Non so come mi è venuta l'idea. C'è che
è notte fonda, fuori piove a scrosci e mi è
saltata l'uscita di domani in Grigna. C'è che ho
rimesso le mani nel film che stavo montando mesi fa. C'è
questo spezzone che abbiamo girato - e credetemi, girato
non è esattamente il termine. Frullato credo
renda meglio l'idea.
Backstage. Stiamo viaggiando a bordo della nostra UAZ russa
nel bel mezzo del Gobi, Mongolia meridionale. Aagii guida
pigramente nel vuoto orientandosi come al solito, un po'
con il sole, un po' a casaccio. Tooroo sgranocchia qualcosa.
Io me ne sto incastrato dietro, ginocchia contro il sedile
anteriore, mani aggrappate alla maniglia. Unica posizione
che in due settimane di deserto ho capito permettermi di
non picchiare la testa contro il soffitto dello UAZ ogni
tre per due.
Sul filo dell'orizzonte, dove il calore si solleva e modifica
la curvatura della luce, all'improvviso Aagii avvista un
branco di gazzelle. Sì, gazzelle in mezzo al Gobi.
Lancia qualche suono gutturale e sorride dietro agli occhiali
da sole. Tooroo traduce: would you like we try to follow
those gazelles so that you can shoot a film?
Ho capito. Le cose si mettono dure, meglio legarsi. Videocamera
in luce rossa. Pronti.
Aagii si cala il cappellino sugli occhi.
E parte.
A cento orari in mezzo alla steppa bruciata del Gobi meridionale.
Live now. Così ora sono qui, di notte, con gli occhi
chiusi, nel mio studio illuminato solo dall'abat-jour.
Fuori diluvia.
Non voglio dirvi nulla. Vi dico solo che ci
ho messo Lenny Kravitz (*).
Altro proprio non ci stava. Me lo sparo a volume inaudito
nelle cuffie, mentre sul monitor scorre questo frullato
che ho appena montato.
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Nota: certo che non si vede un tubazzo. Provateci un po'
voi a girare mentre un autista mongolo pazzo vola sui sassi
del Gobi fracassandovi le ossa contro tutti gli spigoli
di uno UAZ di fabbricazione sovietica.
(*) Versione per Windows Media
Player. Qui
la versione per Real Player.
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