Così siete saliti fin quassù e mentre ti
affacci all'ingresso di quell'imbuto verticale che in effetti,
sì, un po' impressione fa, ripensi ancora per un
istante ai tuoi attacchi. Ma sì: questa mattina,
quando siete partiti sci ai piedi dalla Val Gardena, li
hai chiusi a cento chili per sicurezza. E' vero che sembravano
avere qualcosa di strano, ma per arrivare fin qui ci sono
volute tre ore e parecchi chilometri di discese, e non è
che tu ti sia risparmiato molto.
Così siete saliti fin quassù in cima al Sass
Pordoi, tremila e un po' meno, e fa anche un bel freddo
papero a voler ben vedere. Il sole fa quello che forse va
a varsi un giro dietro le nuvole, e c'è un vento
bestia che solleva nuvole di nevischio, così che
a tratti la visibilità va un po' a farsi benedire.
Niente male il palcoscenico oggi qui in vetta.
I due attori si scambiano le consuete foto di rito, prima
di inforcare gli attrezzi e andare a verificare se davvero
lo sia stata una buona idea, salire fin qui.
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Francesco
in cima al Sass Pordoi e...
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...il titolare
qui, con la Marmolada alle spalle. Pronti?
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Vi abbassate per qualche decina di metri sul pianoro di questa
piatta cima, finché Francesco si ferma sull'orlo.
Vi affacciate e guardate giù. Uuuuhh, epperò...
Fa un po' impressione sì, questo attacco della Forcella
Pordoi, ed è piuttosto strettino anzichenò fra
due belle pareti verticali. Le prime dieci, quindici curve,
sono praticamente obbligate. Qualche roccia affiorante. Neve
trasformata e pesante.
Ottocento metri più in basso
il sottilissimo nastro della strada che sale al Passo Pordoi
disegna una sequenza di tornanti neri. Interrompono il manto
bianco che tutto il resto di questo palcoscenico avvolge.
Respiri e scatti.
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Francesco
all'ingresso della Forcella Pordoi...
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Marmolada
e Gran Vernel, dalla Forcella Pordoi
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Calpesti un po' la neve. Francesco si è già
tuffato dentro al canale ed è sceso un centinaio di
metri a valle. La neve tiene. Tu hai scattato qualche fotografia
e adesso ti stai richiedendo, per l'ultima volta, se i tuoi
attacchi davvero reggeranno. Sai com'è, se non reggono
qui, a valle ci arrivi molto rapidamente e nel modo meno indicato.
Massì che tengono, eddai. E poi ormai da qui non si
torna indietro. Si può solo scendere. Guardo Francesco
in basso che è pronto con il teleobiettivo. Metto un
po' gli sci oltre l'orlo. E mi tuffo anche io.
Sì, si. Gli attacchi tengono. Almeno credo. E' il fiato
che non tiene più. E non parliamo delle gambe. E non
parliamo della schiena. Ché qui, ad ogni curva e ad
ogni salto, lascio su qualche metro di dislivello e giù
qualche litrata di acido lattico. Ho i crampi agli avambracci,
per dire.
Mi consolo: non è che ne conosca poi molti che a quarantuno
suonati, dopo un anno di inattività totale, siano in
grado di aprire la stagione scendendo dalla Forcella Pordoi.
Non ne conosco tanti così storditi, intendo. Non ditelo
al mio dottore aggiustaossa ...
Riprendo fiato e scatto qualche foto, va'.
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Sotto alla
parete del Sass Pordoi, scendendo dalla forcella...
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Sì sì. Tengono.
No! Non tengono un beato c***o! Non quello destro almeno!!
Gaaaaasssppppp!!!!
Addio attacco! Lo sento spaccarsi di colpo, mentre carico
tutto il peso per curvare. E va bene che ormai siamo quasi
in fondo e il pendio si è addolcito. Altrimenti credo
vi avrei raccontato una storia diversa oggi.
Sta di fatto che posso dire di essere entrato nella Forcella
Pordoi con due sci e di esserne uscito con uno solo. Non male
per un vecchietto come me, credo.
Tutto è bene quel che finisce bene, no? Così,
ci metto anche qualche scatto fatto prima di salire al Sass
Pordoi.
E così la giornata è finita qui e addio ritorno
in Val Gardena con gli sci ai piedi. E meno male che hanno
inventato i telefoni cellulari. Facciamo che l'anno prossimo
ci riproviamo, eh? Magari con un altro paio di sci...
Fra qualche giorno carico in archivio tutte le foto.
Nota: diffido Francesco dal lasciare commenti ironici :-)
Nota: un grazie di cuore a Virginio Erba, compagno occasionale
di Forcella conosciuto in cima al Sass Pordoi, al quale devo
alcune delle foto qua dentro che ha scattato a me e a Francesco. |