra a quello di destra.
Non ci ho capito una mazza e mi gira la testa, ma il risultato è affascinante: il più straordinario gioco di incastri demenziali e neosillogismi che la mente umana possa partorire mi ha portato dall'influenza aviaria a Chernobyl, al DNA, alle megattere, a città del Messico e ritorno diretto al via, dentro alla palla viola con gli spillini.

Vi dicevo che riflettevo sulla vita e sulla nostra società: a pensarci, Gaia non è altro che lo specchio fedele della nostra era. Consumo irrefrenabile, rapidità, grandi immagini (stupende: quanto ad effetti speciali, "2001, Odissea nello spazio" gli fa le pippe ai documentari di oggi). Contenuto prossimo a zero. Non ci capisci un tubo, ma ti droghi di colori e immagini, e al termine dell'indigestione ti sembra di aver mangiato da dio.
Però, quando mangiavi in trattoria consumavi lentamente un solo piatto mediamente buono, il vino non era sofisticato e il giorno dopo ti ricordavi la ricetta e potevi provare a replicarla a casa.

E va bene, dite pure che sto diventando un vecchio rompiballe che ai-miei-tempi-signora-mia. Comunque io domenica mattina non mi ricordavo già più perché le megattere dell'Oceano Artico non si soffiano il naso e come hanno fatto a scoprire il DNA facendo saltare in aria Chernobyl. Ma, soprattutto, perché accidenti i polli mummificavano gli spagnoli. O erano gli spagnoli a cucinare dentro alle piramidi?
Diavolo di un Tozzi.
00.11 del 15 Novembre 2005  
 
2 commenti pubblicati
Tutto questo perchè non fai come noi "sbarbatelli" come dici tu e non guardi national geographic o discovery channell. Alla fine dei documentari su questi canali sai tutto sull'argomento come tu sai tutto dei pinguini di Magellano e quindi puoi tornare a fare l'alternativo con le compagne di banco.
L'ha detto Roberto, 16 novembre 2005 alle 14.56
Che dire...mi ricordo dei documentari di Fogar ma soprattutto mi ricordo le migliaia di pagine delle Enciclopedie sfogliate per soddisfare la mia curiosità. Non puoi capire quanto abbia riso leggendo il tuo Blog: sono pensieri che certe trasmissioni spesso mi suscitano e mi sono "ritrovata" fra le tue righe visto che anch'io ho seguito la "saga" dei virus con volo pindarico annesso di Tozzi! Ciao
L'ha detto Serena, 16 novembre 2005 alle 22.38


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