Per una volta, d’istinto, mi sono levato anche io il cappello
dopo aver letto il post
del Neri. Avevo già letto quello
precedente di Lia e, pur apprezzandola da tempo,
in questo caso il suo ragionamento mi aveva lasciato con
qualche perplessità.
Il commento
di Blu mi è poi sembrato equilibrato e tutto sommato
mi sono rimesso il cappello in testa, pur continuando sostanzialmente
a condividere il ragionamento del Neri. E infine, sempre
nei commenti e subito dopo quello di Blu, mi sono letto
la replica
di Lia.
Il dibattito è ad un livello decisamente molto più interessante
ed elevato di tante sciocchezze che ho letto e sentito in
giro sul tema delle vignette danesi, ma qualcosa continua
a stonare nella mia testa.
Il fatto è che a me, credente, a ben vedere il titolo del
post del Neri dà fastidio. Già però esagererei dicendo che
mi irrita. Il Neri è in casa sua, l‚Äôopinione è sua ed è
legittima indipendentemente dal fatto che il suo non credere
urti palesemente il mio credere.
Io non mi sento offeso dal suo titolo, né mi sento indignato.
Al massimo ritengo - e mi ricollego al commento di Blu -
che manchi di rispetto alle mie convinzioni.
Bene: diciamo che allora magari, per ripicca, non lo leggo
per una settimana. Oppure non lo leggo più, va‚Äô. Magari
se lo incontro per strada gli tengo anche un po’ il muso
o mi giro dall’altra parte. Forse potrei arrivare a fargli
una pernacchia e a scrivere su Orizzontintorno che Neri
partecipa alle messe sataniche.
Certo non mi metto a spammargli il blog per vendetta. Né
gli brucio l‚Äôauto, per dire. Né gli sfondo la mailbox con
lettere di minacce, né gli faccio recapitare a casa in omaggio
un Vaio* imbottito di esplosivo.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che la comunicazione
interculturale richieda una soglia di attenzione assai elevata,
come sostiene Lia nel suo post. Ma il punto è che l‚Äôumanità
intera dovrebbe confrontarsi utilizzando una metrica che
perlomeno non preveda una reazione violenta ad un’offesa
non violenta, ancorché magari palesemente stupida (e se
ne può discutere). Non c‚Äôentra un tubo il rispetto della
sensibilità del mondo islamico al tema religioso con i pacchi
bomba alla redazione del giornale, le ambasciate bruciate,
le folle in piazza. Nessuno, da queste parti, mi sembra
abbia in mente di andare a prendere a sassate l’ambasciata
iraniana o si metterebbe a danzare sulle ceneri della bandiera
saudita se un giornale di Ryadh pubblicasse una vignetta
del Papa nudo. E dubito che il Vaticano, peraltro, aizzerebbe
le guardie svizzere contro gli immigrati.
Eccheccazzo, non può sempre essere tutto relativo sotto
al titolo di “Intercultura”.
[commento lasciato su Macchianera
al post
di Gianluca Neri - sotto al mio commento trovate
anche la replica di Lia]
Nota: sul tema trovate spunti molto interessanti anche in
alcuni post di Luca Sofri sul suo Wittgenstein
(ad esempio, qui,
qui,
qui
e qui)
e su Freddie
Nietzsche di Matteo Bordone, che commenta
così
e così.
Update del 6/2/05: avevo rimesso ulteriormente
in discussione la mia posizione dopo aver letto altri commenti
interessanti in risposta al mio. Poi, questa mattina, mi
sono di nuovo levato il cappello grazie a Babsi
Jones. Appunto: relativismo interculturale 'sta
cippa...
*Il Sony Vaio è uno dei
giocattolini preferiti del papà di Macchianera. |