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Va bene, avevo detto qualche giorno. Tutto sommato
sono passati solo dieci mesi. Adesso però ho finalmente
caricato le fotografie scattate lo scorso anno in
Oberland, come peraltro già segnalato fra
le novità del sito. Sono anche (in parte) le ultime
diapositive ad entrare nell'archivio di Orizzontintorno:
da lì in poi, tutto ciò che trovate fra queste
pagine è stato ripreso in digitale.
Riguardando quelle immagini, avevo quasi voglia di lasciarmi
trascinare nuovamente dal tediarvi per qualche migliaio
di battute con il mio Eiger, ma capisco che raccontarvi
di come io possa stare un'ora intera a fissare la cresta
del Mittelegi che si perde fra le nuvole possa anche sembrarvi
perlomeno autistico. Allora, invece di spiegarvelo, questa
volta vi faccio un regalo: qui,
qui
e qui.
Sì, più mi avvicino e più anche a me
fa paura. Ed è proprio lì la magia.
Camminare su quel filo sospeso nell'aria, in bilico sulle
proprie emozioni, trattenendo il respiro ed allo stesso
tempo rubando ogni molecola d'aria sottile, guardando solo
al passo immediatamente successivo. Non alla cima, ché
è sempre troppo lontana, né alle proprie spalle,
che ci sarà tempo, dopo, per riscaldarsi al rifugio
con una tazza di tè, a ripensare ai propri passi.
Se impari a camminare sul filo, poi, quell'emozione te la
porti dentro per sempre e non ti abbandona più. Per
quante volte tu possa ritornare a valle a ritrovare il tuo
cammino in pianura. |
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01.23 del 23 Febbraio 2006
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